Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Lassù dove non osano le acquile: Thompson, Himes e Leonard

Hunter S. Thompson

Fermi tutti, qui c’è una notizia bomba per la nuova puntata de Il brusio della rete: è da oggi disponibile in libreria una nuova raccolta di articoli scritti negli anni da Sua Maestà Hunter S. Thompson e pubblicati su giornaletti tipo Rolling Stone e Playboy. Ora, non è che io debba stare qui ogni volta a ripetervi quanto questo giornalista e scrittore americano inventore del gonzo journalism, variante estrema del new journalism, abbia influenzato il titolare del blog e il suo stile di scrittura. Però, intanto, ve l’ho ridetto. E, se mi gira, nei prossimi giorni vi butto lì una recensione del suo precedente libro edito in Italia, Meglio del sesso, cronaca firmata da Thompson della campagna elettorale che portò alla vittoria Bill Clinton, quello che non aveva avuto rapporti sessuali con la Lewinsky – e qui dobbiamo solo metterci d’accordo sul come considerare il pompino, se rapporto sessuale oppure no – e che, va bene, ogni tanto, da giovane, aveva sfumacchiato qualche canna, però senza aspirare. Senza aspirare. E ora non fate battute sulla Lewinsky, che io vi conosco bene, vecchie sagome. Comunque, tornando a Paure, deliri e la grande pesca allo squalo (ed. B.C.Dalai), titolo che ammicca smaccatamente all’opera forse più famosa di Thompson, Fear and Loathing in Las Vegas, è possibile leggerne un bellissimo articolo in merito pubblicato su Il Giornale e firmato da Alessandro Gnocchi.

E, visto che siamo finiti con tutti i piedi nel tema “grandissimi scrittori”, sempre da Il Giornale vi suggerisco di leggervi il pezzo firmato da Seba Pezzani, tra l’altro valente traduttore, sull’imminente uscita di un romanzo di Chester Himes – di cui su Pegasus Descending ho recensito il suo Corri, uomo, corri – che torna nelle librerie italiane grazie alla BUR con Cieco, con la pistola. L’articolo di Pezzani è anche un’ottima occasione per conoscere un po’ meglio questo padre fondatore del genere noir.

Considerando la piega necrologica che questo mio post sta prendendo, ne approfitto per cambiare passo e, seppur rimanendo in ambito “giganti della letteratura”, ne approfitto per segnalarvi la corposa intervista rilasciata da Elmore Leonard – che ora starà facendo le corna strizzandosi le palle – alla rivista Viceland. È questa l’occasione per scoprire dalle parole dello stesso Leonard, confessate a Jesse Pearson, come i suoi romanzi nascano, la genesi del suo ultimo Road Dogs e alcune succosissime anticipazioni sul prossimo lavoro, Dijbouti, con tanto di abbozzo di trama e personaggi. L’intervista, tradotta in italiano, è una chicca imperdibile per i molti amanti dello scrittore americano che so frequentare assiduamente queste mie pagine vergate col sangue e il sudore.

Ah, benedette traduzioni. E benamati traduttori. Luca Conti è una vita che so battersi per dare a questi professionisti spesso oscuri, e dati per scontati, il loro giusto merito, anche in termini di visibilità. Personalmente credo che citare il nome del traduttore sia molto più interessante che indicare, che ne so, pagine e prezzo di un libro. Se ancora credete che una traduzione, e un traduttore, vale l’altra, beh, leggetevi questo articolo di Mario Baudino per La stampa e la vicenda riguardante un romanzo dell’immenso Alexandre Dumas, Il conte di Montecristo. Credo che dopo cambierete idea riguardo alle traduzioni oltre a comprendere come il mondo dell’editoria versi in una situazione grave, ma non seria. Ne approfitto anche per segnalare il blog del traduttore Giuseppe Manuel Brescia, Smuggled Words, da poco inserito nel blogroll di Pegasus Descending e da cui potrete visitarlo comodamente ogni volta che vorrete. Merita, accettate il consiglio.

Elmore Leonard

Qualche ulteriore link a raffica: su l’Angolo Nero una bella intervista alla coppia Michael Gregorio, da poco in libreria con Luminosa tenebra, firmata da Alessandra Buccheri, mentre su ThrillerCafè una interessante chiacchierata tra Giuseppe Pastore e Enzo “BodyCold” Carcello, caporedattore del blog collettivo Corpi Freddi. E lasciamo la concorrenza a chi ha da guadagnarci. Da Il sole 24 Ore un articolo su, sembra, la prossima trasposizione cinematografica di On the Road di Jack Kerouac. A me pare una cazzata, perché un tale libro difficilmente si presta a diventare un buon film, ma Francis Ford Coppola (qui come produttore) pare crederci e quindi in bocca al lupo. Vedremo.

