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Pulp, thriller, hard boiled, noir

Iron Man 2 – regia di Jon Favreau

Iron Man 2

IRON MAN 2
un film di Jon Favreau
con Robert Downey Jr., Mickey Rourke, Scarlett Johansson, Gwyneth Paltrow, Don Cheadle, Samuel L. Jackson

Iron Man 2 comincia là dove terminava Iron Man. Tony Stark se la spassa, più o meno, dopo l’invenzione più rivoluzionaria della prolifica industria delle armi statunitense. La sua armatura rossa è un pezzo ambito tanto da concorrenti di mercato come il Justin Hammer – che ci sia, qui, un riferimento neanche troppo celato alla H.A.M.M.E.R., il martello, l’agenzia che Norman Osborn ha messo in piedi nell’attuale Dark Reign e che ha sostituito lo S.H.I.E.L.D., lo scudo, di Nick Fury? -, fondatore dell’omonima industria di razzi et similia, quanto da quegli stronzi del Governo, che non so se, nella realtà, siano effettivamente così stronzi come si vede nei film hollywoodiani, però qui fanno veramente saltare il grillo al naso. Tony Stark è un riccone e, quindi, se può sostanzialmente bellamente fottere sia di Hammer sia del Governo e proseguire nella sua vita dissoluta e apparentemente senza senso. E poi, insomma, lui è Iron Man, il più grande dissuasore internazionale per chiunque abbia in animo di rompere le palle agli yankee.

Però anche i ricchi piangono: il palladio che serve a far funzionare quell’aggeggio che ha impiantato nel petto al posto del cuore lo sta infatti uccidendo poco alla volta. Stark le ha provate tutte per trovare un elemento chimico in grado di sostituire quello tossico, tutta la sua sovraumana intelligenza e sapienza è al servizio di questa causa, ma niente, la lampadina di Archimede non vuole saperne di accendersi.   

La lampadina, invece, si accende sopra la testa di Ivan Vanko, un fisico russo particolarmente incazzato con Stark e famiglia. Vanko, geniale quasi tanto quanto il nostro Tony, riesce infatti a mettere insieme una formula in grado di rivaleggiare con Iron Man. Dopo la sua intemerata durante un Gran Premio di Monaco di qualche serie minore in cui corre anche Stark e in cui Vanko fa a fette un non meglio precisato numero di macchine da corsa producendo un bel po’ di casino qua e là, Ivan viene arrestato e poi “assunto” proprio da quel Justin Hammer a cui lo Stark di cui sopra proprio non va giù. Soprattutto perché gli frega un botto di miliardi di dollari in commissioni con il danaroso esercito made in USA.

L’Iron Man 2 di Jon Favreau altro non fa che riprendere gli elementi di successo del primo episodio e le consuetudini che ormai hanno preso a Hollywood e in tanti altri settori dell’arte e della fantasia: prendi un prodotto che tira e fanne il 2, il 3, Il Ritorno, La Vendetta e il prequel. Fino a sbriciolare le palle allo spettatore, perché il segreto è cambiare il meno possibile e fare e rifare sempre la stessa cosa. Iron Man 2 è quindi un prodotto ampiamente nel solco tracciato dal primo, un film fracassone e senza grossi spunti né introspettivi né in termini di complessità, forse in questo caso non necessari, o forse sì per creare un minimo di stacco con il primo e non dare l’impressione di stare assistendo a un unico megafilm da cinque ore filate.

Poi, diciamolo, un cast stratosferico rende un prodotto deboluccio sotto diversi aspetti un film di intrattenimento più che dignitoso, mascherando una sceneggiatura banalotta e stantia, una sorta di eterna scopiazzatura, grazie alle ottime interpretazioni di Robert Downey Jr. – ma questa non è una notizia – letteralmente adorato dal vostro amato scrivente, una Gwyneth Paltrow che tampona il massacro del proprio personaggio (Pepper Potts) che diventa una sorta di comparsa e macchietta postfemminista, Don Cheadle nei panni di James “Rhodey” Rhodes e del futuro War Machine, Samuel L. Jackson in quelli di Nick Fury, un bravissimo e ormai definitivamente risorto Mickey Rourke perfettamente a suo agio nei panni del villain di turno e infine lei – inserire qui la vostra personale onomatopea per un lungo sospiro estasiato – Scarlett Johansson. Scarlett… – altra onomatopea come sopra -.

Interessante e godibile, invece, il continuo crossover all’interno del mondo Marvel trasposto sul grande schermo. Già alla fine del secondo Hulk, quello con Edward Norton, compariva il futuro Iron Man per una sola scena di pochi secondi. In Iron Man 2, invece, non si contano i riferimenti al futuro film sui Vendicatori, quelli capitanati dal già citato Nick Fury e, infine, un consiglio: guadatevi i titoli di coda. Dopo questi, infatti, un paio di scene, una telefonata oscura, un cratere e, in mezzo, un grosso martello.

Di seguito il trailer di Iron Man 2 di Jon Favreau:

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11 pensieri su “Iron Man 2 – regia di Jon Favreau

  1. Pingback: Iron Man 2 – regia di Jon Favreau « Pegasus Descending

  2. Comunque ci si diverte, e non è poco (anche se ho trovato superiore, con una certa sorpresa, “A-Team”…)

  3. sì, ci si diverte Luca, però si ha come l’impressione che il potenziale del primo film sia andato sprecato (e poi, scusate, avere Rourke tra le mani e farlo interagire così poco e così male con il suo amico/nemico di sempre Downey Junior mi è sembrato un delitto!!!)

  4. @Luca: sì, ci si diverte, però il primo capitolo era notevolmente superiore e avrei sperato in qualcosa di più, in una evoluzione che alla fine non c’è, in qualcosa, insomma, capace di sorprendermi almeno un poco. Favreau mi sembra che faccia il compito-ino-ino e con il potenziale umano che aveva per le mani mi sembra poco.

    @Sartoris: hai ragione, anche se Rourke mi piace sembre, anche in prodotti così così (come Killshot, il film). E poi, diciamolo, poteva spogliarla un po’ ‘sta Scarlett, no? Onomatopea del sospiro.

  5. sinceramente è stato uno dei peggiori film che ho visto al cinema: soldi buttati…il primo capitolo era molto migliore, mentre questo è stato un grande fallimento: assolutamente un filmetto ridicolo…

    • Anche secondo me il primo capitolo era notevolmente superiore. Speriamo che sei mai faranno un Iron Man 3 il risultato sia migliore e la sceneggiatura di uno spessore maggiore, perchè è lì che sta il grande punto debole di questo secondo capitolo, a mio avviso.

  6. Personalmente meglio il primo ma allo stesso tempo dico ROURKE è immenso, voglio dire ha infilato due minuti di grande recitazione anche in THE EXPENDABLES: stato di grazia!

  7. Scusa Matteo, ma voglio ribadirlo pure io: ROURKE È IMMENSO SEMPRE (chi c’era a tifare per lui quando tutti lo evitavano come la rogna, eh? Chi c’era a digitare – inutilmente – il suo nome sul primo proto-google cercando di capire se qualcuno si degnava a offrirgli un ruolino? Il vecchio Sartoris c’era, e chi altri?) secondo me, Rourke è il più degno erede del grande BRANDO (anche nel disfacimento fisico volontario e progressivo, quasi un atto «situazionista»:-)

    vabe’, ora la smetto, ché quando si scatena il fan viene fuori il peggio!!!!

  8. Arrivo troppo tardi a ribadire pure io che Rourke è IMMENSO SEMPRE?

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