Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Il ritratto di Whitney Logan

Dogtown

di Fabio e Jonathan Lotti

Whitney Logan, avvocatessa, e Lupe Ramos, prostituta. Una bella coppia di segugi nel mondo dell’immigrazione clandestina. A Los Angeles, caldo boia come da manuale.

Storia raccontata in prima persona da Whitney, venticinque anni, procuratore legale, lavora in un ufficio carino in un posto non proprio carino: all’angolo un emporio, a pianterreno un ristorante thailandese e “di fronte un noleggiatore di film porno”. Ma ne ho letti di peggio. In difficoltà nel pagare l’affitto e dunque pronta, dopo qualche tentennamento, a seguire il caso della bella e ricca (all’apparenza) Monica Fullbright, direttrice di Crystal’s (dice lei). Obiettivo, ben remunerato, ritrovare la sua governante scomparsa, una certa Carmen Luzano, clandestina guatemalteca. Sospetto da parte di Whitney che non gliela racconti giusta, confermato in seguito dalle indagini (niente direttrice e niente abitazione lussuosa) con la povera governante trovata morta ammazzata.

Altri spunti su Whitney sparsi in qua e là: sesso dimenticato da tempo, abbigliamento “rampante”, “bel viso e capelli fantastici”, biondi a caschetto, tette piccole ma sode, addome piatto. Ginnastica, per rafforzare tutti i muscoli del corpo, al Gold’s Gim seguita da Rodney, gira con una Datson azzurra.

Ricordi che arrivano a sprazzi, le bravate dell’adolescenza e della gioventù, il “peso” e l’assillo del padre, tutti i dubbi e i tormenti di una ricerca che potrebbe anche lasciare. Perché continuava a cercare la ragazza? “Chiunque fosse, era venuta a Los Angeles con sogni simili ai miei: essere libera e avere successo in quella grande città”, le bevute (diverse), la prontezza di spirito, la paura, gli scontri, i momenti di debolezza, di indecisione, la ripresa e la fermezza “Sta’ sicura che scoprirò chi sei e che cosa ti è successo”. Forte e fragile allo stesso tempo.

Prostituta giovanissima Lupe Ramos, che le fa da interprete e ha la fissa di “essere la reincarnazione di Norma Jean”. Sembra svampita ma è sveglia e non priva di deduzioni. Un figlio a casa con la nonna, la foto con sé del suo ragazzo. Una specie di grillo parlante che tende a scuotere la sua compagna di avventura ”Ce l’hai ora, la possibilità di fare qualcosa di buono, un atto di giustizia e di uguaglianza, e invece te ne stai seduta lì”.

In giro per Los Angeles che diventa una parte importante della storia. Nel centro tra i quartieri malfamati e tra quelli eleganti e sfarzosi di Beverly Hills, tra quelli brulicanti di latinos o dove ci sono scuole ebraiche, gallerie d’arte, cinema e librerie porno, centri di detenzione, teatri, agenzie di collocamento, fotografi…

Personaggi particolari che spuntano in qua e là: il mendicante che la sfotte, l’ubriaco che parla con il bicchiere, duri in jeans di marca, culturisti poco vestiti, una coppia giovani breaker neri che balla, coreani ricchi su grandi auto, neri e ispanici pigiati dentro station wagon e insomma tutto il mondo variegato che circola e vive in questa grande città.

Fabio e Jonathan Lotti

La vicenda è ricca di colpi di scena tra cui la scoperta di una nuova identità della morta, manifestanti contro l’ingerenza straniera in Guatemala e in tutto il Centro America, le passioni d’amore che si intersecano fra loro e con certi aspetti di lotta politica, economica e di attività criminale. Una profonda riflessione sul destino che non ripaga i sogni “che la gente è costretta a lasciarsi alle spalle quando viene a vivere a Dogtown”. E Dogtown è, in qualche modo, lo specchio del mondo.

Linguaggio secco, serrato, che scivola nei meandri della coscienza per risalire all’esterno di una società complessa e problematica con qualche leggera punta di costruito che si scorge a fatica. Una malinconia di fondo per quello che si vorrebbe e non è.