Infine una chicca per gli smanettoni e in chi crede che l’e-book sostituirà ben presto il buon vecchio libro cartaceo. La casa editrice Edizioni XII, come sempre all’avanguardia non solo in merito alle voci letterarie ma anche alle novità tecnologiche, propone l’e-book gratuito di un demo del volume Garth Ennis – Nessuna pietà agli eroi, con il pezzo di Elvezio Sciallis su Hellblazer. Per chi non volesse cacciare la lira. Sempre le Edizioni XII ripropongono poi una nuova edizione di Melodia, romanzo di Daniele Bonfanti con postfazione di Danilo Arona. Anche la Meridiano Zero propone un paio di interessantissime ristampe – pochi euro grande qualità, che volete di più? – : sono nuovamente in libreria, infatti, sia La gabbia delle scimmie, mirabolante hard boiled d’esordio di Victor Gischler, quello de Anche i poeti uccidono, sia Il mio nome era Dora Suarez, quarto titolo della serie nota come della Factory.  

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13 pensieri su “Lassù dove non osano le acquile: Thompson, Himes e Leonard

  1. Mille grazie per il link, Michael Gregorio.

  2. Pingback: Lassù dove non osano le acquile: Thompson, Himes e Leonard …

  3. Valter in ha detto:

    Ti sei scatenato oggi!!!!!…:D
    Mai letto nulla di H.S. Thompson (grave? 🙂 ) ma mi hai incuriosito ; comprato ieri Cieco con la pistola di Himes ( dopo l’ eccellente ” Corri, Uomo, Corri ” non voglio perdere ogni nuova uscita di questo autore )
    Con molto ritardo complimenti per la nuova veste grafica!

    • Avevo un bel po’ di materiale interessante da proporre, Valter!! Poi quando leggo di Hunter S. Thompson, come con Clint Eastwood per il cinema, perdo il lume della ragione e mi lascio trascinare dall’entusiasmo! Guarda, secondo me è un genio e un autentico maestro di stile e giornalismo. Cerco di scimiottarlo in ogni cosa che scrivo, è l’autore da cui, forse, mi sento più influenzato. Te lo consiglio vivamente, magari non partire dal suo libro più noto – Paura e delirio a Las Vegas -, ma Hell’s Angels o da questa nuova raccolta di pezzi “sportivi”, su cui nutro grosse aspettative (è uscita oggi, non l’ho ancora letta).

      Himes è un Padre Fondatore dell’hard boiled, su Pegasus Descending trovi la mia recensione di Corri, uomo, corri. E’ un autore da riscoprire, anche per la valenza storica e sociale delle sua parole (era un nero che scriveva in un’epoca in cui ai neri sparavano, e non parliamo del Sudafrica, ma degli USA). Credo che farai in tempo a leggere tu Cieco, con la pistola prima di me – ho molti arretrati -, fammi sapere che ne pensi!

      Mi permetto di consigliarti due pezzi forti: Galveston (ne parlo domani) di Nic Pizzolatto e La legge di Fonzi (ne parlo settimana prossima) di Omar Di Monopoli. S-T-R-A-O-R-D-I-N-A-R-I!!! Come sempre, fammi poi sapere se leggi qualcosa di interessante che ti seguo!!

      E grazie per la grafica, sono felice che qualcuno se ne sia accorto!

      • Valter in ha detto:

        Vorrei avere io le tue capacità di scrittura, sei bravissimo ( e ti invidio non poco 🙂 ) ; Galveston mi tenta da un pezzo e non so perchè lo lascio sempre sul bancone della libreria ; insieme all’ultimo Himes ho comprato “Sarei dovuto restare a casa”
        di Horace McCoy ( BUR) , autore che sicuramente conosci
        Complimenti alla Rizzoli che sembra voler riscoprire nella sua collana economica autori molto interessanti a prezzi abbordabili

  4. “Sarei dovuto restare a casa” l’ho preso pure io e ti confesso una cosa: l’idea da cui è nato questo blog proviene proprio da un romanzo di Horace McCoy, “Un sudario non ha tasche” (ed. Terre di Mezzo) e con la traduzione di Luca Conti. E’ stata la prima recensione noir da me pubblicata, la puoi trovare, come sempre, su Pegasus Descending. Ho pure a casa “Non si uccidono così anche i cavalli?” ma non l’ho ancora letto. Ti consiglio spassionatamente di recuperare, se non l’hai già letto, “Un sudario non ha tasche”, romanzo degli anni ’30 ma di una modernità imbarazzante!! Domani la recensione di Galveston, pure il suo racconto contenuto in Notti senza sonno è stupendo (ma tutta quella raccolta è di spessore notevole).

    E grazie per i complimenti per la scrittura, sono la miglior ricompensa a ore di fatica.

