Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Legion – regia di Scott Stewart

Legion

LEGION
di Scott Stewart
con Paul Bettany, Lucas Black, Denni Quaid

C’erano una volta gli angeli custodi, quei simpatici omini bianchi con riccioli biondi e senza pisello. Però tutti maschi, chè la donna – quella puttana di Eva – indusse quel fesso d’un Adamo a mangiare la fatidica mela del peccato. Da lì tutti i problemi del genere umano. Per fortuna, comunque, dopo aver provato ad affogarci con qualche megatrilione di metri cubi d’acqua, Dio salvò Noè e famiglia e fece con loro e con tutti noi un patto chiaro: basta, non vi affogo più, giurin giurello.

Ovviamente il Signore Dio Nostro aveva promesso di non affogarci più, non di non prenderci a pedate nel culo tramite i suoi sgherri, quegli stessi angeli e arcangeli che, un tempo, erano gli oggetti delle nostre preghierine di bambini spaventati per l’interrogazione di matematica o la ragazzina della classe accanto che non ci cagava manco di striscio. Altri tempi, appunto. Gli angeli del regista Scott Stewart non vestono più quelle ridicole tonachelle candide da chierichetti della domenica o da Prima Comunione, bensì corazze nere provviste di tutto il necessario per fare a fette il prossimo che fa girare le balle.

Dio, infatti, si è rotto di tutto questo casino al piano di sotto e, per mettere a tacere il chiasso, ha quindi pensato bene di non chiamare il 911 o il 112, ma di spedire i suoi sgherri, capitanati dal fedele Arcangelo Gabriele, per mettere un po’ in ordine le cose. Viste le truppe cammellate di cui dispone non dovrebbe essere troppo difficile ottenere quello che vuole, un po’ come Berlusconi. Peccato, però, che anche nelle migliori famiglie ci sia il rompiballe di turno, il Fini del giorno dopo: l’Arcangelo Michele. Il suo esordio su questa polverosa terra avviene in una notte di pioggia che compatta la polvere in un solido e appiccicoso fango. Per non destare troppo nell’occhio il povero Michele deve, per prima cosa, recidersi le ali e ricucire le ferite. Non a torto, infatti, un tipo con due metri di ali attaccate sulla schiena, beh, avrebbe destato non poca curiosità. Altro che mela del peccato. Il secondo passo dell’Arcangelo è poi quello che lo vede saccheggiare una rifornita armeria, perché vanno benissimo spadoni, lame, pugnali e mazze ferrate, però, in culo a tutti, vuoi mettere con un bel mitragliatore?  O una automatica? Insomma, il mondo è andato avanti e se proprio dobbiamo ammazzarci cerchiamo di farlo nel modo più rapido e semplice possibile, inutile stare lì a farsi a fette. Poi prende una macchina della polizia – dopo aver fatto secchi i due legittimi proprietari – e parte, destinazione uno schifo polveroso in mezzo al deserto.

Nell’isolata stazione di sosta si incrociano le vite di Jeep e suo padre Bob, il gestore del locale, di Charlie, la cameriera incita e di Percy, il cuoco. E poi La famiglia composta da Howard, Sandra e la figlia adolescente Audrey. Infine Kyle, un padre divorziato a cui quella stronza dell’ex moglie non vuole far vedere la figlia. Tutto va come può andare in un posto talmente schifoso da far apparire lussuoso il fatidico peggior bar di Edimburgo, ma le cose, lo sappiamo, possono sempre andare peggio, quando, ad esempio, una arzilla vecchietta si fermerà per una bistecca bella al sangue, iniziando a minacciare il bambino nel grembo di Charlie e a camminare sul soffitto cercando di azzannare i presenti alla gola.

Legion è un film che sembra essere tratto direttamente da un fumetto di un Garth Ennis con le emorroidi. Il vero Ennis, infatti, avrebbe infarcito il proprio lavoro di riferimenti ben più alti e interessanti, piuttosto che le spicciole banalità di Stewart che rischiano di mandare in vacca un lavoro che se rimane entro i limiti di un dignitoso prodotto di intrattenimento non è neanche male. Gli Arcangeli se le danno di santa ragione, mentre gli angeli che si impossessano dei corpi di comuni cittadini per lanciare la loro offensiva al Salvatore dentro la pancia della cameriera del deserto pagano un evidente e forse voluto tributo a tanta cinematografia horror-zombie, fatta di sguardi fissi, incapacità di ragionamento e avanti tutta anche se quelli ci falciano a decine. Il ricorso al bambino non ancora nato da salvare e latore di speranza è, infine, un altro clichè ampiamente abusato, ad esempio ne I figli degli uomini o, ancora, in Babylon A.D..

Un prodotto nella media e senza pretese, buono per una serata soft. Nel 2011 arriverà nella sale il secondo lavoro del regista Scott Stewart, Priest, tratto dall’omonimo fumetto coreano e ancora con Paul Bettany a rivestire i panni del protagonista.

Di seguito il trailer de Legion del regista Scott Stewart:

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2 pensieri su “Legion – regia di Scott Stewart

  1. Eros in ha detto:

    A mio modesto parere “I figli degli uomini” appartiene a quella elite di film “catastrofisti” di qualità, in cui, alle solite cause naturali (The day after tomorrow, Armageddon, Deep Impact, The Core, 2012) trascendenti (Legion, Constantine) o extraterrestri (Independence Day, Ultimatum alla Terra, La Guerra dei Mondi) di sterminio della razza umana, si tenti di provare una via di implosione, quella dell’infertilità.
    Una forma di fantascienza gradevole e riflessiva con qualche scena action. Pur non essendo un capolavoro è ben altro prodotto rispetto all’approssimativo e banalotto Legion.

    • Legion ha una connotazione decisamente più action e fumettistica ed entro quei confini credo voglia rimanere, senza troppe menate o sofismi. Non amo molto il genere catastrofista, ci sono già abbastanza problemi con la stretta realtà per non doverne aggiungere altri frutto di meteoriti, alieni e maremoti vari. Tra quelli da te citati forse solo Ultimatum alla Terra riesce a fare un saltito intellettuale, muovendo una critica, fantascientifica, a un determinato modo di intendere e sfruttare il nostro pianeta. E per questo motivo lo ritengo anche quello più interessante, almeno dal punto di vista contenutistico – un film è ben altro che soli effetti speciali, dal mio punto di vista, per quanto questi siano a volte spettacolari. Sicuramente I figli degli uomini – tratto dal romanzo di P.D. James – ha ben altra ambizione rispetto agli angeli guerrieri di Legion, anche se, a tratti, utilizza i medesimi stilemi del lavoro di Stewart, con altre finalità e risultati. Non ho ancora visto The Road, tratto dal romanzo omonimo di Cormac McCarthy, anche se ho letto numerose critiche negative. Ecco, il romanzo dello scrittore statunitense, pur trattando il tema del catastrofismo, è un piccolo capolavoro, perchè se ne fotte dei grandi scenari o delle grandi battaglie, per scrivere, all’opposto, di una esperienza che tutti noi, anche senza essere sull’orlo dell’estinzione, possiamo sentire nostra. E capace di farci, realmente, riflettere.

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