Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

La via del tabacco – Erskine Caldwell

La via del tabacco

LA VIA DEL TABACCO (Tabacco Road)
di Erskine Caldwell
ed. Fazi
Traduzione di Luca Briasco

Sono brutti, sporchi e ignoranti. Non c’è da stupirsi se all’uscita de La via del tabacco e delle sue successive opere che narravano un Sud degli Stati Uniti d’America con un realismo proveniente direttamente dalla tradizione europea del naturalismo di Zola e del verismo di Verga e Capuana, Erskine Caldwell si sia attirato non poche antipatie da parte dei tanti abitanti di queste zone rurali e senza speranza.

Se per gran parte dell’immaginario internazionale, d’oggi e di allora, gli States erano la terra delle opportunità e della speranza in grado di far uscire milioni di persone da una situazione di povertà e miseria figlia della guerra e di un sistema produttivo ancora lontano dal riprendersi in maniera compiuta dopo la devastazione della barbarie umana, per molti americani il proprio Paese altro non era che un coacervo di fame e stenti in cui una religiosità fondamentalista e superstiziosa si mischiava a un manifesto razzismo. Non è certamente una novità e una scoperta attuale che gli USA, da sempre, sono un caleidoscopio di contraddizioni, continuamente in bilico tra milionari e morti di stenti, tra diritti civili e Ku Klux Klan. Caldwell fa paradossalmente un’operazione semplicissima: racconta quello che vede e quello che sente, senza mediazioni e strutturalismi. Ovviamente nulla di ciò che fa Caldwell è semplice, tanto che come lui ce n’è uno e i suoi vicini di casa e talento non sono molti altri.

Ma se a Margaret Mitchell, l’autrice di Via col vento, girano le balle per il lavoro senza mediazioni di Caldwell, il buon Erskine non può farci nulla. Certo, è sempre possibile nascondere la realtà sotto il tappeto e il baffo di Clark Gable, ma questa, per altre vie, necessariamente deve rispuntare fuori e allora ecco Caldwell, Faulkner, O’Connor, come dice anche lo stesso Joe R. Lansdale nella sua introduzione a questa nuova edizione del più celebre romanzo dello scrittore di White Oak, interamente ritradotto per Fazi da Luca Briasco e al centro di un lavoro di riscoperta e promozione.

La trama de La via del tabacco è esile, semplicissima, direi praticamente inesistente, tanto che inizia così, per caso, mentre Lov Bensey se ne sta tornando a casa con un sacco di rape appena comprato giù in città. Per tornare alla sua baracca deve passare sulla via del tabacco, arteria con un glorioso passato e un fangoso o polveroso – dipende dal tempo che fa – presente presidiata dalla catapecchia della famiglia Lester: padre, madre, due figli e una nonna. Lov, che ha sposato una delle tante figlie di Jeeter, il capofamiglia, vorrebbe anche fare il giro largo per evitare il suocero ma, insomma, questa storia che la moglie non vuole condividere il letto con lui, beh, deve finire. Forse il padre saprà darle dei retti consigli. O forse la bambina, dodici anni o già di lì, è una sposa un po’ troppo prematura per questa cose. Ma nel Sogno Americano, di cui Caldwell, come tanti altri, mette in scena ancora una volta la sua faccia oscura, succede anche questo. E succede che ci si accapigli per un sacco di rape che sanno di terra e fame.

Erskine Caldwell

I personaggi che Caldwell mette i scena ne La via del tabacco sono degli autentici mostri, sia fisicamente sia intellettualmente. La miseria intellettuale dei Lester, nessuno escluso, come in una favola di Esopo o Fedro prende le sembianze di un diverso animale umano in cui il fisico altro non è se non uno specchio dell’anima. E allora non manca pagina in cui l’orrore e le deformità non vengano descritte, espediente narrativo potentissimo e particolarmente efficace per dire molto di più, per guardare ben al di là di un labbro leporino non curato o di un naso a cui manca la cartilagine. L’umano e l’animale, anzi, la bestialità, continuano a rincorrersi nel lavoro di Caldwell, compenetrandosi e mischiandosi in un connubio insolubile: e allora la nonna, muta e opportunista, si muove come uno sciacallo in cerca di un pezzo di carne avanzata dal banchetto di predatori ben più grossi e feroci, mentre Ellie May, una delle figlie di Jeeter, è una cagna in calore che scodinzola il culo sotto il naso del maschio. Tutto, in La via del tabacco, è allegoria, metafora, figura retorica. Anche quando la miseria sembra lasciare il posto a elementi esterni, come l’acquisto di un’auto nuova fiammante, l’ignoranza viscerale e indissolubile ne fa un proprio strumento. Proprio la progressiva distruzione di un’automobile, evidente e stridente elemento alieno al mondo dei Lester, è un paradigma della corruzione a cui quel mondo porta chiunque vi si avvicini.

Su tutto ciò, immancabile, il sonno della ragione lascia uno spazio sconfinato a una religiosità d’accatto e becera che si trasforma, inevitabilmente, nella superstizione più volgare e indisponente, unico pretesto per gettare all’esterno le colpe di un mondo perduto in cui nessuno può realmente dirsi assolto o vittima, un mondo dove la morte è un accessorio e uno dei tanti accadimenti tra un tentativo di pranzo e il sospiro di una cena. Un mondo, in definitiva, purulento come una gamba in cancrena la cui fine non può provenire da altra mano se non da quella del fuoco che, igiene del mondo, cauterizza e cancella quelle vite che senza Erskine Caldwell non avrebbero neanche la dignità di una menzione del loro passaggio, là, sperduta nell’angolino più alto di una libreria.

Ti è piaciuto questo post e hai un profilo Facebook? CLICCA QUI e poi su MI PIACE per diventare fan di Pegasus Descending e non perderti nessun aggiornamento!

Navigazione ad articolo singolo

3 pensieri su “La via del tabacco – Erskine Caldwell

  1. Valter in ha detto:

    Questa è letteratura!

  2. Valter in ha detto:

    si diciamolo…😀

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: