Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

I migliori libri del 2010

Bloody Mary Award 2010

Ho aspettato che il webmaster di ThrillerCafè, Giuseppe Pastore, mi chiedesse i voti per il Bloody Mary 2010 – il premio virtuale promosso dallo stesso Pastore consegnato al miglior romanzo di genere dell’anno da poco conclusosi – per stendere un post bene o male obbligatorio e atto a soddisfare quella necessità tutta umana di catalogare questo e quello al fine di percepirne un effimero controllo.

Non è ovviamente per nulla facile stendere una lista con i migliori libri usciti in un anno. Figuratevi, poi, quando i posti assegnabili sono solo tre. Da spararsi. Inoltre questo genere di commenti, purtroppo, è sempre parziale, poiché limitato dalla conoscenza di solo una determinata porzione di tutto ciò che è andato ad affollare le librerie in quei 365 giorni, essendo assolutamente impossibile, almeno per me, riuscire a leggere tutto. Bisogna scegliere e scegliendo scartiamo, rimandiamo, mettiamo da parte per un prossimo e incerto futuro. Che ci volete fare. È così e basta. Bisogna accettarlo.

La mia terzina, quindi, potete scorrerla più sotto con le rispettive motivazioni che mi hanno portato a esprimere quei voti. Ma sono conscio che non nominare gente come Elmore Leonard e il suo stupendo Out of sight, anche se è una ristampa (ma con nuova traduzione, credo, di Luca Conti), sia un incolmabile torto fatto a uno dei maggiori scrittori di crime novel oggi viventi. Allo stesso tempo un esordio come il Galveston di Nic Pizzolatto avrebbe necessitato maggiore considerazione o quello dello spagnolo Manel Loureiro con i suoi zombie di Apocalisse Z, così come il (quasi)esordio di Shannon Burke con il suo I corpi neri, un romanzo non propriamente di genere e che per la sua complessità psicologica e sensibilità introspettiva si posiziona decisamente come uno dei migliori, in assoluto, di quest’ultimo anno. Come non rallegrarsi, poi, per la svolta che con Devil Red Joe R. Lansdale sembra aver voluto imprimere al duo Hap&Leonard – una delle invenzioni letterarie più felici degli ultimi vent’anni – oppure per la fantasiosa fertilità di Victor Gischler con il suo Anche i poeti uccidono, autentico astro nascente della black comedy? Anche l’Italia ha tenuto botta mica male: se, ormai, Michael Gregorio sono una conferma che il loro ultimo romanzo, Luminosa tenebra, ci calano con tutte le braghe nella Prussia ottocentesca con una sapienza e qualità di scrittura davvero rare, Alberto Custerlina ed Enrico Pandiani superano a pieni voti l’esame del secondo romanzo, rispettivamente con Mano Nera e Troppo piombo, libri tra loro diversissimi ma accomunati dalla presenza, direi quasi fisica, di personaggi memorabili prestati a trame scoppiettanti e di sicuro impatto sul lettore. Infine come non nominare due lavori solo anagraficamente datati, ma eccezionali? Se il Controfigura di un rapimento di Howard Browne sembra scritto oggi, anzi, forse pure domani, per la sua incredibile attualità nel descrivere il funzionamento di una industria, quella della pubblicità, che nel 1954 muoveva i suoi primi passi, l’unico noir firmato da James Reasoner, Il vento del Texas, è un magnifico e malinconico affresco su carta di un mondo fatto di lentezza e dettagli che si stava spegnendo travolto dalla foga della modernità. Senza possibilità di fare ritorno.

La legge di Fonzi, Omar Di Monopoli, ed. ISBN: Di Monopoli conclude con questo lavoro la sua trilogia delle “orecchiette western”, confermandosi come autore capace di mischiare i generi – dal noir al western, dalla commedia all’epica popolare – grazie a un uso sapiente e raffinato della lingua italiana, mai banale. In più il suo continua a essere un affresco tra il comico e il grottesco, sicuramente iperbolico ma ricco di spunti di riflessione, per le miserie umane e sociali del Meridione ma, in definitiva, di tutto il nostro Paese.

