Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Il ritratto di Mila Zago

La ballata di Mila

di Jonathan e Fabio Lotti

Siamo nel grande Nordest. Il primo a tirare le cuoia è Chen, in ritardo con i pagamenti, fatto fuori dalla Butterfly (coltello a lama corta) di Zhang, poi tocca ai gemelli veronesi Marco e Mirco Galesso, riciclatori di denaro sporco uccisi dal traditore Ottorino Longhin (qui si troverà invischiato Severino Pierobon detto Duecento dopo una bella vincita alle scommesse sui cavalli).

Lei, Mila Zago, arriva a pagina venticinque “Uno schianto. Statura media, dreadlock rossi, occhi verdi, inguainata dentro un paio di pantaloni di pelle e una giacca strettissima fatta apposta per esaltare le curve. Bella da mozzare il fiato. Più avanti “seno gonfio e sodo” ed una maglietta con la scritta “Le ragazze ti spaccano il culo”. Sicura e decisa risolve il “caso” Longhin con una testata in faccia al suddetto, un colpo di taglio alla gola ed un calcio dritto all’inguine. Benvenuta fra noi!

Seguiamola. Fregate le chiavi dell’auto dei gemelli, qui due valigette piene di soldi. A casa respinge un tentativo di assalto da parte della banda dei cinesi  con il Katana, la spada giapponese ricurva. Salto mortale si libra “in aria come un angelo della morte”, colpisce e taglia. Un ferito e due teste che rotolano sul pavimento. 

In terza persona. In prima persona il diario, una serie di lettere rivolte alla dottoressa Chiara Berton dove spiega la sua vita. Abbandonata dalla madre, trascurata dal padre per esigenze di lavoro, vive praticamente con i nonni paterni. Una vita abbastanza tranquilla distrutta dall’uccisione del padre durante una rapina e dalla violenza subita dai quattro rapinatori. Conseguenza la sua trasformazione ed il desiderio di vendetta. Esercizi fisici, corse, prove al poligono di tiro fino a diventare “Una predatrice, una guerriera perfetta”, che si incunea tra gli scontri di bande, anche con il doppio gioco, per giungere al suo scopo.

Due personaggi, due Mila diverse. Il prima e il dopo. La cupa sofferenza e la rabbia distruttrice. La rappresentazione quasi funambolica e fumettistica dell’eroina vendicatrice che non ha paura di nulla e quella della giovane ragazza  maciullata, del dolore, della nostalgia e del rimpianto di ciò che poteva essere e non è stato, insieme alla critica feroce di una giustizia che giusta non è.

Fabio e Jonathan Lotti

Il tutto inquadrato in un contesto di violenza, di sadica tortura, di rapporti illeciti, di coperture politiche, di sfruttamento, di droga, di vampirizzazione del Nordest, di “globalizzazione in salsa cinese”.

Si passa dal nudo e crudo al delicato sentimentale, dal grottesco ironico (anche certi nomi come Trippa e Poenta sono lì a dimostrarlo)  per cadere un po’  nell’ingenuo. Una miscela stilistica piuttosto confusa e poco amalgamata con scarti esagerati (per il sottoscritto, si capisce). Troppa roba, troppa carne al fuoco, troppe parole come succede spesso per il primo lavoro. E, secondo il noto proverbio, il troppo stroppia.

Ma a Matteo il merito del coraggio e della passione per avere affrontato una prova così impegnativa. Andare avanti, ascoltare in parte (solo in parte per farli contenti) i vecchi babbei e via dritti lungo la propria strada.

Alla prossima!

