Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Robin Hood di Ridley Scott e faccione di Russell Crowe

Robin Hood

Non so voi, ma io non riesco proprio a non pensare a Robin Hood come ad una volpe che lo mette in culo al leone Re Giovanni Senzaterra. Walt Disney ha lasciato il segno nella mia immaginazione e nonostante recenti studi sembrino dimostrare come il ladro di Sherwood più che uno che rubava ai ricchi per dare ai poveri fosse, invece, uno che sì rubava ai ricchi, ma per prestare ai poveri a tassi d’usura, il ladro gentiluomo rimane una delle mie figure preferite. E non saranno mille e uno accuratissimi e attendibilissimi studi a incrinare questa mia malcelata passione. Al diavolo la Storia, le fonti e l’attendibilità. Pazienza.

Se anche voi condividete la passione per questo personaggio e contestualmente quella per il gran bel cinema d’azione, il prossimo Robin Hood firmato da Ridley Scott e con il faccione di Russell Crowe – che inizialmente era stato scritturato per vestire i larghi panni di quel cagnolone dello sceriffo di Nottingham – farà sicuramente al caso vostro. Ne avevo già parlato a suo tempo quando segnalai i migliori film, almeno sulla carta, del prossimo venturo 2010. Colgo quindi l’occasione per segnalarvi l’uscita, sembrerebbe definitiva, del trailer italiano del film che vede anche la bravissima Cate Blanchette (strepitosa nel doppio Elizabeth) nel cast. La pellicola si presenta già fin dalle prime immagini come una fritto misto tra Il Gladiatore e Braveheart, con l’epicità delle battaglie e dell’azione del primo e il contenuto indipendentista e libertario del secondo. Non è un caso, infatti, che il motto con cui si conclude il trailer e che presumo essere già un predestinato, una di quelle frasi destinate a rimanere indelebili nella storia del cinema – avete presente il “francamente me ne infischio”? – è l’emblematico “Ribellarsi e ribellarsi ancora finché gli agnelli diventeranno leoni”. Una frase che sarebbe stata benissimo in bocca al William Wallace di Mel Gibson, non vi pare? Quando il cinema diventa epica. E in barba agli intellettualoni che diranno che questo non va, quest’altro non è attinente all’epoca storica, quell’altro ancora è inutile o sbagliato.

Qui sotto il trailer del Robin Hood di Ridley Scott caricato su Youtube da silenzioinsala.com, che ringrazio sentitamente:

Rimanendo in ambito cinema una notizia che mi ha fatto sobbalzare sulla sedia mentre la leggevo sullo schermo del mio computer. Scandagliando la rete in cerca di materiale per questa rubrica, “Il brusio della rete”, mi imbatto in questa news riportata da Il Giornale: secondo un sondaggio del mensile Focus fatto attraverso il suo sito internet Stanley Kubrick è risultato essere il miglior regista, secondo le votazioni, della storia del cinema. Scelta opinabile, ma non tale da indurmi al summenzionato sobbalzo. Andiamo un po’ a vedere chi erano i candidati in gara, mi dico, tanto per curiosare. Scorro lista dei grandi nomi, ci sono tanti grandi e alcuni sopravvalutati. È il limite di ogni scelta arbitraria, non può contenere tutto. Però cazzo, in una lista dei migliori registi della storia del cinema che voglia definirsi tale come minchia si fa a lasciare fuori uno come CLINT EASTWOOD? Magari non lo voti, e va bene – più o meno – però lo includi, lo segnali. Gentilmente, mi si può spiegare con che criterio si giudichi un regista “grande” o meno? A mio avviso uno che sa raccontare delle storie, altrimenti a che serve il cinema? Solo a infarcire due ore e mezza di pupazzoni blu? Chi ha parlato di eutanasia? Clint Eastwood. Chi ha parlato della guerra dando ad ambo le parti la medesima dignità di raccontare la propria parte di Storia? Clint Eastwood. Chi ha parlato di un’America che cambia e della necessità, noi, di cambiare di fronte al cambiamento? Clint Eastwood. Chi ha girato uno dei più bei noir della storia del cinema? Clint Eastwood. Chi ha scritto l’epitaffio su un genere storico come il western? Clint Eastwood. Però non solo non è un grande, ma non merita neanche di essere inserito in una fottuta listarella sul web che si propone di individuarlo. Ma io sono un uomo di parte. Sempre stato.

Un paio di notizie flash per concludere: su La Repubblica un interessante articolo firmato da Angelo Aquaro su alcune lettere inedite di J.D. Salinger. Chissà che un po’ di chiarezza non venga fatta su uno degli scrittori più enigmatici della storia della letteratura. Comunque, personalmente mi destano una grandissima curiosità. Ficcanaso. Su Il Messaggero, invece, un pezzo di Francesco Fantasia in cui parla della scrittrice Mary Higgins Clark. Sul blog i Corpi Freddi, infine, una bella recensione firmata da Cristing del libro di Nikolaj Frobenius Vi mostrerò la paura, opera su quel geniaccio di Edgar Allan Poe.

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