Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Forza della natura – Swierczynski, Gischler, Benson, Maberry

Forza della natura

FORZA DELLA NATURA
di AA.VV.
ed. 100% Marvel Max
Traduzione di Pier Paolo Ronchetti

Nell’attesa che anche in Italia sbarchi la nuova serie regolare del Punitore, PunisherMax (rigorosamente attaccato, “M” maiuscola e senza trattini o robe simili), firmata da Jason Aaron – già autore di Wolverine: Weapon X e Scalped – e con i disegni di uno come Steve Dillon, la Marvel porta a termine la serie Max che fu di Garth Ennis con l’albo antologico numero 17.

Forza della natura è la raccolta di quattro storie firmate da altrettanti scrittori che, dopo Ennis o come semplice tributo, si sono confrontati con il personaggio dei fumetti più cazzuto della storia di questo particolarissimo modo di raccontare storie. Le vicende, autoconclusive, sono infatti firmate da gente come Duane Swierczynski, Victor Gischler, Mike Benson e Jonathan Maberry.

Swierczynski, di cui ormai sono due anni che a più riprese scrivo il suo cognome ma, niente, non c’è un cazzo da fare, proprio non riesce a rimanermi in testa la sua impossibile grafia piena di consonanti e lettere misteriose come la “y”, Swierczynski, dicevamo, apre l’albo n. 17 con la storia che dà il titolo all’intero volume. Tre coglioni pensano bene di prendersi un pomeriggio di relax con una gita in mare a bere birra e, chissà, anche a parlare di affari. Criminali, ovviamente. Puttane, traffico di droga e armi, riciclaggio e chi più ne ha più ne metta. L’inquietante presenza del Punitore ha messo sul chi vive l’intera malavita americana: vietatissimo parlare a voce alta dei propri affari, le orecchie indiscrete sono ovunque, così come rivelare ad altri i propri traffici. Balcanizzare è la parola d’ordine. Dividere tutto in piccoli settori autonomi e indipendenti gli uni dagli altri, così che sia difficile, anche per il tipo che se ne va in giro con una attillata tutina nera, fare collegamenti tra cose, affari e persone. Ma in barca, diamine, chi potrà mai sentirci? Relax, amici, relax. Col cazzo. Ribadisco: col cazzo. Il Punitore ha bisogno di informazioni e chi gliele potrebbero dare se non tre tizi naufraghi in mezzo all’oceano? Swierczynski è un ottimo scrittore di genere – gli interessati possono leggersi la recensione, qui su Pegasus Descending, del suo unico romanzo pubblicato in Italia, Uccidere o essere uccisi – di cui, ahimè, confesso di aver ormai perso le speranze di poter leggere qualcosa d’altro di suo nella nostra lingua. In “Forza della natura” Swierczynski dà vita a un Punitore meno mattatore di anime e più psicologo e stratega tutto concentrato sulla psicologia dei propri nemici piuttosto che sulle loro chiappe bianche. Poi, vabbè, alla fine li ammazza tutti lo stesso tra indicibili sofferenze, ma uno che ha una parte deve recitarla fino in fondo, non vi pare? Da segnalare, in merito a questo episodio, anche la bella e originalissima ambientazione quasi completamente marina. Con il blu, il disegnatore Michael Lacombe, ci sa proprio fare.

“Il libro nero” di Victor Gischler, reso vivo dalle tavole notturne e stroboscopiche di Jefte Palo, si apre con una tipa con due tette che la non smettono di parlarti. Ogni tanto capita: cioè, io ci provo anche a non guardarti la scollatura, ma sono loro a guardare me. E poi, insomma, se una si mette un vestitino del genere si offende se almeno una sbirciatina al decolté non gliela butti. Frank Castle, nonostante, neppure lui, non disdegni, è un professionista che dopo lo sterminio della sua famiglia prende il proprio lavoro sul serio. La ragazza, una sorta di ricca baldracca con residenza ad Arcore, non gli serve ad altro se non a intrufolarsi nella residenza privata di Carlos, uno dei grossi figli di puttana che tanto stanno sulle palle al Punitore. Beh, come andrà a finire non sto qui a raccontarvelo. Victor Gischler è ormai un cliente fisso sa queste parti. Dopo le recensioni dei suoi primi due romanzi pubblicati con Meridiano Zero – La gabbia delle scimmie e Anche i poeti uccidono – e l’albo n.16 sempre di The Punisher, Benvenuti nel bayou, mi piace tornare a parlare di lui nelle sue vesti di sceneggiatore Marvel ormai lanciatissimo verso vette inarrivabili. Se il Deadpool di In viaggio con la testa è stato infatti una delle storie a fumetti di maggior successo, e vendite, degli ultimi tempi, la Casa delle Idee gli ha già affibbiato il risorgimento degli X-Men. Inoltre, questo periodo a cavallo tra inverno e primavera, lo vedrà ancora assoluto protagonista del panorama editoriale italiano: è infatti da poco in libreria Black City. C’era una volta la fine del mondo, traduzione di Go-Go Girls of the Apocalypse, di cui parleremo a stretto giro di posta, mentre per la fine di marzo la Meridiano Zero butterà nella mischia l’ultimo romanzo dello scrittore dal multiforme ingegno della Louisiana, The Deputy, probabilmente con il titolo di Notte di sangue a Coyote Crossing e sicuramente con la traduzione di Luca Conti. Intanto beccatevi questo cioccolatino al piombo del Punisher, ché del resto avremo modo di riparlare.