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21 pensieri su “Il ritratto di Mila Zago

  1. Fabio, te lo dico con il cuore in mano: non capisco perché ti ostini a scrivere recensioni di questo tipo (peraltro sempre uguali) a romanzi che per tua stessa ammissione (di qualche tempo fa) non sono proprio il tuo genere preferito. E’ come se io mi mettessi a recensire romanzi d’amore. Oppure le recensioni le scrive il tuo nipotino?😉
    Intendiamoci, non voglio certo censurarti, esprimo solo una critica pubblica al critico che sente l’urgenza di condividere con tutti le proprie critiche.
    Inoltre, la tua abitudine d’inserire sempre intercalari del tipo “queste sono solo mie considerazioni” o “per il sottoscritto, si capisce” è veramente fastidiosa: se la recensione la scrivi tu e la pubblichi in Internet è ovvio che si tratta delle tue idee. A nessuno verrebbe in mente che tu sia il portatore di incontrovertibili giudizi estetici e tecnici di carattere assoluto.
    Ma questa è solo una mia idea, sia chiaro.😀

  2. Walt in ha detto:

    Non sono affatto d’accordo con questa recensione, ho letto il libro, non credo che ci sia troppa roba, troppa carne al fuoco, anzi, il racconto corre liscio e personaggi, luoghi, vicende sono ben descritti e ben amalgamati. E poi, quali sarebbero i nomi appropriati per due balordi veneti? due nomi di negri del Texas orientale? E’ ovvio che il libro corra sul filo del pulp (se così non fosse stato non l’avrei nemmeno comprato) semmai e fin troppo scontata la metamorfosi della ragazzina che si trasforma in una spietata killer. A me La Ballata di Mila è piaciuto molto

  3. Fabio Lotti in ha detto:

    @Custerlina.
    Mi ostino a scrivere questo tipo di recensioni come tu ti ostini a scrivere certi tipi di romanzi. Al, non entriamo, petr favore, in polemiche di questo genere che poi non la finiamo più. Cerchiamo di rimanere sul punto. Ho scritto un mio parere e criticatelo pure. Avevo già espresso un invito nel precedente ritratto.
    @Walt
    La metamorfosi della ragazzina a cui è stato ucciso il padre ed è stata violentata che si trasforma in una vendicatrice con una maglietta con su scritto “Le ragazze ti spaccano il culo” mi ha lasciato, invece, alquanto perplesso.

  4. Walt in ha detto:

    Volevo chiedere a Matteo di far realizzare delle T-shirt con la scritta “Le ragazze ti spaccano il culo” ne comprerei un certo numero da regalare alle mie amiche

  5. Fabio Lotti in ha detto:

    Io ho posto un problema serio dal punto di vista della credibilità “artistica”. Da un lato la ragazza distrutta e sofferente, dall’altro la vendicatrice fumettistica con una scritta da sfogo di gioventù. Io lo trovo stonato. Se qualcuno vuole discutere seriamente sono disposto a continuare. Se si vogliono fare solo battute fatele pure ma non servono a niente.

  6. se posso provare a dire la mia, caro Fabio, proverei a chiederti questo: perché a Matteo Strukul si chiede una esatta verosimiglianza nella definizione di un personaggio (un personaggio che è dichiaratamente, volutamente iperbolico) mentre a Lansdale e compagnia sonante si perdona qualsiasi estremizzazione fumettistica/parodistica perché tanto è letteratura di genere?

    Non vorrei cadessimo nella trappola di fare le pulci a un autore solo perché è “dei nostri” (italiano, intendo)…

    (io Matteo me lo sto leggendo, ne scriverò presto e sinora mi ha divertito assai)

  7. Fabio Lotti in ha detto:

    Questo è un intervento pertinente che merita una risposta ponderata. Io non chiedo niente a nessuno e non faccio differenza fra italiano e straniero. Quando Lansdale ha scritto delle cose che non mi piacevano (iperbolicamente esagerate) l’ho espresso a chiare lettere. Io ho dichiarato una mia sensazione di lettore. Passare dal dolore e dalla sofferenza al fumettistico goliardico non mi ha comnvinto. Detto questo ho comprato il libro di Matteo e ne ho fatti comprare perché ritemgo che i giovani meritino comunque un appoggio.

  8. Ragazzi, non litigate, non ce n’è motivo. Fabio, credo che Al abbia solo mosso una critica alla tua critica e pure in maniera educata, non mi pare sia andato sul personale, poi sai com’è fatto quel triestino, no?🙂 E speriamo che continui a scrivere i romanzi che scrive, dai, almeno porta una ventata d’aria fresca in questo stanco panorama letterario italiano! Così come Matteo, il cui romanzo è piaciuto, benchè non sia esente da qualche piccola critica, ma nessuno è perfetto e questo fa parte del gusto. Ci sta che a te questo genere di letteratura non piaccia e ti invito a continuare a dirlo e a scriverlo, argomentando come sempre fai, perchè fornisce molti spunti di riflessione. Uè, ragazzi, non è che dobbiamo amare tutti le stesse cose! Altrimenti che noia!

