Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Il segreto dei suoi occhi – regia di Juan José Campanella

Il segreto dei suoi occhi

IL SEGRETO DEI SUOI OCCHI
un film di Juan José Campanella
con Ricardo Darin e Soledad Villamil

Dopo aver passato la vita a rincorrere criminali dall’ufficio di un Pubblico Ministero di Buenos Aires, per Benjamin Esposito è finalmente arrivato il tempo della pensione. E visto che non solo da noi sono più gli aspiranti scrittori che i lettori, il neo-pensionato si è messo in testa di ammazzare il tempo che gli resta non coltivando calendule, bensì scrivendo un romanzo. L’esperienza è spesso una intensa fonte di ispirazione per chiunque si diletti con il magico mondo delle lettere, a maggior ragione se per trenta e passa anni si è stati costantemente a contatto con gli abissi dell’animo umano mascherati dal delitto.

Esposito trova quindi in un vecchio caso di omicidio degli anni ’70 la giusta strada per il proprio racconto. In quella vita precedente Benjamin era l’assistente di una giovane e bella donna magistrato, Irene. Si sa come vanno le cose e quanto l’ambiente lavorativo sia sovente galeotto. Peccato, però, che le donne belle e intelligenti siano spesso già occupate e che abbiano questa fottuta tendenza a sviluppare una progettualità con il partner che le vede scandire le proprie vite secondo ricorrenze prestabilite – il matrimonio, i figli, la seconda casa etc. – resistendo alle eventuali tentazioni, altrimenti dette “possibilità di evitare una cazzata”, che la vita concede loro. Insomma, l’amor ch’a nullo amato amar perdona, colpisce ancora seminando tristezza e insoddisfazione. A latere di tutto ciò c’è l’omicidio di una giovane e bella maestra, da poco sposata con un funzionario di banca. Il caso viene anche risolto, ma siamo nell’Argentina degli anni ’70, non dimentichiamocene, dove la giustizia c’è, va bene, ma conta fino a un certo punto. Solo ingenui minchioni possono credere che la giustizia di quel tempo possa essere uguale per tutti. Ma solo a quel tempo e solo lì, dall’altra parte dell’oceano Atlantico, non fraintendiamo.

Benjamin e il suo fido compagno ubriacone, una sorta di traslazione cinematografica di Don Chisciotte e Sancho Panza, una caratterizzazione tratteggiata con la stessa estrema tragicità ammantata di uno humour da sorriso tra la malinconia, risolvono il caso, ma poco dopo tutto torna come prima a causa della puzza di merda che emana il potere, quello cieco e ottuso. E quello che resta, alla fine, sono solo le lacrime che i vivi spendono per i proprio morti.

Il segreto dei suoi occhi del regista argentino Juan José Campanella ha vinto, meritatamente, l’Oscar come miglior film straniero in questo 2010. A ragione. La storia si muove con basi solide tra la narrazione di un amore mai vissuto, ma rimasto immanente nelle vite dei suoi protagonisti, mai risolto ed eterno frutto di rimpianto, e una trama noir che affronta il delitto visto con gli occhi delle vittime intese, in questo caso, come coloro che rimangono su questa terra, quei vivi a cui non resta altro che il ricordo e il gusto acre di una vendetta incapace di consolare o di sanare la ferita destinata a rimanere per sempre purulenta.

Campanella affronta entrambi i temi con una delicatezza commovente infarcendo la pellicola di numerosi spunti di riflessione, senza trascurare il contesto storico del proprio Paese in un estremo gesto di condanna, un j’accuse verso un sistema di potere, nella sua interezza, programmato per supportare i falsi e i prepotenti a danno dei deboli e degli onesti. La giunta militare che dal 1976 al 1983 spezzerà le gambe a un intero Paese e la vita di un non meglio precisato numero di giovani, si rivelerà correa di questa minuscola e insignificante, nei grandi palcoscenici della Storia, vicenda di dolore e sangue, in un efficace connubio tra pubblico e privato messo in scena da Campanella, sfruttando il cinema noir allo stesso modo in cui scrittori come Rolo Diez con Il passo della tigre e il saggio Vencer o Morir oppure Guillermo Saccomanno con 77 – per non parlare, rimanendo in America Latina, di Luis Sepúlveda e il suo Cile con incursioni nel genere quali Diario di un killer sentimentale, Un nome da torero o L’ombra di quel che eravamo– hanno fatto con la narrativa.

Dispiace solo che, come spesso accade ad opere di questo tipo, il film sia stato visto probabilmente solo da una ridotta minoranza di spettatori a causa della scarsa distribuzione sul territorio nazionale e una ancor minore risonanza mediatica. Come spesso accade, dicevamo, a quelle opere in grado di far riflettere oltre le apparenze e i nostri consolidati schemi di comportamento.

Di seguito il trailer de Il segreto dei suoi occhi di Juan José Campanella:

Ti è piaciuto questo post e hai un profilo Facebook? CLICCA QUI e poi su MI PIACE per diventare fan di Pegasus Descending e non perderti nessun aggiornamento!

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

8 pensieri su “Il segreto dei suoi occhi – regia di Juan José Campanella

  1. Valter in ha detto:

    A Genova il film ha avuto un buon successo di pubblico, sia in prima visione (uscito nelle sale i primi giorni di giugno) sia nelle successive riprese nei cineclub e rassegne varie; un buon film, senza dubbio (ottima la tua analisi)…. tuttavia ritengo che… Il nastro bianco (ma tu che ne sai? 😀 non segui mai i miei consigli 😀 ) e Il profeta ( questo lo hai visto) meritassero più di questo (erano infatti nella cinquina dei film stranieri 2010)

    • Hai ragione, socio, sono ancora in debito con te per Il nastro bianco! Sono un discolo… ehehehehe!!! Stasera mi guardo, se tutto va bene, Agora, anche se non ne scriverò essendo fuori genere… Tu lo hai visto? A me questo Il segreto dei suoi occhi è piaciuto molto, soprattutto per la parte riguardante la storia d’amore dei due protagonisti, struggente e infinita. Mi è piaciuto molto la cura di Campanella, a questo proposito, sui “non detti” invece, come spesso accade, sui fiumi di parole ed elucubrazioni. Mi è parso molto realistico. Il profeta è sicuramente un film migliore, anche se questo è maggiormente introspettivo e delicato. Su Il nastro bianco, invece, ti dirò, forse, un giorno… 🙂

  2. Valter in ha detto:

    Agora dello spagnolo Amenabar l’ ho visto… non ti anticipo il mio giudizio… domani ti diro’….. ma… ….non potresti guardare , invece, Il Nastro bianco o… beh.. taccio, capiresti cosa penso del film che vedrai…:D
    Sei cmq giustificato, sempre la solita questione del tempo e dei vari arretrati…: davanti a me,
    ho 2 Wambaugh, Senza nome di Wilkie Collins, un giallo mondadori consigliato da Luca Conti (avrai letto sul suo blog) e domani acquisto finalmente Una donna di troppo
    Ho citato solo attinenti al genere del tuo blog ,quindi non cito ovviamente Melissa P.e Faletti
    😀 😀 (immagino anche nella tua torre di libri da leggere :P)

  3. Valter in ha detto:

    ops,,, pardon per Faletti,,, so che ne scriverai..preso dall’entusiasmo ho fatto una gaffe 😀

    • Prima del Faletti ho una montagna di altra roba da leggere, inclusa Melissa P. Ehi, ma l’hai poi letto I corpi neri di Shannon Burke? Visto che oggi vai in libreria ti consiglio di prendere pure quello, sono certo che dopo mi ringrazierai! 🙂 Per Agora: missione fallita, Valter. Sono riuscito a mettermi sul divano a vederlo solo alle 22.20 e alle 23 stavo ronfando della grossa. Non perchè il film fosse brutto, fino a quel momento, almeno, ho visto solo mezz’ora, ma perchè non reggo quegli orari. Sto invecchiando, mannaggia, una volta riuscivo pure a leggere a tarda notte, ora sbavo sul divano alle undici… che tristezza… riprovo oggi, anche se devo prendermi un film da recensire per settimana prossima… 😦

  4. Valter in ha detto:

    No, non l’ho neppure comprato, quindi lo aggiungo subito nella lista…poi quel cognome mi ispira molto… (parente del famoso J. LEE Burke?)
    Dici che stai invecchiando, che dovrei dire io che credo avere un bel po’ di anni più di te?.. ma soffro di insonnia… quindi addormentarmi sul divano è evento raro! 😀 😀
    Buon proseguimento di visione

    • No valter, nessuna parentela. Se ti interessano parenti di JL Burke puoi sempre gettarti, in senso letterario, sulla figlia, Alafair. Recentemente è stato pubblicato un suo romanzo per Newton e un racconto in Notti senza sonno – tradotto da Luca Conti – e in Blue Religion (il racconto è lo stesso…). Io, per fortuna, non soffro di insonnia, ma per fare tutto quello che dovrei fare nell 24 ore dovrei poter dormire meno, cosa, però, del tutto impossibile!

  5. barbara in ha detto:

    Hai ragione caro io l’ho visto e devo dirti che per la prima volta usciti dalla sala nessuno fiatava..bello bello bello.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: