Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Il gelido inverno di Daniel Woodrell e Debra Granik

Un gelido inverno di Daniel Woodrell

Già scrivere un buon romanzo è impresa mica da poco. Già mettere in piedi un film coi controcazzi è avventura, forse, ancor più ardua. Ma scrivere un ottimo romanzo e trarne una trasposizione cinematografica altrettanto buona è, forse, impresa che può ben dirsi titanica. A memoria non me vengono in mente molti di ottimi film tratti da ottimi romanzi. Così, di primo acchito, mi sovviene solo Non è un paese per vecchi, romanzo di Sua Maestà Il Prossimo Premio Nobel per la Letteratura Cormac McCarthy e pellicola firmata da quei sarchiaponi dei fratelli Coen. Ma per le liste e i confronti vi rimando ai commenti invitandovi a non essere parchi di suggerimenti in merito a questo tema. Vedrete che pure a me, con più calma, qualche altro titolo verrà in mente.

Come spesso mi capita, poi, essendo un blogger – il che, mettendomi in mezzo a una categoria, già mi dà una certa importanza aliena al cane sciolto – mi passano sotto il naso una marea di libri, novità o meno, e film di prossima o passata uscita. Inoltre, come ben sapete, per professione smazzo film e spesso mi capita di dare consigli su questo o quel lavoro appena uscito. Per un motivo e per l’altro, quindi, sono sempre lì a rincorrere la novità, perché i tempi corrono e fare informazione significa anche stare, almeno in parte, al passo con i propri di tempi. Per fortuna, però, libri e film consentono anche, ogni tanto, di rallentare, di prendere in mano roba vecchia o vecchissima ma che se uno non la mai letta o vista, insomma, è sempre roba nuova. Lo dico spesso a quei clienti che mi frantumano i maroni con la classica domanda: dove sono le ultime novità? Tutte lì, è la risposta. Quelli che non hai visto sono novità. È da tempo, quindi, che ho una voglia matta di parlare, scrivere e confrontarmi su uno dei grandi autori contemporanei particolarmente sottovalutati nel nostro Paese in saldo promozionale: Daniel Woodrell.

Ne è occasione l’uscita al cinema – già passata, a dire il vero. Usciva il 18 febbraio – della trasposizione cinematografica di un suo lavoro del 2006, Un gelido inverno (Winter’s Bone), firmata dalla regista Debra Granik, che ha già fatto incetta di premi e segnalazioni – Torino Film Festival e Sundance, tra gli altri – beccandosi ben quattro, dicasi quattro, nomination per gli Oscar che verranno assegnati a fine mese. Tra gli altri ha avuto anche la vidimazione di qualità da parte di Omar Di Monopoli, a cui rimando per la recensione del film (o  quella su Malpertuis), da lui giudicato anche uno dei tre o quattro migliori lavori cinematografici del 2010. Per la recensione del romanzo, invece, dovrete aspettare solo una paio di settimane. Per fortuna l’agenda di Pegasus Descending è bella piena e le cose di cui parlare non mancano.  

La locandina del film di Debra Granik

Intanto, per chi ancora non conoscesse questo lavoro, vi lascio con la trama del romanzo di Daniel Woodrell e, più sotto, il trailer del film Un gelido inverno firmato da Debra Granik.

TRAMA: Ree Dolly è una ragazzina delle campagne del Missouri, esile e pallida, e passa le sue giornate prendendosi cura della madre malata e dei fratelli minori. Suo padre, Jessup, è uscito di prigione impegnando la fattoria per pagare la cauzione, e poi ha fatto perdere le proprie tracce. La data del processo si avvicina, e se l’uomo non si presenterà in tribunale, la casa verrà confiscata. È così che Ree, spinta dalla forza della disperazione, indossa un vestitino giallo, il vecchio cappotto nero di sua madre e un paio di anfibi, e parte alla ricerca del padre. Per salvare la vita della sua famiglia e la casa in cui abitano, dovrà sopportare il freddo, la fame, affrontare la violenza e la superstizione di una comunità che si mantiene raffinando cocaina. Un gelido inverno, poetico ed evocativo, è un ritratto di un’America sconosciuta, dove il tempo sembra essersi fermato e dove il peso della famiglia sembra schiacciare qualsiasi tentativo di ribellione o di semplice affrancamento da una realtà angosciante e priva di futuro.

