Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Salt – regia di Phillip Noyce

Salt

SALT
un film di Phillip Noyce
con Angelina Jolie, Liv Schreiber, Chiwetel Ejiofor

Evelyn Salt, navigato agente operativo della CIA, esce da un‘esperienza in Nord Corea con le ossa rotte. Come ragionano questi americani con i loro agenti è cosa nota, almeno per chi ha visto ore e ore di produzioni hollywoodiane: nessuna pietà e nessun compromesso con il nemico puzzone. Per fortuna dell’agente Salt, però, un marito innamorato sembra riuscire a riproporre quello che Mosè fece qualche migliaio di anni fa con le acque del mar Rosso.

Tornata nei confortevoli uffici di Washington, la routine sembra attanagliare nuovamente la vita della spia, almeno fino a quando, inaspettatatamente, un fuoriuscito russo si presenta al quartier generale dell’agenzia di spionaggio più famosa del mondo, suona il campanello e rivela un piano degno dei migliori romanzi di Tom Clancy: un infiltrato dormiente residente da decenni sul sacro suolo degli States ucciderà il presidente russo durante i funerali del vicepresidente americano, recentemente scomparso. E quel dormiente ha pure un nome: Evelyn Salt. Inizia così una caccia all’uomo – anzi, alla donna – che tra inseguimenti, sparatorie, esplosioni, assalti alla diligenza e valigette nucleari vedrà tre agenzie governative più l’intera polizia distrettuale di Washington, oltre agli effettivi impegnati nella sicurezza del presidente degli Stati Uniti d’America, tentare di mettere il sale sulla coda alla cazzuta fuggitiva che, forse, qualcosa da nascondere lo ha veramente.

Salt, ultimo film di Phillip Noyce, è una spy story classicissima shakerata con enormi dosi di azione. Il risultato, però, è poco sopra il pessimo.

I punti deboli del film, infatti, sono tanti e palesi. In primo luogo Salt rappresenta un deciso passo indietro per Angelina Jolie, tanto magra quanto algida e statica in una storia che, al contrario, vorrebbe essere completamente incentrata su un dinamismo estremo. La Jolie, oltre a non essere per niente credibile in un ruolo del genere, trascorre la maggior parte del suo tempo saltellando tra palazzi da quindici piani e trombe di ascensori, oltre a rubare vestiti a ogni suo spostamento. Un giudizio tanto negativo sulla Jolie ammetto che possa essere in parte frutto di una particolare idiosincrasia da parte del vostro blogger preferito nei confronti della moglie di Brad Pitt, ritenendola, a differenza dell’illustre marito, attrice notevolmente sopravvalutata. Un paio di anni fa ero pure stato sul punto di ricredermi dopo la visione del bellissimo Changeling, uno dei tanti gioielli cinematografici di Clint Eastwood, sorprendendomi nello scoprire una Jolie capace di interpretare in maniera pressochè perfetta un ruolo difficile e delicatissimo come quello assegnatogli dallo zio Clint. Purtroppo, però, l’exploit tale è rimasto, la classica rondine che non fa primavera. Il tutto nasce, probabilmente, dall’equivoco secondo cui sia più facile interpretare un ruolo come quello richiesto in Salt piuttosto che uno maggiormente drammatico e sfaccettato. Guardate Angelina Jolie e sarete costretti a ricredervi.

La figlia di John Voigt, però, sembra non essersi accorta della cosa e, forse schiava di Lara Croft, continua imperterrita a collezionare prestazioni modestissime come in questo scadente Salt o nel poco più che modesto Wanted. Forse con la presenza di Tom Cruise nel ruolo di Salt, come originariamente previsto nella composizione del cast del film di Noyce, qualcosa in più si sarebbe potuto salvare, grazie, soprattutto, al possibile ammiccamento alla trilogia – a breve quadrilogia – di Mission Impossible. Ma neanche il santone di Scientology, comunque, avrebbe potuto risollevare le malvagie sorti di un film di spionaggio ampiamente fuori tempo massimo: riproporre, nel 2011, ancora il tema della Guerra Fredda e della rivalità USA ex-URSS, anche se da un punto di vista revanchista più intimistico che politologico, suona comunque in tutta la sua palpabile impalusibilità.

La trama, inoltre, appare raffazzonata, con un mischione senza capo nè coda in cui le scene action non sono il giusto e necessario corollario volto a far premere il piede sull’acceleratore, quanto, piuttosto, è la trama stessa che diventa ancella e vacuo pretesto per far saltare Angelina e i suoi inseguitore di qua e di là, capottando macchine e tirando giù chiese.

Una spy story, inoltre, non può permettersi di essere noiosa e scontata, come invece Salt dimostra di essere. I colpi di scena sono di una prevedibilità pari ai dribbling di Vito Oreste Sculazzo durante la partita settimanale di scapoli contro ammogliati, mentre la caratterizzazione dei personaggi, dalla Jolie in giù, è totalmente assente.

Il risultato, in definitiva, è un film fuori tempo massimo, prevedibile, trito e bolso, con una protagonista tanto algida quanto fuori ruolo e incapace di dare un capo e una coda a una pellicola assolutamente da dimenticare, dove l’unica nota positiva è da identificarsi con una delle scene iniziali in cui l’agente Salt, braccata dai suoi colleghi ormai diventati ex, si inventa un bazooka mischiando un paio di detersivi, staccando la gamba di un tavolino e assemblando il tutto a un estintore. Ho sussultato sul divano: questo è citazionismo bello e puro, ragazzi, non si ammicca allo spettatore resuscitando una scena presa direttamente da MacGyver. E, infatti, non ho potuto non commuovermi al ricordo.

Di seguito il traile di Salt, film del regista Phillip Noyce:

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