Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

The Killer Inside Me e Machete. Autunno la morta stagione?

Lindsay Lohan in Machete

Dopo la sbornia Lansdale – che non è ancora finita, carissimi, manca ancora il botto finale che vi sparo settimana prossima – cerchiamo di recuperare un po’ di terreno con gli appassionati di cinema che infestano queste pagine. Quindi non mi dilungherò troppo, a differenza del solito, per passare il testimone ai due trailer qui sotto segnalati da Walt sulla pagina Facebook di Pegasus Descending. Che così prendo la palla al balzo come Ibrahimovic contro l’Ajax e vi insacco lì, ancora una volta, l’invito a fare sì che blog e pagina Facebook siano anche un po’ vostri. Qui i commenti sono liberi, opportuni e ben accetti, mentre Facebook consente anche di postare e allegare, come fatto da Walt, link a contenuti interessanti, dire la propria sull’ultimo romanzo letto, fare domande, confrontarsi con altri lettori. Altrimenti che l’ho aperta a fare?

Un estratto da The Killer Inside Me di Michael Winterbottom, trasposizione cinematografica dello strepitoso, omonimo romanzo di Jim Thompson. Il quesito principale ruota intorno alla scelta di Casey Affleck come protagonista e interprete di un ruolo tanto complesso, delicato e a rischio macchietta. Ruolo tagliato su misura per uno come Edward Norton. Prendere e portare a casa. Il film dovrebbe uscire il 26 Novembre 2010.

Sotto, invece, il trailer fracassone di un film fracassone come quel fracassone di Robert Rodriguez e con un protagonista, Danny Trejo, indovinate un po’? Fracassone. Machete, e che altro volete?

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22 pensieri su “The Killer Inside Me e Machete. Autunno la morta stagione?

  1. chris in ha detto:

    Visti entrambi in lingua originale, molto meglio Machete. The Killer inside me è stato un enorme delusione. Jim Thompson, insieme a Céline è il mio scrittore preferito di sempre, quindi forse le mie aspettative erano troppo alte. Ho letto tutti i suoi libri negli anni 90, quando non era ancora così noto non e non era stato ristampato gran parte del suo catalogo da Fanucci, e mi ero innamorato follemente di questo scrittore assolutamente inimitabile che ha raggiunto, partendo dalla letteratura Pulp americana più infima, vette altissime , ponendolo obbiettivamente tra i più grandi scrittori del 20° secolo. Adoro Ellroy o Lansdale ma Thompson.. è come un Sam Peckinpah nel cinema. c’è un prima e un dopo. Il cinema era una cosa poi Peckinpah ha fatto il Mucchio Selvaggio e tutti hanno dovuto farci i conti. Stessa cosa per Thompson e la letteratura Noir o di genere, lui è stato il Dostoevsky del Noir. Quindi The Killer Inside me lo aspettavo ansiosamente a dir poco ma è stato una grandissima delusione, il regista ha indugiato decisamente troppo nei particolari morbosi, che nel libro erano a malapena tratteggiati, creando un personaggio decisamente misogino e ridicolo che nulla ha che a vedere col Lou Ford originale. Casey Affleck non è neanche malaccio ma è proprio il film a non funzionare. Un libro del genere meritava ben altro trattamento ma ci sarebbe voluto almeno un Kubrick non Winterbottom, che ha anche fatto dei gran bei film per carità. Un libro del genere è quasi impossibile da portare sullo schermo sarebbe come portare sul grande o meglio ancora sul piccolo schermo Preacher di Garth Ennis. certe cose sono pefette quando le leggi ma vedersele trasposte in immagini è rischiosissimo, perché se cerchi di essere fedele al materiale originale ti censureranno tutta la vita e ti affosseresti definitivamente le carriera con tutto il tuo girato originale lasciato a marcire nella cantina di casa tua, sempre se non ti hanno portato via anche quella….

  2. Vitandrea in ha detto:

    A sapere di un film tratto da Killer inside me avevo fatto un salto sulla sedia. Thompson l’ho scoperto con le recenti ristampe. Il commento di Chris ha subito disatteso le aspettative.
    Machete mi incuriosisce assai. Caso vuole che l’altro giorno abbia rivisto Planet Terror, che comincia proprio col suo finto trailer

  3. Walt in ha detto:

    ho letto il commento di Chis: che delusione! Non ho visto il film, aspettavo che uscisse doppiato in italiano, il trailer non mi pareva male. Invece ho visto Machete con i sottotitoli in italiano. E’ Rodriguez delle origini, C’era una volta in Messico, El Mariachi, con un Messicano ancora più scatenato …

  4. Anche io aspettavo l’uscita italiana però ammettiamolo, il pezzo preso da YouTube restituisce perfettamente parecchia dell’allure viscosa e torrida del vecchio Thompson e Casey Afflek è bravo, ha quella faccia da jena timida che ben si sposa con L’assassino che è in me (in L’assassinio di Jesse James era più bravo di Pitt, e l’ho adorato – sia lui che il film, dico)

    ciao

    • chris in ha detto:

      Quando ho visto il trailer di The Killer inside Me sono andato in fibrillazione ed ho iniziato a contare gli ipotetici giorni che mancavano a un’ipotetica visione. Appena “Trovato” me lo sono divorato coi sub in inglese, i dialoghi sono fedelissimi al libro tra l’altro, e non posso certo dire che mi era dispiaciuto, almeno inizialmente. Una delle cose che ho apprezzato di più è proprio l’interpretazione di Casey Affleck, poi ho cercato di farlo vedere alla mia ragazza che alla prima scena di violenza è rimasta talmente disgustata che non ha più voluto vedere il resto del film, praticamente ha visto si e no 10 minuti, con mia grande incazzatura e disappunto, però mi ha fatto riflettere. Così me lo sono riguardato con più calma dopo, aver ripreso il libro di Thompson in mano e ho iniziato a vederlo con un ottica totalmente differente.Io sono un entusiasta di natura, esce un film più che promettente basato su uno dei miei scrittori preferiti e io difficilmente riesco ad essere obbiettivo, alla prima visione colgo solo gli aspetti positivi. Poi però riguardandolo con più calma e dopo, sottolineo ancora perché fondamentale, dopo essermi riletto per l’ennesima volta il capolavoro originale di Thompson ho iniziato a farmi un’idea completamente diversa del film, che è decisamente poco riuscito ed ha poco a che spartire col libro. Tutti quelli che hanno visto il film , senza aver mai letto Thompson, l’hanno giudicato in maniera decisamente negativa o peggio ancora sono rimasti indifferenti, del tipo “Si niente di che, nulla di speciale, la fine poi è talmente ridicola, lui è bravo ma il film non mi ha proprio detto niente” etc… e vista la materia trattata, cioè qua si parla di un libro che gente come Kubrick o Stephen King definiscono uno dei più terrificanti resoconti di una mente malata, di un assassino, mai descritto su carta, che il film lasci indifferente chi lo vede senza conoscere lo scrittore è un bruttissimo segno. Ma poi , se volete, queste sono anche masturbazioni di uno che ha letto qualsiasi cosa Thompson abbia scritto in lingua originale, non solo le cose tradotte in italiano, quindi la mia è una visione, un giudizio, molto particolare. Forse le mie aspettative erano semplicemente troppo alte, però rimango convinto che si poteva, anzi, si doveva far di meglio. The Grifters, per esempio, a me era piaciuto tantissimo. Lo spirito del libro e della poetica di Thompson, erano resi perfettamente, fino al crudelissimo finale. Per The killer Inside me non si può dire la stessa cosa. Comunque vale la pena di vederlo in ogni caso, ci mancherebbe. Io me lo sono visto tutto 3 volte , più vari spezzoni qua e la e non ho tanto tempo libero da buttare. Non l’avrei fatto se era una cagata pazzesca.

    • Sai che quando utilizzi un termine come “allure” sento un brivido di paura scorrermi giù dalle vertebre cervicali fino a quello sacrali? 🙂

  5. Visti entrambi, ragazzi sarà che dentro di me sono pulp fino al buco del culo e che adoro Thompson quindi: MACHETE TUTTA LA VITA, Rodriguez quando è in forma non lo batte nessuno e Winterbottom per quanto mi riguarda può andare a cagare, peccato hanno stuprato un autore.
    Lancio un sasso: avete letto WELCOME TO THE BAYOU di GISCHLER? SEMBRA una versione in acido di La casa dei mille corpi di Rob Zombie, un genio per quanto mi riguarda, Il Punisher in versione Bayou è spaziale, leggetevelo!

    MS

    • Welcome to the bayou ce l’ho, preso due giorni fa ma non ancora letto. Vediamo se mio figlio decide di fare una notte intera dormendo tranquillo, così riesco a spararmelo e a scriverne, anche se per settimana prossima credo di essere già pieno con i post programmati. La casa dei mille corpi sai che non l’ho mai visto? Ma quello, poi, si chiama veramente Zombie? 🙂

      • chris in ha detto:

        Scusa ma io da quando Garth Ennis ha smesso di scriverlo non ho più seguito Il Punisher. Cos’è questo “Welcome to the bayou”? Perché tutti ne parlate bene e io non l’ho ancora letto o non ne sono ancora entrato in possesso? Chi l’ha scritto, chi l’ha disegnato? E’ il caso di ordinarlo subito adesso tramite Amazon.UK a 10 Euro? Ne vale la pena? Voglio delle risposte!!!!!