 – Piccoli crimini, Dave Zeltserman, ed. Fanucci: probabilmente il miglior lavoro del 2010 sull’impossibilità della redenzione per chi è venuto a contatto con il Male. Con Piccoli crimini Zeltserman apre una trilogia, conosciuta come quella “dell’uomo uscito di galera”, volta a esplorare le storie e le vicende di uomini che ritornano in quella comunemente conosciuta come “la vita civile”. Una storia nerissima e avvincente, un personaggio indelebile e perfettamente delineato a cui è impossibile negare la nostra simpatia, una società – quella della provincia americana – ritratta lucidamente in tutto il suo perbenismo moralista e bieco. Imperdibile.

 – Una donna di troppo, Carl Hiaasen, ed. Meridiano Zero: un romanzo potentissimo, ma incomprensibilmente sottovalutato e passato quasi inosservato su tutti i maggior media nazionali. Hiaasen scrive una storia ricca di uno humour nerissimo che grazie al sorriso permette di focalizzare al meglio un problema ambientale concreto come quello del depauperamento delle paludi delle Everglades e del cinismo di certa industria. Con il personaggio di Chaz Perrone, inoltre, Hiaasen ritrae un individuo che rappresenta tutto ciò che è gretto e volgare, narrando, però, le sue gesta tragicomiche con quella leggerezza capace di renderlo uno dei protagonisti letterari più divertenti e riusciti degli ultimi anni.

E ora, ovviamente, dite la vostra. Fate la vostra lista, signori e signore, fate la vostra lista!

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9 pensieri su “I migliori libri del 2010

  1. Francesco Cecchini in ha detto:

    Oltre il tuo sito visito anche Thriller Cafè che trovo molto buono per informare
    sulla pubblicazione in Italia di noirs.
    I libri che elenchi vanno senz’altro letti. Alcuni sono ottimi.Concordo sul valore di Piccoli Crimini di Dave Zeltserman.
    Leggerò Una donna di troppo di Carl Hiaasen, me lo sono perso , ma lo lascio nella lista per fiducia.
    Personalmente sono stufo di leggere le avventure di Hap & Leonard. Lansdale è un’ottimo scrittore, anche simpatico, l’ho ascoltato alla Feltrinelli di Treviso. Ma io sono allergico ai serials (che palle!).
    Quindi dalla tua lista toglierei Red Devil, La legge di Fonzi di Omar di Monopoli ed Il vento del Texas di James Reasoner, mi ricorda qualcun’ altro di livello superiore.
    Aggiungerei Il figlio rubato di Natalino Balasso edito da Kelleraman (ottimo amio avviso), Incidences di Philippe Djian edito da Gallimard. Rientra nella categoria romanzi neri? Boh!, se lo facessimo mi sembrerebbe una discussione sul sesso degli angeli e un romanzo a caso di André Héléna di quelli editi nel 2010 da Aisarà.

  2. Vitandrea in ha detto:

    Mmm, una lista di tre… Drood di Dan Simmons, La pattuglia dell’alba di Don Winslow e sono molto indeciso tra Devil red di Lansdale e Anche i poeti uccidono di Gischler. Credo propendo per il primo. Poi commento meglio le scelte.

  3. Non ce n’è non ce n’è GISCHLER mi sembra chiaro, poi ma è una riproposizione WILLOCKS con Il fine ultimo della creazione motivo per cui dico Adrian MCKINTY con Ballata irlandese e Massimo CARLOTTO, L’amore del bandito, che avrei messo comunque con il grande ritorno dell’Alligatore, poi, dietro, in ordine sparso Derek RAYMOND in Incubo di strada, PIZZOLATTO e il suo Galveston, ZELTSERMAN di Piccoli Crimini, non eccelso WINSLOW anche se è sempre buono perlomeno, Devil Red anche se non è il miglior LANSDALE secondo me, sto apprezzando un casino il CHARLIE HUSTON di Parainsomnia (Sleepless in originale) che avevo già amato in Per amore del sangue e il fantastico CHESTER HIMES di Cieco con la pistola, arggghhhh quasi dimenticavo un fenomenale Io e Glenda di quel genio di Daniel WOODRELL…

  4. Fabio Lotti in ha detto:

    Un simpatico saluto a Strukul che ricordo come un Babbo Natale ubriaco fradicio (mi pare). Ho spedito un articolo ironico alle famose Barbabietole “W il commissario Cliché!” in contrapposizione all’articolo di Colapinto (che ho preso amichevolmente in giro) per far nascere un pò di discussione nel blog, ma per ora nisba (è passato più di un mese). Naturalmente ero pronto a beccarmi una risposta altrettanto affilata da parte di Colapinto e delle altre Barbabietole segaiole. Un pò di coraggio, ragazzi !!!

  5. Fabio Lotti in ha detto:

    Aprrofitto spudoratamente di questo intervento per invitarvi qui http://soloscacchi.altervista.org/?p=17940 all’assaggio del mio secondo gialletto (ho detto gialletto e non giallo). Per chi viene a trovarmi il solito cero che ho promesso a quelli di Angolo nero…:)

  6. Valter in ha detto:

    Ecco la mia lista : Ballata irlandese (Adrian McKinty), Una donna di troppo (Hiaasen), Incubo
    di strada (Derek Raymond), Galveston (Nic Pizzolatto) e Vendetta (Roger J. Ellory)

    • Mi sa che questo Ballata irlandese devo proprio andarmelo a prendere se già in due me lo nominate… Sai che mi era completamente sfuggito? Sto finendo proprio in quesi giorni (oggi, perchè l’ho iniziato l’altroieri, ma sto correggendo 100 pagine di cruciverba oltre al Block e a un certo punto ho occhi e cervello in bambola…) Incubo di strada, bello e struggente, senza speranza. Vendetta non l’ho letto, ma credo che l’abbia nominato proprio il Fabio Lotti di cui sopra per i suoi voti del Bloody Mary Award 2010, quindi devo cercare di recuperare pure quello…Woodrell l’ho a casa ma ancora non letto, mannaggia! Drood sopra le 400 pagine e qui mi taccio!!!

  7. Vitandrea in ha detto:

    Drood arriva alle 800!!! Comunque ho scelto questo perché Simmons è scrittore versatile, ama il mistero e l’azione, ama la complessità, col tempo sta migliorando. Perché ha scelto una storia con Dickens co-protagonista e perché ha saputo scavare a fondo nelle psicologie dei personaggi dandone un ritratto magistrale.
    Winslow perché, oltre a scrivere sempre benissimo, e ad aver inventato un intreccio semplice e avvicente, ha scritto un’elegia dell’amicizia.
    Lansdale perché Devil red stava venendo fuori come un megacapolavoro, anche se poi ha perso la mano giusto a un quarto dalla fine, peccato.
    Gischler perché diverte da matti.

  8. Spezzo una lancia per Una donna di troppo di Carl Hiaasen nella mia personalissima graduatoria il più bello del 2010 e davvero indecoroso come sia passato sotto silenzio. C’è azione, risate, impegno, calci in culo ai bastardi… tutto scritto in modo davvero originale e diverso dal solito, poi Incubo di strada di Reymond struggente e velenoso come una vedova nera, poi Anche i poeti uccidonopo un altro noir divertente e sregolato e Il vento del Texas di Reasoner e qui mi stoppo se no cito tutto il catalogo Meridiano Zero, di altro mi è piaciuto Pandiani con Troppo Piombo, un noir con i contro attributi, poi meno nero ma sempre poliziesco l’utimo di Mankell con Wallander, Buttarsi di Dan Fante, Il giorno dei morti di De Giovanni, e Il quarto complice di Kjell Ola Dahl…

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