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30 pensieri su “Il ritratto di Whitney Logan

  1. Walt in ha detto:

    Per una volta non sono d’accordo. Riposto il mio commento su aNobii:
    Assolutamente deludente. Ho comprato questo libro soprattutto perché tradotto da Conti. L’ho letto fino in fondo, ma non mi ha mai preso, una storia confusa con personaggi al limite della credibilità, pieno di stereotipi e anche la descrizione dei luoghi è più topografica che altro. Insomma non lo consiglierei, c’è molto di meglio in libreria

  2. Fabio Lotti in ha detto:

    Grazie Walt per avere ricordato il nome del traduttore, il nostro Luca Conti che sembra sparito. Non ho scritto che è un capolavoro. Ogni tanto, anzi, mi è parso di avvertire qualcosa di costruito, come ho evidenziato nella presentazione. Però non è stato, per me, deludente.

  3. Io non l’ho letto, quindi non posso esprimermi… l’unica cosa che so è la querelle sulle copertina, credo che chi ha comprato la prima versione, ritirata dopo pochi giorni dalle libreria, tra qualche anno potrebbe avere delle soddisfazioni anche economiche dal punto di vista del collezionismo… un po’ come il Gronchi rosa! Il commento di Walt, di cui mi fido (quasi) ciecamente, mi disincentiva non poco però, mi sa che passa… chissà se qualche lettore di PD che lo ha letto potrà darci qualche riscontro, magari Luca stesso, che mi fa preoccupare (non ha risposto neanche a una mia mail… spero sia solo iperlavoro)

    • Gigistar in ha detto:

      Sì, in pratica la foto di copertina con cui Einaudi aveva inizialmente pubblicato questo DOGTOWN (salvo poi ritirarlo in un battibaleno dalle librerie) è quella che oggi campeggia su ALEX, di Pierre Lemaitre, uscito per Mondadori qualche settimana fa. Caso singolare ma mi ha fatto un certo effetto quando l’ho riconosciuta in libreria…

  4. Walt in ha detto:

    Ehi, non voglio una responsabilità del genere! Il mio è solo il commento a caldo di un povero lettore! Non sono un critico e nemmeno un recensore, solo un divoratore di libri. Ora non ricordo nemmeno più bene, sto parlando di nove/dieci romanzi fa! Ricordo la mia delusione, personaggi senza anima, una storia ingarbugliata e spesso non credibile, luoghi raccontati senza suscitare alcuna emozione o curiosità, un elenco di vie e quartieri di L.A. Insomma in libreria c’è davvero di meglio. In queste ore sto leggendo l’ultimo Connelly, L’Uomo di paglia: non è proprio il mio genere ma è un Connelly di nuovo in gran vena. Una bella storia, avvincente, un serial killer come di deve, un giornalista alla prese con la sua professione in declino e la sua vita in stallo, attualissimo, anche troppo, con il rapporto quotidiani-internet che anche in Italia scoppierà presto, la California del sud che non vedi l’ora di andare a visitare. piuttosto, che succede a Luca Conti? Non lo conosco personalmente ma ogni tanto vado sui suoi blog e effettivamente da un po’ di mesi non scrive una riga. Probabilmente sarà in vacanza o, spero per lui, in qualche isola sperduta alle Maldive a tradurre nuovi libri. Lui è il mio traduttore preferito in assoluto. Grazie a lui i miei amati Leonard, Hiaasen, Winslow sono assurti a nuova, luminosa vita e aspetto con ansia molte, moltissime nuove traduzioni.
    Grazie per l’ospitalità.

  5. Vi dico la verità: parte bene ma poi due palle, insomma non mi è proprio piaciuto, ma posso dirlo? Ultimamente non mi ha fatto impazzire nemmeno il tanto osannato LE BELVE, ok l’ho detto uccidetemi! In compenso ho trovato sublime NERO COME IL DIAMANTE di T JEFFERSON PARKER di cui mi ero già pappato SICARIOS ma questo forse perchè a me piacciono i romanzi grintosi, chiassosi, pop, un po’ sopra le righe, pacchiani, e con colpi di scena e morti ammazzati a go go. Ehi mica solo quelli sia chiaro, però ho come l’impressione che i due nuovi romanzi che pubblichiamo con Revolver spaccheranno il culo ai passeri come si suol dire. Certo, uno è Gischler in pieno delirio con tre sorelle killer assatanate – non so se rendo l’idea – ma l’altro è Derek Nikitas che scrive una storia che potrebbe ricordare Daniel Woodrell (a proposito Io e Glenda è un libro da urlo) insomma uno che con Gischler non c’entra proprio niente. La sensazione che Einaudi non pubblichi un libro con i controzebedei da un po’ diventa sempre più forte…ah e Pelf salta pure questo libro….mi prendo io la responsabilità, ah ah ah, no ovviamente fai come vuoi ma c’è molto di meglio in giro…

  6. Oh, ovviamente è solo la mia opinione e poi come avete capito a me piacciono le robe con tanto sugo…

  7. Fabio Lotti in ha detto:

    Tutte le opinioni vanno benissimo. Quello che mi preoccupa è l’assenza di Luca (sul blog del giallo Mondadori aveva detto di non essere troppo in forma).

