Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

In the Electric Mist – regia di Bertrand Tavernier

In the Electric Mist

IN THE ELECTRIC MIST
un film di Bertrand Tavernier
con Tommy Lee Jones, John Goodman, Justina Machado

In the Electric Mist, film tratto dal quasi omonimo romanzo di James Lee Burke – In the Electric Mist with Confederate Dead, tradotto come L’occhio del ciclone – giunge, dopo quasi tre anni, finalmente anche in Italia, anche se direttamente in home video e senza uno straccio di pubblicità, tanto che se non fossi un ex dipendente Blockbuster e non continuassi a frequentare settimanalmente il mio vecchio posto di lavoro e gli amici che lì ho lasciato, manco me ne sarei accorto. E io adoro James Lee Burke, a tal punto da dedicargli pure il titolo di questo fottuto blog.

Continua, quindi, l’embargo nei confronti di uno tra i migliori scrittori di genere viventi e tra i più formidabili autori e narratori contemporanei di storie e mondi. Se noi quattro appassionati di questo autore nel Bel Paese possiamo vedere un film con Dave Robicheaux come protagonista, beh, dobbiamo ringraziare il regista francese Bertrand Tavernier, appassionato tanto quanto chi frequenta Pegasus Descending. Già autore di un documentario sul Sud degli Stati Uniti d’America e cantore delle sue bellezze e miserie, dei suoi sapori e dei suoi odori, Tavernier incontra James Lee Burke e Tommy Lee Jones per portare sul grande schermo – per la seconda volta, la prima per lui – il detective di New Iberia Dave Robicheaux e forse personaggio meglio riuscito della narrativa dello scrittore della Louisiana.

La storia rimane estremamente fedele al romanzo, seppur con la licenza poetica di ambientarla in un Sud post-Kathrina invece che nel 1993 come nel romanzo di Burke. La lieve modifica, se è vero che non cambia molto ai fini del racconto e dello sviluppo della storia, perché a Dio piacendo tempeste e uragani sono quasi all’ordine del giorno in Louisiana, quello che viene a mancare dall’originale è il continuo rimbalzo tra la vicenda di Dave e il clima del territorio in cui vive e la cornice che l’imminenza dell’uragano conferisce all’intera storia. Fin dalle pagine iniziali del romanzo, infatti, sappiamo che qualcosa, e qualcosa di brutto, dovrà accadere. Lo sa Robicheaux nel momento in cui viene chiamato per il ritrovamento del cadavere di una giovane donna. E lo sanno tutti gli abitanti di New Iberia, Dave incluso, che qualcos’altro di ancora più grosso e che se ne fotte delle miserie e piccolezze umane si sta avvicinando, annunciato da quei nuvoloni neri laggiù sull’orizzonte con le loro scariche elettrostatiche. Questo sentimento di tragedia imminente, ecco, manca nel film di Tavernier, proprio per l’incapacità, forse causata anche dal differente mezzo narrativo – romanzo vs film – di giocare costantemente con il clima e l’ambientazione che, a differenza che nel romanzo, risulta decisamente più statica.

Tommy Lee Jones

Per un appassionato come il sottoscritto è stato invece estremamente divertente e stimolante osservare la trasposizione cinematografica della casa di Dave, del suo negozietto di articoli per pesca, oltre al vedere la scelta del regista per le facce, da Robicheaux con quella di Tommy Lee Jones a Bootsie, passando per la ancora piccola Alafair. Nonostante nelle mie future letture il detective di James Lee Burke rimarrà con la faccia, a dire il vero non molto definita, che si è formata, romanzo dopo romanzo, nella mia mente, un confronto con l’immaginazione altrui è sempre cosa piacevole. Io, per me, raffiguravo in modo totalmente differente l’abitazione della casa di Dave, me l’ero pensata con più verde, un bel giardino e i campi coltivati a un passo, poco lontano dall’acqua del bayou che placido si apriva un varco tra le fronde degli alberi e piante acquatiche. Ma, questa, è l’incredibile avventura della letteratura e specchio sorprendente di quello che è il cervello umano.

Tavernier non inventa niente, essendo invece costretto a potare un po’ la trama e la sua complessità per tradurla in un prodotto esportabile sul grande schermo. Tommy Lee Jones, con la sua faccia dolente e dura allo stesso tempo, è perfetto per il ruolo di Robicheaux, un personaggio liricamente tragico adatto a rappresentare ogni opposizione al decadimento morale e sociale di un’America, e un mondo, che invece sembra fottersene di tutto e tutti. Se nel romanzo la parte spirituale e inconscia riveste, inoltre, un ruolo fondamentale senza, diversamente da altri lavori, scadere mai nella trovata pacchiana e new age, nel film questo aspetto narrativo viene sostanzialmente trascurato rimanendo totalmente scollegato dall’evolversi della storia, a differenza che nel lavoro di Burke dove risulterà addirittura risolutivo dell’intera vicenda, quasi a sottolineare l’incapacità dell’uomo di resistere al destino e a narrazioni, nel bene o nel male, già scritte.

Di seguito il trailer di In the Electric Mist del regista Bertrand Tavernier:

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8 pensieri su “In the Electric Mist – regia di Bertrand Tavernier

  1. Ottima notizia.
    L’avevo acquistato qualche tempo fa a Bruges con l’audio francese.
    A mio modo di vedere un ottimo film. TLJ fantastico nel ruolo di Rub e Tavernier che tocca la storia il meno possibile. Fedele allo spirito di Burke. Lo ricomprerò (giusto per supportare le vendite).

  2. Ottima segnalazione, non sapevo ne avessero fatto un film, corro a recuperarlo. Grazie!

  3. Preso in bluray, 20euro spesi bene.

    • Il Blu-ray italiano è completamente privo degli extra, o sbaglio? Quello francese, che possiedo, ha un sacco di roba

      • no, purtroppo no sbagli, il bluray è carissimo e privo di extra a differenza della versione francese Inoltre è stato masterizzato recentemente e non tutti i lettori bluray lo leggono, neppure dopo aver aggiornato il firmware. Io ho dovuto collegare una consolle per vederlo sulla televisione.

  4. Ah, segnalo anche – forse non lo sapete – che nel 2010 Tavernier ha scritto un bellissimo libro sulle riprese di questo film, una sorta di diario: “Pas à pas dans la brume électrique,” uscito per Flammarion.

  5. No, non lo sapevo del libro di Tavernier, anche se mi sa che è solo in francese e che per la traduzioe dovremmo aspettare il tempo del “mai”… comunque cofermo, niente contenuti extra, manco una mezza intervista o due parole su Burke, niente di niente. Io lo avevo visto in dvd perchè l’ho guardato su in Ossola e sai che lì il blu ray non è ancora arrivato, ma avevo spulciato il retro del blu ray per vedere i contenuti speciali e… sorpresa!

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