Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Per l’ultima volta ti perdono. L’invasione degli UltraCorti, quei piccoli bastardi

UltraCorti. Seconda stagione

Loro sono così: piccoli, brutti, sporchi e cattivi, con quella facciozza perennemente incazzata da porcellino d’India con le emorroidi. Sono gli UltraCorti. Seconda stagione, i pochi superstiti di quel “tutti contro tutti” promosso dalla casa editrice XII in cui centinaia di contendenti si sono strappati pezzi di pelle e carne pur di finire in questa piccola antologia. Sono frammenti, schegge infuocate che sprizzano da tutte le parti. Sono feroci come dei fottutissimi Pincher nani, quei cagnacci che ti si attaccano alle palle senza più mollarti e più piccoli di un topo del Tevere. Sono minuscoli – 200, 900 o 1800 battute – e si leggono non in fila per pagare la bolletta in Posta, ma in attesa di comprare il biglietto del metro. Sono un autentico incrocio tra prosa e poesia perché, come dice Raffaele Serafini, il curatore di questa piccola antologia, “Scrivere UltraCorti è come costruire castelli di carte. Quando li leggi ti sembra semplice: si abbracciano con una sola occhiata e stanno tutti in testa, senza segreti; fragili ma sicuri, finché non li si sfiora. Eppure serve pazienza e una mano abile. E se è già difficile con le carte, figurati quant’è complesso un UltraCorto, dove non solo c’è da mettere in equilibrio le parole, ma bisogna scegliere quella più adatta, con la possibilità di sostituirla infinite volte, pescando da un mazzo con innumerevoli semi!”

Qui sotto il booktrailer degli Ultracorti. Seconda stagione:

E visto che è inutile che io stia ancora qui a menarvi il torrone, insomma, beccatevi ‘sto UltraCorto pubblicato in esclusiva su Pegasus Descending per gentile concessione delle Edizioni XII (e un grazie particolare a Fabrizio Vercelli a cui rompo, alternativamente, l’anima o le palle, ma per fare informazione ci vogliono le notizie, no?).

PER L’ULTIMA VOLTA TI PERDONO di Stefania Mosoni

  Amore mio grande, non riuscirò mai a dimenticare quello che hai fatto, ma sono certa che con il tempo supererò il dolore.

  Piero sbuffò e abbandonò il biglietto, dedicandosi ai pochi brigadeiro rimasti sul vassoio. Non li divorò come aveva fatto con gli altri; li rigirò a lungo in bocca, assaporando il contrasto tra le scaglie di cioccolato fondente e l’impasto reso morbido dal latte condensato. Svuotò il vassoio prima di rassegnarsi a tornare alla lettera.

  Anche perché stavolta credo davvero nel tuo pentimento.

  Due righe orizzontali comparvero sulla fronte di Piero. Come poteva essere così stupida?

  Chi mi sta vicino dice di non fidarmi, che non cambierai mai. A me non importa, perché sono convinta che d’ora in poi sarai sincero. Che non mi tradirai più e mi rispetterai anche nelle piccole cose.

  Il cellulare vibrò e Piero sorrise vedendo il nome di Laura lampeggiare sullo schermo. Decise di farla attendere.

  Piccole, ma per me importanti: ad esempio mi ha sempre ferita vedere che ti gettavi sui miei regali senza neanche guardare il biglietto. Te l’ho ripetuto tante volte. Spero che tu oggi abbia letto le mie parole prima di mangiare i brigadeiro.

  «Ancora con ’sta faccenda!» Piero levò gli occhi al soffitto, poi li riportò sulla lettera.

  Lo spero davvero, perché li ho riempiti di stricnina. Buttali e scusami per questa sciocchezza.

  I battiti del cuore lo assordarono improvvisamente. «Stricnina…» mormorò perplesso. Si era quasi convinto che si trattasse di uno scherzo di cattivo gusto quando il primo spasmo lo dilaniò. Cercò di alzarsi, ma le gambe non lo sostenevano più. Si rannicchiò sul divano, la mano sinistra ancora stretta sul foglio. Voltò il capo e lo sguardo gli cadde sull’ultima riga.

  Se però mi fossi sbagliata di nuovo, sappi che non ti porto rancore e che per l’ultima volta ti perdono.

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2 pensieri su “Per l’ultima volta ti perdono. L’invasione degli UltraCorti, quei piccoli bastardi

  1. Fabio Lotti in ha detto:

    Eccellente l’idea degli ultracorti. Soprattutto quando sono brutti…:)

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