Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Altamente esplosivo – Joe R. Lansdale

Altamente esplosivo

ALTAMENTE ESPLOSIVO – 10 Racconti inediti
di Joe R. Lansdale
ed. Fanucci
Traduzione di Luca Conti

Joe R. Lansdale ha ragione da vendere nell’introduzione alla sua ultima raccolta di racconti pubblicata in Italia, Altamente esplosivo: “Niente mi attizza di più di una bella raccolta di racconti, e se c’è una cosa che mi ha sempre stupito, dato l’impatto che il lavoro e gli impegni familiari esercitano oggigiorno sulle nostre vite, è come il racconto non sia diventato il genere letterario più diffuso, invece di quei mallopponi capacissimi di schiantare un bue, se gli cadono addosso. Sulla carta, per come la vedo io, non dovrebbe esserci niente di più piacevole della comoda lettura di un buon racconto, anche soltanto uno al giorno, piuttosto che essere costretti ad aspettare le vacanze estive o un viaggio in aereo per spararsi, una o due volte l’anno, un romanzo di ragguardevole stazza.”

Io sarei anche più drastico del nostro Champion Joe. Con tutte le ore che ci vengono fottute alla vita tra spostamenti coi mezzi pubblici per andare a lavorare, file in Posta, al supermercato, dal dottore della mutua e dal becchino, beh, non riesco ancora a non stupirmi come la lettura in generale, tanto di racconti quanto di romanzi, sia una pratica esercitata assiduamente ancora da così poche persone. E che fanno, quelli che non leggono neanche l’oroscopo, in tutte quelle ore letteralmente fottute al vivere? Muoiono un po’.

E poi c’è un’altra cosa tristissima che sento spesso dire in giro: non è che io non legga perché non voglio leggere o non mi piace leggere, per carità, è solo che non ho tempo. È solo che non ho tempo. Rabbrividisco sempre per questa triste frase. Presumo che la mancanza di tempo sia quasi, o del tutto, imputabile al lavoro e agli impegni a questi connessi. Quindi, la famelica raccolta del pane quotidiano, oltre a non farci vedere i nostri figli crescere, a non farci avere un hobby da coltivare, a farci passare i tot anni che ci sono dati da vivere perennemente incazzati o depressi, ci frega pure una componente prettamente umana, quel qualcosa che ci rende quello che siamo: la nostra fantasia, la nostra capacità di astrazione e di immaginare storie che non esistono, ma che ci sono. Nessuno mai riflette sulla portata di questa tragedia dell’umanità. Siamo qui a rincorrere qualche decimale di PIL trascinati sott’acqua da un vortice fatto di cose e oggetti da cui non è più possibile uscire. Abbiamo i soldi, la casa e una macchina nuova ogni tre anni. Ma ci manca la nostra umanità e il ritmo lento, prerogativa della lettura, che ci fa assaporare questo nostro finito scorrere.

Io ho manifestato spesso la mia preferenza per la forma narrativa del romanzo a dispetto di quella del racconto. Tale preferenza non è tanto dovuta, credo, a seghe mentali e a fini ragionamenti di carattere stilistico, bensì all’esperienza personale di lettore. È difficilissimo trovare racconti da ko, mentre in romanzi anche mediocri è sempre possibile riscontrare qualche aspetto positivo, seppur minimo o flebile. Ci sono racconti come il “Big Midnight Special” di James Lee Burke che sono capolavori assoluti della letteratura, ma per scovarli è necessario leggere almeno cento pessime, scialbe cose.