  8. Walt in ha detto:

    Matteo! Musica per le mie orecchie!! In attesa del 2 febbraio e delle tue 3 nuove creature … mollo tutto e mi precipito in libreria a prendere NERO COME IL DIAMANTE. Su LE BELVE concordo. Certo, dopo IL POTERE DEL CANE …. Mi raccomando, non dimenticatevi di Jason Starr e Hiaasen

  9. Fabio Lotti in ha detto:

    Scusate se insisto, ma veramente nessuno sa niente di Luca?

    • No, non ne so nulla è un sacco che non lo sento, l’avevo visto al Festival Sugarpulp, lo abbiamo invitato ovviamente poi più visto…

    • Alessandro in ha detto:

      Scusate l’intrusione nel vostro dialogo, ma la storica rivista Musica jazz è diretta dal gennaio 2012 da Luca Conti. Considerato il suo interesse per il jazz non credo sia una omonimia.Questo impegno potrebbe spiegare la sua latitanza sul web. Almeno lo spero…
      Quanto al blog è spesso interessante.

  10. A breve siamo online con Revolver tanta roba sul fuoco e oggi una pagina intera su iL GIORNALE con GISCHLER sugli scudi!

  11. Fabio Lotti in ha detto:

    Con Revolver dove?

    • Gigistar in ha detto:

      Visitato per intero! In bocca al lupo! I 5 autori di partenza sono davvero ottime scelte che credo facciano ipersalivare molti degli aficionados di questo blog!!!
      Andrea ci starai già pensando, credo, ma mi sa che un post ad hoc per il lancio della neonata REVOLVER ci sta tutto!🙂
      Spargiamo la voce perché di iniziative coraggiose e interessanti come questa non ne nascono molte; poi sta ai lettori dare loro la forza di sopravvivere. Finalmente c’è speranza che alcuni nomi “forti” all’estero ma dimenticati dal mercato italiano vengano a galla anche da noi. Aaaahhh era ora!!

  12. Fabio Lotti in ha detto:

    Inserito tra i preferiti.

  13. @Matteo: il mio in bocca al lupo te lo avevo già fatto “de visu” a Padova, quando l’idea era ancora “in fieri” (cacchio quanto latino, e dire che all’università mi han bocciato due volte!!) comunque mi sento di ribadirtelo “in toto” (a rieccolo:-)

  14. Ragazzi siete meravigliosi! Grazie di questo entusiasmo! Cercheremo di farci onore conto su di voi, spero che il sito vi piaccia, SANGUE, SUDORE E LACRIME!

  15. @Gigistar: sì sì, ci avevo già pensato, infatti già ieri ho chiesto a Matt del materiale per fare il pezzo. Di Revolver ovviamente sapevo da tempo, Matt me ne aveva già accennato, però quel maledetto s’era tenuto per lui i nomi e ora spara la bomba nel commento a un post! Altro che leccarsi i baffi e, hai ragione, era ora, si torna a respirare anche qui da noi, che con tutti icazzi che abbiamo per la testa un po’ di evasione di qualità on la grande letteratura ci vuole proprio!

    @Alessandro: grazie della news, penso anch’io che sia proprio quel Luca Conti, lo spero. Gli ho mandato una mail tempo fa, ma non mi ha mai risposto.

    @Walt e Matt: sul libro qui sopra, quello della Lambert, comunque mi avete convinto…

  16. L’ultima volta che ho sentito Luca è stato il 3 novembre , so solo che ha cambiato email.

  17. Fabio Lotti in ha detto:

    Caro Pelfo
    se, come vedo, non ti è venuto nemmeno il minimo dubbio che il libro da me presentato, e da te non letto, fosse migliore di quello che ritengono Walt e Matt (e hanno tutto il diritto di ritenerlo tale), ai quali ti sei esclusivamente rivolto, allora mi pare che non ci sia un minimo di fiducia nel sottoscritto. Se tu fossi un lettore qualunque non ci sarebbero stati problemi, anche se appoggiare qualcuno senza avere letto il libro mi pare segno di leggerezza. Ma tu sei il responsabile del blog, quello che mi ha chiamato più volte “socio” con spirito collaborativo. Mi sarei aspettato, dunque, un atteggiamento equidistante tra la mia posizione e quella dei tuoi amici.
    Mi sono sentito a disagio, l’ho espresso per mail ma poi ho pensato che ero andato contro la mia natura (dire quello che devo dire davanti a tutti) e l’ho voluto esprimere anche qui.

