Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Tenetevi l’iPad

L'iPad

Si parla di idee che evolvono al ritmo di pc nell’articolo di Marta Calcagno pubblicato recentemente su Il Giornale. Indubbiamente, il miglioramento delle tecnologie esistenti e l’invenzione di nuove sono stati un motore importante per l’evoluzione della cultura e, quindi, del genere umano. Si pensi, tanto per citare il caso più esemplificativo, all’importanza dell’invenzione della stampa a caratteri mobili da parte di Gutenberg intorno alla metà del ‘400 per la diffusione del libro.

Anche oggi, molto tempo dopo l’inventore di Magonza, sembriamo essere davanti ad una imminente rivoluzione nel campo delle lettere o, più precisamente, nel campo della tecnologia di fruizione delle lettere. Quella cosa polverosa, ingombrante, pesante e deteriorabile che chiamiamo libro sembra essere a un passo dal pensionamento. Basta con la carta e la litania sull’Amazzonia. Basta con quella confortevole puzza di stamperia che si prova nello sfogliare un libro fresco di stampa. Il futuro è rigorosamente high tech e si chiama e-book e iPad. Non andremo più in libreria, quei posti affollati (così così) e incasinati da pile di carta di qua e di là: d’ora in avanti basterà un click dal vostro computer di casa e potrete scaricarvi tutti i libri, in formato digitale, che volete, direttamente sul vostro nuovo aggeggio elettronico. Avete presente la famosa valigia di libri, quel gravoso fardello che i bibliomani si portano in giro cascasse il mondo? Cestinata pure quella, derubricata a pezzo di antiquariato buono per qualche film in bianco e nero senza supporto blu ray. In futuro, sul vostro iPad, potrete scaricare fino a 20 vecchi volumi e non passerà molto tempo, presumo, che la vostra intera libreria di casa sarà trasferita in formato esportabile e trasportabile. Durante i vostri tragitti in treno da meschini pendolari non avrete quindi più l’imbarazzo della scelta, al mattino, su cosa portarvi dietro. La risposta, ora, sarà banale: tutto.

Tutto ciò, ne sono certo, avrà però una contropartita piuttosto onerosa: la proliferazione di libri brutti. E, udite udite, non avrete, in cambio, più tempo per leggerli – col cazzo! Lavorate, barboni! – ma solo più occasioni per arrabbiarvi. Mi spiego meglio.

Credo che tutti voi sappiate il motivo per cui le case editrici richiedono l’invio di manoscritti esclusivamente e rigorosamente su materiale cartaceo. Non per una questione di successiva stampa, anche se ciò farebbe la felicità delle aziende che vendono toner per stampanti laser. La spiegazione è forse più semplice, ma sicuramente più raffinata. Dovendo inviare un lavoro su carta, il suo autore presta maggiore cura a ciò che ha scritto. Rivede i refusi, magari lo passa a un amico per fargli dare una lettura, corregge i periodi che non filano, spreca un po’ di tempo e soldi per fare rilegare il plico di fogli e per andare in posta, fare la fila allo sportello e spedirlo alla casa editrice desiderata. Insomma, ci investe. Diversamente sarebbe tutto molto più comodo, ma certamente più superficiale e gli editori, già invasi da un buon 99% di opere non pubblicabili, a fronte di una percentuale di potenziali pubblicazioni rimasta invariata – l’1% di prima – si vedrebbero esplodere in modo esponenziale, geometrico e non aritmetico, il numero di lavori che perverrebbero loro. Un mucchio di cagate in più. Disastro, catastrofe, sciagura.

Analogamente, la pubblicazione di un libro in formato tradizionale, cioè su carta, richiede un forte investimento da parte di autore e, soprattutto, casa editrice. Bisogna scegliere bene il prodotto che ha più probabilità di non portarti a un repentino fallimento, fare l’editing, correggere le bozze dagli inevitabili, numerosi refusi, spendere soldi per la stampa e la successiva promozione. Un bel lavoro, impegnativo e, soprattutto, oneroso. Con l’e-book e il supporto dell’iPad a fronte di un lavoro ugualmente impegnativo si avrebbe il notevole vantaggio di azzerare i costi.

Intanto la stampa non c’è più, i tipografi possono anche iniziare a cercarsi un altro mestiere. La promozione nelle librerie va a farsi benedire, così come le librerie stesse. Basta creare una pagina web sul proprio sito e, dopo il pagamento con carta di credito, permettere di scaricarsi sul pc o dove meglio pare la versione informatica del libro. Zero spese. Già adesso di editing e correzione bozze se ne fanno molto pochi, figuriamoci con la versione pdf. Basta mettere una casella mail: “segnalaci gli eventuali errori che trovi nel testo”. Tante grazie e saluti a casa.

Infine l’aspetto più importante. Perché fare una selezione delle opere pubblicabili su cui investire e quelle, invece, da scartare? Leggere tonnellate di manoscritti costa. In termini economici, di tempo e di risorse umane. Con l’e-book le maglie sarebbero molto più larghe. Ma sì, l’editing lo fai fare a tua sorella che alle scuole medie era così brava nei tempi di italiano. Perché pagare uno che lo faccia di mestiere? Tagliare, tagliare e ancora tagliare. Tutto guadagno, tutto utile, tutto margine. Queste sono le parole d’ordine dell’editoria senza libro su carta. Se la rete non ha maglie strette tutto passa. Già lo vediamo con gli editori a pagamento che sfornano “opere” spesso impresentabili e piene di difetti. Se il rischio di scommettere su un libro e sul suo successo è annullato, il risultato non sarà la democratizzazione dei sogni di fare lo scrittore, bensì la completa svalutazione di questo mestiere, affogato in un oceano di opere brutte che ai tempi della carta mai avrebbero visto la luce, se non quella del confortevole fuoco del camino di casa. E non sto parlando, ovviamente, di censori autodafé.

