Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Robin Hood – regia di Ridley Scott

Robin Hood

ROBIN HOOD
regia di Ridley Scott
con Russell Crowe, Cate Blanchett, Mark Strong, William Hurt

La domanda che mi ponevo qualche mese fa in merito alla necessità di avere un nuovo Robin Hood cinematografico ha trovato, finalmente, una risposta. Affermativa, ovviamente.

Che Robin Hood fosse personaggio inflazionato tanto al cinema quanto nei racconti popolari è cosa nota a tutti. I secondi, i racconti popolari frutto della tradizione orale anglosassone, sono ormai sbiaditi ai più, sostituiti nel nostro immaginario individuale e collettivo dalla versione disneyana e volpina dell’eroe inglese e dall’interpretazione decisamente riuscita da parte di Kevin Kostner. È quindi inevitabile, nel momento in cui si guarda il nuovo lavoro di Ridley Scott, andare con la mente a quelle immagini e a quella narrazione piuttosto standardizzata. Con il passare delle scene ci si aspetta ad ogni nuovo stacco che la vicenda inizi a percorrere le conosciute lande a cui siamo stati educati. E invece – tataaaaa – niente di tutto ciò, signori miei, niente di tutto ciò.

Lo sguardo cinematografico di Scott si concentra tutto, infatti, su quanto precede la leggenda, utilizzando la vicenda e il nome di uno dei personaggi più famosi al mondo per raccontare uno squarcio di storia inglese. Ovviamente a suo modo, secondo il Ridley Scott style che, è bene ricordarlo, quasi sempre riesce a far godere come un riccio in calore in cerca della sua riccia lo spettatore.

E allora i personaggi sono quelli noti: oltre a Robin Hood – non ancora fuorilegge – Little John, lo sceriffo di Nottingham, Lady Marion, Giovanni Senzaterra, Frate Tuck e tutti gli altri. Però non c’è nulla di già visto e il motto “rubare ai ricchi per dare ai poveri” viene sostituito da un più epico “ribellarsi e ribellarsi ancora, finché gli agnelli non diventino leoni”. Certo, il povero re Giovanni, uno che si è ritrovato a vivere in un’epoca difficile mentre il fratello se ne andava in giro per il mondo a spendere soldi e a fare a mazzate con i musulmani, ci fa sempre la sua solita figura di merda da piagnucoloso bambino viziato, tale e quale il leone spelacchiato di Walt Disney. Ma i punti in comune con quanto è venuto prima finiscono probabilmente qui.

Robin Hood non è un fuorilegge senza paura e dal cuore d’oro, bensì un soldato al rientro dalla crociata di Riccardo I che ha pensato bene di farsi accoppare in terra francese, lasciando l’Inghilterra in un periodo di turbolenza tanto favorevole a chi, come i francesi, avessero qualche rimostranza da avanzare. Robin continua ad essere nobile e fiero, ma è pure uno spietato assassino, uno che ne fa fuori più lui che un paio di epidemie di peste messe insieme. In tutto ciò la storia si piega alla volontà di spettacolarità sempre tanto inseguita da Ridley Scott, uno che dopo averci portato in mezzo alle guerre romane e alla polvere del Colosseo, ritenta l’operazione gettandoci sotto una colata di pece bollente durante l’assedio di un castello francese. Il film lascia quindi poco spazio alla vicenda sentimentale tra Robin e Lady Marion, una che, detto per inciso, non esista a prendere lo spadone del marito defunto e andare in guerra pure lei, per invece mettere in piedi un film decisamente action, un colossal di circa due ore e mezza che però scorre con una rapidità sorprendente.

Un Russell Crowe ringiovanito – e dimagrito – di una decina d’anni torna a lavorare con il regista americano dopo le precedenti ottime esperienze del già citato Il Gladiatore, lo stupendo American Gangster e il sentimentale Un’ottima annata e con l’unico parziale flop di Nessuna verità, raccogliendo l’ideale testimone, sia da punto di vista storico sia da quello artistico-recitativo, da Orlando Bloom e il suo Le crociate, altro colossal che sembra essere il gemello siamese di questo nuovo Robin Hood.

E tutto il resto? Lo sceriffo di Nottingham e la loro eterna lotta, i poveri ricompensati, il re Giovanni sbertucciato? Beh, tutto il resto è leggenda.

Di seguito il trailer di Robin Hood di Ridley Scott:

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2 pensieri su “Robin Hood – regia di Ridley Scott

  1. Eros in ha detto:

    noooooooooooooooooooooo!!!!! Nessuna verità è un capolavoro!

    • Toh, chi si legge… 🙂 Mica tanto capolavoro, dai, un film come tanti e mai in grado di cambiare passo… Lo stanno dando proprio in questo momento su Italia 1 e mi fa la stessa impressione di quando lo vidi in dvd. Non mi emoziona e neanche mi diverte. Boh.

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