Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Lansdale torna con Einaudi. E Fanucci spiega la fine di un matrimonio

Joe R. Lansdale e Sergio Fanucci

A volte ritornano. Joe R. Lansdale torna a Einaudi dopo gli anni passati con la Fanucci, anni che lo hanno definitivamente consacrato come autore di culto, in Italia ancora più che negli Stati Uniti, grazie all’impegno di promozione da parte della casa editrice romana e, ultimamente, anche grazie al lavoro del suo traduttore italiano, Luca Conti, in grado di restituire alla voce dello scrittore texano tutta la sua freschezza e inventiva. Lo stesso Conti ha già consegnato all’editore la traduzione dell’ultimo lavoro di Champion Joe, All the Earth, Thrown to the Sky, che con buone probabilità uscirà con il titolo italiano di Cielo di sabbia e, come già Devil Red, in anteprima mondiale assoluta e prima della pubblicazione negli stessi States.

Questo cambio di editore, nonostante per noi lettori sia praticamente ininfluente vista anche la continuità per quel che riguarda la traduzione, rimasta immutata nel passaggio, non ha potuto, però, non destare le curiosità del vostro blogger preferito, piuttosto stupito da questa sorta di fulmine a ciel sereno a perturbare il mondo dell’editoria. Gestire un blog, secondo l’avviso di chi scrive e trascorre ore e ore a leggere e scrivere per cercare di fornire un prodotto che si spera essere almeno passabile, significa anche fare informazione. E fare informazione significa porsi e porre domande per cercare di comprendere meglio i fatti e il mondo che ci circonda. Il passaggio di uno degli autori internazionali più quotati e venduti nel nostro Paese, quindi, visto e considerato anche il genere – o i generi – che tratta, non può passare inosservato. Per questo motivo mi sono preso la briga di porre qualche domanda tanto alla Fanucci quanto all’Einaudi. L’Einaudi, come purtroppo spesso accade, ancora una volta ha legittimamente scelto di ignorare il mio lavoro non raccogliendo la mia richiesta di informazioni, non rispondendo alle poche domande poste. Non c’è bisogno di dire che qualora l’ufficio stampa Einaudi cambiasse idea, Pegasus Descending è qui, permettendo loro di instaurare una via diretta con i propri lettori. Ma forse non ne hanno bisogno.

Discorso diverso, invece, per la Fanucci, che interviene direttamente attraverso le parole dell’editore Sergio Fanucci. Tramite l’ufficio stampa avevo posto domande su tale passaggio, sulle motivazioni di questo cambio, sul ritardo di alcune pubblicazioni – in particolare Zeltserman, la cui pubblicazione era inizialmente prevista addirittura per febbraio. Ma anche news su Nisbet e James Lee Burke – e sull’andamento economico della casa editrice, stante alcune voci poco rassicuranti raccolte dalle fonti con cui intrattengo rapporti. Ringrazio quindi pubblicamente Sergio Fanucci per la celerità e precisione nel rispondere e per il rispetto dimostrato nei confronti miei e del mio lavoro. Di seguito, quindi, il punto di vista Fanucci sulla “questione Lansdale”. Io mi riservo qualche riga finali di chiosa per puntualizzare un paio di frasi riportate nel testo. 