Una tavola da Forza della natura

Chiudono Forza della natura le storie di Mike Benson, con “Braccato”, e di Jonathan Maberry, con “Omicidio a luci rosse”. Benson da fondo a una storia urbana splendida e durissima. Grazie alla pioggia incessante e una notte illuminata dal giallo delle luci artificiali, il racconto si plasma sulla presenza/assenza del Punitore, autentica mano uscita dall’inferno per fare il culo a chi sbaglia. Le scelte, ragazzi, sono le scelte a fare la differenza. Uno può fare ed essere come crede, basta che ricordi, però, che i debiti vanno pagati: “Tutto ha il suo prezzo. Ricordate, dovete essere disposti a pagarlo. Perché un giorno qualcuno può venire a incassarlo”.

Nonostante il finale di “Omicidio a luci rosse” sia estremamente gustoso grazie a quello che non dice ma che fa ampiamente intuire, la storia di Maberry è forse quella più banale e meno incisiva delle quattro di Forza della natura. Quando ci sono di mezzo povere ragazze sfruttate, e pure fatte a pezzi per dei pervertiti, il Punitore c’è e cazzi vostri.

L’albo numero 17 del Punisher Max, in definitiva, risulta essere un buon antipasto o un appropriato digestivo per chi si appresti a iniziare o concludere ben altri luculliani pranzi in salsa rossa e nera. Il racconto breve può essere molto incisivo, anche se spesso si vorrebbero qualche pagina in più per poter dare sfogo al talento indiscusso di sceneggiatori e scrittori. Comunque, come detto a inizio di recensione, il futuro si chiama PunisherMax, mentre per i nostalgici o i fan sfegatati la Marvel ha iniziato la ristampa del Punisher di Garth Ennis a partire da, appunto, In principio (1-6), nella collezione dedicata al suo più rappresentativo padre padrone.

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4 pensieri su “Forza della natura – Swierczynski, Gischler, Benson, Maberry

  1. E’ Dillon che proprio non mi piace….
    Ma mica da adesso. E’ dai tempi di Preacher che non lo reggo.

    • Ciao Simone! Beh, di Preacher ho letto solo i primi numeri ma poi l’ho mollato, so di dire un’eresia, ma non mi aveva preso per niente…Tutte ‘ste cose di diavoli, angeli, dio e robe varie mi interessa ben poco, preferisco di gran lunga la dura realtà! Comunque i disegni di Dillon non erano male, aspetto il primo numero di questo PunisherMax per esprimermi sul nuovo lavoro, però… 🙂

  2. Accidenti, ho il primo episodio di Preacher sul comodino, e ora…?

    • Beh, Ale, Preacher è una delle serie a fumetti di maggiore successo della storia, quindi sia Simone sia io siamo un po’ delle voci fuori dal coro in questo caso. Magari a te piace anche se, boh, per quel poco che ti conosco via web ti vedrei più indirizzata verso altri stili e tematiche. Ad es., hai visto la nuova serie Panini Noir? Se la cerchi con il motore di ricerca interno di Pegasus trovi l’articolo e la recensione de L’esecutore di Evans. E’ da poco uscito il quinto numero, è già pronto il sesto, sono graphic novel noir indipendenti tra loro. Ecco, lì direi che qualcosa di interessante lo becchi. Oppure ti fai cimpletamente rapire da Preacher e ciao Buccherina! 🙂

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