Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Vendicami – regia di Johnnie To

Vendicami

VENDICAMI
un film di Johnnie To
con Johnny Hallyday, Anthony Wong Chau-Sang, Lam Ka Tung, Lam Suet

Quando tre sicari entrano a casa della figlia e gli fanno fuori, nell’ordine, genero, due nipoti e feriscono gravemente la stessa donna, Costello non ci pensa su due volte: pianta lì l’affermato ristorante parigino nei Champs-Elysées e corre ad Hong Kong con l’unico scopo di fare secchi, possibilmente tra atroci dolori, i tre sgherri che gli hanno sterminato la famiglia.

Nella città asiatica, però, ha bisogno di alleati o di qualcuno che gli dia una mano a mantenere la promessa fatta alla figlia ricoverata in ospedale di vendicarla. Kwai, Chow e Lok, tre killer professionisti con cui Costello si imbatte casualmente una sera, sembrano proprio fare al caso suo. I tre uomini sono implacabili, conosco la città e chi ci vive come le loro tasche, hanno ben presente chi conta e chi no. E, soprattutto, sanno dove reperire pistole e fucili che per questo genere di lavori non sono indispensabili, ma potendone usufruire al meglio si fa prima.

Nei propositi bellicosi Costello, che prima di mettersi a cucinare lumache a cento euro a botta si guadagnava da vivere accoppando il prossimo, si scontrerà con il Signor Fung, colui che fa il bello e il cattivo tempo in quella porzione d’Asia. Ma Costello dovrà vedersela anche con un nemico ben più temibile: l’amnesia che a causa di una pallottola conficcata nel cervello, retaggio della sua vita passata, lo costringe ad andare in giro con le fotografie di amici e nemici e a piazzare post-it un po’ da tutte le parti per non perdere definitivamente la trebisonda.

Johnnie To, uno dei maestri visionari del cinema asiatico, tira fuori dal cilindro un noir malinconico e doloroso in cui sono le debolezze del protagonista piuttosto che le sue spacconate da Terminator a fungere da cardine della storia. Certo, abbiamo le sparatorie – e non poche – gli Ak-47, i fucili a pompa e le pistole automatiche, ma tutto sfuma in quella emblematica e commovente sequenza in cui il Johnny Hallyday che interpreta Costello brancola sotto la pioggia e in mezzo a un mare di gente, immemore dei volti dei suoi tre compagni di vendetta, con le loro foto in mano e i nomi scritti a penna.  

Vendicami è un film sulla perdita di memoria che non cancella l’amore per i propri affetti, anche se questo amore smette i panni di quel misterioso sentimento che in definitiva è, per vestire quelli di appunti sparsi a futura memoria. Costello non si ricorda i volti delle persone che gli stanno accanto, non sa più chi sia la figlia e chi siano stati i nipotini uccisi, però sa che deve farlo, deve compiere il proprio dovere fino in fondo, anche se il cervello non è che un quasi inutile ammennicolo, un orpello non più buono a nulla, perché nulla siamo senza i nostri ricordi e la possibilità, quindi, di intendere la nostra esistenza in una prospettiva narrativa, coerente e continua.

Poi, certo, Johnnie To ci mette del suo e allora affianca a tutto ciò quelle pennellate che forse solo la cultura cinematografica orientale riesce a stendere, basti pensare alla mirabolante, direi onirica, sequenza finale in cui una megasparatoria viene svolta in un campo aperto con una miriade di cartacce colorate che svolazzano di qua e di là e gli uomini a coprirsi spingendo avanti dei megacubotti di spazzatura. Un tocco che pone Vendicami a metà strada tra il consueto noir con forti risvolti introspettivi e il cinema d’autore più elegante e ricercato, rappresentando una convincente e raffinata riflessione sull’importanza del ricordo e, allo stesso tempo, sulla condanna che ci viene inflitta dall’avere un futuro necessariamente condizionato.

Di seguito il traile di Vendicami di Johnnie To:

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4 pensieri su “Vendicami – regia di Johnnie To

  1. Valter in ha detto:

    Ottima recensione Andrea ! Sono stato via 2 settimane e trovo il tuo blog sempre più interessante e ricco di spunti
    Un vero peccato però, non riuscire ad apprezzare nelle sale cinematografiche il bravo J. To;
    ma solito discorso……ormai la qualità è un optional e ahimè un rischio; meglio andare sul
    sicuro con Moccia & C , almeno gli incassi sono assicurati , i distributori esaltati, i gestori delle sale cinematografiche appagati

    • Grazie Valter, sei sempre gentilissimo. In effetti ti aspettavo al varco, almeno per quel che riguarda la mia critica cinematografica. Interessante ‘sto Johnnie To, ha degli spunti che definirei quasi futuristi, vedi la scena descritta sopra. Io non amo molto, ormai lo avrai capito, gli aspetti metafisici, onirici etc in film e libri, sono un ferreo realista. Però in To ci stanno, mi sono sembrati degli sprazzi di genialità veramente interessanti. Adesso devo vedermi Exiled, il film prima di questo, tra la’ltro con gli stessi attori. Chi l’ha visto me ne ha parlato bene, ce l’ho al Blockbuster. A trovare il solito fottuto tempo… figurati che con te sono ancora in debito de Il nastro bianco. Mannaggia!

  2. Valter in ha detto:

    Cercherò di recuperare qualcosa in videoteca o.. chissà… mai disperare… in qualche retrospettiva nei cineclub (dubito cmq)
    Quanto al tempo… che dire… tra libri e film, per citare un titolo , credo che.. “una vita non
    basta” (per quanto spero + lunga possibile) 😀
    Dopo la lettura de I miserabili , I tre moschettieri ed i nuovi acquisti la pila dei libri è ormai una torre 😀

    • Dai, consolati, io ormai ne ho una collezione di torri! E però, insomma, con I tre moschettieri… mamma mia, che belle sensazioni che mi dà quel libro! E’ uno dei motivi per cui vale la pena saper leggere!

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