Caro Andrea, è curioso come la rete anticipi le notizie. Che Joe Lansdale sia passato a Einaudi è una novità che non sapevo. Quello che so bene è che il nostro “matrimonio” si è concluso con grande dispiacere ma con rispetto per la decisione dell’autore di cercare un altro editore in Italia. Joe R. Lansdale è un bravo autore, amato più in Italia che in qualsiasi altra parte del mondo e noi, come Einaudi, abbiamo contribuito notevolmente a farlo crescere investendo in viaggi, pubblicità, cura del prodotto, traduzioni attente, campagne in libreria, ristampe continue e via dicendo. L’autore ha ritenuto che questo nostro continuo sforzo per farlo crescere sempre di più in Italia non era più sufficiente e così sta cercando un nuovo editore che sia più bravo di noi. Non so mai, in questi casi, chi ha più ragione dell’altro, se l’autore che si sente sotto stimato e rilancia continuamente per ogni nuovo libro, oppure l’editore che, investendo ormai da dieci anni molto denaro, debba fare i conti con un numero di lettori che non aumentano. Lansdale è straconosciuto, riempie librerie da anni, esce sui giornali con cadenza quasi ossessiva, non è più una novità ma un autore affermato e dipende solo dalla sua penna – e non dall’editore che lo pubblicherà – il suo successo e la sua crescita. I numeri che realizza sono importanti ma pur sempre relativi. Come dicevo, è un dispiacere, certo, ma è bene sapere che Lansdale rappresenta il 5% del nostro fatturato come marchio Fanucci, quindi una perdita facilmente sostituibile in termini economici. Ciò non toglie nulla al fatto che avevo con lui un’amicizia e una stima che ora non ho più; questa è la cosa che conta di più e che mi dispiace molto. La casa editrice Fanucci ha chiuso i primi tre mesi dell’anno con un incremento del 14% di venduto, dati Nielsen, e se si aggiunge il nuovo marchio Leggereditore… beh, saliamo assai, e direi che siamo in ottima salute, visto anche il periodo che corre. Basti vedere la classifica del Corriere della sera di domenica scorsa che riportava due nostri titoli nei primi venti libri di narrativa straniera più venduti in Italia. Cosa aggiungere? Molti nuovi autori e romanzi arriveranno, che non è un autore che fa un marchio, mai, che prima di scrivere qualcosa bisognerebbe informarsi e che ciò che sembra un gran fenomeno a volte va ridimensionato (sapendo appunto come stanno le cose). Gradirei che lei pubblicasse questo mio intervento per intero e senza interruzioni, non vorrei che venisse decontestualizzato. Grazie e buona lettura.

Sergio Fanucci

Cielo di sabbia

Excusatio non petita, accusatio manifesta? No. Come vedete ho riportato, come richiestomi, l’intervento di Fanucci “per intero e senza interruzioni”, così da non decontestualizzarlo e, aggiungo io, non prestare il fianco a facili strumentalizzazioni da parte di blogger alla ricerca di scoop. Ovviamente fa piacere avete notizie fresche e di prima mano, so anch’io come gira questo mondo, suvvia, e però no, non faccio trappoloni e taglia-incolla per creare casi che non esistono. Ho sempre amato l’etica del discorso professata da Habermas, oltre a non avere altri interessi se non la possibilità di fare informazione in un campo in cui troppe meretrici scrivono sui giornali. Pegasus Descending funziona a “costo zero”, non volendo ovviamente quantificare il tempo impiegato nella sua gestione che, è bene ricordarlo, nessuno mi ha mai obbligato a spendere. Ma fare un lavoro significa farlo bene. Non bisogna mai prendersi troppo sul serio, qualunque cosa si faccia, figuriamoci se uno ha la possibilità di fare una delle attività più belle al mondo: leggere e scrivere di quello che si legge con altre centinaia di appassionati.