Sono un pragmatico e quindi non voglio neppure tirare fuori l’argomento da libro Cuore dell’estinzione del piacere di scartabellare tra i volumi nelle librerie, a quell’emozione che non sono in grado di descrivere mediante un lessico troppo povero e che vi porta a entrare in quella massa informe di volumi cercando un thriller, per poi uscirne, invece, con un saggio sul prugno selvatico o la coltivazione della catalogna nel 1300. Questa sì che è vita.

 

Qualche rapida segnalazione per la rubrica “Il brusio della rete”: su Il messaggero un articolo di Micaela Urbano inerente la nuova serie di Romanzo criminale. Sempre sul quotidiano romano potete scoprire, se ancora non l’avete fatto, i vincitori del prestigioso premio Pulitzer, mentre su Il Giornale trovate una intervista di Luca Crovi a Francisco Gonzalez Ledesma – di cui tempo fa, su Pegasus Descending, avevo pubblicato una recensione del suo Storia di un dio da marciapiede -, uno che non vincerà mai il premio americano. Anche perché scrive in spagnolo. 

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4 pensieri su “Tenetevi l’iPad

  1. Walt in ha detto:

    Si, tutto quello che hai scritto nel tuo articolo è assai convincente e condivisibile (mi hai dato anche molti spunti di riflessione, cose che non avevo prima preso in considerazione che frenano un pochino il mio entusiasmo per l’innovazione). In effetti mi dispiacerà molto interrompere le mie “collezioni” degli autori di cui via via mi sono innamorato nel corso della mia vita. Solo un paio di piccole obiezioni, però: l’iPad (che aspetto con ansia di comprare) non è ancora l’e-book che sostituirà i libri cartacei. Secondo me l’è-book del futuro sarà molto diverso: sottile, maneggevole, ad altissima risoluzione, a bassissimo consumo di energia, privo di batterie e sempre e ovunque connesso a internet e dunque tutto e solo in file sharing. Seconda obiezione: in una mia precedente vita, ricordo di aver letto, anzi ascoltato, un discorso simile al tuo. Lo fece un monaco amanuense benedettino nel XV secolo che si chiedeva chi avrebbe controllato la qualità e il valore dei libri dopo che un ex orafo, un paio di mercanti e un banchiere si erano messi a stampare libri su cartaccia e con pessimo inchiostro, non poteva sapere che successivamente sarebbero nati editori, librerie, critici letterari etc. Così come oggi non possiamo sapere cosa ci riserverà il fututo, sappiamo solo che qualcosa il futuro ha in serbo per noi e, negli ultimi 30.000 anni, il futuro è sempre stato meglio del passato. Quindi non mi preoccuperei … anche se i tuoi ragionamenti, come dicevo, sono totalmente condivisibili. Grazie Walt

    • Ciao Walt, nonostante il mio articolo io sono un entusiasta sfenato dell’innovazione e sono molto fiducioso nei confronti dei progressi che ci attendono. Purtroppo ogni tanto è inevitabile lanciarsi in una laudatio temporis acti. Inoltre la mia fiducia nel futuro e nel progresso scientifico e tecnologico non preclude un punto di vista che deve rimanere critico, perchè la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni, diceva qualcuno. Il discorso fatto per l’iPad, che incuriosisce molto anche me, è tranquillamente esportabile all’e-book che bene hai descritto.

      La mia analisi si fonda solo sugli elementi attualmente a disposizione, non posso prevedere quali diavolerie ci riserverà il futuro, così come non poteva il tuo monaco. Il messaggio è semplice: occhio perchè non tutto quello che luccica è oro. Ogni nostra azione ha un costo. Sai cosa potrebbe significare spingere al suo limite estremo il mio discorso? La sparizione, oltre che delle librerie già in estinzione, anche delle case editrici. Ogni scrittore o sedicente tale si fa il suo sito, poi salta fuori uno che fa un aggregatore, tipo Oknotizie, e ogni cagata viene pubblicata. Vai poi tu a sapere cosa è buono e cosa no. Magari, poi, salterà fuori una figura autorevole e credibile in grado di indirizzare le nostre scelte, come oggi le case editrici, nonostante le molte cagate che vengono pubblicate. Già oggi tutto ciò prova ad essere bypassato, con l’editoria a pagamento e l’autoproduzione. I risultati di questi lavori poi sono sotto gli occhi di tutti. Il tempo per me è un cosa molto importante, ho troppe cose da fare e troppo poco tempo per farle che stare pure a perderlo leggendo un libro brutto. Poi magari non succederà niente di quello che ho scritto e scriverò un articolo intitolato viva l’iPad. Chi lo sa. L’importante è parlarne e riflettere su ciò che accade così da non essere sempre travolti da un insolito destino.

      Non è che ora si pubblichino solo cose belle, figurati. E’ una questione di probabilità. Con l’iPad, a mio avviso, le cose brutte aumenteranno e le belle saranno ancora più disciolte in questo magma. Se non si ha un incentivo – leggi rischio economico – a fare bene un lavoro questo non viene fatto, a mio avviso.

      Però hai ragione, il futuro è sempre stato meglio del passato. Staremo a vedere!

  2. gimmi in ha detto:

    No ncapisco come si possa essere contro il progresso e la liebrtà
    ma avete 90 anni?
    Ci sarà ancora più libertà.
    Il costo dei libri, anke scolastici, diminuirà.E’ un male?
    certo ke no, altrimenti avremmo continuato a produrre i libri col metodo di gutemberg, che è un metodo più costoso e che permette di stampare molti meno libri.
    W la libertà1
    w il progresso sfrenato!
    nessuno può fermarli!

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