Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Takers – regia di John Luessenhop

Takers

TAKERS
un film di John Luessenhop
con Matt Dillon, Paul Walker, Idris Elba, Jay Hernandez

Non so se ci avete fatto caso, ma in un gran numero di film di genere c’è sempre una ultima rapina da fare. Che, poi, va inesorabilmente male. Cioè, non succede mai che questo benedetto ultimo colpo, una volta una, vada liscio come l’olio e tutti vissero felici e miliardari su una spiaggia di Copacabana a rosolarsi le chiappe tra un bunga bunga e un mojto. Mai. Certo, direte, se così fosse cazzo di storia vuoi raccontare?

Non fa eccezione Takers, lavoro del regista John Luessenhop, qui alla sua modestissima seconda pellicola dopo Lockdown. Dietro le sbarre del 2003. Un quasi esordiente, quindi, nonostante la vasta criniera canuta e bianca.

Giusto una settimana fa scrivevo dell’ottimo risultato conseguito da Ben Affleck, uno su cui non avrei scommesso un cent e che, invece, con The Town è riuscito a spaccare, tirando fuori dal cilindro un film solido, con dei “già visti”, certo, ma con un tocco personale capace di andare oltre, anche qui, all’ultima rapina che dovrebbe sistemarci tutti per sette volte sette generazioni. I due film, The Town e Takers, hanno un incipit pressoché identico: un gruppo di rapinatori espertissimo nello svaligiare banche e far perdere le loro tracce alla polizia che, come nel più classico dei thriller, brancola ogni volta nel buio. Tutti, eccetto uno sbirro particolarmente illuminato e sveglio. Le cose andrebbero anche bene così, mica c’è tutta sta voglia di strafare e mettersi a pisciare controvento. Però ecco che arriva l’occasione irripetibile, quella che è impossibile, almeno, non valutare e ponderare con estrema attenzione. In The Town il gruppo era un po’ preso per le palle da un fioraio che non si limitava a vendere rose e viole, mentre in Takers l’occasione da qualche milione di dollari è data da un ex collega della banda appena uscito dal gabbio dopo aver scontato cinque anni per, guarda un po’ te, rapina ed essersi pure beccato una pallottola nella pancia. Anche in questo caso le cose prenderanno una piega non molto piacevole, anche se scontatissima.

Ora, come attitudine personale amo particolarmente il realismo, quelle storie che potrebbero accadere. Se in una scena d’azione si sparano qualche migliaio di colpi con decine di persone che cercano di farsi secchi a vicenda è ben improbabile che nessuno ne rimanga ferito, seppur di striscio. Non sto facendo, qui, una apologia della sparatoria o della violenza fine a se stessa. Tutt’altro. Ma fare delle belle scene d’azione mica è roba facile, non è tema che si improvvisa. E non è neppure obbligatorio mettercela, l’azione. Luessenhop, all’opposto, nella scena architrave di tutta la vicenda, quella che dovrebbe far raggiungere il climax della storia, il momento della verità, mette insieme una pacchianata imbarazzante in cui i furgoni portavalori volano nelle rete fognaria, tutti si sparano a vicenda, si investono e si sputano addosso perché, insomma, si stanno proprio sulle balle, ma nessuno si fa un graffio. Forse una delle peggiori scene d’azione viste negli ultimi anni.

Matt Dillon e Jay Hernandez, inoltre, interpretano due poliziotti che più scontati non si potrebbero. Addirittura, mezz’ore prima della fine del film, è già possibile intuire cosa accadrà e che fine farà uno e che fine farà l’altro. Anche la vicenda più propriamente procedural, fatta, cioè, da indagini, intuizioni e interrogatori, viene liquidata con una serie di colpi di culo da parte del detective Welles, appunto interpretato da Dillon, a dir poco imbarazzanti. Ciò che mette nel sacco la più pericolosa e abile gang in Takers sono, in definitiva, una serie impressionante di coincidenze e un gesto fatto in una telecamera a circuito chiuso che, scene dopo, riuscirà a mettere Welles sulla strada giusta e a fargli scoprire la fatidica pistola fumante in grado di fottere tutti quanti. In ogni giallo o poliziesco che si rispetti, dove, cioè, è presente qualcosa da scoprire, la casualità è sempre un punto estremamente debole per ogni scrittore o regista, un sintomo di una carenza di idee e fantasia che consiglierebbe di dedicarsi ad altri mestieri.

E alla fine è pure tutto un gran peccato, perché il cast è di qualità – da segnalare un ottimo Idris Elba, sempre più sugli scudi e forse meritevole di un definitivo salto verso opere ben più ambiziose e con ruoli da protagonista – e sarebbe stato opportuno sfruttarlo in maniera più consona, approntando una sceneggiatura scritta meglio e consegnandola a una regia che invece di cercare il continuo autocompiacimento da capello impomatato si fosse limitata a raccontare una storia.     

Di seguito il trailer di Takers del regista John Luessenhop: 

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