Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

The American – regia di Anton Corbijn

The American

THE AMERICAN
un film di Anton Corbijn
con George Clooney, Violante Placido, Filippo Timi

Il tema del cattivo, dell’assassino o del criminale di vecchia data che, a un certo punto della sua vita, vede la luce sulla via di Damasco e decide di dire basta a una vita fatta di Male e mascalzonate, è forse uno dei topoi della letteratura e del cinema di genere più abusati e spesi. Chiunque si confronti con questa tematica e che ci imbasti sopra una storia di perdizione e redenzione corre sempre il concreto rischio di cadere nell’infinito déjà vu, nella retorica spiccia, nel moralismo da quattro soldi. Ovviamente non è impossibile dire cose nuove in un vecchio modo o cose vecchie in una nuova maniera. Zeltserman, tanto per citarne uno, ci è riuscito con il suo magnifico e nerissimo Piccoli crimini. Il regista Anton Corbijn, invece, no.

The American, ultimo lavoro di Corbijn, regista olandese con un forte e proficuo passato da fotografo, ci prova anche a immettere qualche spunto interessante in una storia bolsa scritta oltre vent’anni fa dall’inglese Martin Booth, A Very Private Gentleman, ma senza riuscirci appieno.

La trama, insomma, è sempre quella: Jack è un killer coi controcazzi, uno che smonta e rimonta fucili di precisione come se fossero fatti di Lego. Dopo che un paio di ceffi cercano di farlo secco durante un periodo di svago e scopate in Svezia, approda in Italia ben deciso a chiamarsi fuori da quel gioco che per decenni gli ha dato da vivere. Un po’ di merda, ma pazienza, non si può mica voler tutto dalla vita. Larry, il suo contatto, gli trova un posticino tranquillo sperduto in mezzo all’Appennino in cui leccarsi le ferite, non farsi notare e riprendere fiato aspettando tempi più miti. Ma Jack non si fida, è stanco e stufo. Taglia la corda. Ma il lavoro chiama, ancora un’ultima volta Jack e non dovrai neanche premere il grilletto, ma solo montare un cannone come quelli che sai fare tu. Facile facile. Jack accetta. Nel frattempo, però, insomma, un uomo solo è un uomo solo e nella zona viene a sapere di un bordello mica male, di qualità. Qui conosce Clara, una bella prostituta italiana con cui inizierà una relazione, come vuole il copione del cliché più abusato: lui un criminale dolente, lei una bella e giovane prostituta ingenua. Ma, ovviamente, uscire da un certo tipo di mondo e vita non è per niente facile. Anzi, è impossibile.

Già vent’anni fa, nel 1990, quando il romanzo è stato scritto, la storia era già probabilmente un po’ stantia, visto che, come già detto, l’argomento è tutto fuorché originale. Corbijn, naturalmente, questa cosa la sa perfettamente e in una trama scontata cerca di metterci del suo, di darle quella sfumatura fortemente introspettiva che se ben architettata è in grado di ravviare anche storie che puzzano di muffa. Grazie alla buona interpretazione di un George Clooney particolarmente compassato e soverchiato dal peso della biografia del personaggio che interpreta e alla magnifica fotografia e ambientazione appenninica, questa vena intimistica diventa la nota più positiva di un film che già dopo quattro scene si sa come andrà a finire. Il set ambientato in un piccolo paese arroccato in mezzo alle montagne e disabitato come neanche Seppiana, 138 anime in valle Antrona su in Ossola, dalle mie parti, fa da specchio scenico all’animo di Jack.

Ma la trama non gira, quello che dovrebbe essere un grande colpo di scena appena prima del finale è lapalissiano, anche questo, dopo otto scene; la recitazione di Violante Placido si distingue solo per la generosità – sempre gradita – con cui ci elargisce le sue grazie al vento, mentre Filippo Timi, il miglior attore italiano insieme a Pierfrancesco Favino, è relegato a comparsa di una scena che mortifica interpretazioni sublimi come i bellissimi Vincere di Marco Bellocchio o La doppia ora di Giuseppe Capotondi e poi, insomma, ma come cazzo è che in un paesino come quello, in culo ai lupi, tutti parlano inglese, compreso un prete di campagna ficcanaso che potrebbe essere mio nonno?

The American, in definitiva, nulla aggiunge e nulla toglie alla gloriosa storia di un genere, rivelandosi come un lavoro con uno script debole in cui gli apporti originali – l’ambientazione appenninica e minimalista su tutti – non riescono a riscattare fino in fondo, sopraffatto da una inestinguibile scontatezza senza che nessun miracolo capace di ribaltarne le sorti si intraveda all’orizzonte.

Di seguito il trailer di The American del regista Anton Corbijn:

Puoi sostenere Pegasus Descending acquistando a prezzo scontato tutti i film o i libri citati nell’articolo cliccando sui titoli oppure su

Ti è piaciuto questo post e hai un profilo Facebook? CLICCA QUI e poi su MI PIACE per diventare fan di Pegasus Descending e non perderti nessun aggiornamento!

Navigazione ad articolo singolo

5 pensieri su “The American – regia di Anton Corbijn

  1. Il film più noioso e statico visto negli ultimi tempi, assieme a “Stone” con De Niro e Ed Norton (che però ha la scusante di essere tratto da un lavoro teatrale).

    Sul tema killer/spia eccetera che ha smesso/vuole smettere è molto più riuscito il recente Red, scritto da Warren Ellis e interpretato da Bruce Willis, Helen Mirren, Morgan Freeman, John Malkovich. Io, almeno, mi ci sono divertito.

    • Hai ragione, io ho cercato comunque di trovarci qualche aspetto positivo, almeno in nuce o nelle intenzioni del regista, ma la statiticità e la scontatezza della trama sono due nei insormontabili. Stone non l’ho ancora visto, l’avevo addocchiato visto il due De Niro – Norton, due mie vecchie passioni, e mi le tue parole mi danno un grosso dolore! Tra l’altro, non so neanche se Stone è passato al cinema o è arrivato direttamente in home video…qualcosa, forse, vorrà pur dire. Ho invece letto sul blog del Professionista di The Crew, anche questo arrivato direttamente in dvd, l’avevo già notato ma temevo fosse il classico B-movie gangsteristico di infima qualità, ma da come ne avete parlato devo assolutamente vederlo! Mi segno pure Red, di cui non avevo minimamente sentito parlare: il cast è buono e Warren Ellis quello di Con tanta benzina in vena? Non il musicista, vero? Lo guarderò sicuramente. Devo ancora recuperare Inception di cui ho letto benissimo un po’ da tutte le parti… tu lo hai visto (e questa domanda è rivolta anche a te, Valter, anche se so che è tautologica… 🙂 )?

  2. Valter in ha detto:

    The american lo boccio, un film noiosissimo! Inception…ovviamente l’ho visto e te lo consiglio (non ci si annoia mai, anzi, richiede una visione attenta)
    Sempre… “ovviamente” 😀 ho visto l’ultimo film del nostro amato Clint (e non aggiungo altro, ne scriverai sicuramente in seguito, quindi non anticipo nulla , anche se sarei tentato di…) Ho la sensazione che sarà un post con tanti commenti…..

  3. L’autore di “Red” è proprio quel Warren Ellis, che peraltro l’ha tratto dall’omonima serie a fumetti della DC (ugualmente una sua creazione).

    “Stone” è passato dritto in Dvd. Non è un brutto film, anzi, ma molto lento e fin troppo parlato (ti aspetti sempre che succeda chissà cosa e invece avviene ben poco).

    “Inception” ce l’ho in Blu-Ray ma aspetto di avere tempo per vederlo almeno due volte di fila. Ho il sospetto che a una prima visione si capisca il giusto…

  4. @Valter: sta cosa della visione attenta di Inception me l’hanno già detta anche altri e ti confesso che un po’ mi inquieta… cara grazia che riesco a vedere un film a settimana! Se corro pure il rischio di doverlo rivedere…mannaggia al tempo! Hereafter avrei voluto andarlo a vedere al cinema, mi stavo anche organizzando con la mia consorte, ma poi ci si è messo pure un virus gastrointestinale a metterci entrambi ko e ciao Clint. Ora sono costretto ad aspettare il Blockbuster, quindi temo non prima di aprile, uff… e speriamo che sia un post con tanti commenti, sono la parte più divertente del lavoro! 🙂

    @Luca: per Inception ho pure il tuo timore…comunque l’ho già preso pure io, spero domani mattina di riuscire a vederlo e di scriverne già questo fine settimana. Poi sono curioso anche di questo Stone, anche se sarà per più avanti… poi non posso perdermi… Horde! Valter, che mi dici di questo? 🙂 Avete visto che stanno ritornando di moda, dopo i vampiri, gi zombie? Ma per fortuna questi rimangono brutti, cattivi e morti, mica quei figoni palestrati dei vampirelli! 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: