Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Sotto un cielo cremisi – Joe R. Lansdale

Sotto un cielo cremisi

SOTTO UN CIELO CREMISI (Vanilla Ride)
di Joe R. Lansdale
ed. Fanucci
Traduzione di Luca Conti

Quanto sarà rimasto lì, sul comodino della mia stanza sotterrato dall’ormai proverbiale pila di prossime letture? Un anno forse, magari qualcosa meno. Non so. So solo che mi succede sempre più spesso: una lettura che sono certo riuscirà a farmi godere come un riccio in calore viene da me continuamente procrastinata, rimandata di settimana in settimana. Oggi non la inizio perché ho troppo lavoro da fare e sarei troppo stanco per godermela, domani neppure perché prima devo fare la spesa, andare in Posta e a innaffiare le piante alla signora Mariuccia. Il prossimo weekend? Niente, devo iniziare a preparare un esame e questa non me la voglio bruciare così. E i giorni passano, il tempus fugit.

È successo per Sotto un cielo cremisi di Joe R. Lansdale, un autore che, libro dopo libro, sta diventando uno dei miei preferiti, uno capace di ammonticchiare parole in fila e di farmi esclamare: <<Cazzo di un Lansdale, questo avrei voluto scriverlo io>>. Dai, parliamoci chiaro: quando si manifesta lapalissiana la grandezza di uno scrittore? Quando voi lettori iniziate a rodervi dall’invidia, iniziate ad ardere in una forma di autocombustione interna che vi prende prima la bocca dello stomaco in un moto inesauribile di iperacidità per poi spostarsi, piano piano, un po’ più giù dalle parti del vostro intestino crasso, zona sigma del colon. Allora state leggendo un grande o, almeno, un grande per voi. Quando si parla di arte, la critica non è mai veramente così importante come chi di critica vive potrebbe pensare. De gustibus. De gustibus.

E allora passa che ti ripassa e Sotto un cielo cremisi rimane lì, soffocato da una miriade di incombenze e di priorità. Io lo so che quei minchioni di Hap&Leonard, ormai una sorta di marchio di qualità, mi faranno capottare sul divano o sul sedile del treno. Io lo so e quindi me li tengo lì in caldo fino a quando la lettura delle loro fanfaronate non diventa un qualcosa di improcrastinabile. Come un attacco di diarrea. E questa avvisaglia ha le sembianze di Devil Red, l’avventura che segue Sotto un cielo cremisi. Posso recensire l’ultimo capitolo senza averne prima letto il penultimo?

Hap se ne sta lì nel lettuccio caldo con la sua Brett, una in grado di sparare a un nano da circo e di prendere a calci nei coglioni un energumeno grosso così, quando quel rompiballe di Leonard gli viene a bussare alla porta con il vecchio, comune amico Marvin Hanson. Marvin ha un problema: la sua nipotina si è trasferita da uno spacciatore che, quando non spaccia, la corca di botte. Ad alcune donne piace così. Nonno Marvin è comprensibilmente preoccupato per le sorti della pulzella e se non avesse ‘sta gamba rigida gliela farebbe vedere lui a quel cornuto e alla sua cricca di sbarbati fancazzisti. Garantito al limone. Però, la gamba. E chiede un piccolo aiuto ai due soci che, essendoci in vista guai, problemi, sparatorie e tragedie di ogni sorta e fattezza, ovviamente, accettano. E, naturalmente, tutto finisce in un immenso puttanaio. I due, seppur avanzando a passo spedito verso la mezz’età, menano che è ancora un piacere. Già che ci sono pensano bene anche di gettare nel cesso qualche etto di cocaina pronta allo smercio. I due, e neanche Hanson, non sanno però a chi appartiene quella droga: la Dixie Mafia, un gruppo di grandissimi figli di puttana che non ci pensano due volte a fare secco chi mette loro i bastoni tra le ruote. Inizia così una sarabanda di fucilate, inseguimenti e scazzottate da far leccare le dita anche al lettore più pudico ed emotivamente impostato fino al finale, che è un nuovo inizio, in cui fa la sua comparsa un personaggio che, probabilmente, ci accompagnerà per molto tempo: l’implacabile killer Vanilla Ride, da cui il titolo dell’edizione americana, incomprensibilmente mutata in quella italiana (anche se la meravigliosa copertina sana, parzialmente, questa sbucciatura).            

Sotto un cielo cremisi, anche se il giudizio potrebbe essere tranquillamente esteso a tutta la serie di Hap&Leonard partorita da Lansdale, è uno di quei libri da regalare a un ragazzino per farlo innamorare della lettura e della parola scritta, una di quelle opere da far urlare come la pornostar più scafata anche la monaca di clausura più casta e pudica. Lansdale è la narrazione. Lansdale è la letteratura di genere. Hap&Leonard? Mi fanno semplicemente impazzire.

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37 pensieri su “Sotto un cielo cremisi – Joe R. Lansdale

  1. Vitandrea in ha detto:

    Sai, ho provato anch’io la stessa sensazione di invidia nei confronti di Lansdale e della sua scrittura quando lo scoprii, leggendo di seguito Il mambo degli orsi e Bad chili: capii che sarebbe diventato uno dei miei autori preferiti.
    E la lettura improcrastinabile come un attacco di diarrea è degno del miglior Lansdale 🙂

    • Grazie Vitandrea, lo sai che miglior complimento non potevi farmelo! Eheh… A proposito, hai già prenotato il posto per la presentazione a Genova di Devil Red? Rimanendo su Sotto un cielo cremisi, forse ha ragione qui sotto Matteo, però, vacca boia, a me questo mi spacca ogni volta, mi diverte troppo! Sarò prevenuto, avrò un pregiudizio positivo, ma anche questo libro me lo sono tenuto da parte quasi un anno e bevuto in due serate. Poi voglio vedere se Hap se la tromba a Vanilla Ride!!!!!

  2. Valter in ha detto:

    H&L fantastici protagonisti di romanzi che ho amato tantissimo; di Lansdale ho letto quasi
    tutto (non i racconti e mi sa che devo rimediare, ma col racconto non vado d’ accordo, preferisco il romanzo)
    Sulla lettura improcrastinabile……. sono d’accordo con Vitandrea 😀

    • Ragazzi, qui devo offrire birra a tutti, mannaggia a voi, lo fate apposta, eh? Sarà l’arsura, l’arsura… 🙂 Valter, rimedia anche i racconti, magari butta un occhio ai commenti in calce al post su Altamente esplosivo, il qui sopra Vitandrea è uno degli esperti mondiali di Champio Joe.

      A tutti: posso permettervi di consigliarvi un gioiello ignorato come I corpi neri di Shannon Burke (ISBN)? Non centra un cazzo con Lansdale, ma mi è venuta così… 🙂

      • E fai bene Shannon Burke splendido, così come il fantastico Galveston di Pizzolatto e so di sfondare una porta aperta, eh eh, anche The Getaway Man di Vachss è stupendo!

      • Ah a proposito recuperatevi assolutamente BAD CITY BLUES e IL FINE ULTIMO DELLA CREAZIONE di quel genio di TIM WILLOCKS, non dovete perderli per nessun motivo!

  3. Lansdale è uno dei più grandi autori degli ultimi trent’anni e non certo di solo noir visto i tantissimi generi che sviscera e mescola come un sapiente alchimista. Ciononostante questo libro della serie è piuttosto deludente un po’ stiracchiato, con una storia letta almeno altre tre o quattro volte nella serie, molto meglio “Il Mambo degli orsi” o “Una stagione selvaggia” o “Rumble Tumble” con Hap e Leonard. Il nuovo sto per cominciarlo e i nuovi ingredienti che Joe pare averci infilato promettono molto bene.

    Ciò detto Champion Joe ha cambiato il modo di scrivere le storie e ha firmato almeno una quindicina di grandi romanzi, penso a “In fondo alla palude” e “Il lato oscuro dell’anima” tanto per dirne un paio, ma poi c’è il ciclo del Drive in o “Batman la lunga strada della paura” quindi…un genio.

    MS

    • A me, comunque, ha divertito un sacco lo stesso, Matteo, Hap&Leonard sono due vecchi amici che anche se ti raccontano le stesse cose – che poi non sono sempre le stesse, dai – ti fanno piegare dal ridere. Poi Lansdale è un Maestro un po’ in tutto, ma nei dialoghi e nella descrizione di sparatorie e scene d’azione si supera sempre, è forse inarrivabile. Io ho trovato, invece, Una stagione selvaggia un po’ più esile, anche se essendo il primo capitolo della serie ha il suo perchè.

      Devil Red l’ho quasi finito e, in effetti, si discosta abbastanza dagli altri romanzi. Considera che per quasi 200 e passa pagine non sparano neanche un colpo e spaccato solo una mano e un ginocchio, tra l’altro nei due capitoli che ho pure anticipato su Pegasus Descending. Hap è molto più riflessivo, cerebrale, la storia è incentrata su un’indagine che strizza l’occhio al giallo classico, al procedural. Non so perchè ma mi ricorda, per tutta una serie di motivi, il film Gli spietati. Credo che sarà un libro che spiazzerà e riceverà molti commenti negativi su aNobii – per la gioia di Luca Conti 🙂 -, mentre io lo ritengo, come Gli spietati, appunto, una nuova partenza in grado di rendere Hap&Leonard ancora più umani e, per quanto mi riguarda, affezionati.

      • Andrea, io sono in sostanza d’accordo con Matteo – ne abbiamo anche parlato, si questa cosa – e credo che “Sotto un cielo cremisi” non sia il più riuscito tra gli Hap & Leonard (mai, comunque, quanto “Capitani oltraggiosi” che è proprio brutto).

        Ciò detto, dopo aver lavorato anche su Devil Red, la mia opinione si è leggermente modificata: “Sotto un cielo cremisi” è l’inizio di una nuova fase della carriera dei due sciagurati, meno scazzata e più riflessivo-malinconica, e come tale dev’essere visto in prospettiva. La lettura di “Devil Red,” in effetti, serve a riaggiustare un po’ le impressioni lasciate dal romanzo precedente. I nostri due amici stanno invecchiando, specialmente Hap, e le loro avventure hanno preso una piega crepuscolare che all’inizio può lasciare sconcertati.

  4. ok ok io amo Lansdale, ho letto tanto di lui non tutto, mi piaceva sparare una punzecchiatura ogni tanto eh eh

    • Eheh, devi poi assolutamente farmi sapere che ne pensi di questo Devil Red, perchè per quanto Lansdale sia Lansdale io ci ho trovato delle gustose novità, un’evoluzione dei personaggi che prima non avevo percepito nei precedenti lavori… e comunque fai bene a punzecchiare, qui ci si diverte un sacco con le punzecchiature!! 🙂

      • Vitandrea in ha detto:

        Io punzecchio allora su Capitani oltraggiosi, lì sì che Lansdale mi è sembrato scarico, tranne i momenti in crociera.

      • Sì ragazzi cominciato Devil Red, concordo con tutti voi, devo dire però in generale che quello di Devil Red è un Lansdale molto più in palla, lucido, con uno dei migliori attacchi letti negli ultimi due anni, pulp e lirismo insieme, pura gioia di lettura…Conti ai suoi massimi livelli espressivi va detto!

  5. @Matteo: Willocks me lo avevi già consigliato, ma sono stato un po’ discolo e non l’ho ancora recuperato, ma devo sicuramente provvedere al più presto, tu lo sai che i tuoi consigli per me sono vangelo! Con Burke e Pizzolatto, beh, sì, sfondi un portone abbattuto e fatto a trucioli, sono le due grandi sorprese da lette d’Oltreoceano quest’anno, due scrittori di una bravura da far paura. Per Burke credo che le vendite – dati aNobii – siano andati benino, mentre il povero Nic è stato colpevolmente snobbato, l’abbiamo letto in quattro gatti, la metà dei quali orbitanti intorno a Pegasus Descending, visto che non ne ha parlato un cazzo di nessuno, nonostante sia un Mondadori. Ma qui torniamo al discorso da te fatto in calce all’intervista di Custerlina.
    The getaway man, invece, – e so di essere una pecora nera – non mi ha entusiasmato – Luca (Conti), per favore non prendermi a calci nel sedere! 🙂 -, l’ho trovato un mero esercizio di stile, senza pathos, senza emozioni o sussulti. Ma so d’essere l’unico a pensarla così, però…è così!

    • Vitandrea in ha detto:

      Ahah! Ancora la disputa su Getaway man! Anche per me fra le letture migliori dell’anno, con La pattuglia dell’alba, Cattive abitudini e Drood! (in attesa di Devil red..)

      • Di Nisbet, la sua cosa migliore che ho letto, è sicuramente Iniezione letale, a mio avviso un autentico capolavoro. In questo 2010 ho poi amato alla follia Piccoli crimini di Zeltserman, magnifico, così come La legge di Fonzi del nostro Omar Di Monopoli o Anche i poeti uccidono di Gischler, sicuramente superiore a La gabbia delle scimmie. Vabbè, poi i già citati Shannon Burke e Nic Pizzolatto. Di Burke ho una intervista da tradurre, spero di trovare il tempo e le energie per farlo preso e sottoporvela nel più breve tempo possibile. Vorrei poi sottolineare un libro uscito da pochissimo per la Meridiano: Il vento del Texas di James Reasoner. Altro che The getaway man! 🙂

        Non posso raccogliere su Capitani oltraggiosi non avendolo letto!

  6. Vitandrea in ha detto:

    Il vento del Texas, del quale ieri ho letto l’incipit in libreria, lo comprerò con Devil red. Avevo dimenticato Gischler e Di Monopoli! Belle letture anche quelle, spero davvero in altre traduzioni del primo, che potenzialmente può diventare uno dei miei preferiti, del secondo devo recuperare i primi libri.

    • Allora, di Gischler sta per arrivare un botto di roba: ad inizio 2011 dovrebbe uscire The Deputy (credo) per la Meridiano – credo tradotto ancora da Luca Conti -, mentre per Newton Compton dovrebbero essere in arrivo un paio di suoi romanzi con vampiri, non hard boiled o noir, diciamo. Nella prima settimana di ottobre, invece, sarà in edicola e nelle fumetterie un Punisher max con una storia completa sceneggiata da Gischler più altre storie più brevi sceneggiate, tra gli altri, anche da Swierczynski. Di questo hai letto il suo ottimo Uccidere o essere uccisi (NewtonCompton)? Ti piacerà sicuramente se non l’hai ancora letto, fidati. E’ un peccato, però, che non sia stato tradotto niente d’altro di suo. Purtroppo non so darti notizie più fresche da casa Newton perchè è difficile comunicare con loro, non mi cagano, non rispondono alle mie mail. Adesso provo a scrivere loro di nuovo, vediamo se è la volta buona.

      Omar Di Monopoli so avere un romanzo più o meno finito, comunque in rampa di lancio. Spero che esca già nel 2011, ma non so.

      Fammi poi sapere cosa ne pensi del Reasoner, ok?

      • Ma avete preso il Deadpool uscito ad agosto e di cui esce la seconda parte il 7 ottobre insieme al Punisher Max? GODURIA PURA.

      • Vitandrea in ha detto:

        Sapere di nuovi Gischler in arrivo non può essere una buona notizia! E infatti mi sono fiondato a leggere la quarta di copertina statunitense di The Deputy. Speriamo bene anche per i romanzi vampireschi! So che scrive per Punisher e Deadpool, ma ormai di fumetti non ne leggo più da tempo, non ho letto nemmeno quelli sceneggiati da Lansdale (Laggiù nel profondo e Le ali dell’inferno), solo sfogliati in libreria. Il libro di Swierczynski lo conosco, anche se non l’ho letto la trama mi è sembrata davvero assurda…

      • Vero, Vitandrea, la trama di Uccidere o essere uccisi è assolutamente assurda!! Però godibilissima, una delle cose più pulp lette negli ultimi due anni. Se ti capita leggilo…Pure io sui fumetti sono meno ferrato che sui romanzi, però il Punisher Max di Gischler lo voglio prendere, poi essendo una storia autoconclusiva è ok (a differenza del mio italiano…)

      • Vitandrea in ha detto:

        Ah, tra l’altro volevo dire a Matteo Strukul che su Facebook sono membro del gruppo su Gischler che gestisce. Complimenti! Non manco mai di seguirlo per leggere tutto il materiale che pubblichi. E dico anche Gischler è stato molto gentile ad accettare la mia richiesta di amicizia su Facebook (come lui Elmore Leonard) 🙂

      • @Vitandrea: Swierczynski è un grandissimo, ho letto tutti i suoi libri: Uccidere o essere uccisi è assurdo, estremo, esagerato, delirante, da un certo punto di vista Swierczynski spinge più di tutti sul crossover – pulp+nero+fanta+adventure+horror – però ne viene fuori una miscela altamente originale e esplosiva eh eh, secondo me il suo libro merita di essere letto perchè sperimenta qualcosa di nuovo. Grazie per la tua adesione al gruppo di Gischler che è secondo me il nuovo Lansdale. Opinione mia è chiaro, però Joe era abbasanza d’accordo con questa affermazione. THE DEPUTY è pura adrenalina. Ma anche i due titoli per Newton sono splendidi.
        @Pelf: dai una possibilità a Deadpool, la miniserie sceneggiata da Gischler è fenomenale, negli States ha avuto talmente tanto successo che è già in Hardcover e poi anche in Italia sta spopolando, sono passato ieri in fumetteria e i miei amici del PANSTORE mi hanno detto che questo mese era nei primissimi posti in classifica come vendite, insidiando i Manga, incredibile!

  7. Dunque partiamo dal presupposto che SWIERCZYNSKI è un genio uno che fa crossover alla grandissima, il mio sogno, inutile dirlo, è di vedere Duane – che detto fra noi ha appena firmato per Mulholland (imprint Little, Brown) per una trilogia – tradotto da Luca (Conti, Conti ecchissennò?) del resto la non buona traduzione di Uccidere o essere uccisi ha a parer mio nuociuto ad uno degli autori più interessanti della nuova generazione americana insieme a Victor Gischler e a un altro autore che pubblicheremo l’anno prossimo e che è una delle cose più pulp ed estreme che vi sia mai capitato di leggere, comunque raga stiamo lavorando per voi eh eh, intanto, insisto, qualcuno si compri Pyres di Derek Nikitas – in originale bastardi – e goda. Zeltserman è un grande (Pelf ti sei letto L’occhio privato di Denver? Che abbiamo pubblicato qualche anno fa?) vorrei anche più CHARLIE HUSTON altro fenomeno e magari anche JD RHOADES, a questo punto se vi fate due conti dovreste aver capito chi è il fenomeno dell’anno prossimo, a parte GISCHLER che francamente è di una spanna sopra tutti secondo me, ma vedrete che l’altro autore non sarà da meno. E il suo nome è…ooops ho un cinghiale sul fuoco!

