Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

La “doppietta” di Simone Tordi

Luna in scorpione

Visto e considerato che mi sono riproposto di esplorare meglio e dare maggiore risalto al mondo del Giallo Mondadori, promettendomi, in primo luogo, di leggere almeno una delle quattro pubblicazioni – due inediti e due ristampe ne I Classici – che ogni mese si possono trovare in edicola, è con piacere che pubblico oggi l’intervista fatta con Simone Tordi, autore di Luna in scorpione, Giallo Mondadori n. 3013 uscito a Settembre e di cui potete leggere la mia recensione pubblicata su Pegasus Descending.

Come sei arrivato alla pubblicazione con Il Giallo Mondadori?
Sono arrivato al Giallo Mondadori grazie all’incoraggiamento e all’entusiasmo dell’editor della collana, il grande Sergio Altieri.

Perché questa formula della “doppietta”, cioè due romanzi brevi in un unico volume?
Mi trovo meglio con la formula breve, con il racconto e il romanzo breve, per intenderci. L’idea di fare una “doppietta”, con due romanzi così diversi, è ancora una volta di Altieri.

Nero Luna e Scorpioni nel cervello. Nella mia recensione pubblicata su Pegasus Descending ho espresso, e motivato, una preferenza per il primo. Tu, invece, so essere maggiormente affezionato o soddisfatto del secondo lavoro. Molti altri lettori che hanno commentato sul blog del GM la pensano come me. Secondo te perché questa dicotomia “di gusti” tra i lettori e l’autore?
Ho riflettuto molto su questa diversità di pareri. Ho riletto Scorpioni nel cervello, che non prendevo in mano da quasi tre anni. E ho riletto Nero Luna. Luna è più agile, scorrevole, leggibile. Scorpioni nasce dall’idea di scrivere un romanzo non realistico, piuttosto grottesco e onirico. Non sempre ho centrato il bersaglio e, a posteriori, l’uso del presente indicativo non ha aiutato. Detto questo, sono contento del tentativo fatto e ci sono diversi elementi positivi.

In Nero Luna ho avvertito una decisa influenza della serie tv The Shield
Mentirei se dicessi che non ha avuto alcuna influenza sul personaggio di Luna. La serie di Ryan è ben fatta, regge alla grande per almeno tre stagioni.

Ci sono due critiche che mi sento di muovere a Scorpioni nel cervello: i personaggi eccessivi, talmente “tanti” da diventare irrealistici…
E’ una critica che mi hanno rivolto anche altri lettori. Premetto che con Scorpioni il mio intento era di creare un romanzo a-realistico, grottesco e onirico. Partendo da queste premesse è naturale che i personaggi siano così eccessivi, estremi. Certo, non sempre ho centrato gli obiettivi, e forse mi sono fatto prendere la mano. Probabilmente oggi non lo scriverei al presente indicativo, ma al passato, che è più facile da maneggiare.

… e l’uso di aspetti onirici dei personaggi stessi, il racconto di loro sogni, che forse sono volti a caratterizzare meglio e con più precisione i personaggi e la loro psicologia, ma che, allo stesso tempo, “distraggono” il lettore e rallentano la narrazione.
Anche questo è un rischio che ho corso in maniera razionale. Gli aspetti onirici sono fondanti in Scorpioni nel cervello, ma è vero che, in alcune occasioni, possano frammentare e rallentare troppo l’azione.

Tu sei anche sceneggiatore di serie tv di enorme successo (Carabinieri, Ris, etc). Hai mai avvertito una qualche costrizione, implicita o esplicita, da parte dei produttori affinché proponessi una sceneggiatura già vista e letta, che strizzasse l’occhio allo spettatore, così da garantire un successo certo alla fiction basandosi “sul già visto” piuttosto che lasciare completa libertà di innovare e proporre nuovi personaggi, ambienti, format etc.?
Faccio subito una precisazione, anche per completare la scarna nota bio in coda al Giallo Mondadori. NON sono uno sceneggiatore, o meglio, ho avuto poche esperienze come sceneggiatore televisivo. Lavoro da anni come story editor e produttore per le fiction Tv di Mediaset. Dal mio punto di vista, da parte degli sceneggiatori c’è sempre una sorta di auto-censura, dettata anche dalle richieste del committente. Se scrivi per una serie da prima serata per Canale 5, che ha un pubblico piuttosto generalista, difficilmente potrai proporre una serie come Romanzo Criminale.  

Quali sono le differenze di rapporto e collaborazione tra sceneggiatore/produttore e scrittore/editor(e)?
Nel mio lavoro i ruoli sono invertiti. Nelle vesti di produttore/story editor ci sono io, dall’altra parte ci sono i creativi puri: sceneggiatori, registi ecc. In realtà per me la narrativa rappresenta un vero rovesciamento dei ruoli.

Cosa ti diverte di più scrivere?
Mi piace creare i personaggi, e l’idea di base, mentre a volte fatico di più sulle classiche svolte del plot legate alle indagini. Questo per quanto riguarda il noir. Mi piacerebbe anche provare altri generi, e altri toni, come quello della commedia, del grottesco.

Tu hai scritto anche non-fiction, e più precisamente di Banda della Magliana…
Si, è stata un’esperienza molto interessante. Mi piace scrivere fumetti, e la Banda ha avuto un’ottima risonanza sulla stampa. E’ stato un lavoro scritto a quattro mani,  con Leonardo Valenti, lui si grande sceneggiatore televisivo (da RIS a Romanzo Criminale). Stiamo ultimando un nuovo progetto insieme, sempre disegnato da Stefano Landini. E’ una specie di bio su Leone: C’era una volta Sergio Leone.

Che consigli daresti a chi volesse iniziare, o provare a iniziare, una carriera da sceneggiatore o da scrittore?
Direi subito che è dura. In Italia si producono pochi film e, per quanto riguarda la fiction, dopo un periodo di vacche grasse, stiamo assistendo a una contrazione del mercato. Ci sono sceneggiatori che magari scrivono una puntata all’anno, e certo non basta per camparci. Per non parlare dell’editoria. Quando va bene, e magari con un esordio si superano le duemila copie, e addirittura si arriva alle cinquemila, in diritti arrivano pochi soldi. Quando va bene. I bestseller sono pochi, gli altri raccolgono le briciole. Ci vuole passione, dedizione, pazienza, e un vero lavoro alle spalle. Senza per questo smettere di sognare.

Attualmente a cosa stai lavorando? Puoi dare ai lettori di Pegasus Descending qualche anticipazione sulle tue prossime pubblicazioni?
Come ho già accennato, presto dovrebbe uscire la graphic novel su Sergio Leone. Ho diverse idee per la narrativa, sempre in ambito noir, ma è presto per parlarne, meglio essere scaramantici.  

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3 pensieri su “La “doppietta” di Simone Tordi

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