Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

We all live in a Yellow Medicine, Yellow Medicine, Yellow Medicine!

La copertina di Yellow Medicine scelta dai lettori

Ora: voi potreste legittimamente pensare che io abbia una preferenza, un debole, diciamo così, per la Meridiano Zero. Beh, pensereste bene. Perché, cazzo, qui ci sono le idee, ragazzi, e ci sono le coccole per i suoi affezionati lettori. Non sto qui a farvi l’elenco degli autori che senza l’intraprendenza, l’intelligenza e la conoscenza di Marco Vicentini e compagnia ci saremmo persi in questi anni. E quando dico persi, intendo persi, perché se aspettiamo che gli altri osino come fanno i ragazzacci di Padova possiamo stare qui ad aspettare di riuscire a mungere un caprone.

L’ultima trovata di quel diavolo di uno Strukul – questa è un’idea sua, lo so, perché me ne aveva accennato già mesi fa proprio qui su Pegasus Descending – è il totocopertina. Fosse stato per lui, ne sono certo, avrebbe iniziato anche a raccogliere delle scommesse in nero per arrotondare, ma per fortuna il saggio Vicentini riesce a mettere un freno al pizzetto volante.

Sulla pagina Facebook della Meridiano Zero, infatti, è stato possibile votare la copertina dell’imminente romanzo di Anthony Neil Smith, Yellow Medicine – romanzo che promette di spaccare – tradotto da Luca Conti, così che ogni lettore potesse dire la sua su una parte del libro a volte sottovalutata e, all’opposto, fondamentale sia dal punto di vista artistico sia da quello del marketing. Ah, cosa può fare una bella copertina! Segnalo la cosa, e con grande soddisfazione e magna gioia – gaudemus, gaudemus! – perché, diobò, questo vuol dire intrattenere un rapporto diretto con i propri lettori, farli partecipare, condividere un’avventura e non ridurre tutto alla seppur importantissima partita doppia. Perché i libri sono un prodotto, certo, ma sono anche arte, intelligenza, ragione, ingegno, passione e sentimento. E chi compra un libro, chi paga per tutto ciò, non si accontenta di un qualcosa che sia assimilabile a una nuova padella per le braciole di cavallo. Strukul, Vicentini e gli altri della Meridiano Zero, questa cosa, l’hanno capita e la mettono in pratica. E per questo motivo io ne parlo e pure volentieri.

Anthony Neil Smith

Certo, avessi avuto un profilo Facebook avrei detto la mia. Anche perché va bene il verde e il giallo, ma io sono, da daltonico, costretto a fare un atto di fede sulla differenza tra i due… e non si fa così, proprio non si  fa.

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18 pensieri su “We all live in a Yellow Medicine, Yellow Medicine, Yellow Medicine!

  1. Non vorrei sbagliare (da qua non posso accedere a FB), ma questa copertina non è quella che si vedeva su FB!

    Comunque avevamo votato compatti per il giallo-giallo (tranne la Buccia, che aveva detto: tutto, tranne il giallo). Credo che lo stesso autore fosse intervenuto a dire la sua, e gli è stato incidentalmente spiegato che giallo, in italiano, significa proprio crime book, e che però si riferiva ad Agatha Christie, secondo qualcuno, ma anche no, secondo qualcun altro.

    E, al di là della copertina, sono sicura che il libro meriterà🙂

  2. Grande Pelf, il libro è ottimo e abbondante, grazie per il supporto, alla fine il giallo era quello che voleva la quasi totalità dei lettori, giallo voleva Anthony e giallo abbiamo dato perchè qui a Mzero siamo una grande comune hippy…ehi hai visto che Fazi pubblica Caldwell?!? Evvai!

  3. Matteo, ma è la cover gialla-gialla che stava su FB? Lì sembrava diversa…

  4. Valter in ha detto:

    Bella copertina e spero di poter leggere presto il romanzo. Matteo cita nel suo post Caldwell,
    lo sto leggendo (La via del tabacco) e la prefazione è di…J. R. Lansdale (sic!)
    Sono a metà e mi sento di consigliartelo…

  5. come come? Fazi pubblica Caldwell? Non so se essere contento… devo ancora decidere se il trattamento che Fazi riserva ai classici mi sta bene (tipo le smunte copertine di Eudora Welty). Vedremo, intanto grazie per la dritta Matteo:-)

    • A tutti: in quanto titolare del blog e plenipotenziario, diffido qualsiasi lettore a citare, nei proprio commenti, parole quali: giallo, verde, giallo-giallo, giallino, verdino, ti sembra più giallo o più verde? Guarda che bel giallo! Lo sfumiamo un po’ il verde con il giallo?

      Angola: la discussione l’ho seguita, ma io, non avendo un profilo personale FB, non ho (o sono… mmm…dubbio fottuto) potuto intervenire. Sono soddisfatto del mantenimento del titolo orginale, è una mia vecchia battaglia e pallino, mentre per il colore avrei votato blu o rosso, aggirando i miei limiti genetici. Maledetto DNA!

