Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Novità in libreria: Fango di Guillermo Fadanelli

Fango

La casa editrice Marco Tropea aveva già iniziato con 77, romanzo dello scrittore argentino Guillermo Saccomanno, un interessantissimo percorso culturale di esplorazione della narrativa contemporanea sudamericana che meglio fosse in grado di descrivere, attraverso il focus della letteratura, una società tanto dinamica quanto silenziosa, almeno per i media italiani. Basti pensare al Brasile, Stato con evidenti velleità egemoniche per quel che riguarda la propria area regionale e, anche per tale motivo, sempre meno allineato con i voleri delle classiche potenze occidentali. Ma qui stiamo sempre e solo a parlare di Cina e al cagotto che incute, come se invece di avere due occhi tra il naso e la fronte fossimo, diversamente, tutti dei grossi e stolti Polifemo. Comunque, la letteratura è, come ho più volte ripetuto, spesso più e meglio in grado di descrivere un mondo, una società o, almeno, sue porzioni. Se con 77 la Marco Tropea, dopo i lavori di Rolo Diez, tornava a scavare in una dittatura, come quella di Videla, che avvertiamo così distante spazialmente e temporalmente, mettendo in piedi un delicatissimo affresco sull’assenza e sull’universalità tanto della barbarie quanto del dolore, con Fango, opera del messicano Guillermo Fadanelli, è lo Stato centroamericano famoso per narcos e immigrati a dimostrare che sotto la gonna c’è di più. Anche dalla trama, inevitabilmente, si ammicca a Lolita, anche se la memoria può ugualmente correre all’affresco decadente del  Philip Roth de La macchia umana oppure allo sguardo cinico e penetrante di quel fenomeno cubano di Pedro Gutiérrez. Insomma, ancora una volta un romanzo da leggere per comprendere un poco di più il vasto e complesso mondo che ci circonda.

FANGO (Lodo)
di Guillermo Fadanelli
ed. Marco Tropea
Traduzione di  Elena Rolla

TRAMA: Un uomo solitario, brutto e cautamente infelice, professore universitario di Filosofia, scrive saggi dei quali non importa niente a nessuno e trascorre il proprio tempo libero bevendo e andando a prostitute. Si chiama Benito Torrentera, e giunto sulla soglia dei cinquant’anni incontra Flor Eduarda, una conturbante Lolita protagonista di un crimine. Lei gli chiede protezione e denaro, in cambio del proprio corpo. Lui acconsente, vinto dal desiderio di annullarsi nella carne e nella vita, senza più l’ingombro del pensiero e del dubbio. Consapevole della rovina alla quale va incontro, e della natura perfida e bugiarda della ragazza, Benito intraprende con Eduarda una fuga verso lo Stato di Michoacàn, il luogo che a lei appare come l’ultimo riparo dai tentacoli della giustizia, e per lui significa la realizzazione di un antico desiderio: mettere piede nel paesino sperduto di Tiripetío, dove cinque secoli fa ebbe luogo la prima lezione di filosofia di tutta l’America. Fadanelli crea un Lolita messicano dove la passione coincide con la spietatezza dei rapporti sociali, e le illusioni letterarie cedono il passo alla brutalità del reale. Un gioco perverso dove il viso degli amanti non serba più traccia alcuna di bontà e innocenza.

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