Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Dal Mississippi al Po edizione 2011

Dal Mississippi al Po, Piacenza, edizione 2011

Già il titolo, da solo, è una gran figata: Dal Mississippi al Po. Poi, se scorrete il programma delle iniziative e se amate la musica e/o la letteratura, vi mettete a sbrodolare. Dal 23 al 26 Giugno 2011 Piacenza diventa un ideale ponte tra le due sponde dell’oceano Atlantico in grado di unire le menti e i cuori di un mucchio di gente: scrittori, musicisti o semplici, ma eccezionali, fruitori di queste forme d’arte. Purtroppo il titolare del blog, causa distanze, famiglia e, soprattutto, lavoro, non potrà esserci. Vi propongo qui sotto, comunque, il comunicato stampa dell’evento e, ancora più giù, il link al programma integrale. Ce n’è veramente per tutti i gusti. Domenica 26 Giugno, per chi si è perso qualcosa, il mitico Luca Crovi proporrà una puntata speciale di Tutti i colori del giallo su RadioDue con una nutrita schiera di ospiti del Festival. Se c’è qualche lettore di Pegasus Descending che andrà a Piacenza e avrà pure voglia di buttare giù qualche riga su carta non sia timido, si faccia avanti: i bit sono tutti suoi!   

Il fatidico settimo anno, quello che terrorizza la convivenza della coppia, spesso minandone definitivamente la stabilità. Non c’è nessuna crisi nel rapporto sempre più consolidato tra il festival musicale-letterario “Dal Mississippi al Po” e la sua sede naturale, la città di Piacenza. L’acqua scorre sotto i ponti e tanta ne è passata, ma il Po resta il cuore geografico della città, così come il nostro festival aspira a diventarne sempre più quello culturale e umano. Giunto, appunto, alla sua settima edizione, un traguardo importante, il festival ripropone la propria formula vincente, che ne fa l’unico vero festival internazionale italiano in cui musica e letteratura si fondano senza soluzione di continuità, creando una simbiosi che è nel DNA dell’arte ma che non sempre trova applicazione concreta. Tale formula prevede incontri letterari conditi da tanta musica dal vivo e concerti introdotti dalle sapienti parole di chi fa della scrittura la propria ragione di vita.

A quarant’anni esatti dalla scomparsa di Jim Morrison, il festival ha deciso di dedicare al carismatico totem della poesia rock uno spazio privilegiato, invitando uno degli amici più stretti del cantante dei Doors, quel Frank Lisciandro che più di ogni altro ha i titoli per parlare della figura umana di Morrison, spogliandola del fumo della leggenda. Amico, guida nei momenti cupi, fotografo, biografo e persino coproduttore di Jim Morrison e dei Doors (in parte sua la produzione dell’album postumo An American Prayer), Lisciandro allestirà una mostra (in larga parte inedita per il nostro paese) di grandi scatti dei Doors e di altre grandi band degli anni ’60, restando a disposizione per tutti i visitatori, con tanto di domande e curiosità.

A suggello dell’attenzione speciale dedicata al fenomeno Jim Morrison-Doors, verrà presentato in anteprima nazionale lo splendido libro “Riders on the Storm”, l’autobiografia di John Densmore, batterista della band di Los Angeles, uno spaccato onesto, tranciante, a volte persino spietato del mondo musicale, con non poche sorprese per i fan.

Gli anni ’60, dunque, una stagione irripetibile, l’età dell’oro della musica rock. Lo stesso Lisciandro ne parlerà con la sua classica onestà intellettuale al pubblico piacentino: della serie quando la musica diventa scrittura.

Ma la scrittura è di per sé musica e le atmosfere dei romanzi degli scrittori americani invitati a Piacenza lo testimonia. Inutile parlare del ritmo voodoo di Joe Lansdale e della intensità di Tim Willocks, ormai due travi portanti del festival. Meglio spendere due parole sui “nuovi”: scenari torbidi di un’America provinciale sempre ricca di spunti intriganti, nelle pagine di Anthony Neil Smith (con il suo Minnesota innevato che tanto ricorda la Fargo dei fratelli Cohen), oppure ambienti suburbani la cui normalità può risultare agghiacciante se scalfita con gli strumenti giusti (Linwood Barclay, con il suo humour nero ne è testimone).

Ma quest’anno si è deciso di sterzare leggermente e di dare spazio alla contingenza. Ecco il motivo di un evento dedicato ai “Venti di Cambiamento” dell’universo islamico, più che mai vicino a noi con i suoi aneliti di libertà e le difficoltà a fare i conti con millenni di sopraffazioni. Chi meglio di uno scrittore può aprirci gli occhi? E se gli scrittori sono diversi e tutti provenienti da quell’universo in transizione, tanto meglio.

Gli spunti sono tantissimi. La “Scrittura come Catarsi” risulta dunque un tema naturale da sviscerare con chi fa della lotta al male e al lato oscuro dell’uomo la propria quotidianità. Michele Giuttari, stimato ufficiale di polizia, David Monti, magistrato, Alessia Micoli, criminologa, e Giacomo Cavalcanti, camorrista strappato al crimine dalla forza interiore e dagli slanci creativi.

Se si parla di autori italiani, non si può fare a meno di menzionare due dei massimi esponenti della letteratura noir italiana, Massimo Carlotto (tra l’altro grande appassionato di blues), un gradito ritorno al festival, e il geniale Andrea G. Pinketts, che invece è alla sua prima apparizione.

E, siccome un festival per essere tale deve vivere in comunione con la città che lo ospita, ancora una volta saranno i luoghi storici di Piacenza a fare da cornice a tutti gli eventi, compresa una mostra di strumenti musicali, con tanto di laboratorio di liuteria mobile, ospitata nello splendido cortile del Palazzo Farnese.

Una piccola novità, per finire, la scelta di promuovere direttamente un libro del festival: Il Blues del Delta di William Ferris, una delle opere più illuminanti sulla nostra musica, pubblicata da Postmedia con il patrocinio del festival “Dal Mississippi al Po” e del festival gemello “Roots’n’Blues’n’Food Festival”.

IL PROGRAMMA INTEGRALE DI DAL MISSISSIPPI AL PO, PIACENZA, EDIZIONE 2011.

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3 pensieri su “Dal Mississippi al Po edizione 2011

  1. Grande partecipazione, nonostante un caldo torrido..Musicisti incredibili, ma il bello è stato vedere una schiera di scrittori di calibro internazionale, tutti riuniti per questo evento e per pubblicizzare i loro libri!

    • Grazie, Ceci, del contributo! Poi, come dice Fabio, visto che siamo pure come Peppone e Don Camillo!🙂 Io volevo andare a Milano mercoledì, c’erano un bel po’ di quegli scrittori alla Fnac, ma ero troppo stanco dal lavoro e poi sarei arrivato lì almeno tre quarti d’ora dopo l’inizio dell’incontro, rischiando di perdermi quasi tutto e sbattermi per niente. peccato!

  2. Io ho fatto anche peggio, Andrea…mi sono proprio dimenticata di andarci😦 ..Ma sono tutti scrittori che amano l’Italia quindi, secondo me, li vedremo tornare l’anno prossimo sicuramente!

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