Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

In giro per l’Italia. Frammenti dalle presentazioni di Devil Red

Joe R. Lansdale

Ho sempre espresso il desiderio che Pegasus Descending fosse cosa anche e soprattutto dei lettori, di coloro per i quali spendo diverse ore settimanali impegnato nella scrittura e nell’ideazione di post e articoli che possano essere – spero – interessanti. Per questo motivo oggi propongo un pezzo che auspico essere continuamente in itinere: qui sotto, infatti, riporto i commenti rilasciati da alcuni lettori del blog che hanno partecipato a diverse presentazioni italiane del tour di promozione di Devil Red tenuto proprio in questi giorni da Lansdale. Io stesso ne ho dato ampio riscontro con l’articolo “Lansdale: Hap&Leonard sono cambiati come sono cambiato io”, reportage dalla presentazione milanese del libro. Invito quindi chiunque voglia dire la sua a farlo senza remore, sia che abbia partecipato a un incontro di cui qualcosa è stato già detto qui sotto – confermando le impressioni espresse o smentendole – sia che abbia il desiderio di spendere due parole per condividere con altri lettori e appassionati i propri pensieri in merito a una presentazione passata sotto silenzio. Perché, altrimenti, per che cavolo è stato inventato internet?

 

Io da Milano: rimando al già citato “Lansdale: Hap&Leonard sono cambiati come sono cambiato io”.

Vitandrea da Genova: “Lansdale a Genova. Credo che ripeterò sempre cose che sono state già dette qui, e altrove. Lui è un signore, pacato, disponibile, sempre pronto a regalare batture, aneddoti e parole gentili. Ha risposto molto sinceramente a una domanda sulla pena di morte (cosa ne pensa). Io sapevo cosa avrebbe risposto (ne parla nella prefazione, o postfazione, non ricordo, di Atto d’amore). Secondo me ha sorpreso molti, che si aspettavano una condanna. Ma Lansdale non è un fantoccio come certi nostri intellettuali buonisti, e dice ciò che pensa. Che poi lo si condivida o meno, fa parte delle nostre convinzioni.
Comunque, sottolineo, terribili le persone che dovevano introdurli. Una signora che diceva di essere scrittrice, non so chi fosse, non ricordo nemmeno il nome. Leggeva da un foglietto che si era portata. Un mucchio di banalità che facevano capire che di Lansdale non sapeva un tubo (non sapeva che Leonard è gay, per esempio). Inutile anche l’intervento del giallista ligure Bruno Morchio. La traduttrice ha ribattezzato The Bottoms come Il fondo della palude”

Walt da Bologna: “[…]non l’ho detto prima per non fare sempre la parte di quello a cui non va mai bene niente, ma a Bologna alla presentazione alla Feltrinelli di Lansdale è successa la stessa cosa che a Genova: una traduttrice che non conosceva niente di Lansdale (e passi) e un tale, che si è professato scrittore, che invece di far parlare l’ospite si è dilungato in una serie di banalità e domande inutili (mettendo per esempio in rapporto gli scrittori americani e quelli tipo lui, ma chissenefrega) tanto da avermi costretto ad andare via prima non sopportando più il suo egocentrismo…”

Luca Conti (il traduttore di Lansdale) da Firenze: “Be’, la serata di Firenze è venuta molto bene, secondo me e anche secondo i presenti, che sembravano divertirsi parecchio (soprattutto perché Lansdale conosce bene l’arte di dire cose molto serie in maniera molto ironica). E’ anche vero che io e Lansdale abbiamo una vecchia complicità in queste cose, visto che di presentazioni del genere ne abbiamo fatte parecchie nel corso degli anni, e il fatto di aver tradotto sette-otto suoi libri (e aver letto tutti gli altri) mi consente di avere quantomeno una buona conoscenza della materia. Soprattutto ho tradotto Devil Red, il che significa che – a differenza di altri presentatori, più o meno improvvisati – so bene di cosa stiamo parlando…”

Matteo Strukul da Treviso e Villorba: “Ciao Ragazzi, ok gran presentazione ieri a Villorba e poi solo uno come Lansdale se fa 130 persone alla Feltrinelli di Treviso (domenica) è in grado di farne più di 100 a Villorba a 8 km da dove era il giorno prima e per giunta di lunedì. Joe è un eroe. Aggiungo che abbiamo parlato a lungo anche della bellissima traduzione di Luca, Joe ha detto che quello che lo stupisce di più è vedere il suo originale e la versione italiana e scoprire che in italiano vengano conservate le pause, le parti, anche graficamente, sono identiche, mantengono cioè lo stesso ritmo e questa è una cosa che lo lascia sbigottito, il che spiega poi l’intelligenza e la cura che Luca mette nella traduzione quel suo uso forte del parlato – i vari ‘sto ecc. – che secondo me danno una marcia in più. Opinione mia naturalmente”

E infine un video della presentazione di Lansdale con Matteo Strukul e Matteo Righetto (i due ceffi fondatori di Sugarpulp, da visitare assolutamente se non l’avete ancora fatto), ancora a Villorba:

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11 pensieri su “In giro per l’Italia. Frammenti dalle presentazioni di Devil Red

  1. Gran bel video, peccato non esserci stato (troppo a nord per me:-)
    complimenti ai Mattei…

    • Beh, sì, bello nonostante la faccia di quei due ai lati, ma vabbè, mica si può volere tutto dalla vita! 🙂

      Già ai tempi, a proposito di nord, avevo sottolineato come il tour di Lansdale non prevedesse alcuna data al sud di Roma. Chè non sanno leggere giù di lì? Non direi… e allora why?

  2. Vitandrea in ha detto:

    Peccato per il sud. Strano davvero che Bari non sia stata inserita nell’elenco. Non perché sia la mia città natale, ma gli anni passati gli incontri erano andati benone. Addirittura l’anno scorso Lansdale si è fermato quasi una settimana!

  3. Bhe’, dalle mie parti in questo momento sono un po’ presi da altre robe di cronaca, storiacce di necrofilia e parenti assassini che neanche il peggior Di Monopoli ha mai descritto (brutta faccenda, scherzi a parte!)

  4. Vitandrea in ha detto:

    Sì, bello il video dal Veneto.
    @sartoris. peggio che brutta, è una faccenda squallida. squallidi i presunti assassini (presunti va, facciamo i garantisti al cazzo). squallida la famiglia della ragazza. squallidi i giornalisti (tutti, tv e carta stampata). squallida la gente del posto che fa la finta tonta, e squallidi quelli che vanno a farci le scampagnate.

  5. @vitandrea, sapessi come la stiamo vivendo male noi quaggiù (io per otto anni ci sono passato davanti due volte al giorno, a quella casa maledetta, la mia ex compagna era di Avetrana: brutta sensazione, brutta davvero, i giornali locali mi hanno anche interrogato al riguardo, ma secondo me in questi casi l’arte s’azzittisce… vabe’, non è il luogo per filosofeggiare e forse abbiamo tutti bisogno di tempo per metabolizzare tanto schifo)

  6. Vitandrea in ha detto:

    @sartoris. posso solo immaginare. ho eliminato la tv dalla vita quotidiana, sfoglio i giornali e cerco ciò che mi serve su internet. evito il più possibile, quindi, di farmi propinare la vicenda in versione telenovela macabra come, mi raccontano, stanno facendo alcuni media. di sicuro però è una storia, come altre che sto sentendo in questi giorni, qui in liguria, che non lasciano indifferenti.

  7. Ehi già, proprio una brutta storia quella di Avetrana…e chissà dove sta la verità, cosa è realmente successo e chi ha fatto cosa… So solo che si resta allibiti di fronte a storie simili, a come possa l’uomo arrecare tanto dolore e commettere tali orrori contro i propri simili (e gli animali, e l’ambiente etc.). Nessun altro animale, neppure i primati, sono così brutali. L’uomo è veramente un animale pericoloso.

    Sui media è meglio lasciar perdere: c’è una tale morbosità necrofila e una esasperata pornografia del dolore e dell’orrore da far rivoltare lo stomaco. I giorni dopo che era stato ritrovato il corpo della ragazza, cazzo, ovunque tu girassi, su qualsiasi canale, non si parlava d’altro che di sta storia. Come anni fa, e ancora oggi, con l’omicidio di Samuele a Cogne. E la gente tutta lì a guardare, a ficcare il naso, a farsi perennemente i cazzi degli altri, a volere dettegli e particolari macabri. Altro che la letteratura di cui parliamo noi, ragazzi.

  8. Gigistar in ha detto:

    Scendendo la penisola, due righe sull’intervento a Roma, la mattina del 24.10.

    Libreria dei Granai ben affollata, a occhio e croce come l’anno scorso. Come l’anno scorso ho avuto la fortuna di piazzarmi con un pò di amici comodamente seduto nelle prime file.

    Champion Joe è sempre in forma, quest’anno anche di più visto che ha chiuso l’intervento con una fulminea dimostrazione di Shen Chuan ai danni del malcapitato traduttore, che si è immolato per la causa subendo un atterramento davanti a 200 persone.

    Personalmente ho gradito di più la “conduzione” dell’anno scorso, che a me e alla combriccola che era con me era sembrata più curata, più tecnica. Stavolta credo ci sia stata qualche imprecisione, e domande che non mi hanno particolarmente colpito. Infine i commenti sulla nostra politica: condivisibili o meno, li lascerei all’intervistato. Non è detto che la platea voglia conoscere quelli dell’intervistatore, a cui in quel contesto credo si chieda altro. E’ solo il mio parere, of course…
    Ho letto che i presentatori di quest’anno (i cui blog peraltro leggo abbastanza spesso) sono stati oggetto di qualche critica. Sperando che non siano state offensive, magari possono essere uno spunto per fare ancora meglio.

    Peccato infine ci sia stato spazio solo per due (o forse tre, non ricordo) domande del pubblico. Ma mi rendo conto che il tempo a disposizione non fosse illimitato.

    Grande, Joe, sempre infinitamente disponibile per l’ennesimo autografo, l’ennesima foto con i lettori (e in tutte riesce a sorridere!). All’anno prossimo!!

    • A Roma, ovviamente, non c’ero, quindi non posso esprimermi sulle critiche che hai mosso ad Alessandra Buccheri dell’AngoloNero e a Enzo “Bodycold” Carcello dei Corpi Freddi, ma sono due blogger seri, onesti, competenti e professionali. Se qualcosa è andato storto è dovuto solo ed esclusivamente all’emozione di essere a cospetto di cotanta letteratura! 🙂

  9. Gigistar in ha detto:

    Ciao Andrea,
    non metto in dubbio le ottime qualità dei due ragazzi, che non conosco ma dei quali comunque – ripeto – apprezzo i blog.

    Il mio è solo un commento da semplice spettatore: per una serie di motivi mi è piaciuta di più la volta precedente. Ma non penso sia un problema, no?

    Infine, sono d’accordo con te, immagino che l’emozione di parlare davanti ad un personaggio noto & a tanta gente possa esserci stata. L’avrei avuta pure io!

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