In secondo luogo: “Cosa aggiungere? Molti nuovi autori e romanzi arriveranno, che non è un autore che fa un marchio, mai, che prima di scrivere qualcosa bisognerebbe informarsi e che ciò che sembra un gran fenomeno a volte va ridimensionato”. Tralascio ogni commento ai dati di vendita riportati da Fanucci, così come al suo invito a ridimensionare il “gran fenomeno”. Rigetto invece al mittente, e anche in maniera piuttosto decisa, l’aggiunta secondo cui “prima di scrivere bisognerebbe informarsi”. La rigetto non perchè non sia vera – è sacrosanta e chiunque scriva, blogger o giornalista accreditato, dovrebbe avere interiorizzato questa regola. Io l’ho fatto, ormai, una decina di anni fa, quando ho iniziato con settimanali e tv locali -, ma perchè se è rivolta al sottoscritto è una inutile ingerenza. E la dimostrazione è presto detta: su Pegasus Descending non ho ancora scritto una riga di questa storia, attendendo, appunto, che tanto Einaudi quanto Fanucci rispondessero alle mie domande, confermando o smentendo, comunque chiarendo, le informazioni raccolte in giro, informazioni che ben so necessitare spesso di una bella potata. Si chiama verifica o incrocio delle fonti. In particolare attendevo le risposte proprio della Fanucci, in quanto “parte lesa”, colei, cioè, che ha perso un autore – che, permettetemi il pensiero, io continuo a reputare importante, tanto letterariamente quanto economicamente. Se poi una domanda può far girare le balle a chi se la sente fare, beh, allora è opportuno che venga posta. Io non mi prendo mai sul serio, come dicevo sopra. Però prendo dannatamente sul serio il mio lavoro. E questo pretendo mi venga riconosciuto. Sottolineando il “pretendo”.

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40 pensieri su “Lansdale torna con Einaudi. E Fanucci spiega la fine di un matrimonio

  1. Walt in ha detto:

    Bravissimo Andrea! Oltre a essere un bravo blogger sei soprattutto una persona perbene. Anch’io non ho capito un paio di passaggi obliqui del signor Fanucci, probabilmente è solo stizzito, e avrà le sue buone ragioni, per la pedita di uno degli autori di punta della sua scuderia. In quanto all’etica del giornalista hai ragioni da vendere, purtroppo ritengo che la parola etica andrebbe elininata dal dizionario italiano, in quanto desueta da decenni, e più che mai riferita ai giornalisti del Belpaese

  2. Ciao Pelf, splendido lavoro, mi piace molto questa tua capacità-volontà di costruire un’interfaccia diretta con gli editori, questa è la vera rivoluzione di internet purtroppo sembrano averlo capito ancora in pochi ma non importa. Su quanto detto da Sergio Fanucci non ho commenti da fare, unica cosa chiedo: e Zeltserman? Anzi no un commento lo faccio…ho la sensazione che stiano abbandonando letteralmente il nero americano, nessuna parola neanche su Burke, ad esempio, e probabilmente fanno bene perchè il “fanta” in Italia vende molto di più! Ripeto la mia è una sensazione però…

  3. @Matteo, stessa impressione mia circa il “fanta” (fa impressione entrare in libreria e vedere pile su pile, anzi montagne di ‘ste robe a coprire tanti buoni libri)

    @Pelf sempre professionale, chapeau 🙂

  4. Pelf è Pelf, ma anche nel phantasy qualcosa di buono c’è però è vero è un delirio e pur conscio di alcune gemme in effetti come dice Omar c’è pure tanta paccottiglia!

    • Scusate, non capisco una cosa…seguo Lansdale da una vita e i primi libri suoi che ho letto (Tramonto e polvere, La sottile linea scura) erano pubblicati da Einaudi. Poi, qualche anno fa, cambiò in Fanucci. Ora di nuovo Einaudi..conosco poco il mondo dell’editoria, quindi forse è normale. Però..
      Peccato che, da neofita blogger, stavo cercando di farmi conoscere da Fanucci e ora devo ricominciare da zero con Einaudi.
      E’ un mondo difficile! ;))

  5. Comunque in Italia Lansdale non è nato né con Einaudi né con Fanucci. I primi due romanzi del Drive-in erano usciti per Mondadori, su Urania, così come Freddo nell’anima (Giallo Mondadori, ma si intitolava Fiamma Fredda) e In fondo alla palude (come Sotto gli occhi dell’alligatore); Mucho Mojo è stato pubblicato per la prima volta da Bompiani; Freddo a luglio dalla Phoenix, e così via.

