Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

77 – Guillermo Saccomanno

77

77
di Guillermo Saccomanno
ed. Marco Tropea
Traduzione di Francesca Pe’

Ormai ne sono sempre più convinto: la Letteratura è l’anima della Storia. Come spesso all’interno dei vari campi del sapere, ha poco senso mettersi qui a stillare classifiche di cosa sia più o meno importante. Viene prima l’uovo o la gallina? La domanda, oltre a non avere soluzione, è anche poco opportuna. Chissenefrega. Quello che conta è conoscere entrambi, sapere che per fare una gallina ci vuole un uovo e che l’uovo può essere fatto solo da una gallina. Stessa cosa dicasi per Letteratura e Storia. È assurdo studiarle separatamente, è una mostruosità che solo gli algidi compilatori dei programmi ministeriali potevano partorire. È il voto quello che conta, cazzo, il voto. Mica quello che sai o non sai, quello che capisci o quello che, invece, ti rimane oscuro.

È inutile studiare la Storia o, in senso più lato, le scienze politiche, la genesi e le strutture interne, giuridiche, sociali, politiche ed economiche dei regimi – democratici, autoritari, totalitari – senza studiare anche la Letteratura partorita in quegli anni o che tratta di quel periodo. Sarebbe come studiare la gallina presupponendo che l’uovo non esista. Si sarebbe fatto un errore in partenza. Che senso avrebbe studiare il nazismo senza aver mai letto una pagina, non so, di Primo Levi o Imre Kertézs, oppure il comunismo senza conoscere, almeno in qualche sua parte, l’opera di Solzenicyn? Certo, comprendo come tutto ciò ampli e complichi la cosa, sia dal punto di vista dell’insegnamento sia da quello dello studio. Ma è il mondo ad essere complesso e ridurre questa sua intrinseca complessità non significherebbe altro che assumere una posizione di comodo, posizione che tradirebbe la nostra natura umana necessariamente fondata sulla curiosità e l’avidità del conoscere.

Che senso avrebbe parlare di Videla, del 1977, di Péron e tutto quello che ne seguì senza esplorare, attraverso la letteratura, lo spirito di quei tempi? L’ultimo romanzo dello scrittore argentino Guillermo Saccomanno, intitolato 77, fa proprio questo, assumendo il punto di vista di un grigio professore di letteratura, Gómez, che con le sue memorie scritte durante gli anni della vecchiaia e dei bilanci ripercorre quei terribili momenti. Gómez, neanche troppo figurativamente, passa le sue giornate tra il celarsi nei vicoli oscuri di una società terrorizzata e messa in formalina, e la stesura di un saggio sull’assenza: “L’assenza e la perdita erano la stessa cosa. Una equivaleva all’altra. Ed entrambe erano state istituzionalizzate. Mi domandavo cosa fosse meglio, essere scampato alla morte fino a questo punto o proseguire nel mio ruolo di testimone, ascoltare, leggere, riepilogare. Pertanto, nella ricerca di una spiegazione dei fatti, la colpa non mi lasciava in pace. La colpa del sopravvissuto, la colpa di chi ha memoria, la colpa di chi ha memoria ed è consapevole che per tirare avanti bisogna dimenticare” [pg. 196-197]. È ciò che manca il reale protagonista del romanzo di Saccomanno. Scompaiono le persone, con Videla, e con loro scompare il futuro, il passato è buono solo per i rimpianti e tutto, i rapporti umani così come il lavoro, non diventa altro che una serie di pieghe di un presente insanguinato e sterilizzato, incapace di essere motore del domani. Il punto di vista di Gómez, quindi, diventa necessariamente destrutturato in questo presente sospeso in mezzo al nulla, le persone con cui il professore si incontra non sono altro che comparse a cui non affezionarsi, personaggi in cui la brutalità del quotidiano non ha prodotto altro che l’egoismo di chi sa che tutto può finire in un attimo.

Gómez, un omosessuale represso in una dittatura, come tutte le dittature, in cui il machismo becero diventa il paradigma a cui fare costantemente riferimento, ricerca quindi nella notte e nelle sue anime perdute un sesso sporco e incapace di appagare, una scopata con qualche giovane venditore del corpo e nulla più. Anche nel suo rapporto segreto con un poliziotto, autentico strumento del potere, Gómez altro non è che un suddito, un essere abituato a piegare la testa di fronte a ciò a cui si è già arreso. Pubblico e privato di confondono e intrecciano indistricabilmente. E, intorno a lui, intanto i giovani muoiono, i giovani sprecano le loro vite in una guerriglia che, però, non riesce a reprimere del tutto gli ardori della loro età fomentati da combustibili quali l’amore e l’avvenire.

Saccomanno si muove con consapevolezza e agilità all’interno di uno spazio letterario che appare costantemente sospeso, piazzato lì al di fuori da tutto e da tutti, una sorta di parentesi della Storia, una nota a piè di pagina. Non esiste, in 77, una trama vera e propria, il filo rosso della vicenda sono solo i sentimenti di Gómez e la sua tensione tra l’inattività – l’assenza – e il voler agire ma senza mai trovare il coraggio per farlo, trascinando un’esistenza ogni giorno più vacua.

Lo scrittore argentino, infine, identifica tutto ciò con un simbolo, tanto forte da diventare indelebile nella mente del lettore, una impressione di stampo emozionale – più che razionale – capace di identificare sine die il regime sudamericano di Videla: le onnipresenti Falcon verdi.

E ciò che rimane non sono altri che spettri: “La dittatura denominava “desaparecidos” le proprie vittime. Il prefisso “des” suggeriva che, nel caso in cui fossero stati ritrovati, le madri avrebbero ricevuto “aparecidos”, spettri. Per quante spiegazioni e teorie psicologiche si potessero elaborare per superare quel lutto, sarebbero sempre stati fantasmi, sempre, fantasmi che giravano intorno a loro come esse giravano intorno alla piazza pretendendo un’apparizione da quel palazzo rosa. Forse il racconto dell’orrore era il genere più adatto per narrare la nostra storia patria” [pg. 65-66].

Puoi acquistare a prezzo scontato tutti i film o i libri citati nell’articolo cliccando sui titoli oppure su

Ti è piaciuto questo post e hai un profilo Facebook? CLICCA QUI e poi su MI PIACE per diventare fan di Pegasus Descending e non perderti nessun aggiornamento!

Advertisements

Navigazione ad articolo singolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: