Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Luminosa tenebra – Michael Gregorio

Luminosa tenebra

LUMINOSA TENEBRA (A Visible Darkness)
di Michael Gregorio
Ed. Einaudi Stile Libero
Traduzione di Mario Marchetti

È una afosa estate del 1808 in Prussia. Mentre l’esercito napoleonico fa il bello e il cattivo tempo sul territorio conquistato e il commercio è strangolato dal blocco continentale imposto dall’imperatore francese, Lotingen, città del procuratore Hanno Stiffeniis, è asfissiata e annegata dalle tonnellate di merda che un esercito invasore si lascia dietro. Mentre Stiffeniis è indaffarato ad amministrare la giustizia in questo mare di liquami con nugoli di mosche che, insieme ai francesi, invadono la città, è convocato dal generale Malaport per risolvere una questione che rischia di compromettere l’estrazione dell’ambra sulle spiagge del Mar Baltico: un misterioso assassino sta infatti uccidendo e orrendamente mutilando le raccoglitrici prussiane d’ambra, la preziosa resina ricchezza dell’Impero e ora ambita leccornia da parte dei francesi invasori alla ricerca di sempre nuove fonti di ricchezza per sostenere la guerra in Spagna e pianificare al meglio la successiva invasione della Russia.

Stiffeniis non potrà rifiutarsi di salvare la vita a qualche giovane ragazza prussiana. Però vaglielo a spiegare ai suoi compaesani che, immediatamente, iniziano a guardarlo come un fottuto traditore al soldo del nemico. L’indagine lo porterà a scorazzare di qua e di là per la Prussia, a confrontarsi, ancora una volta, con Kant e il suo insegnamento e a fare i conti con l’arroganza tipicamente francese da erre moscia del colonnello Les Halles, un militare ingegnere salito di grado grazie alla meritocrazia napoleonica e particolarmente avverso all’antico lignaggio mitteleuropeo. Altra epoca, altro mondo.

Luminosa tenebra, titolo fortemente e volutamente ossimorico, è il terzo capitolo di quella che sta diventando la saga prussiana di Hanno Stiffeniis, procuratore frutto della penna di quel Michael Gregorio sotto le cui “mentite spoglie” si cela la coppia di scrittori Michael G. Jacob e Daniela De Gregorio. Se volessi utilizzare, riduttivamente, una categorizzazione di genere, definirei il lavoro di Michael Gregorio come “giallo storico”. Alla fine gli elementi ci sono tutti: un caso intricato mica male, colpi di scena qua e là, una ambientazione nel passato. Ma, forse, c’è di più. Molto di più.

Non è la trama gialla, probabilmente, il vero protagonista di Luminosa tenebra, così come Hanno Stiffeniis è un protagonista perché un protagonista ci deve essere, in un romanzo. Ma è la Prussia e la narrazione di quel determinato periodo storico il vero padre padrone dell’intero romanzo, il vero moto immobile che spinge avanti la lettura del libro di Gregorio e che rende l’immersione tra le pagine scritte una vera esperienza da macchina del tempo. Altro che fantascienza, Ritorno al futuro e scienziati pazzi. È con la letteratura e la perfetta conoscenza di un’epoca storica che si va a spasso nel tempo. Quando la fantasia incontra l’erudizione il risultato è spesso un qualcosa di assolutamente avvincente ed emozionante.

Michael Gregorio

Quello della Prussia a cavallo tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’’800 sono, obiettivamente, un periodo e un territorio pressoché sconosciuti per il lettore italiano. Beh, si sa qualcosa di Napoleone e della Francia, di Austerlitz e poi del Generale Inverno in Russia, ma della Prussia, scomparsa anche dal punto di vista della nomenclatura geografica, poco si sa. Uno, magari, la confonde con il territorio degli zar per assonanza: lo zar di Prussia, vuoi scherzare che non ne ho sentito parlare? È quindi con una curiosità infinita che il lettore può calarsi con tutte le braghe nelle polverose strade di due secoli fa, sentirne addirittura la puzza che emana dalle stamberghe che il povero Stiffeniis, che si è fatto invadere e conquistare dai francesi, è costretto a sopportare.

Ma Luminosa tenebra è anche un compendio a cavallo tra scienza e filosofia. Meglio, tra la diatriba che in questo periodo si sta scatenando tra i due pilastri della conoscenza umana: le scienze naturali e quelle umanistiche. Una mente aperta dovrebbe comprendere che le une integrano le altre in un continuo anelito conoscitivo mai domo. Ma già allora come oggi e come in epoca fascista, qui da noi, c’era chi sosteneva il predominio di una o dell’altra conoscenza in una sterile quanto dannosa diatriba. La Rivoluzione Francese aveva rotto gli argini portando idee nuove in una Europa vecchia e, in alcuni settori, ostile a qualsiasi cambiamento. Stava cambiando il paradigma ma loro continuavano a ballare. E allora quelle incredibili, piccole e mostruose creature cristallizzate in perle d’ambra sono la dimostrazione che il mondo è cambiato e, forse, è un po’ più vecchio di quanto dice la Bibbia. Qualcuno iniziava a capirlo, o l’aveva già capito, altri no. Linneo vs Lamarck e Wallace e Darwin erano lì prossimi a venire. Le cattedre di filosofia, da affollate, iniziano a diventare delle terre deserte e desolate mentre la memoria di pensatori immensi come Kant inizia a sbiadire o a incarnirsi come un’unghia infetta nella mente di pochi fanatici, mentre tutti sono intenti a misurare la circonferenza del mondo.

Poi, certo, ci sono i morti e le mutilazioni, c’è un assassino e una indagine deduttiva, gli indizi e le false piste, le speranze di risoluzione rapida del caso e i cazzi amari. Ma io ero lì che vagavo per un mondo alieno cercando di imparare qualcosa, guardando il passato e sentendomi, ossimoricamente, a casa.

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2 pensieri su “Luminosa tenebra – Michael Gregorio

  1. Ciao Andrea come è sempre è un piacere fare un salto nel tuo blog, probabilmente io sono una dei tuoi più assidui lettori e di ciò me ne faccio un vanto 🙂 interessanti le tue proposte, sto iniziando Assassinio sul molo e un Colpo perfetto bisognerebbe andare al festival di Mantova per incontrare Perry e Rankin

    Giulia

    • Ciao Giulia e grazie della fiducia e dell’assiduità! Mi fa, ovviamente, estremo piacere! Io sto leggendo Un colpo perfetto, preferisco leggere un romanzo alla volta, anche se ho in arretrato un bel po’ di recensioni, i giorni di vacanza mi hanno permesso di recuperare un buon numero di letture arretrate. Eh già, bisognerebbe andare a Mantova, ma io proprio non posso, tra lavoro e tutto il resto. Pazienza!

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