Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Occhio, pistolotti!

Fabio Lotti e Jonathan. Fabio è quello con occhiali e maglietta bianca

di Fabio e Jonathan Lotti

L’ho già scritto da tempo in diversi luoghi ma nessuno mi ha dato retta. Spallucce e smorfiette, come a dire questo è matto. Fossi matto sarebbe meglio per tutti. Voglio dire per tutti i maschietti che circolano nell’inquietante mondo del giallo. Inteso in senso lato, si capisce.

Già Otto Penzler ci aveva messo sull’avviso con una antologia dall’evidente titolo Donne pericolose, PIEMME 2006, che era passato del tutto inosservato. Figuriamoci, donne pericolose. Ma se non vanno mai d’accordo e sono sempre lì, eterne adolescenti, a leticare e punzecchiarsi! Trovarne due sulla stessa  linea di pensiero è come convincere Berlusconi che gay è bello e che Ruby non è la nipote di Mubarak (scontata ma non sono in vena). Donne pericolose nella finzione, può darsi, certamente non nella realtà.

Poi è arrivata Alle signore piace il nero di A.A.V.V. a cura di Barbara Garlaschelli e Nicoletta Vallorani, Sperling & Kupfer 2009, che ne metteva insieme ben quattordici. Questa volta nella cruda realtà, almeno come autrici. Cose dell’altro mondo avrebbe detto il più miope dei tradizionalisti. Ma la cosa, appunto, passò inosservata, anche se dell’altro mondo.

Con Eros & Thanatos di A.A.V.V. a cura di Lia Volpatti, Mondadori 2010, il numero è quasi raddoppiato. Ventisette signore e signorine armate di penne sopraffine (e pure di nodosi randelli). Li mortacci!

Riporto un pezzo già scritto che sono un pigrone del Toro “Già me lo sentivo fin dall’inizio. Una specie di sesto senso, di presentimento, reso più concreto dal titolo, dal sottotitolo e dalla copertina in cui una bella ragazza mora dalle labbra rosso fuoco ti fissa con un coltello in mano. Poi ho dato uno sguardo agli autori. Nemmeno un briciolo di pisello.

Destino segnato, mi sono detto. Destino segnato dell’uomo, del maschio. Non ci sarebbe stato scampo. E, infatti, a lettura avanzata, con la mano tremante a voltare le pagine e a lettura terminata con un tic nervoso ai lati della bocca, il risultato è stato quasi sempre lo stesso: il portator di palle steso stecchito in un lago di sangue”.

Se poi si pensa ai lettori che sono quasi tutti, invece, portatori di pocce, basta tirare le somme. Morte professionale nella realtà, morte vera nella finzione. E allora un grido nasce spontaneo dal profondo del cuore, un grido di avvertimento e di allarme… “Occhio, pistolotti!”.

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