Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Mano Nera – Alberto Custerlina

Mano Nera

MANO NERA
di Alberto Custerlina
ed. BC Dalai

Io tante cose, in giro per ‘sto mondo, mica le ho capite granché, però una sì: se, un giorno, Alberto Custerlina mi dovesse presentare una sua amica declinerei immediatamente l’invito. Gentilmente, per carità, non perché sia un gentiluomo – o forse sì? -, ma per evitare che la tipa si incazzi, tiri fuori una Glock calibro salcazzo e inizi a bucherellare me e tutto ciò che mi circonda.

Ora, io non so quanto le donne con cui Custerlina infarcisce i suoi romanzi siano frutto solo ed esclusivamente di una fervida fantasia oppure, diversamente, abbia preso spunto da una qualche sua gentil donzella amica. Per non saper leggere né scrivere declino l’invito – mi raccomando, dolcemente, molto dolcemente – e me la do a gambe levate. Anzi, levatissime. Già nel precedente, roboante esordio con Balkan Bang!, lo scrittore triestino ci era andato giù pesante nella caratterizzazione dei propri personaggi femminili. Ancora perturba le mie notti inquiete la bella e pericolosissima Zorka, una sorte di mantide religiosa, ma molto più pericolosa e letale. Ora, con il suo nuovo lavoro, Mano Nera, Custerlina raddoppia facendo calcare i polverosi suoli dei Balcani a Ljudmila Horvat, nell’ambiente meglio nota come “La Santa” per via del suo leggerissimo integralismo cattolico, una sorta di perpetua armata con Ak-47, Uzi e Bazooka. Che, alla fine, sarà pure “Santa”, ma ammazza che è un piacere, neanche Torquemada ai suoi tempi era riuscito a compendiare in un unico fottuto corpo tanto fanatismo a tanta ferocia. Entrambi vogliono spiegarti cosa è il Bene e cosa è il Male, anzi, vogliono farti sapere se tu sei nel Bene oppure sei nel Male. Chi lo decide? Ovvio: loro. La Santa, anche se fa tutta la fifì e sostiene che lei non ammazza, sarebbe peccato, bensì giustizia, ne fa fuori che è un piacere. Manco fosse un contractor ottenuto incrociando lo Schwarzenegger di Predator allo Stallone di John Rambo. Solo con le tette.     

La signora Horvat è stata assoldata per tirare fuori dai guai la figlia e la nipote di un importante ministro bosgnacco. Insieme alle due ragazze i rapitori hanno anche portato via la Haggadah, simbolo della multiculturalità in una Sarajevo in cui le ferite della guerra intestina sono ancora ben lungi dal rimarginarsi. Basta, infatti, un episodio simile per rinfocolare vecchi malumori interraziali e interconfessionali mai sopiti del tutto. È colpa dei croati, no è colpa dei serbi. Intanto che ci mettiamo d’accordo iniziamo con lo sparare a qualche musulmano, tanto per vedere se il fucile che avevo nascosto in cantina funziona ancora o ha bisogno di una bella oliata.

A tirare le fila alle spalle di queste vicende c’è un gruppo organizzato che prende il nome di Mano Nera, dall’antica organizzazione segreta che fu in grado di scatenare un puttanaio come la Prima Guerra Mondiale grazie a un colpo di pistola. Alla fine l’obiettivo sempre quello è: destabilizzare. Così facendo qualcuno cadrà e al suo posto, qualcun altro, sarà abile e lesto a sostituirlo. Come se niente fosse. Se, poi, deve morire qualcuno, se qualche migliaio di morti di fame dovesse rimanere sul sacro suolo per un sacro fine, vabbè, amen. Danni collaterali. Le rivoluzioni sono sempre azioni violente, diceva Mao, uno che se ne intendeva di questa cose.

Questo, ovviamente, è solo l’abbozzo della trama di Mano Nera, seconda opera di Alberto Custerlina della cui originalità narrativa avevamo già parlato a tempo debito recensendo Balkan Bang!. Anche in questo caso, infatti, tutto avviene sui Balcani, in quel coacervo di religioni ed etnie tenute insieme da non si sa bene cosa. Basta, non a caso, una piccola scintilla per far esplodere la violenza più cieca, con scazzottate e sparatorie in cui Custerlina eccelle nella descrizione e che, per la fortuna e la gioia dei suoi lettori, non lesina mai. Mano Nera, seppur nella trama sia più esile e agile rispetto all’estrema complessità, anche concettuale e contenutistica, dell’esordio, rimane una lettura godibilissima e d’una rapidità fuori dal comune. Rispetto a Balkan Bang! si fa qui più fatica ad affezionarsi ai personaggi messi in scena, meno caratterizzati per lasciare uno spazio maggiore all’azione nuda e cruda, senza tante riflessioni e divagazioni, connotando Mano Nera come romanzo prettamente d’evasione e facendo assurgere il suo autore al gota di quelli beneficiati da una indubbia qualità e che riescono ad esprimere il meglio del loro talento narrativo quando il ritmo delle parole impresse sotto il ticchettio sui tasti della testiera di un computer diventa forsennato, quasi psichedelico. Allora non resta che abbandonarsi e farsi trascinare dalla storia e dagli eventi, sapendo e avendo sempre saputo che per tutti i bosgnacci, serbi, croati e greci vari che passano per quelle pagine, beh, i cazzacci amari saranno pressoché infiniti.

Ti è piaciuto questo post e hai un profilo Facebook? CLICCA QUI e poi su MI PIACE per diventare fan di Pegasus Descending e non perderti nessun aggiornamento!

Navigazione ad articolo singolo

Un pensiero su “Mano Nera – Alberto Custerlina

  1. Pingback: Novità in libreria: Mano Nera di Alberto Custerlina « Pegasus Descending

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: