Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Deadpool: In viaggio con la testa – Victor Gischler e Bong Dazo

Deadpool: In viaggio con la testa – 1

DEADPOOL: IN VIAGGIO CON LA TESTA (Merc with a Mouth)
di Victor Gischler e disegni di Bong Dazo
ed. Marvel
Traduzione di Luigi Mutti

Nonostante sia uno dei personaggi della Marvel Comics più divertenti, fuori di testa e mitragliatori di minchiate che china e macchina da scrivere abbiano mai prodotto, Deadpool rimane cartoon dalle alterne fortune e pure neanche particolarmente noto al di fuori del mondo nerd: se tutti, bene o male, conoscono gente come Hulk, Spiderman, Wolverine o, per cambiare versante a fare un po’ di par condicio, Batman e Superman, di Deadpool non molti hanno letto le sue storie. Sicuramente la causa è anche del cinema che, a differenza dei personaggi citati sopra, non si è mai occupato del personaggio nato dalla macchina da scrivere di Fabian Nicieza e dalle matite di Rob Liefeld, nonostante sembra che sia attualmente in lavorazione uno spin-off con Ryan Reynolds nelle vesti proprio di Wade Wilson, vero nome del minchione mascherato armato di katane e potere rigenerante.

Ci voleva quindi il re Mida della letteratura di genere, Victor Gischler, a far decollare e rendere famoso, soprattutto nel nostro Paese, questo eroe Marvel sui generis, grazie alla miniserie in dodici puntate Deadpool: In viaggio con la testa, in Italia pubblicata in due volumi unici.

Se già sopportare un Deadpool solo è impresa ardua, figuratevi due. Il secondo, vabbè, è composto solo dalla sua testa formato zombie, ma il non avere un corpo in grado di fargli sfogare tutte le cazzate che gli passano per la mente è forse situazione ancora più tragica per le orecchie di chi, volente o, più spesso, nolente, gli gira intorno. Deadpool è un mercenario e in queste sue vesti rosse e nere viene ingaggiato dall’A.I.M. per recuperare la testa putrescente del suo omologo proveniente da uno dei tanti universi paralleli e inavvertitamente finita sul nostro mondo. La testa, contenente oltre al cervello bacato e infetto del Deadpool zombie anche alcuni rimasugli del virus zombie che l’ha ridotto così, servirà agli scienziati per lo sviluppo di una pericolosissima arma batteriologica. Peccato, però, che anche l’Hydra sia sulle tracce della testa.

Inizia così un incredibile viaggio su più dimensioni spazio-temporali che porterà Wade Wilson, accompagnato dalla biologa dottoressa Betty, una bionda con pornoocchialini da bibliotecaria porca e tette e chiappe sempre in mostra per l’astinente Deadpool, a vedersela con schiere di cavernicoli neandertaliani, dinosauri zombie, supereroi anch’essi infettati, tanti Deadpool paralleli acconciati da cowboy o da ufficiali di fanteria e chi più ne ha più ne metta.

Scrive Stan Lee nell’introduzione al secondo volume: “Lo scrittore di thriller Victor Gischler ha sceneggiato un racconto supereroistico a metà fra l’horror e il road movie interdimensionale, con una carica umoristica demenziale e ammiccamenti sexy tra il nostro protagonista e le fanciulle che hanno diviso la scena con lui. La schizofrenia di Deadpool – da ricondursi ai suoi poteri rigenerativi – permette a Gischler di giocare con il pubblico, usando anche le continue citazioni pop di Wade Wilson per mettere alla berlina alcuni meccanismi narrativi implementati dallo stesso sceneggiatore”.

E il punto di maggiore forza narrativa di questo In viaggio con  la testa sta proprio nella commistione tra un continuo citazionismo pop e dissacrante, almeno in bocca a un cazzone come Deadpool, e l’intrinseca comicità figlia dell’inventiva di Victor Gischler, già ampiamente dimostrata con il romanzo Anche i poeti uccidono. Gischler, inoltre, è anche un vulcano impazzito di trovate in grado di rilanciare ad ogni pagina la vicenda raccontata, proponendo nuovi personaggi e piazzandoli, chiappe, armi e scarponi, in vicende di volta in volta nuove e assurde, tanto che è possibile fare un parallelismo, almeno in questi termini, tra questo lavoro fumettistico e il racconto postapocalittico Black City. C’era una volta la fine del mondo, il romanzo, tra quelli pubblicati in Italia, che meglio si avvicina alla sceneggiatura per le nuvolette parlanti.

Deadpool: In viaggio con la testa – 2

Ma il lavoro del nostro socio della Louisiana è incorniciato anche dai magnifici disegni del filippino Bong Dazo, perfettamente a suo agio con le vicende di Deadpool con tavole semplicemente stupende che esaltano in maniera incredibile la sceneggiatura di Gischler, come anche testimoniato dal possibile paragone con i contributi contenuti nel secondo volume e firmati da gente come Kyle Baker, Rob Liefeld (il papà di Deadpool), Das Pastoras e l’italiano Matteo Scalera. Ma se il successo di In viaggio con la testa è stato così dirompente, tanto da rompere gli indugi e far partire a giugno, anche in Italia, una serie regolare incentrata su Wade Wilson, parte del merito la si deve pure attribuire a quell’autentico fenomeno intellettuale e artistico che sulla carta d’identità riporta, alle sezioni “nome” e “cognome”, la dicitura Arthur Suydam

, l’autore delle dodici copertine originariamente uscite negli States. Nella versione italiana, purtroppo, questo straordinario lavoro dell’artista è in parte perso a causa della compressione di quella dozzina di numeri nei soli due volumi della miniserie, sottraendo inevitabilmente spazio a ben dieci lavori di Suydam, personaggio in cui fumetto e autorialità di fondono senza soluzione di continuità, riducendo gran parte del vasto immaginario culturale pop degli anni ’80 e ’90 a mera parodia di se stesso grazie all’intermediazione di Deadpool medesimo, dissacrando mostri sacri come l’album Nevermind dei Nirvana o Lo squalo di Steven Spielberg. Le cover di Suydam, credetemi, da sole valgono il prezzo di copertina di Merc with a Mouth.

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8 pensieri su “Deadpool: In viaggio con la testa – Victor Gischler e Bong Dazo

  1. @Pelf: lavoro straordinario, sono davvero ammirato dalla completezza dell’analisi, bravissimo, sì in effetti anche in questo lavoro Gischler si supera dando sfogo ad un’incredibile inventiva, facendo intrattenimento intelligente e di qualità a base di stronzate, cristo, un genio, Dazo è il partner grafico ideale, disegni pop, parossistici e supersexy con un naturale graffio intriso d’ironia. Le copertine sono dodici capolavori.

  2. @Pelf sta diventando il più grande esperto di Gischler degli ultimi 150 anni di Storia Italoana 🙂

  3. Right, veramente spaventoso!

  4. @puoi ben dirlo Omar! 🙂 Ma la roba buona è buona, punto e basta. E non ho ancora finito: la prossima volta due pezzi ancora su Gischler, visto che come un pirla ho aspettato l’uscita del libro per la rece, quando invece in rete ho visto che tutti ne hanno già parlato giorni e giorni fa. Un certo manduriano compreso… 🙂

    @Matt: e adesso aspettiamo questo Neil Smith di cui parli da tempo. Vediamo se rispetterà le attese. Notte di sangue ha già bruciato la prima edizione? Dai, speriamo (che me la cavo)

  5. Anthony Neil Smith è molto più cattivo di Gischler, sapevatelo 🙂

  6. Comprate il Coyote e regalatelo e rivendetelo e usatelo, oggi dopo il Corriere e D Repubblica oggi, ripeto, intervista di Giuliano Aluffi su il VENERDI’

  7. Neil SMith è un genio con due autori così e un traduttore così non è permesso sbagliare!

  8. @Luca-Matt: e allora diamoci dentro con Neil Smith, soci, che Gischler è già andato, sig sig! 😦

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