  5. Valter in ha detto:

    Letto e apprezzato! Grazie in ogni caso per il consiglio, ti leggo quotidianamente e sempre con interesse e molta curiosità ( e per “colpa tua” spendo sempre più soldi , spesi bene,
    tranquillo 🙂 )

  6. Se la Rizzoli avesse avuto il coraggio di intitolare il libro di McCoy “Era meglio se stavo a casa,” (una variante centomila volte meno ingessata), guarda un po’, l’avrei anche comprato:-)

    Per il resto, ho forti dubbi su una collana che non sembra avere idee proprie ma si limita ad appropriarsi delle intuizioni (e dei rischi) di altri editori (Terre di Mezzo per McCoy, Giano e Meridiano Zero per Himes, eccetera). Dov’era la Rizzoli, negli ultimi anni, quando Himes e McCoy non li ripubblicava più nessuno?

    Adesso mi aspetto che la BUR ristampi anche gli tutti altri Himes (magari facendoli ritradurre, che ne hanno un gran bisogno). Ma, dico la verità, ho forti dubbi.

    • Mah Luca, il mio giudizio è quello di un lettore che ha scoperto sia McCoy – per me una lettura dirompente – sia Himes grazie alle tue due traduzioni e al lavoro e, dici bene, rischio, di due piccole ma grandissime case editrici. Nel mio piccolo, con questo blog, ho cercato di dare a entrambi i lavori il massimo risalto, perchè sono letture, a mio avviso, molto più contemporanee di un mucchio di roba che sto leggendo ora. E non nego che avrei preferito dare il mio obolo alla Meridiano piuttosto che alla Rizzoli, egoisticamente ed egocentricamente parlando anche per l’attenzione che riservano o meno al mio lavoro.

      Credo che i due lavori pubblicati dalla BUR siano nelle traduzioni vecchie, non so a che anno risalgano, ma presumo siano datate. Credo non freghi loro niente di spendere soldi in una nuova traduzione…

  7. Andrea, il punto è proprio questo. Vuoi recuperare Himes perché credi nell’importanza dell’autore? Bene: cominci dal principio (e non dal fondo come in questo caso, perché prima di Blind Man with a Pistol ne vengono un bel po’), lo fai ritradurre con criterio – perché la maggior parte delle vecchie traduzioni di Himes non sta più in piedi, cerchi insomma di costruire qualcosa. Lo stesso vale per McCoy, sul quale con Terre di Mezzo era stato iniziato un lavoro di un certo peso, con precise scelte filologiche e stilistiche (che ho tentato di spiegare nella postfazione al Sudario Non Ha Tasche) e che adesso, ovviamente, non sarà più possibile completare.

    Insomma, al momento le due uscite BUR mi sembra non servano ad altro che a “occupare uno spazio,” grazie anche alla potenza della distribuzione e alla possibilità di tenere prezzi bassi, quasi da edicola. Ma, sempre al momento (e, ripeto,vedremo il seguito, anche se nutro forti dubbi), non vedo alcuna intenzione di costruire su tali uscite uno straccio di discorso critico su McCoy e Himes (di cui invece, in un’Italia infestata da orridi “romanzi” da Premio Strega, ci sarebbe un gran bisogno).

    • Sottoscrivo in toto Luca, non credo sia neanche una operazione commerciale, nè McCoy nè Himes sono Moccia o Dan Brown, gente che, economicamente, ti riempie le casse. Presumo non siano stati dei bestseller, sono romanzi eccezionali ma snobbati dalla distrubuzione, dalla critica e, necessariamente, anche dal grande pubblico. Mi sembra più un’operazione per rompere le palle ai concorrenti, per quanto piccoli, che su questi due autori avevano iniziato il discorso che hai illustrato. Personalmente ho inoltre qualche dubbio che questi enormi agglomerati editoriali come Rizzoli e Mondadori abbiano una linea culturale ben precisa da seguire. Ogni tanto, in mezzo a molta spazzatura, spunta anche qualche ottimo romanzo, come il Galveston di Nic Pizzolatto, ma non viene sponsorizzato, se ne sta lì solo soletto sui banconi delle librerie aspettando che al sottoscritto di turno capiti sott’occhio, attirato, tra l’altro, dal nome dell’autore del quale è stato pubblicato un bellissimo racconto in Notti senza sonno. Ne parlavo giusto in questo gironi con Omar Di Monopoli: di Moccia e compagnia trovi recensioni e interviste in ogni dove, di Pizzolatto una mazza, “temo” che l’unica intervista italiana la pubblicherò io giovedì.

      Tornando a McCoy e Himes, non so se la questione sia anche attinente ai diritti sui testi, se cioè questi sono già in mano alla Rizzoli o li ha comprati tanto per bloccarli e fare fuori, commercialmente, Terre di Mezzo e Meridiano Zero, che non credo possano competere con le offerte nelle potenzialità Rizzoli. O comunque con poca spesa ha colmato un buco, ha occupato uno spazio al momento ancora vuoto e poi vediamo che succede.

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