In questa miriade di racconti e raccolte di scarsa qualità il già citato Altamente esplosivo di Lansdale spicca come un faro nella nebbia. Escludendo alcuni racconti brevissimi – “Sorveglianza”, “Il gigante.Una favola” e “La cosa venuta dal mare” – poco convincenti, i restanti sette brevi lavori sono godili quanto lo può essere un’inaspettata sveltina con un’avvenente collega di lavoro durante la pausa pranzo. I racconti, scritti nell’arco di trent’anni di carriera, spaziano in tutti gli ambiti narrativi e di genere esplorati dallo scrittore texano. Con “Appuntamento al drive-in” e “I diavoli della polvere” i protagonisti sono una genia ben conosciuta, letterariamente, da Champion Joe: fottuti bastardi fuori di testa e gangster con il grilletto facile. “L’albergo dei gentiluomini” è una piccola, rapidissima ed estremamente movimentata perla di weird western, in cui il protagonista, tra fantasmi e prostitute, deve vedersela con un branco di lupi mannari affamati. Sempre all’interno del genere western si sviluppano “Mulo bianco, maiale pezzato”, una sorta di favola sull’amicizia e la diversità raccontata attraverso lo stile Lansdale, e “Hide and Horns”, un western più classico fatto di inseguimenti e sparatorie e, forse, pure il racconto preferito da chi vi scrive in questo momento, un piccolo pezzo di bravura il cui protagonista, un ex soldato nero con una mira infallibile, avrebbe meritato ben più pagine a lui dedicate. Il “Re delle Ombre” è un horror fatto e finito, genere che non amo moltissimo ma che non manca di incuriosirmi, soprattutto quando affrontato da un genio del raccontar storie. Vi compare una vecchia conoscenza per i lettori di Lansdale, quel Signore del Rasoio che vi farà guardare con sospetto quell’arnese che tenete in mano mentre vi state facendo la barba o depilando le gambe e le ascelle sotto la doccia. Infine una manciata di pagine inattese da uno come Lansdale, erroneamente: “Una lunga giornata morta”, un racconto di sci-fiction che strizza l’occhio a Richard Matheson, ma in cui l’autore inserisce un elemento magnificamente struggente capace di toccare la parte più sensibile anche dell’animo maggiormente indurito dalle brutture quotidiane.

Insomma, aveva ragione Niccolò Ammaniti quando avrebbe voluto consigliare a un analfabeta di imparare a leggere solo per poter scoprire Lansdale. In quest’epoca in cui prospera un insopportabile e dannoso analfabetismo di ritorno, il lavoro di Champion Joe potrebbe essere il giusto antidoto per metterglielo un po’ in culo alla tv idiota e alla Playstation tiranna. Sorseggiatevi un racconto per volta, uno al giorno, lentamente, di Altamente esplosivo e poi prendetevi un Hap&Leonard a caso: il vostro respiro vi sembrerà un po’ più leggero. Garantito al limone.

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16 pensieri su “Altamente esplosivo – Joe R. Lansdale

  1. Vitandrea in ha detto:

    Bella recensione per un bel libro. Bello il paragone con la sveltina… E sottoscrivo il rifiuto per chi dice di non avere tempo, che ce n’è in abbondanza, ma non si sa come utilizzare.

    • Avevo fatto un conto della serva: anche riuscendo a dedicare solo un’ora al giorno, anche a pezzi, alla lettura, si possono leggere una cinquantina di pagine/die. Significa un romanzo medio a settimana, Drood a parte…E così via. Però molti preferiscono stare lì a bestemmiare mentre fanno la fila in posta oppure cercare di passare avanti a donne incinte e invalidi di guerra alla loro cassa prioritaria al supermercato. Peggio per loro, ognuno spreca la propria vita come preferisce! 🙂

      • Vitandrea in ha detto:

        A proposito di Drood… l’ho finito. E l’ho trovato favoloso, credo di averlo letto in meno di due settimane. Ne riparliamo.

  2. Ne riparliamo sicuramente di Drood, del quale mi spaventa non poco la sua mole… brrrr … Tornando ad Altamente esplosivo, ho fatto un giro tra i commenti su aNobii e ho visto che l’hanno massacrato! Boh, sarà che Lansdale mi piace un sacco, ma io ho comunque trovato sette lavori su sette di notevole livello, altro che narrativa breve!

  3. Su aNobii, assieme a molti commenti intelligenti, girano pure una valanga di stronzate.

    • Certo, hai ragione, però aNobii è la voce del lettore e sarebbe interessante capire perchè così tanti commenti negativi su un libro, a mio avviso, molto bello. Ho detto spesso che non amo i racconti, anche se forse devo correggermi: non amo i brutti racconti. E ce ne sono tanti in giro, è difficilissimo scriverne di veramente buoni. Lansdale, in questa raccolta, ne ha inseriti almeno sette ottimi, gli altri tre, invece, mi hanno convinto meno. Ma le cose scritte da tanti anobiani proprio non le comprendo…

