Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Antologica Gischler. Tutte le recensioni su Pegasus Descending

The Deputy

Che Notte di sangue a Coyote Crossing (The Deputy) uscirà sabato 26 marzo, cioè tra pochi giorni, ormai lo sanno anche i muri, tanto che l’altro giorno l’ho pure letto sulla porta del cesso degli uomini di un autogrill della A26. E, soprattutto, lo sapete voi che seguite Pegasus Descending, visto che l’ennesimo lavoro di Victor Gischler, e ultimo in ordine di tempo ad essere tradotto in italiano da Luca Conti e pubblicato dalla Meridiano Zero, è uno dei libri di questo 2011 più attesi da me e da tutti gli amanti di quel genere ibrido, adrenalinico e anche un po’ anfetaminico capace di dare un senso compiuto alla parola “scrittura”. Di Victor Gischler, oltre che romanziere anche lanciatissimo sceneggiatore di fumetti per la Marvel, ho già parlato molto in passato, come testimoniato dagli stralci di recensione pubblicati su Pegasus Descending e che vi ripropongo di seguito. Il mio consiglio spassionato è quello di recuperare, se ancora non lo avete fatto, un po’ tutto dei suoi trascorsi lavori, con una attenzione particolare, però, per Anche i poeti uccidono e proprio per l’imminente Notte di sangue a Coyote Crossing, probabilmente i suoi due lavori pubblicati in italiano più divertenti e interessanti. Leggere per credere.  

Cliccando sul titolo del romanzo o del fumetto potete leggere l’intera recensione.

LA GABBIA DELLE SCIMMIE: “Con questo romanzo, nel 2002, Victor Gischler è riuscito a giungere in finale nella sezione opera prima dell’Edgad Award, prestigioso premio letterario riservato alla narrativa gialla, conquistandosi i favori prima della critica e poi del pubblico, consacrandolo tra gli autori emergenti americani di uno strano genere ibrido, capace di mescolare in un’unica soluzione il thriller, il pulp e la commedia. Charlie Swift, il protagonista del libro, è un noto killer di Orlando, Florida. Come ormai avviene da diversi anni sta svolgendo il suo “onesto”, quotidiano lavoro, quando la notizia dello sterminio dell’intera sua congrega di criminali lo raggiunge come un montante al mento. Che fare? In primo luogo sarebbe cosa buona e giusta cercare di restare vivi, cosa non facile se sei in possesso di una certa valigetta, vera causa degli assassinii dei tuoi degni compari.”

ANCHE I POETI UCCIDONO: “Non c’è un cazzo da fare: Victor Gischler è un grande. Cioè, se a voi piace il pulp, se vi fanno leccare le orecchie quelle storie assurde in cui non riesci mai a prevedere cosa accadrà due righe dopo perché lo scrittore le ha infarcite di colpi di scena e già sapete, dai capitoli precedenti, le situazioni paradossali in cui ha calato con tutte le braghe i suoi personaggi, beh, allora non potete non leggere Gischler e in particolare questo Anche i poeti uccidono romanzo fresco di stampa per la Meridiano Zero con la traduzione di Luca Conti. Altrimenti non cianciate più di Tarantino e balle varie. […]Anche i poeti uccidono è uno di quei libri che riconciliano con la lettura e la scrittura, una di quelle opere che, ne sono certo, se in giro ci fosse meno snobismo e meno puzza sotto il naso, aiuterebbe un mucchio di gente e tanti giovani a comprendere che la lettura non è quella palla veicolata dalla scuola, ma una delle esperienze più divertenti del nostro essere umani. Gischler poggia le fondamenta della sua narrazione su un ritmo senza soste, parti e arrivi di filato al THE END dell’ultima pagina grazie a una mirabolante serie di avventure tutte azione e dialoghi serrati, questi ultimi, probabilmente, l’autentico fiore all’occhiello dello Gischler’s style.”

