Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Duemila volt – Chuck Hogan

Chuck Hogan

Un tale scopre che sta cuocendo un hamburger che sarà l’ultimo pasto di un assassino. Tutto qui. Riesco a vedere l’intera storia in un appunto di una riga, buttato giù nel gennaio del 2004. Mancava solo un motivo per impiegare del tempo a scriverla. Poi, nel giugno del 2007, Janet Hutchings, redattrice dell’<<Ellery Queen’s Mystery Magazine>>, mi ha commissionato una storia per inaugurare il ritorno della sezione <<Black Mask>> della rivista. Dal mio punto di vista non era un incarico come un altro, ma un grande onore sul piano personale e professionale, perché la mia storia sarebbe apparsa insieme alla ristampa di Ultimo rise il giudice, in Spari nella notte di Dashiell Hammett, pubblicata originariamente su <<Black Mask Magazine>> nel dicembre del 1923. Vedere il mio nome sulla copertina accanto a quello del grande Hammett, e trovarmi associato alla leggendaria rivista popolare di narrativa <<Hardboiled>> – il tutto tra le pagine dell’unica pubblicazione rimasta a poter vantare un legame diretto con quell’epoca, sporca e dorata, della fiction poliziesca – rimane a tutt’oggi uno dei momenti salienti della mia carriera di scrittore.

Se il racconto di Chuck Hogan intitolato “Duemila volt” e contenuto nell’antologia Notti senza sonno è stato poi pubblicato dalla più prestigiosa rivista di fiction di genere, beh, significherà che è piaciuto alla redattrice Hutchings, deve averci visto qualcosa di interessante. Oppure, all’opposto, aveva già speso i soldi per la commissione e non poteva più tornare indietro, essendo quindi costretta a prendere quello che passava il convento convinta che il nome dell’autore de Il principe dei ladri, Premio Hammett nel 2005, fosse sufficiente a mascherare la scarsa qualità di questo breve lavoro dello scrittore statunitense.

La prima riga delle parole di Hogan, riportate sopra, mi aveva incuriosito moltissimo. L’idea mi sembrava ottima, anche se credo – e continuo a credere – che nulla di meglio sul braccio della morte potrà essere scritto dopo le prima 57 pagine di Iniezione letale di Jim Nisbet. Purtroppo i risultati di un lavoro non sempre sono analoghi alle ambizioni e “Duemila volt” è il classico racconto che passa e se ne va, incapace di soffermarsi nella mente del lettore più dell’attimo che è gli è necessario a leggerlo. Sam, il cuoco di un fast food, cuoce un hamburger da portare via per un tizio con un’auto governativa. Ne viene fuori che il committente, chiamiamolo così, è un condannato a morte e che quello sarà il suo ultimo pasto. Al bancone del locale c’è pure il poliziotto che, anni prima, l’ha arrestato per l’omicidio di alcune donne e un paio di bambine. Chiede la stessa cosa che sta preparando per il secondino del carcere.

Notti senza sonno

Probabilmente il principale difetto di questa short story risiede nell’aver voluto mettere in una decina di pagine scritte ben quattro personaggi e di raccontare la storia, o una porzione di essa, attraverso ognuno dei quattro. Lo scarso spazio a disposizione non ha permesso, quindi, di delineare in alcun modo nessun personaggio e confondendo la narrazione medesima a causa dei troppo repentini cambi di punti di vista. Sarò noioso e ripetitivo, ma quando leggo racconti del genere mi convinco sempre più come la complicatissima arte del racconto breve diventi efficace solo quando vengono rispettati i crismi dell’unità di luogo, tempo azione e, ci aggiungo ora, personaggio. Non che non sia possibile distaccarsi da queste “regolette”, ma le probabilità di scrivere una ciofeca aumentano esponenzialmente. I redattori dell’Ellery Queen’s, ovviamente, non la pensano come me.

PER LEGGERE LE RECENSIONI DEGLI ALTRI RACCONTI DELLA RACCOLTA È SUFFICIENTE DIGITARE “NOTTI SENZA SONNO” NEL MOTORE DI RICERCA INTERNO A PEGASUS DESCENDING.

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