  6. Antoine Rockamora in ha detto:

    Sinceramente, tra noir e fantasy, non saprei dire quale dei due generi è più saturo di paccottiglia.
    Non è per difendere il Fantasy, che non gradisco per nulla ma che sicuramente tra i tanti annovererà anche ottimi autori e maestri imprescindibili del genere, però non bisogna nemmeno far di tutta l’erba un fascio, il mercato è saturo anche dal nostro versante: i non esperti del settore prima di trovare un buon noir/hard boiled hanno altissime probabilità di buttare decine e decine di euri per ritrovarsi in mano tomi di scontatissima carta da cchiùlo.

  7. @Walt: grazie Walt! Cerco, come ho detto, di fare il mio lavoro nel miglior modo possibile, sperando di fare cosa gradita per i miei – per fortuna numerosi – lettori. Come ho detto in passato, ho grande rispetto per i loro soldi e per la fatica che presumo facciano per guardagnarli! Beh, venendo a Fanucci, mi sembra bello stizzito, come tutti gli amanti mollati dall’oggetto del loro amore. Che poi, anche economicamente, a me il 5% non pare proprio poco, visto che lo fa un autore da solo a fronte di quante altre decine che fanno il restante 95%? Comunque…alla fine non sono neanche cose che ci riguardano, l’importante è chi e cosa pubblicano. Sull’etica: eh, sì, non è di gran moda nel nostro paese. Purtroppo riusciamo – anzi, riescono – a gettare tutto in vacca, politici, giornalisti e pure intellettuali di ‘sta minchia. Noi cerchiamo di essere diversi, dai! 🙂

    @Matt: io credo molto in questa cosa dell’interfaccia, lo sai, perchè è vero che per molti editori i libri sono merce – anche se con importanti eccezioni, vedi Vicentini e lo stesso Fanucci – ma per i lettori sono passione e vita. Un lettore, senza libri, non vive. Sarebbe come toglierli il pane. Quindi credo che ci siano degli spazi per portare i lettori più vicini agli editori, magari anche in termini di influenza, non siamo mica tutti anime candide! 🙂 Purtroppo molti ‘sta cosa non la capisco, i colossi su tutti, forse perchè eccessivamente grossi e, quindi, disumanizzati. Però, vabbè, peggio per loro, i numeri di piccoli ma cazzuti editori sono lì a testimoniare che altre vie – oltrea a D’Orrico sul Corriere – sono percorribili. Sul nero Fanucci: questo è un problema. Zeltserman – penso Pariah, secondo della trilogia dell’uomo uscito di galera – è fatto e finito, doveva uscire a febbraio. Ho chiesto di lui, di Nisbet, Lee Burke ma niente, “non possono svelarmi i loro piani editoriali”. E chissà che segreto! Come per Lansdale. Che il loro piano editoriale, poi, era che Lansdale è migrato a Einaudi. Però è un peccato, la Fanucci ha fatto un grande lavoro sul noir e su un genere di letteratura che amo molto. Se la smette di pubblicare quelle cose per dedicarsi tutto al fantasy o ai teens, beh, per tutti noi sarebbe una grave perdita.

    @Omar: sul fantasy non mi pronuncio, ho letto solo Il signore degli anelli…non è un genere che amo, non lo conosco e quindi non saprei dire cosa merita e cosa no. Io spero solo di poter continuare a leggere i miei generi e gli autori che amo. Anche se le cose non sembrano marcare proprio bene, come dicevo sopra a Matt…sig. Due palle.

    @Cecilia: qualsiasi mondo è difficile, basta credere in quello che si fa e farlo con passione. Poi che gli altri facciano quello che pare loro e amen. Beh, la Fanucci mica ha chiuso senza Lansdale! Anzi, speriamo che la partenza di Champion Joe possa liberare risorse per nuove traduzioni di autori stranieri cazzuti! Sui cambi di editore: capita! 🙂 E di solito di tratta di money…Ah, una nota sul tuo blog: mi permetto di dirti che ho delle grosse difficoltà ad accedervi, sembra pesantissimo, mi inchioda il pc…non so se è un problema mio o dovresti alleggerirlo un po’(es. lo sfondo con le bolle o magari hai messo qualche applicazione particolarmente ostica per la povera ram…). Scusa se mi sono permesso! 🙂