    Io la cosa della maglietta con “Le ragazze ti spaccano il culo”, beh, lo ritengo un colpo di genio di quel patavino maledetto, dai, è una figata! Io la comprerei subito, ma per mettermela io!🙂 E poi, a me, un sacco di ragazze hanno rotto il culo – e non fraintendiamo, sto parlando in modo figurato!

    Ovviamente La ballata di Mila non è un romanzo credibile nel senso di realistico, ma pone una realtà criminale – cinesi vs nostrani – dentro un fumettone, con un supereroe che se sparasse cazzate su Happy Days e i Bee Gees assomiglierebbe in maniera inquietante a Deadpool! Ma La ballata non è un giallo, tantomeno un noir, è un lavoro pulp. O piace il genere, le mazzate, le cazzate etc o non piace. Punto. Non esiste una Mila Zago, se non nei nostri cuori e nella nostra fantasia, a differenza di un Milodragovitch che può benissimo sederci accanto in metropolitana.

    Poi quoto abbastanza ciò che dice Omar, anche se io, le pulci, a Lansdale le ho fatte eccome, anche se con Hap&Leonard sono meno critico perchè la propria fidanzata è sempre – quasi – la più bella e, si spera, pure la più porca (mi perdonimi le girls che leggono PD…vero Ceci?)

    Ah, ne approfitto pure ricordarvi che il 20 settembre esce il nuovo romanzo di Custerlina, Cul-de-sac, anche se avremo modo di parlarne in abbondanza. Giusto Al?🙂

  9. Fabio Lotti in ha detto:

    Intervento ad hoc di Andrea. Solo una precisazione per chiarire meglio il mio pensiero. Anche Barbara Baraldi è lontana dai miei gusti personali, tanto per fare un esempio, eppure l’ho elogiata in diversi blog per la maturità e particolarità della sua scrittura che, tra l’altro, la fanno riconoscere subito. Con Custerlina non ci sono problemi. A me le persone dirette sono sempre piaciute anche se mi tolgono dalla bocca risposte altrettanto dirette. E, se non sbaglio, a dimostrazione della mia correttezza di lettore, ho pure esaltato un suo racconto apparso su “Sugarpulp”. Insomma non vorrei essere scambiato per un antiitaliano e per un bischerello qualsiasi che sa passeggiare solo nel proprio orto.
    Penso, infine, che una voce discordante faccia sempre bene ad un libro perché come minimo permette di discuterne.

  10. Fabio Lotti in ha detto:

    @ Andrea
    Ultima e poi mi levo veramente dalle palle. Tra l’altro ai pensionati una pasticca e tutti a nanna eterna così si risolve il problema economico del nostro paese. Riporto uno stralcio di ciò che hai scritto nella tua rece “La ballata di Mila, comunque e nonostante la mano e la supervisione di Carlotto, paga un rilevante tributo a quello che è uno dei principali errori, o imperfezioni, degli esordienti: voler dire troppo e volerlo dire a parole piuttosto che mostrarlo” (idea sostanzialmente uguale alla mia della presentazione del personaggio). Poi questo “rilevante tributo” diventa “qualche piccola critica”.
    Andrea, deciditi!…:-)

  11. [mi perdonino le girls che leggono PD…vero Ceci?] dici a me, Andrea? Vi seguo, raga…mi piace leggere di donne “guerriere”, ma non per forza devono essere porche o bonazze, no? Mi diventano subito..poco credibili😦 Lo stereotipo per eccellenza..Mila potrebbe essere proprio adatta al fumetto, secondo me..e….avanza una maglietta?😉