Il trailer di Un gelido inverno (Winter’s Bone) di Debra Granik:

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13 pensieri su “Il gelido inverno di Daniel Woodrell e Debra Granik

  1. Carlo in ha detto:

    per le megatrasposizioni hai dimenticato il capostipite,
    “A Clockwork Orange” 😉

  2. Alex in ha detto:

    Ciao, Pegasus, piacere di conoscerti!
    Ti seguo da sempre, ma questo è il mio primo commento… Maledetta timidezza:-)
    Hai ragione, di grandi film tratti da grandi romanzi ce ne sono pochi.
    Io butterei là qualche titolo: Mystic River e Million Dollar Baby( dal racconto, perfetto, di F.X. Toole), del grande Eastwood, poi The Road e Fight Club. Che ne dici? Sono super d’accordo su ‘Non è un paese per vecchi’ e aggiungerei anche ‘Il Grinta’, bello il film, con il Grande Lebowski in salsa western, e grandissimo il romanzo di Portis.
    Per rimanere su Jeff Bridges, mi è piaciuto molto ‘Crazy Heart’, dal romanzo di Thomas Cobb, grande grande interpretazione, che gli è valsa il premio Oscar e il Golden Globe. Un piccolo capolavoro che rivedrei cento volte! Va be’, ho esagerato, cento forse è un po’ troppo…
    Alla prossima!

  3. Allora premetto: A d o r o Woodrell, uno dei più grandi autori americani viventi a livello di Faulkner, O’Connor, Caldwell, insomma per me è un gigante è recente la sua firma con Little Brown Mulholland Books per cui hanno firmato anche Joe Lansdale, Duane Swierczynski, Charlie Huston e altri pesi massimi del nero americano, ho divorato i titoli FANUCCI che devo dire è un editore che ha sempre il coraggio di pubblicare autori di primissimo piano magari accettando di vendere poco e confidando nel miracolo che poi arriva come in questo caso. Non so quanto sposterà nelle vendite un film come questo ma chissenefrega e bene ha fatto Pelf a recensirlo…perchè è un film meraviglioso che si disseta alla fonte di una storia meravigliosa.

    Anche il recente Io e Glenda è un libro bellissimo e vogliamo parlare di Riding with the Devil o di Tomato Red? Uscito col titolo di Uno strano destino sempre per Fanucci?

    Ragazzi che scrittore!

    MS

  4. A PROPOSITO E’ NOTIZIA DI OGGI: il prossimo libro di Victor Gischler per MERIDIANO ZERO avrà lo strillo di DON WINSLOW che ha amato oltremodo THE DEPUTY!!!!!

    Venendo al tema: be’ i Coen con “Non è un paese per vecchi” hanno fatto un gran lavoro (ma il Grinta mi ha fatto cagare) e anche secondo me è davvero un bell’esempio, mi viene altresì in mente L. A. CONFIDENTIAL…invece su La strada non ci siamo

  5. Alex in ha detto:

    Ovvio che ‘La strada’ di Hillcoat non è un capolavoro, né è paragonabile a ‘Non è un paese per vecchi’, ma qualcosa comunque mi ha lasciato. Poi Hillcoat ha del talento, basta vedere il Western australiano ‘The Proposition’, lì sì che si respira l’aria polverosa e sanguigna di McCarthy, e quando un regista o uno scrittore mi piace, è un mio difetto, cerco di trovare qualcosa di buono anche nelle opere meno riuscite.
    Su Woodrell: lo adoro anch’io e spero che Fanucci pubblichi presto qualcosa di nuovo, visto che i tre romanzi già usciti li ho divorati e digeriti da un pezzo.
    Il film non l’ho ancora visto, ma da quello che ho letto in giro merita, e anche parecchio. C’è un MA però grosso come una casa! La maledetta legge degli incassi e dei guadagni a tutti i costi impera a tal punto che nei due multisala della città dove vivo, Perugia, su 21 sale 21, ‘Un gelido inverno’ non trova posto nemmeno su mezza, e quindi dovrò aspettare e sperare che arrivi nel piccolo cinemino di provincia… Certo nel frattempo uno si può consolare con ‘Immaturi’ e ‘Femmine contro maschi’ 🙂

    P.S. Per fortuna ‘Il Grinta’ non ha avuto su di me lo stesso effetto lassativo che ha avuto su Matteo Strukull altrimenti con le file che ci sono ai WC sarebbero stati cazzi…

  6. Alex in ha detto:

    @Matteo: Su Strukull, m’è scappata una l di troppo, chiedo venia!
    E ho lasciato nella tastiera i ringraziamenti per lo splendido lavoro che fai per Meridiano Zero! Che casa editrice ragazzi… ce ne fossero in giro!
    Dopo la captatio benevolentiae, una domanda a bruciapelo, anzi due :-): puoi dire la data di uscita del nuovo Gischler? E sulla ristampa di Kent Harrington annunciata sul sito MZero che mi dici? Grazie

  7. Valter in ha detto:

    Sono d’accordo (sic!) su “Non è un paese per vecchi”, devo ammettere che nelle trasposizioni cinematografiche il tuo Cormac batte il mio amico Philip (L’animale morente e soprattutto La macchia umana erano film mediocri)
    Questo “Un gelido inverno ” è davvero un ottimo film e molto bello il romanzo da cui è tratto
    (Woodrell è davvero un grande )
    Il grinta mi ha lasciato abbastanza indifferente, il romanzo, invece, l’ ho apprezzato molto
    Una delusione? La versione di Barney film, il libro è tutta altra cosa
    Per non parlare del pessimo The killer inside me, tratto da uno dei libri più apprezzati e diventato un film da dimenticare

  8. @Carlo: vero, Carlo, dici bene. Anche se il libro di Burgess è un capolavoro assoluto, ben oltre il film…

    @Alex: ma che timidezza, Alex, e che ci stiamo a fare qua altrimenti? 🙂 Concordo su quasi tutti i titoli che hai citato: su The Road ho ben più che qualche riserva, però, magari prossimamente ne scriverò. Così come su Fight Club, di cui ho trovato il libro decisamente superiose al film (caso raro per Palahniuk, scrittore decisamente sopravvalutato…). Su Eastwood non ho, invece, bisogno di aggiungere nulla, credo… 🙂 Il Grinta non ho visto il film dei Coen e devo pure ancora leggere il romanzo di Portis. Quindi non mi pronuncio. Credo anch’io che sarà difficile reperire Winter’s Bone, neppure qui in Lombardia mi sembra in programmazione da alcuna parte…ma è una storia vecchia. Tutti al Blockbuster quando esce, allora! 🙂

    @Matteo: lascio stare il discorso Swierczynski, va’, che ne accenno già nell’articolo di domani e non vorrei diventare ripetitivo…Credo che, comunque, vecchio mio, il discorso sempre lì vada a cadere: quanto uno vende. Ed è un gran peccato che a vendere, spesso, anche se non sempre, sia roba mediocre. Che poi mica me lo spiego questo fatto…boh…o, vabbè, me lo spiego e però continuo a non comprenderlo. Bene per lo strillo del Don, anche se non so quanto serva (e spero che non vi abbia succhiato il sanguper mezza riga! 🙂 ) Matteo, perchè Il grinta ti ha fatto cagare?

    @Valter: beh, anche per quel che riguarda il campo letterario, però, non c’è partita tra Cormac e Phil! 🙂 Di The Killer Inside Me ne abbiamo già parlato molto e credo che tra un po’ uscirà al Blockbuster e, quindi, ne torneremo a parlare! Di The Road che mi dici, invece? La versione di Barney nè l’ho letto nè l’ho visto…Stessa domanda, anche per te, su Il grinta. Cazzo, sembrava promettere bene, se già due miei mentori me lo cassano…devo aspettare però il verdetto di Sua Maestà Di Monopoli, se me lo boccia pure lui…non lo compro più!

    @Sartoris: ? Muto? Omar? Ehi, là, c’è nessuuuuuno?

  9. Ehi ma io sul Grinta mi sono espresso sul mio blog, ho fatto un intervento cumulativo in cui parlavo di Libro/Grinta 1 e Grinta 2…

    Il mio responso: ottimo film, ottimo Jeff Bridges di sempre ma in fondo un film che niente aggiunge ai Coen, né al libro di Portis, che a ben guardare è la cosa migliore di tutto l’affaire 🙂

    Poi, la regia è impeccabile, ma la faccenda credo sia che dai Coen in un western ci si aspetta moooolto di più…

    • Beh, Omar, sul blog eri stato un po’ più diplomatico…Anche se sì, ricordo che avevi espresso il tuo favore per il libro in maniera decisa, forse in un commento…Comunque è un peccato, perchè mi aspettavo molto da questo film…vabbè, amen!

  10. Valter in ha detto:

    Bravo Sartoris, poche efficacissime righe ! Concordo su tutto
    In completo disaccordo invece con Andrea su Cormac e Philip… 😀

    • Senti, Valterone, noi ‘sta cosa di Cormac vs Philip dobbiamo risolvera come facevano i veri uomini una volta, vacca boia: scegli tu luogo, giorno e ora. Quel galantuomo di Sartoris porta le pistole e le sciabole. Ti lascio scegliere pure l’arma. Oppure, se preferisci, raduniamo le nostre bande di sgherri e tutti all’OK Corral! 🙂

  11. Pingback: Un gelido inverno – regia di Debra Granik « Pegasus Descending

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