    @Luca: vero, però credo che sia Einaudi sia Fanucci, anche se non hanno contribuito a farlo nascere, abbia contribuito molto a farlo conoscere al grande pubblico portandolo ad essere un autore con schiere di fan. Con Mondadori, Urania, Bompiani etc non credo che fosse così. Ma a quei tempi ero piccolo e leggevo altro, quindi potrei sbagliarmi! 🙂 Comunque, senza alcuna piaggeria, la cosa importante è che il nuovo corso Einaudi ha tenuto il vecchio traduttore.

    @Antoine: sul fantasy, come già detto, non oso pronunciarmi non possedendone una sufficiente conoscienza (anzi, diciamo che sono notevolmente ignorante in merito…), non so chi siano gli autori buoni e quelli no. Certo, ce n’è molto e quindi un sacco di spazzatura, come nel thriller (più che nel noir). Certo, anche i nostri generi sono pieni di roba di scarsa qualità, ma leggendo in giro per blog credo che le cose buone si riescano a beccare, evitando di spendere troppi dindini in carta da cchiùlo! 🙂

  8. Antoine Rockamora in ha detto:

    haha infatti per i consigli letterari ormai mi fido solo di pochi eletti, tra cui te, Sugarpulp, Di monopoli e altri 2-3.
    Peccato che il mio punto di riferimento per le robe più folli e visionarie (Blackmailmag.com, conoscevi?) abbia praticamente chiuso i battenti.

  9. Fabio Lotti in ha detto:

    Sul discorso di Andrea che cerca di fare bene il proprio lavoro sono d’accordo, altrimenti non seguirei questo blog. Sul fatto che Lansdale abbia trasmigrato in altra casa editrice ho poco da dire, difficili le unioni per tutta la vita. Sulla paccottiglia mah…io la vedo un pò da tutte le parti.

  10. Ciao splendidi, sì la paccottiglia è ovunque, amo il fantasy detto per inciso e recentemente ho scoperto una scrittrice con le contropalle pubblicata da Newton Lily St. Crow anche se avevo già letto parecchi suoi libri in originale è un esempio ce ne sarebbero mille altri, Luca Conti ha ragione quando dice che Lansdale era arrivato ben prima di Einaudi in Italia…e non aveva avuto successo aggiungo io…perciò sono d’accordo anche con Pelf e vai di cerchiobottismo, aggiungo che ci sono almeno due autori di cui spero che Pelf parli presto a proposito di noir uno è uno dei più grandi autori che abbia mai letto e un caro amico TIM WILLOCKS, provate a leggere Bad City Blues o Il fine ultimo della creazione, l’altro è un fenomenale ADRIAN MCKINTY che ha visto uscire per Rizzoli -nonostante ne avessimo parlato con Luca the Prince Conti secoli fa – Ballata irlandese, naturalmente può essere benissimo che Pelf ne abbia già parlato visto il ritmo che tiene con le rece ma non credo comunque come ha detto Carlotto a Mirella Serri su Tuttolibri: Leggete TIM WILLOCKS!

  11. @Matteo, concordo su Willocks, lessi IL FINE ULTIMO… negli anni Novanta (all’epoca stava con Mondadori) dopo aver visto lo scrittore da Costanzo (in quegli anni tutto ruotava attorno al Costanzo Show 🙂 e mi fece grande impressione!

  12. UN AUTORE STRAORDINARIO, credo il mio autore preferito insieme a CARLOTTO, adoro WILLOCKS, ha una scrittura devastante e potentissima! Religion è un capolavoro!

  13. Diciamo che in Urania Lansdale ebbe un certo successo (voi siete più giovani di me, a parte Fabio – che è coetaneo del Giocatore di scacchi di Maelzel – e forse non ve lo ricordate). Addirittura, qualche anno prima, sempre in Urania, era uscito un romanzo di Neal Barrett, jr (uno dei migliori amici del buon Joe, e per certi versi a lui somigliante) e un altro uscì tempo dopo.

