Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Il vento del Texas – James Reasoner

Il vento del Texas

IL VENTO DEL TEXAS (Texas Wind)
di James Reasoner
ed. Meridiano Zero
Traduzione di Marco Vicentini

Francamente non so da che parti tiri il vento del Texas, se mi scotti le chiappe da est oppure mi faccia colare il naso da ovest. Sta di fatto, però, che io guardo in quella direzione, verso ovest, anche se da quando è stato scoperto che il mondo è rotondo comprendo come il mio immaginarmi il Texas di là, sulla sinistra, sia solo frutto della tirannia della cartografia. E proprio da quelle parti che di buona letteratura se ne sforna a iosa, viene il nuovo, piccolo gioiellino portato nelle librerie italiane dalla Meridiano Zero: Il vento del Texas di James Reasoner.

“Mi fermai di fronte al quadro più grande, il magnifico A Dash for the Timber. Mentre osservavo come Remington aveva rappresentato la disperata corsa per sfuggire all’inseguimento degli indiani, riuscivo quasi a sentire il mio subconscio che continuava a lavorare, analizzando e catalogando ogni sfaccettatura del caso, cercando di trovare qualcosa, qualunque cosa, che potesse essermi sfuggita” [pg. 162]. Non c’è altro modo per pensare ad una copertina adatta per questo libro se non immaginandoselo avvolto all’interno della riproduzione di un bel quadro di Frederic Remington, l’autentico cantore per immagini di un’epoca al tramonto quale fu il West, rimasto però vivo nell’immaginario collettivo fino ai giorni nostri. Tra le pagine di questo breve romanzo datato addirittura 1980, soffia gelido il vento che si infila sotto gli abiti di una famiglia bene della piccola provincia texana di trent’anni fa. Cody, un investigatore privato, viene infatti assoldato dalla ricca moglie di un uomo d’affari per indagare, in gran segreto, sulla scomparsa della figlioccia. Inizia così un percorso che tra mazzate e revolverate porterà Cody ad esplorare gli angoli bui di un ambiente in progressivo disfacimento.

Il romanzo di Reasoner scorre, pur nella sua brevità e rapidità, sul continuo filo dei ricordi, malcelando una insopprimibile nostalgia per un mondo che si sta spegnendo come un caminetto non più curato. Oltre all’indagine che segue la propria, doverosa strada, e una storia d’amore con una bella rossa, perché le pupe del vecchio noir hanno tutte questa peculiarità estetica, l’autore texano infarcisce il proprio racconto con una infinita serie di pennellate volte a tratteggiare in proprio mondo lanciato verso la pensione. I quadri dell’amato Remington, allora, già passati in termini di temi, lo diventano anche dal punto di vista estetico e vanno, conseguentemente, rottamati. La vecchia, gloriosa balera del paese deve andare e fare posto per una ben più redditizia discoteca, con tanto di luci stroboscopiche e divanetti per zoccole e affini. Le stalle sono solo vecchi ruderi in rovina, con le cisterne vuote o piene di fango e detriti e i tetti che vengono giù. Gli uomini d’affari trattano petrolio e non più cereali o quarti di manzo. Rimangono solo, come spettri di una ghost town, le sempiterne corna di longhorn, la razza locale di vacca, quasi un trofeo da appendere sul muro a ricordarci quello che eravamo.

A Dash for the Timber

Alla fine il delitto segue sempre le vie che gli sono proprie per spargere dolore e morte e anche nella provincia di un Texas conservatore e perennemente vestito con un completo giacca e cravatta fuori stagione, figli di puttana, ladri, mafiosi e delinquenti vari trovano il proprio guano entro cui sguazzare. Il vento del Texas è quanto di meglio il caro hard boiled vecchia maniera possa offrire, un tassello imprescindibile per chiunque ami questo genere e la sua storia, per chiunque ritenga il genere non un confine ma una frontiera.

“- Be’, mi sembravi un uomo interessante con la passione per l’arte del West. Quando ti ho conosciuto meglio, ho visto che eri anche intelligente. E con un fondo di tristezza.
– Siamo tutti tristi, ogni tanto.
– Per motivi personali, forse. Non per le sorti del mondo. E comunque non tutti.” [pg. 163]

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2 pensieri su “Il vento del Texas – James Reasoner

  1. Vitandrea in ha detto:

    L’ho letto, mi è piaciuto. Anche se non mi ha esaltato. Punti a favore: ritmo spedito e poche chiacchiere e molta azione; belle anche le riflessioni finali, sul sentimento che ha scatenato tutto il casino. Contro: personaggi tagliati con l’accetta, ci si affeziona poco. Per essere del 1980 si mantiene in forma, però.

    • Io ho trovato eccezionale l’atmosfera da “tempo, epoca che sta finendo”, come i quadri di Remington, e il non farlo tramite pistolottoni, ma grazie ad una esaltazione del dettaglio, della sfumatura. E’ un continuo rimando a una velata malinconia di chi vede il proprio mondo passare e fare posto. Forse questa è anche una ipotetica risposta alla tua critica sui personaggi o a una trama che si intuisce ben presto. Però il noir deve soddisfare anche senza stupire o sorprendere e l’ambientazione e le sensazioni da questa mediate sono, a mio avviso, i veri protagonisti del romanzo.

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