Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Subjective values – Rusty Dogs

Subjective values

Anche se un po’ in ritardo riprendo a parlare di Rusty Dogs, l’interessantissimo progetto editorial-fumettistico promosso dal vulcanico Emiliano Longobardi e seguito a ruota da una bella schiera appositamente selezionata tra i migliori disegnatori di nuvolette parlanti italiane.

Nel nuovo episodio della serie, il nono, intitolato Subjective values e disegnato da Joachim Tilloca, l’intro è dedicato a un fenomeno che dal 2003 in avanti è stato in costante aumento: la turbolenza pubblica dei veterani di guerra. Il cinema d’oltreoceano ha trattato con particolare dedizione questo delicatissimo tema a cui, almeno da noi, tra le innumerevoli notizie intorno a puttane, travestiti, nani e ballerine, difficilmente è riuscito a ritagliarsi lo spazio nemmeno dignitoso delle classiche cinque righe di trafiletto nella pagina degli esteri. Così, a memoria e di primo acchito, mi vengono in mente il magnifico Nella valle di Elah di Paul Haggis – mica pizza e fichi -, Redacted di Brian De Palma o Brothers del da me amatissimo Jim Sheridan. Credo sia sintomo di una vivace intelligenza il riuscire a ragionare in maniera profonda e critica sulla propria vita e storia. E il cinema americano degli anni 00 l’ha dimostrata in modo compiuto questa felicità di ragionamento, come dimostrato, oltre ai film già citati, anche dal superbo Leoni per agnelli di Robert Redford o da altre pellicole passate magari inosservate al grande pubblico – e penso a Frozen River di Courtney Hunt o a Reign over Me di Mike Binder – che magari non hanno direttamente a che fare con la guerra, ma che sono in grado di dire molto di più rispetto a mille saggi di sociologia e psicologia intorno a  quella  data porzione di mondo.

Longobardi dedica ben una pagina delle quattro di cui è composta una storia di Rusty Dogs a un veterano dell’Iraq arrestato per aver tentato di rubare due pacchetti di caramelle da un bar. È un frammento, ma tale frammento ha le sembianze di una scheggia al napalm per la sua capacità di evocazione espressiva, soprattutto in una società assopita come quella italiana in cui, nolenti o appagati, comunque stolti, siamo chiamati a vivere o forse, semplicemente, esistere. Non c’è alcuna volontà di condanna o approvazione per questa o quella guerra, bensì il focus si restringe sulle vite minute devastate da quella guerra, quelle che non sono tornate di nascosto dentro una bandiera, ma, ancor più ignorate, hanno visto accreditare sul proprio conto in banca una manciata di migliaia di dollari, magari una medaglia di tolla e grazie per i vostri servigi. Ora, continuare a vivere, è affar vostro. Un po’ come nello struggente Grace is Gone di James C. Strouse, film, anche questo ignorato dai più, a cui è impossibile rimanere indifferenti e non porsi delle domande, non proiettare la propria vita in quella del protagonista, interpretato da John Cusack.

In Subjective values, poi, la scena vira verso un più abituale noir in cui una donna cazzuta gliene canta quattro – o lo fa fare al suo Remington con caricamento a pompa – a un esattore che piscia fuori dal vaso e non sa quanto bruci avere un calcolo renale o una prostatite. Lo imparerà a sue spese, incorniciato dalle parole di Edgar Winter con la sua Dying to live. But they’re just speaking words that someone else has said. Cazzi loro.

Di seguito Dying to live di Edgar Winter (ovviamente dovete sentirla su YouTube, Pegasus Descending non può sfruttare commercialmente (sic) la canzone…):

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5 pensieri su “Subjective values – Rusty Dogs

  1. Valter in ha detto:

    Complimenti per aver citato Frozen river , un ottimo film che (purtroppo) pochi hanno visto

  2. Volevo segnalarti che la (ottima) canzone di Edgar Winter è stata campionata (da Eminem in versione producer) in “Runnin’ (Dying to Live)”. Un pezzo in cui cantano (in maniera postuma) Notorious B.I.G. e Tupac Shakur, che ironicamente (o forse no) avevano fatto della retorica del soldato (souljah) un cardine della propria poetica. E che per mano di un fucile a pompa sono entrambi presumibilmente caduti.

  3. Pingback: Dogs years – Rusty Dogs « Pegasus Descending

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