Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Saya no uchi de katsu – Rusty Dogs

Saya no uchi de katsu

Non avevo la più pallida idea di che cazzo significasse “Saya no uchi de katsu”, frase che dà il titolo alla nuova puntata di Rusty Dogs, la serie di schegge a fumetti in salsa nera firmata da Emiliano Longobardi e da una pletora tra i migliori disegnatori italiani di nuvole parlanti. Francamente pensavo  che si trattasse di una qualche imprecazione in dialetto sardo, stante l’origine del Longobardi medesimo. Fatta una breve ricerca su internet ho però scoperto che si tratta, o così dovrebbe almeno essere, di una frase in giapponese legata alla disciplina dello Iaido traducibile come “vincere senza estrarre la spada”. O qualcosa del genere. Comunque, ci siamo capiti. Un po’ come con MasterCard: ti piace vincere facile, eh?

Leggendo il racconto risulta tutto più comprensibile. La prima cosa che mi è venuta in mente al termine della sua lettura è la sorte analoga che accomuna Fagen ai grandi filosofi Socrate e Seneca. Beh, Fagen non è neppure assimilabile né a Scorate né, tantomeno, a Seneca. Fagen, probabilmente, è un gradissimo figlio di puttana che ha pure avuto il pelo sullo stomaco di fregare uno più importante e potente di lui, credendo, magari, di farla anche franca. Col cazzo. Bulldog, un rassicurante bestione di almeno 150 kilogrammi – come emerge dagli ottimi disegni di Riccardo Torti – che se ne va in giro con due pistole sotto le ascelle e altrettanti coltellacci da Jack lo Squartatore sistemati nella cintura dei pantaloni, l’ha trovato. Anche perché Fagen se ne stava comodamente a fare la nanna nel proprio letto, mica chissà dove. Per prima cosa Bulldog gli macella il gatto facendoglielo trovare nel frigorifero. Poi si fa un panino perché certe cose mettono appetito. Infine “suggerisce” a Fagen, che nel frattempo si è pisciato addosso, di aspettarlo ai piedi del palazzo. Lui, Bulldog, scenderà a piedi: <<Non rendermi tutto più difficile e non costringermi a risalire>>. Ora capite perché ho pensato a Socrate e Seneca? Io, invece, ho compreso appieno il significato di  “Saya no uchi de katsu”. Bulldog userà MasterCard?

Ancora una volta Rusty Dogs non delude. Seppur nella ormai conclamata e annunciata brevità, la storia fila che è un piacere, con l’unico rammarico che, mannaggia, avremmo voluto sapere che diavolo ha combinato quell’infame di Fagen per far mobilitare un tipo come Bulldog, uno che anche da sole queste quattro tavole in croce si capisce che di roba da raccontare ne avrebbe eccome. Ma così è, i patti con Rusty Dogs erano chiari e semplici fin dall’inizio. E non vorremmo mai fare la fine di Fagen. Qualcuno sta già suonando alla porta. La buona notizia è che Bulldog non usa il campanello.

Ti è piaciuto questo post e hai un profilo Facebook? CLICCA QUI per diventare fan di Pegasus Descending e non perderti nessun aggiornamento!

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: