Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Controfigura per un rapimento – Howard Browne

Controfigura per un rapimento

CONTROFIGURA PER UN RAPIMENTO (Thin Air)
di Howard Browne
ed. I Classici del Giallo Mondadori n. 1259
Traduzione di Carmen Descovich

“Deve crederci, Hughes. Se vuole convincere il consumatore, deve essere convinto lei stesso. È questo il principio che anima ogni reparto di questa agenzia: ricerche di mercato,  mezzi di diffusione, ufficio artistico. saremmo in grado di vendere slitte agli ottentotti e paracadute ai minatori. milioni di persone sono in nostro potere. noi catturiamo la loro attenzione dalle pagine dei giornali e dei rotocalchi, noi piantiamo i nostri cartelloni lungo le autostrade e li attacchiamo ai muri, noi lusinghiamo questa folla, la corteggiamo e la mettiamo in guardia contro il fiato pesante e i cattivi odori. noi li frastorniamo con l’aiuto della radio e della TV. comprano i nostri cibi in scatola per essere energici, usano le nostre saponette per essere affascinanti, fumano le nostre sigarette perché un giovanotto in camice bianco pagato da noi li convince confidenzialmente dei vantaggi della nicotina. milioni di persone, Hughes! Milioni di consumatori che comprano ciò che noi suggeriamo loro di comprare. Perché? Perché siamo degli esperti che sanno come risvegliare in loro il desiderio per i prodotti che vogliamo vendere. Questi milioni di persone lavorano per noi. Fanno ciò che vogliamo noi e ci dicono tutto quanto vogliamo sapere da loro. Tutto…” [pg. 53]

Queste parole venivano scritte nel 1954 da Howard Browne nella sua opera forse più celebre e quella, sicuramente, da lui considerata come la migliore e in cui “ritengo […] avere uno stile veramente personale”, come riportato nel pezzo firmato da Luca Conti sul suo blog e successivamente ripreso anche da quello del Giallo Mondadori in occasione della ristampa per i Classici del Giallo Mondadori di questo Thin Air, tradotto con il pessimo e deleterio titolo di Controfigura per un rapimento.

Siamo negli anni ’50, epoca del comportamentismo e della possibilità di fare pubblicità alle sigarette e al loro gusto. Tempo fa visitai una mostra, mi pare una antologica di Aligi Sassu e della rivista Corrente, e tra i materiali esposti c’era pure una rivista di quell’epoca in cui, nella pagina a fianco ad un articolo sul pittore o a una sua riproduzione, non ricordo, c’era una magnifica pubblicità su una nuova marca di sigarette, con un bel ragazzone biondo che magnificava lo straordinario sapore di quel nuovo prodotto. Se, oggi, questo genere di pubblicità può far sorridere, dovremmo forse riflettere su un qualsiasi spot televisivo o inserzione cartacea in merito a un qualsivoglia prodotto alcolico, di solito birra, whyskie o amaro. Scene di gioia, felicità, belle ragazze e bei ragazzi. Fuma che sei figo e trombi. Bevi che sei figo e trombi. I riferimenti sessuali nelle tecniche di marketing sono roba stravecchia, come l’amaro di cui sopra. Ma Browne, con gli strumenti del giallo, getta uno sguardo di una lucidità stupefacente su questi meccanismi e, badate bene, lo fa oltre sessant’anni fa. Mica male.

Ames Coryell sta tornando a casa da una breve vacanza con la moglie e la figlia di tre anni. Arriva nel vialetto di casa e la consorte, che per metà viaggio ha dormito sul sedile posteriore insieme alla bambina, esce dalla macchina, entra in casa e scompare. Letteralmente. Come se non fosse mai esistita. Coryell capisce subito che, probabilmente, ha preso la porta posteriore ed è andata, volente o nolente, a farsi quattro passi. Ma ha lasciato la borsetta sul divano. E una donna non lascia mai la propria borsetta prima di uscire. Ergo deve esserle necessariamente successo qualcosa e qualcosa di brutto. Dopo aver avvertito la polizia e iniziato una sorta di corpo a corpo che lo impegnerà per tutto il romanzo con l’arcigno tenente Box, un vicino di casa dello stesso Coryell viene trovato mezzo morto con la testa fracassata. Che i due fatti siano collegati? Che ci sia di mezzo una tresca amorosa finita male? Proprio Coryell è il primo indiziato sul taccuino della polizia. Ma Ames non è certo tipo che si dà per vinto senza combattere. È o non è il vicepresidente di una importante agenzia pubblicitaria di New York? Pubblicità significa quanto riportato lucidamente sopra, ma anche spazi sui giornali e le radio, agganci, professionisti, uomini e risorse da investire nella più grande indagine collettiva che sia mai stata scritta.

Thin Air è un romanzo eccezionale sotto diversi punti di vista. In primo luogo condensa in sé tutti i pregi di un buon romanzo giallo o hard boiled, qui più che mai le differenze di genere si fondono in una trama del tutto originale: è rapido, preciso, semina i giusti trabocchetti lungo il percorso e dà una splendida raffigurazione di una porzione del mondo in cui questa storia è ambientata. Se non fosse per il titolo italiano che fotte un po’ l’intera vicenda e la chiave di volta che la tiene insieme, Thin Air sarebbe anche una bella sfida intellettuale e deduttiva nel tentativo di risolvere una sorta di mistero da camera chiusa e cioè come può una donna che entra in una casa sotto gli occhi del marito sparire nel nulla senza lasciare traccia? Inoltre il romanzo ha le giuste dimensioni, intese come numero di pagine, che ne rendono la lettura rapidissima, direi addirittura da apnea. Il lettore è costantemente stuzzicato ad affiancarsi a Coryell per cercare almeno di fare delle ipotesi sul dove diavolo possa essere finita la moglie. Browne, inoltre, pare non prendersi mai troppo sul serio, farcendo la sua storia – narrata in prima persona – con una paio di battute volte quasi a irridere il genere stesso entro cui egli si sta muovendo, esorcizzando la potenziale seriosità della vicenda drammatica a favore dell’affabulazione da scrittore di razza che non ha paura ad ammiccare al proprio lettore. Se proprio gli si volesse trovare un punto debole, questo risiederebbe forse nel finale a cui lo scrittore ricorre per far quadrare il cerchio e ad alcuni comportamenti da parte dei suoi protagonisti che paiono un po’ troppo “tagliati su misura”.

Infine, Thin Air è un lavoro eccellente proprio per essere stato in grado di utilizzare il giallo per entrare in un mondo oscuro, ignoto e piuttosto falso qual è quello della pubblicità, un mondo fatto di apparenza e fondato sui falsi bisogni che è in grado di far nascere, come perfettamente esemplificato dalla citazione iniziale, palesandosi come opera di una modernità sconvolgente.

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2 pensieri su “Controfigura per un rapimento – Howard Browne

  1. Quando scrissi il pezzo su Browne, che risale ormai a cinque-sei anni fa, una serie tv come Mad Men era ancora di là da venire. A pensarci adesso, il romanzo di Browne è una sorta di “prequel” di Mad Men, così come lo spettacolare “La mosca e il ragno” di Max Ehrlich, libro che consiglierei a tutti di non lasciarsi sfuggire nel caso assai remoto, purtroppo, che vi facesse l’occhiolino da qualche bancarella (però su eBay si trova a pochi euro).

    Ecco, il romanzo di Ehrlich e quello di Browne formano una coppia ideale, che getta una curiosa e interessante luce sui mutamenti della società americana nel periodo in cui iniziava a pieno regime la manipolazione subliminale delle coscienze del pubblico (la tv in Ehrlich, la pubblicità in Browne).

    • Grazie, di nuovo, della dritta! Per quanto riguarda i mutamenti della società etc., il libro di Browne mi pare di una modernità sorprendente, anche a giudicare dal breve estratto riportato in apertura di recensione. La pubblicità non è cambiata per niente dal 1954 a oggi, Browne ne ha fatto uno spaccato molto lucido e convincente. Il libro di Ehrlich l’ho già messo nel mirino… 🙂

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