Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Satori – Don Winslow

Satori

SATORI
di Don Winslow
ed. Bompiani
Traduzione di Alberto Cristofori

di Vitandrea Silecchia

“Non puoi trovare l’illuminazione, puoi solo essere aperto finché lei trova te. Questo è il satori”. Lo dice Xue Xin, monaco giapponese, al protagonista, Nikolaj Hel. L’illuminazione che ha trovato me invece è stato scoprire che anche Don Winslow può scrivere un romanzo mediocre: Satori, appunto. Scritto su commissione (lo dice lo stesso Winslow nella prefazione) per dare un prequel al romanzo di Trevanian (pseudonimo di Rodney William Whitaker) , Shibumi (1979), e dare l’opportunità alle case editrici di mezzo mondo di ristampare il testo ispiratore e dargli un prezzo da novità appena pubblicata.

Satori è mediocre perché tutto è prevedibile, incastrato alla perfezione in un ingranaggio studiato a tavolino dove tutto è perché così ha deciso l’autore. I personaggi sono solo pupazzi senza psicologie né motivazioni. Il peggiore di tutti è proprio il protagonista: Nikolaj Hel. Il ritmo della narrazione è buono: la prima parte del romanzo, a Pechino, scorre, nonostante la trama risibile; la seconda no, purtroppo.

La storia comincia nel 1951: Hel, 26enne, figlio di una nobildonna russa decaduta, adottato e istruito alla cultura orientale da un generale giapponese, viene incarcerato per l’omicidio di quest’ultimo alla fine della guerra mondiale, compiuto per evitargli il disonore della morte per impiccagione. Un bel giorno la CIA si accorge che lui è l’uomo giusto per assassinare il funzionario sovietico Vorosenin, di stanza in Cina. Per istruirlo sull’identità che deve assumere per portare a termine la missione,  la CIA sceglie un’ex prostituta, Solange, bellissima e bravissima in tutto. Uccidere Vorosenin è il primo passo di Hel per ricostruire la propria identità di uomo libero.

In realtà Hel ha poco da ricostruire: è già perfetto. Killer perfetto, spia perfetta, non sbaglia mai un colpo, decide sempre la cosa giusta (anche se senza motivo), è buono e bravo: un uomo da sposare. Nessuna zona d’ombra, nessuna profondità, niente di niente.

E quelli che lo circondano non sono da meno: Vorosenin, da cattivone qual è, è rozzo, volgare, sadico, ladro, ha fatto del male proprio alla famiglia di Hel. La trama richiede che sia anche intelligente, per cui smaschera dopo due minuti la copertura di Hel, però dopo altri cinque non è più molto convinto di averci visto giusto. Solange è altrettanto irritante nel suo essere perfetta, bravissima, desiderata da tutti gli uomini. E il colpo di scena che la riguarda è quanto di più trito e ritrito si possa immaginare. Per non parlare della storia d’amore tra i due: nessun guizzo, nessuna giustificazione, si amano perché sì. Gli uomini della CIA sono tre: il responsabile di Hel, buono e bravo; l’avversario di Hel, cattivo e viscido; il capo di tutti e due, imparziale e saggio. A Saigon troviamo il proprietario di night club corso, Antonucci, che si fa le sue musiciste, e il più insopportabile di tutti: il giornalista di Bernard de Lhandes, che delizia il lettore con esclamazioni tipo: “Per la sborra schiumosa di Giove” o  “Per il sacro sangue di santa Giovanna”, quanto di più falso all’orecchio possa suonare. Lo stesso tipo di esclamazioni, divertenti e non volgari, che trovavamo nei fumetti Disney: “Per la barba di Priamo!”.

Tornando a Satori: il consiglio è di lasciarlo perdere e recuperare, per chi non li avesse letti, L’inverno di Frankie Machine, Il potere del cane, La pattuglia dell’alba e La lingua del fuoco. Se proprio non riuscite a resistere alla curiosità, fatevelo prestare o cercatelo in biblioteca: in questo caso 19 euro sono una spesa ingiustificata.

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11 pensieri su “Satori – Don Winslow

  1. Sapporo in ha detto:

    Concordo pienamente con la tua recensione, ho letto questo libro appena uscito, su Anobii avevo commentato così:

    “Il primo romanzo di Winslow a non avermi convinto fino in fondo…Sarà che riprende il personaggio di un altro autore, creando un prequel a “Shibumi” di Trevanian, ma ho trovato il libro nettamente diviso in due parti. La prima, da Tokyo alla Pechino di Mao, intrigante, coinvolgente, in cui la sensazione di essere osservati dal regime comunista è quasi palpabile… e la seconda, partendo dai campi dello Yunnan fino a Saigon che a lungo andare mi ha un pò annoiato, facendomi accelerare la lettura in alcuni passaggi…

    Nel complesso un libro tra mediocre e buono, ma su cui aleggia lo spettro della necessità “da prequel”, di arrivare ad un certo punto, un certo luogo e in un certo modo, per collegarsi al romanzo successivo, scritto tra l’altro nel 1979.

    Sarà che personalmente i prequel, stanno un pò sulle “balle”…o si scrivono prima o non si scrivono ( e se fossero scritti prima non sarebbero prequel, ma primo “capitolo” di una saga…quindi i prequel proprio non mi vanno giù), ma ho di gran lunga preferito altri romanzi del buon Don Winslow”

    Un umile parere di un umile lettore, ma almeno vuol dire che non son proprio scemo del tutto!!!🙂

    • E io ho fatto bene a non comprarlo questo… e, forse, Winslow, parcella a parte, avrebbe fatto meglio a dedicarsi a qualcosa di nuovo e originale invece di scrivere ‘sta roba. Ma l’avranno pagato e, quindi, ha ragione lui.

  2. Un polpettone insapore firmato da un maestro contemporaneo. Peccato! Ma LE BELVE in uscita per Einaudi vi piacerà, ci scommetto!

    • Soldi risparmiati, Matt, soldi risparmiati. E ringraziamo tutti Vitandrea – che invece l’obolo alla Bompiani l’ha cacciato…-. Vediamo ‘ste Le belve, con Winslow ammetto d’essere rimasto fermo a Il potere del cane…

  3. Vitandrea in ha detto:

    Io pollo che si è lasciato abbindolare dal nome di Winslow. Confido molto in Le belve. Così tanto che me lo sono preso in inglese.
    Andrea, ma ci si vede al Salone del Libro a Torino? Ho dato un’occhiata al programma: dopo una prima scorsa non ho visto nessun nome interessante per noi.

    • Dai, faremo una colletta tra noi che abbiamo risparmiato i soldi grazie a te! Fammi sapere per Le belve, la trama è intrigante, speriamo sia il Winslow-Winslow… per il Salone del Libro, mi sa che salta. Non ho letto il programma, ma in quel periodo sono in piena nascita Giorgia, non credo di muovermi, a meno di un qualcosa di assolutamente imperdibile… tu vai comunque? Cosa c’è di interessante?

  4. Vitandrea in ha detto:

    A parte un incontro con William T. Vollmann non ho trovato altro. Vado comunque. Allora mi sa che ci ritroviamo il 5 giugno per Gischler a Milano.
    Savages non lo leggo per ora, finisco Swanwick e continuo col filone fantastico: Clive Barker. Devo disintossicarmi dalle letture poco piacevoli di Satori e di Un bacio alla cannella di Mosley.

  5. Ragazzi occhio allo stand Meridiano Zero venerdì sabato e domenica happy hour con birra gratis procurata dal vs ufficio stampa preferito eh eh (be’ dai diciamo uno dei vs. preferiti) e poi allo stand E/O con Massimo Carlotto e l’anticipazione della nuova collana SABOTAGE se vi vedo vi faccio imbriagare a spese di BierBier partner ufficiale di Mzero per i beverage http://www.bierbier.org qualcuno lo vedrò di voi spero…MS

  6. Vitandrea in ha detto:

    Io ci sarò sabato. Birra, eh? Mmm.

  7. Lo sospettavo, che Satori non fosse niente di che…
    Sicuramente non all’altezza di Shibumi. Peccato😦

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