      • Perché con certi autori i lettori si trasformano in fan e perdono il buon senso. Questa raccolta era stata annunciata come completamente inedita e invece contiene un racconto già apparso in “Maneggiare con cura.” Purtroppo Lansdale non se n’è accorto, l’editore neanche e, per finire, neppure io (anche se dalla selezione iniziale fatta da Joe ne avevo scoperti altri due a loro volta già usciti). A giudicare da molte reazioni, sembrava quasi che l’editore avesse deliberatamente truffato i lettori (e nessuno ha comunque considerato che il racconto era stato ritradotto, secondo me con risultati migliori della vecchia traduzione). Bah.

  4. Vitandrea in ha detto:

    Per scherzo: l’unica cosa che non mi piace di Altamente esplosivo è che i racconti siano solo dieci.
    Seriamente: sarebbe bello avere antologie più corpose, penso a quella dei racconti di western di Leonard. Tutti in un colpo e bam! Collezione completa.
    Credo sarà impossibile avere lo stesso per Lansdale, ormai tira troppo. Oggi pomeriggio ho visto in libreria una nuova edizione di L’ultima caccia: una ristampa, ma costa più (un euro) della prima edizione!
    Andrea, se ti è piaciuto L’albergo dei gentiluomini, recupera La morta ci sfida (Dead in te west), ti diverterai da matto.

    • Vitandrea, il guaio è che Lansdale ha scritto centinaia di racconti, a differenza di Leonard che, in proporzione, ne ha scritti molto pochi. Dovrebbe essere Joe il primo a cercare di raccoglierli in maniera organica, ma ho il sospetto che sia un lavoro improbo anche per lui…

      • Vitandrea in ha detto:

        Sì, ho dato un’occhiata alle raccolte statunintensi di Lansdale, sono tantissime, e tantissimi sono pure i racconti che contengono. Pazienza: tanto per me l’importante è riuscire a leggerne quanti più possibile 🙂

    • L’ultima caccia non è un racconto per ragazzi? O forse ricordo male… La morte ci sfida vedrò di recuperarla sicuramente, il weird western mi intriga e diverte, anche se il classico western rimane il mio preferito…

      • Vitandrea in ha detto:

        Eheh, no, non è un racconto per ragazzi. E’ un racconto CON ragazzi (i due protagonisti, tra l’altro, hanno anche un cammeo in “In fondo alla palude”). Ed è una storia con il suo fascino.

  5. Una svista è una svista, la truffa è una truffa. Comunque molte delle critiche non sono rivolte a questa piccola pecca – il racconto già pubblicato, anche se ritradotto – ma proprio ai racconti, alla loro qualità e alle capacità dello stesso Lansdale. Per carità, non c’è scritto sulla Costituzione e sulle tavole della legge che Lansdale debba per forza piacere, però dire che i suoi racconti sono “insignificanti” o “spazzatura” o michiate varie e simili che ho letto ce ne passa… Poi i fan dovrebbero fare, appunto, i fan, io sono tra questi e magari il mio spirito critico è un po’ annacquato con il suo lavoro – come con quello di zio Clint – e però basta saperlo.

    • Vitandrea in ha detto:

      Mi sono sorpreso anch’io alle critiche aspre nei confronti di questi racconti. Curioso, perché al contrario quelli contenuti in “In un tempo freddo e oscuro” sono invece considerati, sempre da molti utenti anobii, eccezionali. A me invece sono piaciuti meno, meno incisivi nelle trame, a parte un paio di eccezioni (Il paginone di nudo nel romanzo Harmony, ad esempio). Andrea, se è ancora in circolazione, recupera anche la raccolta Maneggiare con cura, c’è il racconto di Lansdale che preferisco in assoluto: Nel deserto delle cadillac con i morti (zombie, mondo postatomico, sette religiose pseudo cattoliche e cacciatori di taglie: bastano come ingredienti?)

  6. L’ultima caccia (titolo originale The Boar) è praticamente a cavallo fra racconto lungo/romanzo breve, per lunghezza potrebbe essere una novella, ed è davvero una delle cose più belle scritte da Joe, secondo me, fra l’altro per sua stessa ammissione, durante una recente intervista che gli ho fatto, si tratta di una storia con un forte taglio autobiografico.

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