BLACK CITY: “Uno inizia un romanzo che parla della fine del mondo, di un’epoca futura e futuribile in cui il pianeta e la società come siamo abituati a conoscerli non ci sono più lasciando il posto, invece, al ritorno del Leviatano di Thomas Hobbes, uno inizia un romanzo così e si aspetta di trovarci un protagonista più o meno con l’aspetto di Vin Diesel, cranio pelato e cinquantuno di bicipite. Per fortuna, però, Victor Gischler non è uno scrittore qualunque, bensì uno dei maggiori talenti che gli USA siano stati in grado di sfornare negli ultimi anni, dove il suo eclettismo è pari solo alla sua fantasia e alla sua capacità di ribaltare i generi, mescolandoli gli uni agli altri o tirando fuori dal cilindro personaggi surreali. […]Alla fine siamo sempre fermi lì: all’Odissea e al viaggio di Ulisse. È probabilmente impossibile per chiunque voglia sedersi a un computer a scrivere, ignorare il primo e più avventuroso viaggio della storia della letteratura. E anche il paradigma, tra Omero – o il gruppo di aedi che sotto quel nome sono ricordati – e Gischler non è poi tanto diverso. In entrambi i casi, infatti, c’è un uomo, solo, che con il proprio ingegno, coraggio, spirito e desiderio di conoscenza del mondo che lo circonda deve andare avanti e accettare le sfide che il destino gli ha proposto. Tutto qui. Il mondo di Omero è popolato da ciclopi, divinità incazzose, lascive maghe e avvenenti principesse; quello di Gischler da bar Joey Armageddon, cannibali, manicomi femminili, treni mossi da culturisti tonti e dopati come cavalli, puttane e nanerottoli con manie di grandezza – e no, questa non voleva essere una battuta su Berlusconi.”

BENVENUTI NEL BAYOU: “Il principale problema di Frank Castle, alias The Punisher, è quel prurito alla nuca che gli prende quando qualcosa non va. È tutta una questione di inconscio, di percezione subliminale, di quella parte fondamentale di contatto con il mondo circostante non mediata dalla nostra coscienza. È tutta una questione di esercizio e di abitudine ad avere un mare, anzi un oceano, di cazzi amari da risolvere, di maniaci e assassini, o maniaci-assassini, alle costole che vogliono farti fuori o che tu vuoi fare fuori. Insomma, se vi foste trovati nella medesima situazione in cui Victor Gischler piazza Frank Castle in questo 16esimo e ultimo numero della collezione 100% Marvel del Punisher Max, beh, avreste tirato semplicemente dritti. E vi sareste salvati il culo, perché né voi né io siamo Il Punitore, un tizio di un paio di metri con un bicipite da minimo minimo 55 cm e particolarmente avvezzo ad accoppare nelle più svariate maniere. […]Alla fine sappiamo tutti come va a finire, perché il Punitore non affronta i problemi, ma semplicemente li elimina. Questa è una regola aurea per chiunque affronti questo personaggio, come testimoniato dallo stesso Gischler in una recente intervista radiofonica rilasciata a Tutti i colori del giallo di Luca Crovi. Lui, Gischler, ci aveva anche provato a portare una ventata di aria fresca e nuova in questa serie, a inserire all’interno di questo personaggio delle debolezze o delle punte di ironia come ci si aspetterebbe da uno dei più originali scrittori di black comedy contemporanei. Ma un cazzo, la risposta dei produttori è stata quella sopra. Dito medio alzato. E allora botte e fucilate, fughe, risse e nessuna pietà, né per gli eroi né per i villains. Questa è la regola.”

FORZA DELLA NATURA (“Il libro nero”): ““Il libro nero” di Victor Gischler, reso vivo dalle tavole notturne e stroboscopiche di Jefte Palo, si apre con una tipa con due tette che la non smettono di parlarti. Ogni tanto capita: cioè, io ci provo anche a non guardarti la scollatura, ma sono loro a guardare me. E poi, insomma, se una si mette un vestitino del genere si offende se almeno una sbirciatina al decolté non gliela butti. Frank Castle, nonostante, neppure lui, non disdegni, è un professionista che dopo lo sterminio della sua famiglia prende il proprio lavoro sul serio. La ragazza, una sorta di ricca baldracca con residenza ad Arcore, non gli serve ad altro se non a intrufolarsi nella residenza privata di Carlos, uno dei grossi figli di puttana che tanto stanno sulle palle al Punitore. Beh, come andrà a finire non sto qui a raccontarvelo.”