      Valter-Matt-Omar: ho visto che Caldwell è uscito per Fazi, è una bella notizia, tra l’altro credo anche con una nuova traduzione di Briasco. Inoltre ho letto che la Fazi ha intenzione di pubblicare altri suoi lavoro. Speriamo. Cercheremo di parlarne più approfonditamente prossimamente.

  6. Caldwell l’ho preso il giorno che è uscito.

  7. Eh eh, io ho letto moltissima roba di Erskine ancora quando lo pubblicava Bompiani e molta roba anche in originale, secondo me è il più grande cantore del Sud. Lo preferisco financo a Faulkner che pure mi piace molto, ma Caldwell è più duro, diretto, protopulp. Leggetevi Tobacco Road e God’s Little Acre…capolavori assoluti! E recuperatevi The Bastard. Vi amo! MS

  8. Chissà com’è Briasco rispetto a Caramella sulla traduzione…l’edizione di Fazi me la pappo di sicuro, ah ma qualcuno di voi vieni a Torino vacca zozza?

  9. @Matteo io Torino salto (troppa folla, bloody Hell:-) comunque io Tobacco Road ce l’ho in versione Einaudi, ed è ok!!!

  10. Gigistar in ha detto:

    Ciao Matteo, bella l’iniziativa di condividere la scelta con i lettori. Ti posso chiedere come vi è venuta in mente l’idea? Mi incuriosisce. Grazie!

    Fra l’altro pazzesca la mole di commenti che avete raccolto su FB ad orari in cui i vampiri sono ancora all’opera!

    PS: perché Andrea non mi sgami userò un linguaggio in codice: anche per me Titti+Hulk vincevano alla grandissima sia sui Puffi sia su Big Babol…😉

  11. Ragazzi, state calmi che su Caldwell sono già corso ai ripari! Prossimamente ne riparliamo! Per Torino: io ci verrei anche più che volentieri, anche solo per dare una strizzata di palle a Vitandrea (anche se detta così, lo ammetto, suona un po’ male…mmm…), ma sono in pieno allarme nascita di Giorgia…

  12. Come anticipato a Matteo, sarò alla Fiera sabato. Per chi vuole, ci si incontra là🙂
    Vista copertina di Yellow Medicine e quoto in pieno il colore, anche se mi ispirava anche quel blu..
    Su Caldwell, resto collegata, visto che mi manca proprio!!

  13. Vitandrea in ha detto:

    A Torino anch’io, di sabato.

  14. Vi aspetto sabato con la birra di BierBier allo stand Meridiano Zero dalle 18.00 alle 19.00 clamoroso happy hpur anche venerdì e domenica per bere e parlare di Gischler, Neil Smith e tutti gli altri autori e per chi vuole prima e dopo anche allo stand E/O in cui distribuiranno il folder della nuova collana E/O SABOT/AGE per cui uscirà il mio romanzo che la inaugurerà “LA BALLATA DI MILA” un sugarpulp noir con una killer assetata di sangue protagonista sullo stile de La sposa di Kill Bill.

    @Gigstar: l’idea è quella di coinvolgere lettori, traduttori, addetti ai lavori come blogger e giornalisti, autori, in una zuppa creativa di plancton che permetta alla cultura di fare il suo lavoro: condividere. E che cazzo se non condividiamo una passione comune dico io che ci resta? E poi c’è gratitudine nei confronti di tutti quelli che col proprio denaro dicono sì a un grande autore e a un marchio di qualità come Meridiano Zero, insomma io su sta cosa ci credo, siamo una comune hippy, a cominciare dai miei capelli ah ah ah e voglio un dialogo costante con quelli che lavorano con me e che amano le cose che facciamo c’è qualcosa di più bello? No dico ditemelo voi! Eh Eh

    @Cecilia ti aspetto

    @Vitandrea idem

    @Omar: peccato

    @Pelf: ci mancherebbe viva viva viva Giorgia

  15. @Matt: siamo tutti curiosi di leggere questo La ballata di Mila, ma avremo sicuramente modo di riparlarne. E condivido in toto il discorso sulla condivisione, Meridiano Zero credo sia rimasta una delle poche case editrici capaci di fare autenticamente cultura, vedi il tentativo – purtroppo vanificato da sappiamo bene cosa – del recupero di Chester Himes. Discorso analogo credo si possa fare per la Polillo, che sta facendo un lavoro fantastico sui generi che noi amiamo e sulla grande letteratura (vedi Ross Macdonald, tanto per citarne uno…): Tutti gli altri, purtroppo, mi sembra che tirino un po’ troppo dove tira il vento anche se, per fortuna, qualche buon libro esce ancora. Ma forse si potrebbe fare di più e meglio, però, appunto, bisogna volervo e avere il coraggio di investire su idee forti.

  16. @Pelf: come hai ragione, noi ci proviamo e continueremo così, grazie che credi così tanto nel nostro lavoro, la cosa ci onora!

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