    • Matteo, spento il cinghiale? Io butto lì un Charlie Stella…anche se è del 1956 ma da noi non tradotto. L’altro giorno in libreria ho visto il suo ultimo lavoro, Jonnhy Porno, ma temo di non essere così bravo con l’inglese per godermi appieno una versione originale… sig sig…

      Comuqnue aspetto con trepidazione questa nuova bomba targata Meridiano Zero. L’occhio privato di Denver non l’ho letto, anche se credo che sia un bel po’ difficile da recuperare. Ibs.it non ce l’ha, ad esempio.

      Quella delle traduzione è una questione annosa: che Luca sia il numero 1 non lo scopriamo certo ora e quello da lui tradotto è sempre al top. Degli altri ti devi fidare, soprattutto quando non conosci la versione originale e non padroneggi la lingua straniera così tanto bene da apprezzarne sfumature etc. Di Uccidere o essere uccisi ha nuociuto molto, anche, l’assenza di campagna stampa e pubblicità, cosa che non sembra molto interessare la Newton. E così quello scrive e a noi non arriva più un cazzo di niente.

      Deadpool, francamente, non è un personaggio che mi attira granchè e il mio amico esperto di Marvel non lo legge neppure lui, quindi manco me lo sono potuto far prestare. Comprerò sicuramente il Punisher Max, però, con la gente che l’ha sceneggiato non può sfuggirmi!! Arg!

  8. Andrea, guarda che un bel romanzo di Charlie Stella “(“Mafiya”) è uscito l’anno scorso nel Giallo Mondadori.

  9. Avete letto Mark Yoshimoto Nemcoff? Geniale.

  10. @Matteo: guarda, dopo che ho letto stamattina il tuo commento su Deadpool mi avevi già incuriosito e mi sono già fatto un giro on line sul sito della Panini-Marvel. Ora la mia curiosità è cresciuta ancora di più, anche se non so se riesco più a beccarla la prima parte – porca vacca – è uscita ad agosto, se non sbaglio, figurati se la trovo ancora! Comunque con la Marvel non capisco mai un cazzo, il mio amico Matteo, un fan della Marvel, è due anni che cerca di spigarmi serie, eventi, universi e balle varie, ma niente, non mi entrano in testa, non riesco a capirci una mazza. E’ un mio limite, lo so, ma è così.

  11. @Matteo: ok socio, prenotato Deadpool e pure il Punisher Max, poi recensione. Speriamo non deludano le aspettative!

  12. @Pelf: stai tranquillo vecchio mio guarda che in fumetteria il Deadpool di agosto lo stratrovi mal che vada lo ordini e poi rasserenati la storia in due parti è autoconclusiva ti dico solo due parole giusto per darti un’idea della follia pulp di Victor: la storia racconta di come Deadpool venga incaricato di recuperare l’arma batteriologica più terrificante dell’orbe terracqueo…la testa zombificata di Deadpool che proviene da un universo parallelo e minaccia di distruggere la terra…capisci che siamo in piena follia, ma capisci anche che non puoi perdere una cosa del genere, devi assolutamente procurarti il primo volume credimi MI RINGRAZIERAI si tratta di Gischler ai suoi massimi ivelli espressivi di demenza totale.
    La storia ha avuto un tale successo negli STATES da andare dritta in volume hardcover per aver sbaragliato qualsiasi record di vendite di Deadpool di sempre! Fatti un regalo e consigliala a tutti. Per Punisher, be’ la storia è meravigliosamente crudele e idisegni di Parlov fanno il resto!

    • Prenotato tutto, mercoledì dovrebbero arrivare sia la prima parte del Deadpool sia il Punisher Max, così mi metto in pari con il nostro. Tienimi aggiornato sui fumetti in uscita che vale la pena leggere, sei molto più informato di me, ma ho tutta l’intenzione di mettermi sotto e imparare quello che non so! Grazie socio!

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