Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Di corsa in edicola per Nome in codice: Loki

Nome in codice: Loki

Anche se non ho ancora finito di leggerlo, abbandono per un attimo la mia consueta prudenza per consigliarvi di mollare lì quello che state facendo per correre in edicola ad acquistare Nome in codice: Loki, l’ultimo romanzo di Stefano Di Marino, alias Stephen Gunn, con protagonista Chance Renard, il Professionista.

La mia audace indicazione è legata a una duplice motivazione: da una parte il romanzo rimarrà sulla piazza solo per questo mese di novembre, essendo pubblicato con la collana Segretissimo; dall’altra non mi capitava da tempo di incontrare una storia – e uno scrittore – in grado di farmi contare le ore e i minuti che mi separano dalle mie sedute di lettura. A causa del lavoro posso dedicare alla lettura di genere solo il tempo trascorso in treno e in metropolitana, riservandomi la maggiore concentrazione garantita dal weekend e da casa mia per saggi e testi scientifici. La mattina, in particolare nei giorni di inizio settimana, è sempre un grandissimo scazzo. L’esistenza del lunedì dovrebbe essere vietata in Costituzione, violando, a mio parere, una lunga serie di diritti dell’umanità. Comunque, da quando ho attaccato Nome in codice: Loki l’appropinquarsi al lavoro è un po’ meno pesante, così come, analogamente, la sera, magicamente, mi ha fatto riacquistare la vista. Correggo bozze e riviste per otto ore e mezza al giorno, capirete la condizione dei miei malandati globi oculari la sera alle sei. Due laghi infuocati e ciechi. E poi il sonno. Mi alzo tutti i giorni alle sei di mattina e, porcoilmondo, la sera, con il buio che cala alle quattro e mezza, mi prende un abbiocco che ve lo raccomando. Incredibilmente questo romanzo riesce a lenire il bruciore degli occhi e a ridestare il vostro amatissimo blogger Morfeo, evitandogli di essere svegliato dal fine corsa della linea M1 a Sesto San Giovanni.

Io lo so che i lettori di Pegasus Descending sono ben più avanti del sottoscritto e come quest’ultimo, ahilui, fosse rimasto l’ultimo a non aver mai letto niente di Stefano Di Marino. Quindi il mio consiglio, per la maggioranza, risulterà scontato e fuori tempo massimo, ma magari un paio di pirloni come me in giro ne sono rimasti e perdersi Di Marino sarebbe una pirlata ancora più grande del non conoscerlo affatto. Perché adesso lo sapete, e lo so, cosa ci siamo persi, ma per fortuna la vita ci lascia il tempo di rimediare, senza perdere altre occasioni di godere grazie alla letteratura, noi che ci definiamo lettori.  

Inoltre Segretissimo costa 4,50 e voi sapete quanto abbia a cuore i vostri risparmi. Anche se al termine della lettura mi dovessi ricredere e dire “ragazzi, abbiamo scherzato”, beh, al massimo ci avreste rimesso due brioche. Nelle prossime settimane, comunque, tornerò su questo libro con maggiore cura e dettaglio.

Ora il problema sarà recuperare le altre decine e decine di romanzi scritti da Di Marino, ben una trentina con il Professionista. O forse no, basta aspettare un poco…

NOME IN CODICE: LOKI
di Stephen Gunn
ed. Mondadori Segretissimo n. 1581

TRAMA: Metropolitana di Osaka. Chance Renard osserva ipnotizzato sul megaschermo della stazione le immagini degli incendi devastanti che stanno assediando San Pietroburgo. Presto le fiamme potrebbero minacciare le centrali nucleari. Una tragica fatalità, o qualcuno ha dato una mano al destino? Domanda difficile, e non è il momento adatto per trovare una risposta. Chance deve allontanarsi subito. Mimetizzate tra la folla dei passeggeri ci sono persone che gli danno la caccia. Agenti dei servizi segreti di mezzo mondo. Killer che hanno l’ordine di ucciderlo, perché è un traditore. E se ci riescono,chi sventerà il complotto che rischia di scatenare una nuova Guerra Fredda?

Ti è piaciuto questo post e hai un profilo Facebook? CLICCA QUI e poi su MI PIACE per diventare fan di Pegasus Descending e non perderti nessun aggiornamento!

Navigazione ad articolo singolo

13 pensieri su “Di corsa in edicola per Nome in codice: Loki

  1. Gigistar in ha detto:

    Sarà! Certo la copertina… di gran classe, eh?

  2. Fabio Lotti in ha detto:

    Queste copertine con donnine coscione poppone mi sembrano controproducenti. Potranno attirare pure i cultori del genere (se li attirano) ma certamente lasciano perplessi quelli come il sottoscritto che potrebbero diventare da lettori occasionali lettori più puntuali. Comunque qualcosa di Stefano ho letto e mi sembra scritta sempre con passione e capacità di scrittura.

    • stefano di marino in ha detto:

      dunque storicamente le copertine di Segretissimo hanno abbinato la donnina(popputa e disponibile) alle armi e all’ambientazione esotica(si vede anche se piccola ma è una foto che scattai io stesso a Kyoto). Victor è l’erede di Carlo. Può non piacereil concetto come può non piacereil libro ma il format di Segretisismo è questo…una certa dose di sesso visto ‘allegramente’ è parte della proposta.Io per parte mia sono contento del lavoro di Victor.

  3. Fabio Lotti in ha detto:

    Per precisare ancora. Il distinguo era sulle copertine e non sull’autore.

  4. Scusate se rispondo solo ora, purtroppo sono stato piuttosto male settimana scorsa e solo ora riesco a riprendere le redini di tutto. Devo dire che a me la copertina piace, certo, molto sopra le righe, ma lo stile è questo e le tette, poi, stanno bene ovunque!🙂 Inoltre quello che conta è il testo, la storia, e Di Marino sa come farla girare al meglio… spero di riuscire a finirla presto, il malore di cui sopra ha interrotto la lettura a metà. Fabio, hai fatto bene a mettere il link anche se nel tuo diario c’è veramente troppa roba per la lettura online, forse era meglio frazionarlo in più puntate, ma non voglio entrare nel merito delle scelte editoriali di Dario!

  5. Fabio Lotti in ha detto:

    Se non te ne sei accorto in data 7 luglio ti ho mandato anche un saluto!

  6. Mi spiace che tu sia stato male Andrea, spero tu stia meglio.
    Due cose:
    1 – Ottimo romanzo questo, me lo sono sparato tutto d’un fiato (ormai è un rito) ma devo dire che soprattutto il racconto in appendice “Sanguenero” mi ha letteralmente rapito😉
    2- Scelte editoriali..magari! Su quel versante come sa bene Fabio ho un pò le mani legate in quanto i blog mondadori non permettono molta versatilità e originalità. In quanto alle puntate, sarebbe stata certamente una splendida idea ma i visitatori ahimè latitano e non volevo rimandare ancora l’articolo che ho tenuto “al caldo”😉 qualcosa come tre mesi..In ogni caso stiamo lavorando ad un restyling a medio-lungo termine. Stay tuned.

    Per concludere, mi sono spostato…nel senso che il nuovo sito è Hollywood Ending, mi sono buttato più sul cinema che tra l’altro è la mia passione principale e l’ambito produttivo in cui mi sono per ora maggiormente espresso😉

    Grazie per le tue recensioni, ormai la mia bibbia on-line è Pegasus/Sartoris/Last of (quando luca riprenderà gli aggiornamenti).

  7. @Fabio: me ne sono accorto, me ne sono accorto!🙂

    @Dario: devo ancora arrivare a Sanguenero, volevo prima bermi la storia principale, poi il patatrack ha rallentato le cose. Ora sto meglio e in settimana conto di terminare la lettura almeno di Loki. Grande Stefano!
    Sul blog Mondadori sto sicuramente tuned, mi sorprende il fatto che i visitatori latitano, credevo fossero presi d’assalto! Comunque la mia era solo una considerazione personale, i pezzi molto lunghi – direi lunghissimi, come quello di Fabio – online rendono poco a causa del mezzo stesso e, forse, anche dalla modalità di lettura dei blog, cioè a spizzichi e bocconi, nelle pause pranzo o alla sera, insomma, non come dei veri giornali. Per quel che mi riguarda, ad esempio, cerco sempre di stare intorno a una cartella per le recensioni o le cose più lunghe, un compromesso tra leggibilità e completezza. Fabio, comunque, è sempre una penna affilata che merita d’essere letta anche se… cazzo, Fabio, sei proprio un pensionato, non c’hai proprio una sega da fare (il Grosso escluso)!🙂
    Hai fatto bene a segnalarmi il tuo nuovo sito, vado subito a buttarci un occhio, lo metto pure nel blogroll di Pegasus. E grazie, come sempre della fiducia, sperando che anche Luca torni a postare (ma starà traducendo come un matto…)

    ps: come procede quel tuo lavoro sulla letteratura southern?

  8. @Andrea: ripigliati presto va la’, ché ormai le tue recensioni latitano…🙂

    @Dario: a parte ringraziarti per l’apprezzamento sarei anche io mooolto curioso sul tuo lavoro sulla letteratura southern (tienici aggiornati eh?)

  9. Fabio Lotti in ha detto:

    Caro Pelfo
    come ho scritto qui http://soloscacchi.altervista.org/?p=21730 (beccati anche questo link di scacchi) ”
    I pensionati, come il sottoscritto, sono ormai un peso morto insopportabile per la società e l’unica via d’uscita sarebbe quella della pasticca e tutti a nanna eterna. Ma nessuno mi dà retta, anche perché, da vigliacchetto, mi sono guardato bene dal propagandare questa drastica e benefica soluzione”.
    Concordo con Dario sull’ottimo blog di Sartoris sciupato da un paio di miei classici interventi lottiani che hanno però il pregio (solo per me) di farmi ritornare un po’ ragazzo

  10. Eccomi, beh, Vi ringrazio innanzitutto per l’interessamento. Il lavoro che sto portando avanti è nato da un articolo che doveva essere pubblicato in calce al giallo mondadori e di cui poi, a causa di alcuni stravolgimenti interni, finì nel dimenticatoio -insieme alle ritraduzioni di alcuni romanzi di Robert Martin… ;( – detto questo, tempo fa ho deciso di ampliarlo e farne qualcosa di più lungo. Sarebbe un lavoro che prende come punto di partenza la letteratura americana post-depressione e arriva alle sue influenze successive. Vedremo…

  11. @Sartoris: dai, non latitano, almeno una a settimana cerco di metterla! Piano piano mi sto riprendendo, sperando di non stare di male di nuovo…

    @Fabio: non so se il problema sono i pensionati – quelli baby, però, sicuramente sì – ma un generale egoismo generazionale che ha fatto, anche per colpa nostra, della nostra una generazione perduta. Certo, siamo un po’ senza palle perchè aspettiamo – aspettano la pappa pronta – i nostri bamboccioni, ma siamo un Paese con troppe disparità. Comunque non voglio andare io OT.

    @Dario: ormai ‘sto lavoro devi farcelo leggere e al più presto, l’aspettativa in rete sta aumentando!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: