Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

La donna di nessuno

La donna di nessuno

LA DONNA DI NESSUNO
di Vincenzo Marano
con Laurent Lucas, Hélène De Fougerolles, Thierry Frémont, Candice Hugo, Anna Galiena

Sarah è una giovane e bella prostituta d’alto bordo, una che per una intervista, tra l’altro anonima, ti spara lì ventimila euro di cachet. Jeanne, invece, è la giornalista che dovrebbe cacciare fuori i già citati ventimila. È bella e forse un po’ ingenua, una che per inseguire la giusta notizia, quella che spacca, sarebbe disposta pure a finire a letto con una donna. Ad esempio Sarah. Martin Delvaux è, infine, un giudice rampante e disposto a tutto pur di non fare una figura di merda davanti ad un ostico caso in cui il testimone fondamentale, proprio il giorno del processo, si fa un salto senza paracadute dalla finestra della camera d’albergo in cui risiedeva. Quarto piano. E, incidentalmente, ha il vizio di tradire la ricca moglie con un po’ tutte quelle che gli passano a tiro, Sarah e Jeanne comprese.

Con La donna di nessuno, esordio cinematografico di Vincenzo Marano, viene messo in scena un noir torbido e in grado di scorrere continuamente sul sottile filo dell’erotismo che, quasi, strizza l’occhio al voyeurismo d’annata grazie a una composizione che più di una volta lascia immaginare limitandosi a suggerire. Ma La donna di nessuno è anche un noir riconducibile ad una consolidata tradizione francese, capace, cioè, di rinunciare alle molte scene d’azione e alle sparatorie che imperversano a Hollywood per dedicarsi, all’opposto, allo scavare all’interno dei suoi personaggi, al prestare una maniacale attenzione alle caratterizzazioni psicologiche e a quei circoli viziosi a forma di vortice che trascinano sul fondo chiunque vi capiti al loro interno.

È la storia di Delvaux, uno smidollato che preferisce il mezzuccio, la piccola fregatura, il disimpegno davanti al rischio, al dolore e alla fatica piuttosto che il rimboccarsi le maniche affrontando le proprie responsabilità. Per questo sposa una donna più matura di lui che, nonostante l’indiscutibile avvenenza, non riesce ad amare e, a dispetto della scena iniziale e della resa dei conti finale, pare sfruttare solo ed esclusivamente per il suo consistente portafoglio. Ma è anche la storia di Sarah, la prostituta, una donna in continua oscillazione tra una durezza adamantina e la fragilità più estrema, continuamente alla rincorsa di questo amore impossibile che Delvaux non le può dare. Lui non la ama, come tutti gli altri sfrutta solamente il suo corpo. E pure senza pagare. Ed è la storia di Jeanne, forse il personaggio più ambiguo dell’intera vicenda e quello meno riuscito nel lavoro di Marano. La giornalista, infatti, svolge un ruolo quasi solamente di raccordo tra Delvaux e Sarah, essendo l’elemento in comune che i due hanno al di fuori della loro tresca, diventando, alla fine, anche il principale motivo di contrasto, fino all’incrinatura finale.

Su tutto regna una sorta di cappa di “non detti”, una serie di menzogne che risultano insopportabili per lo spettatore che assiste al “ruinare” del giovane giudice francese, uno che getta la propria carriera e la propria vita letteralmente nel cesso a causa di una genetica incapacità ad essere sincero, sia nei confronti di se stesso sia in quelli delle persone che gli ruotano attorno. Sarà solo lo scontro con un duro poliziotto, alla fine l’unico personaggio positivo del film, quello in grado di percorrere la propria strada su una linea retta, a sbattergli in faccia tutta la merda che ha prodotto. Come si dice? I nodi, prima o poi, tornano tutti al pettine.

Il film di Marano convince a tratti. Abbiamo già detto della debolezza del personaggio di Jeanne, così come, di contro, dell’ottima caratterizzazione di Delvaux, inficiando, però, quanto di buono girato con un finale troppo scontato e di una prevedibilità imbarazzante. Grazie a una regia curata e precisa, infine, la storia scorre senza scossoni, anche se con dei salti di difficile comprensione. Solo un esempio: non si capisce bene come Delvaux e Jeanne inizino il loro rapporto. Vediamo questa a cui fregano il motorino davanti al tribunale, lui che le offre un passaggio e poi a casa di lui a baciarsi. Beato lui, che dire?

Di seguito il trailer di La donna di nessuno di Vincenzo Marano:

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