      • E non sei l’unico ad aver mollato Il Punitore dopo l’uscita di Ennis! Questo Welcome – che non ho ancora letto, però le premesse ci sono tutte – è sceneggiato da uno che da ‘ste parti tira di brutto, tal Victor Gischler – scrittore che ti consiglio vivamente, fatti un giro sul motore di ricerco interno a Pegasus Descending e trovi le mie recensioni ai suoi due libri pubblicati in Italia da Meridiano Zero, La gabbia delle scimmie e Anche i poeti uccidono – e disegnato da un grande come Goran Parlov! Fa parte della serie 100% Marvel del Punisher Max, è uscito mercoledì in fumetteria, in Italia, non so se nella versione anglosassone c’è il formato hardcover o solo nei normali fascicoli.

        Passo comunque la palla a Matteo Strukul che credo l’abbia già letto. Io, comunque, ne scriverò prossimamente. Hai visto che nella serie regolare hanno fatto secco Il Punitore e l’hanno fatto risosrgere come Frankencastle? Bah…

  6. chris in ha detto:

    Ma porca troia , per una volta che cercavo di essere diplomatico e riflessivo poi leggo “Visti entrambi, ragazzi sarà che dentro di me sono pulp fino al buco del culo e che adoro Thompson quindi: MACHETE TUTTA LA VITA, Rodriguez quando è in forma non lo batte nessuno e Winterbottom per quanto mi riguarda può andare a cagare, peccato hanno stuprato un autore” e condivido pienamente, questo in poche e succinte parole, traduce il mio pensiero espresso precedentemente in logorroici ed insopportabili monologhi; “Machete tutta la vita”!!

  7. The Killer inside Me è un film mal riuscito, una buona occasione persa. Addirittura inferiore alla vecchia versione di Burt Kennedy del 1976, con Stacy Keach (!) nella parte di Lou Ford e John Carradine, un film che non credo sia mai uscito in Italia (io ho il Dvd americano, se vi interessa sapete a chi chiedere). Almeno, quello era un film dichiaratamente di serie B che riusciva a mantenere il non moltissimo che prometteva. Quello di Winterbottom è molto presuntuoso e, come tale, “falls flat on its face.”

    “La casa dei mille corpi” di Rob Zombie sembra sceneggiato da Lansdale. Anzi, Matteo, già che lo reincontrate prima di me, Big Joe, chiedetegli se l’ha visto:-)

  8. Ah, Chris, per forza che The Grifters è un piccolo capolavoro. Sceneggiato da Donald Westlake (o Richard Stark che dir si voglia), mica cazzi.

  9. @Tutti in ordine sparso: ciao ragazzi, scusate l’assenza di ieri ma ho avuto un fracco di cazzi, non sono neanche riuscito a scrivere il post di oggi. Rimedio nel pomeriggio o al massimo domani mattina. Grazie Chris per il commento su The Killer Inside Me e grazie anche a tutti gli altri che stnno parlando di un film che esce fra due mesi, siete eccezionali! I miei dubbi sul film di Winterbottom erano “a naso”, non avendolo visto, soprattutto perchè credo sia difficilissimo tradurre in film un pezzo di bravura come quello del nostro Jim Thompson e il rischio “macchietta” è sempre dietro l’angolo. Poi, diciamocela tutta, nessun film sarà all’altezza della scrittura di Thompson, per quanto bene possa essere fatto. Io inserire questo discorso un uno più ampio, di cui, tra l’altro, non escludo di tornarci prossimamente con un post dedicato e un po’ più meditato: la crisi della fantasia e l’incapacità, figlia della prima e della paura di perdere soldi (comprensibile), che attanaglia il mondo del “racconta storie”. Se in merito alla letteratura di genere ne abbiamo già parlato molto in calce all’intervista di Al Custerlina, su questi spazi, la crisi maggiore, a mio avviso, colpisce il cinema e i videogiochi. Non sono un grande appassionato di games, ma vendendoli ho sotto mano tutti i nuovi titoli, usciti e in uscita. Sono tutti sequel, il titolo seguito da 2, 3, 4, Il ritorno, La conquista e balle varie. Nessuno scommette su un titolo nuovo, innovativo, meglio usare il vecchio prodotto e il vecchio motore grafico per scriverne una storia identica a quella precedente che ha venduto, solo leggermente differente per ambientazione, armi o poco altro. E il fatto è che questi giochi “consolatori” vendono molto, mentre il rischio di flop per un titolo nuovo è molto alto. Stessa cosa nel cinema. Vorrei sapere che fanno gli sceneggiatori: tutti i film hanno citato dietro “based on a novel”, e che palle. Io adoro quei rari film nati e scritti solo ed esclusivamente per il cinema, altrimenti ho tanto il sapore in bocca del riciclo delle idee. Lo scrittore scommette, non sempre, sul proprio prodotto, che se va bene, poi, qualche regista o produttore acquista i diritti e zac, ecco il film e la fascetta sulla ristampa del libro. L’isola della paura, di Lehane – tra l’altro ottimo film di Scorsese, ma la sostanza concettuale di quello che sto cercando di dire non cambia – ha addirittura avuto la cover del film come copertina nella ristampa della Piemme! Stessa cosa per i fumetti: i cinema sono ormai invasi di trasposizioni, tra l’altro sempre piuttosto scarse rispetto all’originale. “Il libro è comunque meglio” non è solo una frase a volte un po’ snob, ma è l’autentica verità, perchè la mia rappresentazione mentale di ciò che leggo non sarà mai uguale a quella del mio vicino che legge la stessa cosa, avremo, diciamo così, mappe cognitive differenti anche se esperiamo la stessa esperienza. Il film e la trasposizione cinematografica di un film, invece, annulla no questa differenza piegandola all’immagine mentale del regista. Per questo, a voltwe delude. Se si scrive un film originale, non trasposto, questo rischio non c’è. Cinema, fumetti, libri e pure games sono modi di raccontare una storia, storia che, a mio avviso, nasce per questo o quel supporto narrativo. Il crossover, in questo caso, è quasi sempre una cagata pazzesca che inficia prodotti anche ottimi come il The Killer Inside Me di Thompson.