    Malgrado tutto – tagli ai romanzi, traduzioni a volte improbabili eccetera – sugli Urania dell’epoca usciva roba molto più borderline di adesso, ma è anche vero che è cambiato il pubblico. Però ricordo di aver acquistato il Mucho Mojo nell’edizione Bompiani lo stesso giorno della sua uscita, e di averne avuto un’impressione indelebile. Diciamo che forse l’editoria italiana, nei primi anni Novanta, non era ancora pronta per queste cose, a parte alcuni editor davvero lungimiranti: Bernardi, Brolli e pochissimi altri.

    Poi, il fatto che Lansdale abbia nuovamente cambiato editore non mi sembra un grosso problema, anche perché l’ha cambiato anche negli Stati Uniti. In Italia Elmore Leonard, prima di fermarsi da Einaudi, ha fatto i suoi bei giri, per non parlare di James Lee Burke.

    • Vitandrea in ha detto:

      La collana Bompiani si chiamava Gli squali, o qualcosa del genere, giusto? La ricordo anch’io. C’erano romanzi di autori molto bravi. Oltre Lansdale, c’era Willeford col Quadro eretico, Ballard con Crash, Bradbury con Il popolo dell’autunno, Blaylock (credo si scriva così) con l’Homunculus, e uno di Rudy Rucker.

      • Già. E “il quadro eretico” di Willeford è un romanzo fantastico che in Italia nessuno sembra interessato a ritradurre e ripubblicare. Solo questo basterebbe a dare l’idea dell’aria che tira dalle nostre parti.

  14. Fabio Lotti in ha detto:

    Sono contento di avere tirato fuori una battuta a Luca. Era una vita che ci provavo…:)

    • Scusa Pegasus, leggo solo ora perchè dal lavoro il server blocca tutti i blog, e intanto grazie che sei venuto a vedere il mio blog ;)) Ma avevo anch’io grosse difficoltà ad accedere…usavo Explorer, poi con Google Chrome non è più successo..le bolle sono addirittura uno sfondo previsto dal blog stesso, quindi non ho messo niente di più, tranne la foto che vedi. Non è detto che più avanti decida di modificare la grafica, ma ora sto cercando di riempirlo con le recensioni.
      Anzi, accetto suggerimenti..perchè se si ha difficoltà ad accedere, saranno in pochi a vederlo 😦
      Tra l’altro, è on line da circa 3 mesi, quindi si può dire che sia ancora vuoto, figurati più avanti!.
      Su Lansdale, lo seguirei anche se fosse con la più misera delle case editrici e su Fanucci e Einaudi, niente da dire. Hanno tutto il mio rispetto, ma forse sono arrivate a livelli tali che non hanno bisogno di ulteriore pubblicità.
      @Luca Conti: grazie della precisazione..pensavo che Lansdale avesse iniziato con Einaudi. Ma da quanto cavolo scrive quell’uomo??

      • P.S.: Ma se uno si accorge di un errore nel messaggio (giusto quello che ho appena inviato..) non si può più modificare?

  15. @Fabio: grazie, Fabio. E sì, c’è poco da dire sul cambio e quello che c’è l’ha già detto Fanucci. Non c’è molto altro da aggiungere se non, come spero, che la Einaudi investa su questo tanto quanto ha fatto Fanucci, il quale credo abbia fatto un grandissimo lavoro su Lansdale. Vedremo. Intanto ribadisco la soddisfazione di vedere Luca ancora in cabina di traduzione. Questo è un buon segno.

    @Matt: di Willocks e McKinty non ho ancora parlato e non li ho neppure letti. Un sacco di volte mi sono riproposto di comprare Il fine ultimo della creazione, ma per un motivo o un altro è sempre saltato. Ti prometto di provvedere prossimamente.

