Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Bangkok Dangerous – Il codice dell’assassino

Bangkok Dangerous

BANGKOK DANGEROUS
di Oxide e Danny Pang
con Nicolas Cage, Charlie Yeung, Shahkrit Yamnarm

La cosa importante è seguire le regole. Qualunque esse siano. Se vai fuori dai binari, se inizi a fare di testa tua, se ti prendi la briga di diventare un critico di tutto e tutti, questo non va, quello neppure, sono cazzi amari. E, come sempre, solo tuoi.

La prima regola – non del Fight Club – è non fare domande. La seconda non lasciare tracce. La terza sii il migliore in quello che fai. La quarta capisci con un minuto di anticipo quando è il tempo di lasciare, di mollare tutto e godersi una meritata pensione. Sono queste, spicce e semplici, le norme fondamentali per essere il miglior killer del mondo. E Joe è il miglior killer del mondo.

Ma alla fine, anche se sei il meglio che il mercato possa offrire, diventi vecchio. Allora ti guardi allo specchio e inizi a riflettere, primo fottuto errore, su quella che è stata la tua vita e su quello che hai combinato con questa benedetta vita che ti è stata data. Ho ammazzato, Padre. Mi sono guadagnato da vivere sparando confetti in mezzo agli occhi alla gente, affogandola, avvelenandola, buttandola giù da un ponte. Non ho fatto nient’altro, Padre. Un cazzo di niente d’altro. Allora accetti quest’ultimo lavoro, l’ultimo davvero, a Bangkok, budello della Thailandia. Devi farne secchi quattro e poi tutti a casa, cellulare staccato e chi si è visto s’è visto, scordiamoci il passato, paisà.

Però, come spesso accade, il Diavolo quel giorno non aveva niente di meglio da fare che rompere i maroni proprio a te che te ne stavi buono buono a farti gli affaracci tuoi. E infrangi la prima regola: ti fai delle domande, ti chiedi chi siano i cattivi e quali possano essere gli effetti del tuo lavoro. La seconda la deroghi: di solito fai secchi i tuoi galoppini, questa volta, non sai perché, ti affezioni a ‘sto Kong, noto ladro di galline. La terza non puoi fare altro che rispettarla parola per parola, se sei il migliore non puoi disimparare a esserlo, però gli anni cominciano a sentirsi e qualche sbavatura sei costretto a lasciarla passare. La quarta, beh, se non avessi alcun legame sarebbe facile rispettarla. Maledetti affetti. Maledetto amore. Maledetta amicizia.

Bangkok Dangerous, diretto dai fratelli Pang e con Nicolas Cage star indiscussa, è un remake dell’omonimo film diretto oltre dieci anni fa dagli stessi fratelli. Insomma, un remake di se stessi. Se il precedente lavoro si inseriva in una narrazione e in una tecnica di regia più marcatamente orientale, il nuovo prodotto strizza l’occhio a Hollywood e al pubblico occidentale. La presenza di Cage nelle vesti di protagonista non è un caso. La città di Bangkok viene vista con i nostri occhi da turista: ci si strozza, a cena, per l’abbondante peperoncino utilizzato nella cucina thailandese e si guarda con espressione alla Alberto Angela il tempio in cui i locali vanno a pregare. Manca solo la Kodak al collo e siamo a posto.

Seppur non mostrando alcun segno di originalità essendo vittima di una infinità di clichè – il killer fenomeno, la fine carriera, i ripensamenti, l’amore e l’amicizia, il voltafaccia finale –, Bangkok Dangerous tira che è un piacere e, nonostante i ritmi piuttosto lenti e compassati, fatte salve alcune scene di action pura, non risulta mai noioso. Nicolas Cage si trova particolarmente a suo agio in un ruolo non particolarmente impegnativo, in cui non gli è richiesto alcun “surplus” fisico o emozionale potendo, diversamente, fare completo affidamento alla sua lunghissima esperienza e capacità attoriale di maniera. Se non pare adeguato a rivestire personaggi infinitamente più complessi quali il poliziotto de Il cattivo tenente, in ruoli come quello di Joe ci sono pochi professionisti in grado di affrontare il lavoro meglio di lui.

In questo clima di generale “già visto”, l’unica incertezza si presenta nel finale con due possibile soluzioni: quella tragica o quella maggiormente consolatoria. I fratelli Pang le hanno girate entrambe, nei contenuti speciali si può vedere quella scartata. Optando per una piuttosto che per l’altra, i registi calcano l’accento su una nota maggiormente noir del film, anche se la doppia ipotesi di finale dimostra quanto, probabilmente, la scelta sia stata sofferta, oscillando tra una soluzione più occidentale contrapposta a una più orientale. A ognuno i suoi gusti. Come in gelateria.

Di seguito il trailer de Bangkok Dangerous – Il codice dell’assassino dei fratelli Pang:

Ti è piaciuto questo post e hai un profilo Facebook? CLICCA QUI per diventare fan di Pegasus Descending e non perderti nessun aggiornamento!

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: