Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Il bacio della Vedova – André Héléna

Il bacio della Vedova

IL BACIO DELLA VEDOVA (Le baiser à la Veuve)
di André Héléna
ed. Aìsara
Traduzione di Barbara Anzivino

Il primo capitolo, che poi è anche l’epilogo de Il bacio della Vedova di André Héléna, potrebbe essere un racconto a sé stante, non vedendo minimamente scalfita la propria forza narrativa e immaginifica.

Maxence, uno dei protagonisti di questa storia ambientata nella Francia degli anni ’50, sta per salire sul patibolo, sta per ricevere quello che in gergo carcerario viene chiamato “il bacio della Vedova”. Sta per essere ghigliottinato. Ancora non sappiamo nulla di lui, se non delle sue partite a carte con i secondini e della paura, umorale e viscerale, che sentiamo emergere dalle pagine mentre si avvicina allo strumento di morte, mentre immagina la sua fine tra pochi minuti, mentre vediamo, attraverso i suoi occhi, il sangue rappresso sul poggiatesta in legno della Vedova. Queste prime pagine saranno le uniche in cui Héléna concede qualcosa all’empatia e alla componente sentimentale dei suoi personaggi, approdando, nelle successive, a una narrazione rapidissima ed estremamente cruda in cui all’azione si alterna il fluire delle psicologie dei protagonisti della vicenda. 

Dopo averci resi partecipi, nelle prime cinque pagine, della tragica fine di Maxence, Héléna riprende le fila della vicenda sviluppando i motivi che hanno condotto il giustiziato a beccarsi il bacio della Vedova.

Héléna ci porta nei bassifondi di una Parigi notturna e invernale che, anche facendo da ambientazione a questa vicenda di criminali e sangue, si dimostra incapace di perdere tutto il suo fascino immaginifico e letterario, anche quando i protagonisti sulla scena non sono la Tour Eiffel o Notre-Dame, bensì una manciata da bar di quarta lega, un bordello a buon mercato, un grigio dipartimento di polizia e la casa che puzza di cavolo di un modesto immigrato italiano.

Lo scrittore francese, infatti, non si tira indietro, sviluppando la storia de Il bacio della Vedova grazie alle misere e meschine vicende di un commerciante d’Oltralpe – per Héléna – che nella sua infinita e insopprimibile modestia non può fare a meno di fottere il prossimo e di peccare di quello che pure Dante, già nel 1300, reputava uno dei crimini più riprovevoli, degno di alloggiare nella depandence accanto a messer Belzebù: l’usura. Ed Héléna, come un novello Esopo, trasmuta un vizio, una attitudine in questo caso anche morale, nella fisionomia di un suo personaggio, allo stesso modo in cui il favolista greco faceva assumere ai vari vizi, prettamente umani, le sembianze di animali. E allora il signor Chilone, l’usuraio, sarà piccolo, cicciotto, gli occhi furbi e maligni e i capelli unti appiccicati alla fronte, mentre Bruno, un mafioso – ovviamente italiano – grosso e vorace, spaccone e menefreghista.

André Héléna

Ma Il bacio della Vedova è anche e soprattutto un noir esistenzialista che fa della nostra, individuale corsa verso il proprio destino uno dei pilastri del racconto. È questo, probabilmente, il senso di partire dalla fine, da un epilogo la cui rivelazione toglie qualsivoglia briciola di suspense alla storia, non sopprimendo, però, la curiosità di scoprire perché Maxence fa la fine che fa. In un incedere progressivo e caratterizzato da un climax narratologico, siamo, pagina dopo pagina, portati a tifare per Maxence, a sperare che non prenda quella strada, quel vicolo, ma quello due isolati dopo e in grado di salvarlo dalla ghigliottina. Ma così non può essere, ne siamo a conoscenza, e allora Il bacio della Vedova, oltre che un affresco sul nostro destino a cui nessuno può sfuggire, diventa anche una singolar tenzone, nella mente del lettore, tra la razionalità della conoscenza cosciente e il sentimento della speranza che, a fronte dell’evidenza più evidente, non la smette di sperare.

Héléna, non a caso uno dei principali esponenti del polar francese, nonostante imbastisca una storia tra il sociale e l’esistenziale, come detto, non rinuncia ai cari, vecchi e confortevoli canoni dell’hard boiled, tratteggiando, anche se solo come nota a margine, dei poliziotti duri e arcigni e delle ragazze falsamente ingenue ma, nella realtà, strumenti di condanna e perdizione, componendo un romanzo in grado di soddisfare chi nella narrativa di genere cerchi il classico, chi l’azione, chi il noir introspettivo, chi l’affresco con più decisi toni sociali. Insomma, un grande autore che anche qui in Italia, grazie all’impegno e al coraggio della piccola, ma cazzutissima, casa editrice sarda Aìsara, sembra cominciare a conquistarsi uno spazio fino a oggi incredibilmente preclusogli.

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8 pensieri su “Il bacio della Vedova – André Héléna

  1. Héléna è un gigante. E Aìsara sta facendo un gran lavoro coi/sui suoi libri🙂

  2. Sono d’accordo con [emo]. Sto aspettando il prossimo romanzo pubblicato da Aìsara, “Massacro all’anisette” e ammiro l’impegno della casa editrice di promuovere un autore ancora poco conosciuto ai lettori😉 Grazie Andrea della recensione!

  3. @Emo: ovviamente sottoscrivo in toto, un autore nerissimo e di una enorme profondità.

    @Ceci: dici bene, ammirazione, considerando che è una casa così piccola e Helena un autore così impotante. Piuttosto: perché nessuno dei grandi se lo è mai cagato? Boh… (non c’entra, ma spero che i tuoi problemi familiari siano ok e che vada meglio. Per fortuna o purtroppo, passa tutto. Abbraccio)

  4. Grazie Andrea, purtroppo no..ma non voglio andare O.T. e rattristare questo bel blog..bello sapere che, pur solo virtualmente, ho ricevuto molti messaggi di conforto. Torniamo a Héléna e aspetto di leggere l’ultimo..e, a proposito di Aìsara, sto leggendo ora “Assassini di sbirri” di Frédéric H. Fajardie. Devo ancora inquadrarlo, ma non male, devo dire😉

  5. Il signore, qui, ha scritto più di 200 romanzi. Aìsara, seguendo il progetto stilato da Carlotto, ne ha in programma 18. 2 Sono stati pubblicati da Fanucci. Ergo, se i grandi vogliono svegliarsi, fanno ancora a tempo, ma io – francamente – spererei nell’esclusiva di Aìsara, se il mercato continua a rispondere positivamente.

  6. Helena non delude mai. Letto Massacro all’anisette davvero nero, sconti per nessuno, ambientazione stupenda con tocchi di vera poesia, dire che è un’ opera minore è piuttosto riduttivo è una gangster story con un linguaggio così moderno che dà i brividi. Il bacio della vedova è più sentimentale il protagonista un po’ fa tenerezza piaciuto anche tantissimo.

  7. Pingback: Il bacio della vedova – André Héléna « DelittuosaMente Blog

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