    La messa è finita andate in pace. Amen.

    Don Andrea

  10. Scusate avete tutti giustamente parlato de LA CASA DEI MILLE CORPI ma vogliamo dire che il capolavoro di Zombie è il seguito THE DEVIL’S REJECT? Il film più mccarthyano che abbia mai visto, davvero, giuro (bhe’, a dire il vero anche THE PROPOSITION deve un sacco a McCarthy, magari anche un po’ a Sergio Leone, però sicuro a McCarthy:-)

    • Verissimo, Omar, The Devil’s Reject è ancora meglio. E comunque anche il Blood Creek di cui parlavi qualche giorno fa è un film più che notevole (e se lo dico io che non sono un grande appassionato di horror…).

      • Blood Creek lo consiglio a tutti, davvero inquietante (eppure è un’ideuzza, tra l’altro il regista ha settant’anni: quando si dice la passione:-).

    • chris in ha detto:

      THE DEVIL’S REJECT capolavoro! Anche solo per la scena finale, dove prende un classico degli anni 70, Free Bird, gli ridà vita, lo attualizza e lo fonde in maniera inimitabile con le immagini. Da allora ogni volta che ascolto i Lynyrd il mio pensiero corre a quel finale, uno degli innumerevoli finali alla Peckinpah degli ultimi 40 anni. L’originale , si sa, non può mai essere eguagliato o superato e quindi The Wild Bunch rimarrà sempre lassù, dove albergano pochissimi altri veri classici che hanno cambiato la storia del cinema, ma anche il finale di Devil’s Reject è un gran bel finale per un grandissimo film (un altro di quei film che la mia compagna si è rifiutata di guardare per intero, se non mi desse un tetto, soldi, amore e sesso meraviglioso l’avrei già mollata).

  11. @Sartoris: Omar, su Rob hai perfettamente ragione, THE DEVIL’S REJECT è il capolavoro di ROB ZOMBIE, solo che a me il Punisher di Victor ricordava quel film e anche, diciamocelo, il capolavoro: NON APRITE QUELLA PORTA detto questo Victor ha mescolato questo e molto altro e ha tirato fuori l’ennesimo gioiellino pulp anche se Deadpool va oltre, lui stesso ha dichiarato che con Deadpool si è sentito finalmente libero di spaziare, il che la dice lunga sul livello di follia pura raggiunta – provate a leggerlo – e infatti sul Punisher Victor ha dovuto comunque tenere una linea di continuità con il lavoro – memorabile – fatto da Ennis. Gischler peraltro sta lavorando adesso alla nuova serie degli X MEN, una saga a base di mutanti e vampiri…GIURO NON HO IDEA DI COSA VERRà FUORI. Aggiungo che Parlov secondo me è un disegnatore formidabile, avete letto i suoi episodi quelli scritti da Ennis e disegnati da Parlov? Penso a quelli con Barracuda! PAZZESCHI.
    @Luca: glielo chiedo, glielo chiedo!

    MS

  12. Cito: “GISCHLER’S PUNISHER is terrific. More of this sort of things, please. – GARTH ENNIS”

    Baci,

    MS

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