    @Luca: che Lansdale cambi casa editrice non è affatto un problema. Come dicevo sopra, però, spero solo che Einaudi abbia voglia di investire su di lui. Per me, inoltre, Lansdale è nato con Einaudi, prima non me lo ricordo proprio – credo per evidenti motivi anagrafici…a differenza di Fabio, che so i filologi attribuirgli la stesura dell’indovinello veronese… 🙂 . So delle edizioni precedenti solo dal mercatino dell’usato. Ma è storia vecchia, questo, vedi Winslow, Burke, Nisbet, già apparsi in precedenti edizioni e poi ricomparsi anni dopo in altre.

    @Cecilia: una volta pubblicato solo io posso modificare i commenti. E QUESTO SI CHIAMA “POTERE”!Muuuoaaaaaaaa! Che pirla, vero? 🙂 Sul tuo blog: non so quale sia il problema, ma capirai che è un bel problema. Io, per esempio, non riesco a leggerlo, ogni volta devo poi riavviare il computer etc, due palle. Non so se anche altri hanno lo stesso problema, prova anche tu ad accederci da un altro computer o non da amministratore, così ti rendi conto. A me la cosa è già successa su due computer e non hanno problemi con altri siti o blog. Non so… Non conosco bene la tua piattaforma, io con wordpress mi trovo molto bene, a parte qualche bug inevitabile, ma sopportabile e gestibile una volta che lo conosci!

    • Io il blog di Cecilia lo vedo benissimo, su Mac e su Linux, con Chrome, Safari, Opera, Firefox e chi più ne ha più ne metta. In effetti, credo che WordPress consenta una gestione e una personalizzazione più accurate. Anch’io mi ci trovo meglio.

      Per il resto, traduco Lansdale dal 2003 (dalla Sottile linea scura), ne ho fatti sette o otto e dovrei continuare per un pezzo. Malgrado io nasca, come traduttore, con Einaudi e lì sia rimasto, finché non mi butteranno fuori, devo dire che mi sono trovato benissimo con l’intero staff di Fanucci, che è stata così gentile da farmi continuare a tradurre lo zio Joe (ma anche Vachss e James Lee Burke, cosa di cui non posso che essere riconoscente).

      • Grazie dei commenti e vediamo se sono in tanti a non accedere bene. Io, come Luca, ho provato ad accedere anche da altri pc e solo chi aveva Explorer faceva fatica.
        Però terrò nel cassetto il vostro consiglio su wordpress, magari quando mi sarò fatta più le ossa…;)

        Di Vacchs ho letto tre libri, grandissimo, ma neanche a farlo
        apposta, nessuno tradotto da Luca, ma due di Alfredo Colitto, che conosco molto bene..quali hai tradotto?

  16. L’ultimo uscito in Italia, ovvero “The Getaway Man”.

  17. luca briasco in ha detto:

    come editor di narrativa straniera di Einaudi Stile libero, sarà mia cura chiedere una risposta anche alla casa editrice per cui lavoro. In ogni caso, non posso che confermare, dal mio lato, quanto raccontato da Sergio Fanucci. La scelta è stata dell’autore, che ha deciso di “tornare” in Einaudi. In realtà, per diversi anni le due case editrici si sono “divise” i libri di Joe, fino a quando Lansdale decise di scegliere in esclusiva Fanucci. Il passaggio in Einaudi (con un contratto per i prossimi cinque titoli) è avvenuto previo impegno del nuovo editore a investire sull’autore, in termini di presenza nei punti vendita, di copertura stampa e di marketing. Nella consapevolezza che Fanucci ha fatto un lavoro importante in questi ann, consolidando una fama e una popolarità che cercheremo di accrescere ancora

  18. @Cecilia: io uso un mac e il tuo blog lo vedo benissimo
    @Pelf: provvedi provvedi eh eh

  19. Grande Luca! Che bello sentire una voce da Einaudi!

  20. @Pelf: a questo punto, come dice Matt, provvedi!! 😉
    @Luca Conti: ora che mi hai indicato il titolo..era uno di quelli che avevo messo in wl, sicuramente lo prenderò, sia perchè mi piacciono le tue traduzioni, sia perchè Vacchs ha un modo di scrivere che mi piace molto.
    ..e scusate l’OT..che non vuole assolutamente togliere spazio al thread su Lansdale e sulle case editrici anzi, interessante il botta e risposta.

  21. @Luca (Briasco): grazie mille per il tuo intervento. Ci hai dato notizie utili e importanti, facendoci sentire anche un’altra campana. E tienici nformati anche sulle prossime pubblicazioni straniere di Stile Libero! 🙂

    @Matt e Cecilia: ehi, ragazzi, io mica posso permettermelo un mac da 1500 euro! Però, Matt, ti paga bene Vicentini, vedo… io pc ed explorer, che ci volete fare. Dai Ceci, metti le recensioni su Anobii che le leggerò lì, che devo fare, mannaggia?

    @Ceci: credo che per il provvedere Matt si riferisse ai due autori citati. Tu li hai letti? Sul Vacchs in oggetto, vai a leggerti la mia recensione su Pegasus Descending. Ma non dirlo a Luca (Conti), che poi quello mi tira di nuovo le orecchie come fece ai tempi! 🙂 Abbraccio Luca!

    @Tutti: andatevi a leggere l’ultimo commento di Matt in calce alla recensione di Notte di sangue a Coyote Crossing e se siete degli amanti di questo sporco genere e di questi sporchi scrittori, ragazzi, mettevi a gioire insieme a me, che qualche speranza di leggere roba buona ancora c’è! Grande Matt, grande Vicentini, grande Luca, grande Victor e grande Meridiano Zero!

    • E chi ce l’ha un mac?? Magari! E’ un semplice pc..ti assicuro.
      Su Vacchs, l’ho scritto in un precedente post, ho letto tre libri (li trovi sul mio profilo di Anobii, nickname Teresa..sono passata sul tuo profilo poco fa).
      E va proprio alla grande il libro di Gischler!! Non vedo l’ora di incontrare di nuovo lui, Lansdale e tutti gli altri a Milano 😉

  22. Bellissimo post, Pelf. Bravo, bravo davvero 🙂

  23. Qualcuno sa qualcosa del bravo Dave Zelterman sembra che La vera storia di Kyle Nevin sia missing in action…

  24. Valter in ha detto:

    Fanucci tempo fa aveva pubblicato alcuni romanzi di Lawrence Block, un autore a mio modesto parere da tenere in considerazione ; sarà invece Sellerio a permetterci di leggere l’ultimo romanzo con protagonista Matthew Scudder
    Mi pare di capire, a questo punto, che la casa editrice romana punti molto (forse troppo)
    sulla collana fantasy e soprattutto teens. Peccato!

  25. Larry Block è un mito 🙂
    Sono contenta che lo prenda Sellerio 🙂

  26. Mah, viste le traduzioni dei due Colin Dexter, che Block finisca da Sellerio mi suscita un certo timore.

  27. Valter-Angola-Luca: sai che Lawrence Block non l’ho mai letto? Da tempo mi imbatto in un suo romanzo in libreria, ma è veramente troppo rovinato e tu (Valter) da bibliofilo un po’ maniaco mi capirai…

    Sulla Fanucci: sì, pare anche a me che abbia tirato un po’ i remi in barca, soprattutto dal punto di vista della qualità, visto che si sono perse le tracce di gente come Zeltserman, Nisbet e Lee Burke (lo ripeterò fino alla nausea), a fronte di una invasione di thiller di bassa qualità…non so che dire…però mi sento di consigliare il recente I buoni vicini di Ryan David Jahn, romanzo molto, molto bello. Ne parlerò nelle prossime settimane, intanto, se avete voglia, iniziate a leggerlo, così poi ci confrontiamo (anche se la traduzione, a naso, mi sembra così così, magari Luca saprà dirci di più in merito).

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