    • Caro Fabio,
      io invece sono a disagio a dover rispondere a commenti e a mail come questi. E per questo non risponderò, ribadendoti, come già fatto privatamente, che se vorrai continuare a collaborare con Pegasus Descending troverai una porta aperta, come sempre stato in questi mesi o anni, diversamente sarà solo ed esclusivamente una tua scelta che rispetterò, seppur non comprendendola, come non comprendo la tua esternazione. Non la butto mai sul personale, neanche nella vita privata e per cose ben più importanti che un commento a un romanzo, figuriamoci per quel che riguarda quello che per me è un divertimento e un passatempo, per quanto lo affronti in maniera estremamente seria e il più possibile professionale. Spero anche di non dover più utilizzare uno spazio pubblico per rispondere a gratuiti – e sottolineno il gratuiti – attacchi privati, così come non intendo giustificarmi o scusarmi per qualcosa che non esiste. Quello che rimane è solo il mio dispiacere. Saluti.

  18. Walt in ha detto:

    @Matteo Mooolte grazie! Ovviamente dopo aver letto il tuo post mi sono precipitato in libreria. In queste 2 notti mi sono ciucciato SICARIOS LA FRONTIERA CHE BRUCIA: Assolutamente fantastico, adrenalitico e bello fuori di testa. Grande!
    @Pelfo & Fabio mi dispiace tantissimo aver innescato questo qui pro quo tra di voi, non era assolutamente mia intenzione dare un giudizio critico e sostituirmi idealmente a voi. Come ho già detto io sono solo un divoratore di libri che da un giudizio di pancia, senza vere analisi né sui contenuti né sullo stile né sulla scrittura: un libro, del mio genere preferito, o mi prende o no. E poi sono anche un pò rozzo e con troppi pregiudizi sia nel bene che nel male: i miei idoli non li metto in discussione. Un romanzo di Elmore Leonard per me è fantastico a prescindere, come un film di Quentin Tarantino, mi piace ancora prima di vederlo (e infatti aspetto con ansia la primavera dell’anno prossimo per vedermi 3 o 4 volte Django Unchained eheheh)

  19. Fabio Lotti in ha detto:

    @Walt
    Da persone intelligenti ci siamo chiariti e mi sono preso la maggior parte della colpa per la mia impulsività. Tu non c’entri proprio niente.Sul libro non ho voluto replicare in maniera articolata perché poi sarei diventato palloso. Ricordo solo che il libro è stato elogiato da MIchael Connolly.

  20. @Walt: lo ribadirò fino alla nausea: questo è blog di un lettore per i lettori, l’unica preoragativa richiesta per partecipare, con post o commenti, che alla fine è quasi uguale, è amare la lettura e, per motivi meramente di linea editoriale, un genere. Stop. Noi tutti abbiamo i nostri favoriti, verso cui siamo magari meno critici che con altri, ma basta saperlo e va bene lo stesso, no?

    @Fabio: comunque potevi benissimo replicare, anzi, credo che argomentare una posizione sia molto interessante, magari mette in luce aspetti che erano sfuggiti – vedi la mia rece su J.Edgar e il commento di Emanuele, a cui risponderò con altrettanta cura e meditazione -, Walt è persona intelligente e gli stimoli intellettuali, credo, sono sempre benaccetti!🙂

  21. Fabio Lotti in ha detto:

    Mah, direi che il personaggio di Whitney Logan mi pare ben riuscito (quello di Lupe Ramos molto meno) ma ciò che non è stato avvertito è la malinconia di fondo, il volere, il sognare ciò che non c’è su questa benedetta terra che dà alla storia un significato dignitoso (non ho parlato di capolavoro).

  22. Ragazzi ho una notiziona, Tony Black presto arriva in Italia, con la Newton Compton…

  23. Non male Tony, ci avevamo fatto un pensierino!

  24. Vero Matteo, ci ho pensato anche io, nella vostra collana avrebbe fatto la sua figura! Speriamo che la Newton lo tratti bene… Uscirà fra qualche mese TRUTH LIES BLEEDING della serie Rob Brennan.

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