Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Luna in scorpione – Simone Tordi

Luna in scorpione

LUNA IN SCORPIONE
di Simone Tordi
ed. Il Giallo Mondadori n.3013

Con Luna in scorpione di Simone Tordi, numero 3013 del Giallo Mondadori, si è costretti a scrivere una doppia recensione oppure una recensione sdoppiata. Vedete un po’ voi la modalità che più vi aggrada. Il romanzo di Tordi, nonostante il titolo comune, è infatti un doppio romanzo contenente due testi più brevi. Nell’eterna diatriba tra romanzo breve e racconto lungo, per i testi Nero Luna e Scorpioni nel cervello, propenderei per la prima definizione, stante l’accurata caratterizzazione dei personaggi, vero punto di forza della scrittura dell’autore di questo lavoro.

In Nero Luna il protagonista è un ispettore di polizia marcio fino al buco del culo. Sotto un’apparente parvenza di efficienza e necessaria durezza, Luna e la squadra da lui capeggiata combattono il crimine per alimentare i loro giri loschi. In sostanza la loro è una lotta tra bande per la gestione del territorio. Luna è un figlio di puttana che non esita a far violentare o ammazzare di proprio pugno chiunque gli metta il bastone tra le ruote. Solo l’imbattersi in un caso più grosso di lui, che vede un potente commercialista morto ammazzato nel suo studio, metterà in crisi l’oliato sistema criminale messo in piedi, facendolo venire faccia a faccia con un potere ben più pericoloso di quello che si manifesta con la semplice raccolta di qualche migliaio di euro di pizzo.

Nel secondo racconto, Scorpioni nel cervello, i protagonisti sono un prete psicopatico come don Luca e il commissario Carlo Mattei, il poliziotto che gli dà la caccia tra le strade di Roma cercando di fare lo slalom tra i propri fantasmi. Nell’ombra si muove, infine, un terzo, ignoto personaggio, il Predatore, ennesimo fuori di testa che non trova niente di meglio da fare che squartare preti e mettere loro il cuore in mano. Nessuno dei protagonisti è quello che appare: don Luca, l’irreprensibile parroco sempre pronto ad ascoltare le confessioni di vecchiette libidinose e ragazzine puttane, è in realtà un assassino, cocainomane, trafficante e puttaniere inveterato. Ma solo nel tempo libero, dopo la Messa e l’Eucarestia. Mattei, invece, è il classico sbirro a un paio d’anni dalla pensione, un cinquantenne con una moglie grassa e indolente e tre aborti non voluti alle spalle. E sono proprio quei tre bambini mai nati a infestare le notti insonni del commissario, uno che non ha trovato maniera migliore per esorcizzare il proprio dolore che non sia la costruzione di un solitario altare fatto di bambole e scorpioni nello scantinato buio e umido di un palazzone nella periferia romana. La loro resa dei conti sarà tanto distruttiva quanto inevitabile.

Visto che già so che vi starete chiedendo quale dei due mi sia piaciuto di più, beh, vi levo subito la curiosità: il primo, Nero Luna. Ho forse già espresso in altra sede – anche se ora, pensandoci, mi pare che questa mia considerazione sia contenuta in una recensione che non ho ancora pubblicato. Sarà l’età. – l’idiosincrasia che sto sviluppando nei confronti di serial killer e pazzi assassini in generale. Per tale motivo il racconto delle gesta di un fottuto bastardo come l’ispettore Marco Luna risulta maggiormente convincente rispetto agli ennesimi psicopatici di Scorpioni nel cervello. Tordi, autore anche di decine di puntate di numerose fiction italiane di successo, con la figura di Luna e della sua squadra sembra volersi richiamare con decisione alla serie americana The Shield, ideata da Shawn Ryan, e al suo protagonista Vic Mackey il cui motto, “la squadra prima di tutto”, diventa anche il mantra dei burini di casa nostra. Come Mackey e come gran parte degli ispettori e commissari del giallo italiano e internazionale, anche Luna ha i suoi bravi cazzacci familiari, con una moglie depressa e un figlio che cresce e fa minchiate a raffica. Ad una storia principale che vede Luna seguire le tracce di un maniaco che se ne va in giro ad ammazzare bambine, collateralmente si sviluppano vicende secondarie tra rapine, sparatorie e violenze varie. Il tutto mentre Luna tesse la sua tela malavitosa perdendo di vista il figlio e i suoi problemi, sacrificando tutto in una ottusa ricerca del potere e dell’arrotondamento dello stipendio da ispettore.

Per quanto il protagonista di Nero Luna sia decisamente sopra le righe, con Scorpioni nel cervello l’esagerazione raggiunge il proprio parossismo. Nel secondo racconto del Giallo Mondadori numero 3013 ce ne fosse uno normale. Tordi si addentra in un mondo fatto di follia cieca e incomprensibile, in cui la noia e il conformismo sono due detonatori deflagranti che ammorbano i sottoscala di vite apparentemente comuni e standardizzate, fatte di sorrisi, pacche sulle spalle e “quanto era bravo il mio vicino di casa”. Tutto è, forse, volutamente esagerato, alcuni delitti sono ridondanti, poco efficaci se il loro fine è dirci qualcosa di più sui protagonisti e troppe sono le pagine metafisiche e utilizzate dall’autore per raccontare sogni di questo o di quello. Per gusto personale apprezzo l’estremo realismo, l’ancoraggio solido alla narrazione dei fatti e della realtà, anche in quella che è e rimane la fiction. I sogni e i non detti che dovrebbero celarsi all’interno dei sogni stessi risultano sempre indigesti, il più delle volte inutili se non, sovente, addirittura dannosi, andando a minare la continuità narrativa precedentemente trovata.

Tordi padroneggia, comunque, una scrittura solida e consapevole, dimostrando tutta la propria abilità nel momento in cui c’è da caratterizzare un personaggio grazie a piccole, ma precise, pennellate, tanto da farmi sperare di poterlo rileggere in un’opera che epurata da determinati eccessi sia in grado, al contrario, di raccontare una vicenda forse più ordinaria, ma sicuramente non meno efficace, nera e interessante.

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4 pensieri su “Luna in scorpione – Simone Tordi

  1. Simone Tordi in ha detto:

    Ciao Andrea,

    grazie per la bella recensione ai miei due romanzi. La tua preferenza per Nero Luna è comune a molti altri lettori. Sicuramente Scorpioni nel cervello parla di personaggi straordinari immersi in storie straordinarie, e, alla lunga, può risultare a tratti irrealistico ed eccessivo.
    Per me si tratta invece di un romanzo più personale rispetto a Nero, forse perchè l’ho scritto in tempi più recenti.
    A presto,
    Simone Tordi

    • Ciao Simone, grazie del feedback. Ovviamente io giudico da lettore e comprendo come lo scrittore, invece, possa avere delle preferenze diverse dovute a motivazione che rimangono, al lettore, ignote e oscure. Dice bene, la principale critica che muovo a Scorpioni nel cervello è proprio quella inerente al suo irrealismo ed eccesso, un po’ troppo “americana”, quando con questo termine intendo la volontà di strafare. Nel thriller infarcendo i romanzi di serial killer intelligentissimi e che voglioni fregare il poliziotto di turno. Con Nero Luna, invece, c’è finalmente un poliziotto politicamente scorretto, mica solo in America esiste la corruzione, ti pare? 🙂

      A presto

  2. Teodor in ha detto:

    Anche a me è piaciuto di più Nero Luna. Per quando il seguito ? Apetto….

    • Ciao Teodor e grazie del commento! Sei già diventato fan di Pegasus Descending su Facebook? Non so per il seguito, ho letto che Tordi ha per la testa forse un prequel di Nero Luna e magari anche un seguito da dove si è fermato con Nero Luna…non possiamo dire troppo altrimenti roviniamo la lettura di chi ancora non ha finito il romanzo… 🙂 Prossimamente pubblicherò, comunque, una intervista all’autore e vediamo se ci svela qualcosa…

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