  12. Fabio Lotti in ha detto:

    @ Matteo
    Caro Matteo
    prima di prima di portare il vecchio neurone sulle spiagge del mare a rinfrescarlo, due parole. Il tuo libro è stato per me una mezza delusione, inutile negarlo. Un po’, forse, per colpa mia, un po’, forse, per colpa tua. Non voglio ritornarci sopra, le motivazioni ormai le conosci. Comunque è un libro che susciterà commenti e discussioni, un libro vero, vivo, non un pezzo di carta privo di vitalità. Naturalmente continuerò a seguirti come ho fatto con altri giovani senza lasciarmi influenzare da nessuno, se non dalla mia cultura e dalla mia esperienza. Scusa, a volte, la mia irritante franchezza.
    Al mare regalerò qualche copia agli amici scacchisti con i quali dovrò combattere sulle sessantaquattro caselle, speriamo con l’astuzia e la forza di Mila.

  13. Ciao Fabio. Grazie per aver dato una possibilita’ a La ballata di Mila.

    MS

  14. Fabio Lotti in ha detto:

    “La ballata di Mila” la possibilità se la conquisterà da sola. Soprattutto fra i giovani.

  15. Walt per le t-shirt giuro che lo faro’ eh eh!

  16. Giustissimo, Andrea!
    Stavolta, però, pubblica la tua recensione qui, che è un posto molto accogliente.😉

  17. Fabio Lotti in ha detto:

    Il mio a Matteo era un complimento, al di là del mio parere. Per essere chiari.

  18. In questa fine estate sto facendo incetta di libri italiani, e la cosa mi piace parecchio, La ballata di Mila di Strukul, Le cose di cui sono capace di Zannoni, e adesso il nuovo di Custerlina che spero di non perdermi. Adoro il pulp, più è irrealistico e più mi diverto. In un pulp non cerco la logica stringente, cerco l’iperrealistico gioco a chi osa di più. La ballata di Mila è un buon libro, scritto da un esordiente per di più con grandi margini di miglioramento, ma scritto bene, in modo classico, ho apprezzato davvero la struttura narrativa, potente, tecnicamente curata. Se dovessi dare consigli all’autore renderei più esplosivi i dialoghi, osando fino al limite. Ho notato una certa moderazione, non so un trattenuto, non ora non qui, per cui penso che nel prossimo Mila l’autore si lascerà più andare e il divertimento per noi e per lui che scrive sarà raddoppiato. Quando un autore si diverte a scrivere il suo libro, traspare chiaramente, è il segreto dei grandi come Lansdale ed è il segreto che spesso si tace in questi casi. La metamorfosi ragazzina/ killer mentre lo leggevo non mi ha procurato perplessità, pensavo a tanto cinema in cui all’improvviso l’uomo qualunque, timido, forse miope, di quelli che non attraversano mai con il rosso di colpo si trasforma in sanguinoso giustiziere, della serie Un giorno di ordinaria follia, poi la nostra Mila è figlia di un poliziotto, allevata da un nonno militare che l’ha addestrata al combattimento, c’è alle sue spalle un contesto che rende plausibile gli sviluppi. Poi è un pulp, botte da orbi a più non posso. Disturba perchè è una donna? E’ dai tempi di Nikita che non mi capitava di pensarci. Anche lì, penso alla scena della cucina, quando in tacchi a spillo e tubino nero schiva proiettili, spara come una dannata e si lancia nel condotto in fiamme atterrando nel cassonetto dei rifiuti. Beh fà pensare ad un video gioco tanto è irrealistico, ma nel contempo spacca, spacca di brutto. Poi sono curiosissima della rece di Omar🙂

  19. Fabio Lotti in ha detto:

    Rispondo dal mare dopo una partita di scacchi un po’ intontito e quindi più lucido del normale. La metamorfosi ragazzina-killer non mi avrebbe procurato perplessità se non fosse stata stuprata e con il padre ucciso. In questo caso, che vti devo dire, l’ho sentita un po’ fuori luogo. Posizione criticabile, criticabilissima ma, spero, rispettabile.

  20. Certo Fabio… grazie a Dio ognuno ha diritto al suo parere ci mancherebbe solo… e ben vengano le riflessioni personali aiutano tutti a crescere…

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