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Pulp, thriller, hard boiled, noir

Averla vinta – Alafair Burke

Alafair Burke

Forse i più accorti tra di voi se ne saranno già resi conto: tra uomo e donna esistono delle differenze importanti. Se alcune di queste differenze risultano piuttosto evidenti, per tutte le altre ci pensa il racconto “Averla vinta” di Alafair Burke pubblicato nell’antologia Notti senza sonno (ed. Rizzoli).

Uomini e donne reagiscono diversamente di fronte al sopruso e alla violenza. Jenny e Greg sono marito e moglie. Lei fa il poliziotto, lui l’operaio. Durante un servizio notturno volto all’arresto dei clienti delle prostitute, Jenny perde il controllo della situazione e a causa di una serie di eventi sfortunati subisce una violenza sessuale. Il suo aggressore ha però i minuti contati. Viene in breve tempo acciuffato e sbattuto in galera. Cauzione intorno ai duecentomila dollari. Peccato che lui sia proprietario di una casa lasciatagli in eredità da una vecchia zia passata a miglior vita e che per qualche giorno in più di libertà sia anche disposto a sacrificarla per pagarsi la cauzione pattuita. Se per Jenny “averla vinta” significa essere riuscita a fuggire e sopravvivere alla violenza, per Greg le cose stanno in un modo ben diverso. Per lui “averla vinta” significa avere vendetta, occhio per occhio e dente per dente, secondo la buona vecchia legge del taglione redatta Hammurabi. Greg è deciso a non accontentarsi di qualche anno di galera per l’aggressore della sua amata moglie. Greg vuole andare fino in fondo.

Questo racconto della figlia di James Lee Burke, il primo scritto dalla donna, è anche contenuto nella raccolta edita da Piemme col titolo Blue religion, anche se per l’occasione di Notti senza sonno è stato interamente ritradotto da Luca Conti. Come un po’ anche nel recente romanzo di Elisabetta Bucciarelli, Ti voglio credere, anche in questo caso gli uomini non è che ci facciano poi ‘sta grande figura: una subisce una violenza sessuale e, come se non bastasse, deve poi ritrovarsi pure per casa ‘sto mambrone di marito che se ne va in giro per il Montana a fare cazzate da cui non sa come uscirne. E le tocca pure consolarlo. Nella mia esperienza personale ho sempre saputo che quelle ad avere veramente le palle sono le donne. Sono le donne a partorire perché se avessimo aspettato i maschi ci saremmo già estinti da un pezzo. Ho visto marcantoni con 50 cm di bicipite svenire davanti a un ago per il prelievo del sangue. Rob de matt. Alafair Burke con questo suo breve lavoro non fa che ricordarcelo una volta di più, gettando pure i semi per una interessantissima riflessione sul senso della vendetta e della giustizia, così come su cosa effettivamente significhi vincere o perdere.

Notti senza sonno

Generalizzare, per carità, è sempre sbagliato, ma non è probabilmente un caso che, al netto del testosterone, siano sempre i maschi a fare le più grandi cazzate, quali risse “perché quello mi ha guardato” e incidenti stradali “perché la precedenza è mia ed è lui che si deve fermare alla rotonda che avevo impegnato prima io”. Altrimenti chiamo la mamma o prendo il pallone, che è mio, e voi non giocate più. Bambinoni di un metro e novanta.

Scrivere la stessa Alafair in merito ad “Averla vinta”: “La storia di Jenny e Greg Sutton ha come oggetto non soltanto ciò a cui può spingerci l’amore pur di proteggere il nostro compagno, ma anche la diversa reazione di uomini e donne di fronte alla violenza. La scelta del titolo, Averla vinta, è stata ispirata da un aneddoto che Martha Mahoney, femminista e studiosa di procedura legale, è solita usare per dimostrare come ciascun sesso abbia una diversa percezione di come si controllano le situazioni. Una volta, in un bar, una sua amica raccontò a un tale che, se l’avessero aggredita e fosse riuscita a mettersi in salvo, si sarebbe considerata la vincitrice di quel conflitto. Il suo interlocutore dichiarò invece di non condividere una simile lettura, ritenendo che, a suo avviso, fuggire in caso di aggressione rappresentava una sconfitta, non certo una vittoria”. E poi ci si chiede perché un sacco di gente divorzia.      

PER LEGGERE LE RECENSIONI DEGLI ALTRI RACCONTI DELLA RACCOLTA È SUFFICIENTE DIGITARE “NOTTI SENZA SONNO” NEL MOTORE DI RICERCA INTERNO A PEGASUS DESCENDING.

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