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6 pensieri su “Antologica Gischler. Tutte le recensioni su Pegasus Descending

  1. Sei un eroe Pelf, “Notte di sangue a Coyote Crossing”, è forse il miglior libro di Gischler, notizia dell’ultima ora: abbiamo anticipato l’uscita del libro al 23 marzo, la gente ce lo sta chiedendo e stiamo facendo i salti per farlo arrivare prima in libreria, vi amo, grazie Pelf!

  2. Se c’è da donare l’oro alla patria, il 23 marzo posso portare in qualche libreria cittadina le mie due copie 🙂

  3. No raga non doniamo facciamo acquistare, ah ah ah, Luca non vedo l’ora di leggermi il tuo Neil eh eh

  4. Pelf: sei veramente meraviglioso! Spero che Deadpool ti isa piaciuto, la nostra intenzione è cercare di avvicinare anche i lettori di fumetti, Victor è un grandissimo sia a livello di narrativa che di sceneggiatura – ad esempio Deadpool che in Italia sta facendo faville al punto da beccarsi una serie regolare da giugno qui in Italia – è stato rilanciato proprio da Victor con Merc with a mouth, fra un po’ dovrebbe uscire anche il Prelude to Deadpool corpse e vogliamo parlare dell’arc dedicato agli X-Men disegnato da Paco Medina con il prequel sold out della Morte di Dracula disegnato da “Cammo” Camuncoli? Spaventoso! Ecco questo tuo post è tanto più prezioso perchè se i lettori dei libri di Gischler leggessero i suoi fumetti e viceversa ciascuna delle due parti scoprirebbe uno straordinario artista. Lo so è un battaglia pazzesca ma lo stesso vale per Hurwitz, Huston e Swierczynski e molti altri…penso che oggi scrivere contemporaneamente fumetti e romanzi pulp-crime-thriller sia un ottimo modo per interpretare ancor meglio il presente, come narratori!

  5. @Matt: e pure un ottimo modo per portare a casa la pagnotta! Comunque concordo in toto con quanto hai scritto, anche se i fumetti, a torto, sono ancora ammantati da quest’aura da nerd o da adolescente con seghe e brufoli, quando, invece, come per i videogiochi, altro non è che uno dei tanti modi di raccontare una storia, e pure complesso e raffinato. E vogliamo parlare dei disegni di Bong Dazo e delle copertine, a mio avviso autentiche opere d’arte pop, di Arthur Suydam?

    Ma quando volevi darmela la notizia dell’anticipo di Notte di sangue, satanasso? Ho già preparato tutti i post per la settimana, mannaggia a te, anticipo a domani il pezzo lancio su Gischler. Deadpool l’ho letto e mi è piaciuto molto, il primo volume forse più del secondo, è già pronta la recensione per questa settimana, la metto mercoledì. Deadpool mi fa impazzire, è un minchione di prima categoria e le puttanate che spara stanno come il cacio sulla tastiera di Victor. Mi ha ricordato, per struttura on the road e trovate, Black City, mentre per le cazzate di Wade Wilson Anche i poeti uccidono. Sono contento per la serie regolare che sbarca in Italia, mi sa che la inizio, così come di Deadpool è già uscito in queste settimane o deve uscire a breve, ora non ricordo, un albo sceneggiato da Swierczynski. Magari a furia di ripetere ‘sto cognome qualcuno si decide a farlo tradurre…Tra l’altro, mi sa che Notte di sangue finirà nel cesto dei regali di compleanno di un nutrito numero di miei amici, così sosterrò la causa con i miei oboli faticosamente sudati! 🙂

    @Luca: a che punto stiamo con Neil Smith, socio? Guarda che qua la fama è paragonabile a quella degli zombie di Gischler nella miniserie In viaggio con la testa! 🙂

  6. Vaaaaiiiiiii Superpelf! Eh eh, colpo gobbo colpo gobbo, Neil Smith procede, Conti è un drago, sarà un anno di goduria per gli amanti di questo bistrattato pulp – noir ah ah ah tremenda vendetta!!!!! Muhhhaaaaaaaaaaaaaaa (risata sardonica)

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