Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Garth Ennis. Nessuna pietà agli eroi – a cura di Valentino Sergi

Garth Ennis. Nessuna pietà agli eroi

Tulip: ”E tu cosa farai quando terrai l’Onnipotente per le palle?”
Jesse: “Strizzerò:”

Beh, non ho bisogno di spendere altre mie parole per descrivere un autore come Garth Ennis, oggetto di autentico culto per una sporta di lettori e fottuti nerd sparsi per il mondo. Bastano le due righe riportate, il resto che potrei aggiungere non sarebbe altro che noia e ancora noia. Ma se siete gente seria – peggio per voi! – non conoscerete mai Ennis e il suo lavoro. A tutti gli altri, all’opposto, consiglio di leggere il pezzo di Matteo Radice, uno dei fottuti nerd di cui sopra, che introduce questo scrittore e Garth Ennis. Nessuna pietà agli eroi, da oggi in libreria o acquistabile on line, pubblicato dalle Edizioni XII e a cura di Valentino Sergi, che dopo il lavoro monografico su Frank Miller dedicata ancora importanti risorse, economiche e intellettuali, all’esplorazione di un modo di raccontare storie incomprensibilmente sottovalutato come il fumetto d’autore.

 

di Matteo Radice

GARTH ENNIS. NESSUNA PIETA’ AGLI EROI
a cura di Valentino Sergi
ed. Edizioni XII

Non voglio certo cercare di convincervi che Garth Ennis sia il miglior scrittore di fumetti del mondo. E’ solamente il miglior scrittore di fumetti vivente.

Su Wikipedia è possibile trovare questa descrizione del suo lavoro: “Le sue opere sono caratterizzate da violenza estrema, umorismo nero e volgarità (in maniera simile a Quentin Tarantino), ma anche da un interesse nell’amicizia maschile e uno sdegno divertito verso le religioni organizzate”.

Ma facciamo un passo indietro.

Garth Ennis nasce nel 1970, in Irlanda del Nord e cresce in un ambiente fortemente cattolico. E infatti diventa ateo. All’età di 18 anni inizia a lavorare sulla rivista Crisis, poi su 2000 AD. Ma è nel 1991 che arriva il successo, quando attraversa l’oceano e si stabilisce su Hellblazer, dove per il primo ciclo della serie fa scoprire al suo protagonista di avere il cancro. Molti di voi magari avranno visto il film Constantine.  Le idee, utilizzate male, vengono direttamente dal ciclo di Ennis.

Nel 1994 lascia la serie, per potersi dedicare e mettere in atto tutta la sua fantasia e cattiveria per il suo indiscusso capolavoro, ovvero Preacher. È questa un’opera che racconta la ricerca di Dio da parte del reverendo Jesse Custer, la sua ex-fidanzata Tulip, e il vampiro (sì, ho detto vampiro) Cassidy. E per ricerca di Dio intendo trovare il Signore che è fuggito dal paradiso quando le cose si sono fatte troppo grandi per lui per poi fargliela pagare per tutti i suoi peccati. Ma Preacher non è solo questo. E’ una grande storia d’amore, di patriottismo, di amicizia e di redenzione, tra Santi degli Assassini e cospirazioni millenarie della Chiesa.

Garth Ennis

Da qui in poi si è dedicato ad altre serie e miniserie, tra cui Hitman, Just a Pilgrim, Bloody Mary, Dicks, Ghost Rider, Fury, Thor, The Darkness, War Stories.

In tutte queste opere possiamo trovare bene o male gli stessi argomenti trattati: l’amicizia, lo sdegno verso le religioni, la dissacrazione, la volgarità, la critica politica e la guerra.

Finalmente Garth Ennis riesce a dedicarsi a quello che più gli piace, ovvero le storie di guerra. E le ficca dappertutto: nelle serie regolari, appena possibile, fino a serie a se stanti con unico tema la guerra.

Enemy Ace, 303, Unknown Soldier e le stesse War Stories, ed episodi singoli sia di Hitman sia di Preacher. E lo fa dannatamente bene.

Nel 2000 viene chiamato alla Casa delle Idee, la Marvel, che gli affida un arduo compito. Non un supereroe, no, Garth Ennis li odia, ma l’ANTIEROE, Il Punitore, che già da un po’ di tempo risentiva del peso del personaggio e non aveva più il successo di un tempo.

Ennis, che si definisce nato per scrivere questa serie, lo riporta in auge. All’inizio con una serie a tratti demenziale, poi con un secondo ciclo di storie denominato MAX, ovvero vietato ai minori, dove né i disegni né i testi sono adatti ai più giovani e ala anime candide.

Ora si sta occupando di The Boys, dove un gruppo di tizi (I Boys appunto) vigila su tutti i superesseri che si approfittano un po’ troppo dei poteri con cui hanno avuto la ventura di nascere. E che risultati.

In queste poche righe ho cercato di darvi un’idea piuttosto grossolana di questo scrittore e di quello che riesce a combinare. Se vi ha incuriosito, o se siete già amanti delle sue opere, vi consiglio Garth Ennis: Nessuna pietà agli eroi (ed. XII), un’analisi critica a cura di sedici studiosi del fumetto in grado di analizzare e descrivere al meglio questo grande autore che, amato o non amato, è riuscito a scalare le classifiche di vendita e rimanere lassù per molto, molto tempo. Sarà mica un caso, no?

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