Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Shutter Island

Shutter Island

SHUTTER ISLAND
di Martin Scorsese
con Leonardo DiCaprio, Mark Ruffalo, Ben Kingsley

Il problema consiste nella natura stessa del supercarcere, quello da cui è assolutamente impossibile fuggire. Però, non si sa come, qualcuno ci riesce sempre. E allora la storia noir ha inizio. Per fortuna, quindi, che ci sono i carceri da cui è impossibile fuggire, ma da cui qualcuno scappa sempre. Diversamente, la storia della letteratura di genere sarebbe molto più povera. Anche quella del cinema. Con Shutter Island, dal romanzo di Dennis Lehane e la trasposizione cinematografica firmata da Martin Scorsese, entrambe le storie sarebbero più scarne.

Ashecliffe è un istituto di pena per malati mentali relegato su un’isola in mezzo all’oceano. Nessuno può fuggirvi, anche perché, per toccare terra, dovrebbe prima farsi diversi chilometri a nuoto in acque gelide e mosse. Nessuno può fuggirvi tranne Rachel Solando, una tizia che anni prima ha ammazzato i suoi figlioletti. Nessuno ha la più pallida idea di dove possa essersi andata a nascondere e come sia riuscita a farla sotto il naso di decine di guardie e inservienti piuttosto attenti e premurosi. Dalla terra ferma vengono quindi inviati due agenti speciali dell’FBI, Teddy Daniels e Chuck Aule. Arrivati sull’isola dovranno subito scontrarsi con le guardie del carcere, poco propense a cedere loro fette di potere ai nuovi venuti, e con il direttore del carcere, lo psichiatra John Cawley. Ovunque regna il mistero e il non detto, la ferma consapevolezza che questi mica ce la stanno raccontando giusta. Troppe cose non tornano e, poi, chi diavolo è il paziente 67 se, sull’isola, ne sono ricoverati solo 66? I due poliziotti ci picchiano le corna in tutti questi quesiti, rompendosi ben presto le palle del caratteraccio del dottor Cawley ed essendo ben decisi a riprendere il mare per tornare a casa. Una violenta tempesta, però, li costringerà a rimanere sull’isola e ad affrontare i vari misteri punto per punto.

È piuttosto difficile recensire un film come Shutter Island, perché è arduo raggiungere quella chiarezza minima che consenta al lettore di capirci qualcosa senza rovinargli la visione della pellicola, essendo questa la classica opera cinematografica da seguire a perdifiato dall’inizio alla fine, senza staccare gli occhi dal video, pena il non capirci più una beneamata mazza. In Shutter Island nulla è come sembra e tutti sono qualcun altro.

Grazie a un cast di assoluta qualità e a un Leonardo DiCaprio ormai definitivamente slegatosi dalla sindrome “Titanic” e assurto al rango di uno dei migliori attori della sua generazione, sia per eclettismo sia per capacità di riversare nelle proprie parti interpretate un pathos fuori dal comune – si veda, ad esempio, il magnifico Revolutionary Road -, Scorsese riesca a trasporre sullo schermo una versione piuttosto fedele dell’omonimo romanzo, preservando l’alone di mistero che circonda la storia grazie al complesso intrigo del plot. Anche se vi è la possibilità che il colpo di scena finale possa essere intuito, rimane comunque un film estremamente interessante per l’abisso esistenziale in cui i suoi protagonisti sono calati e per la drammaticità degli eventi narrati. Una fotografia ottima rende al meglio l’ambientazione gotica di cui Shutter Island è ammantato, così come una porzione degli anni ’50 riprende vita sullo schermo sotto le mentite spoglie dei fantasmi dell’agente Daniels che, una manciata di anni prima, aveva partecipato alla liberazione americana di un campo di concentramento nazista in Europa. Per noi che scriviamo dopo così tanti anni da quei tragici eventi, i fatti paiono lentamente sbiadire e ingiallire come vecchie pellicole usurate dal tempo. In Daniels, invece, tutto è più vivo che mai e i ricordi non sono ancora tali, ma ferite purulente che continuano a dolere. Scorsese mette in scena questa ferite della mente, attuando anche sullo spettatore un’opera di recupero del ricordo che, intrecciato alla vicenda personale dello stesso Daniels, raggiunge delle vette di drammaticità notevoli.

Di seguito il trailer di Shutter Island di Martin Scorsese:

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3 pensieri su “Shutter Island

  1. Pingback: Guida ai migliori film del 2010. Secondo noi. « Pegasus Descending

  2. Piaciuto moltissimo sia libro che film che graphic novel…

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