Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Son of Sam

Son of Sam

Per la rubrica “Serata Blockbuster” di questa settimana la recensione di:

SON OF SAM
di Ulli Lommel
con Yogi Joshi, Elissa Dowling, Jamie Bernadette

Vi devo avvertire: questa è una recensione basata sulla visione di soli venti minuti circa del film in oggetto. Poi non sono riuscito ad andare avanti, ero sconvolto dal timore di perdere un’altra serata davanti ad un film brutto. Dannatamente brutto. Dopo i primi venti minuti la pellicola diventerà sicuramente un’opera da premio Oscar, altro che The Hurt Locker, e chissà, quindi, che mi sono perso.

Tra il 1976 e il 1977 New York è sconvolta da una serie di inspiegabili delitti. È evidentemente frutto dell’azione di un nuovo serial killer. Dopo le iniziali, inutili, ricerche da parte della polizia gli investigatori riescono ad incriminare David Berkowitz, un giovane schizofrenico da poco aderente ad una setta satanica e solito disquisire con il cane del vicino posseduto nientepopodimenoche da Satana in persona. Sam, per gli amici.

Ora, uno legge la sintesi sul retro della copertina – la quarta, diremmo, se fosse un libro – e crede di prendere un prodotto che tratti in primo luogo i fatti di quegli anni, gli assassinii, le indagini, gli errori, la cattura del colpevole. Insomma, che si faccia un minimo di storia, un poco di cronaca così come aveva fatto già nel 1999, utilizzando la medesima storia, Spike Lee con il suo S.O.S. Summer of Sam – Panico a New York. E invece il buon Ulli Lommel, regista di questo Son of Sam, che fa? Ci trascina – o tenta di farlo – nella mente tormentata dell’assassino Berkowitz cercando di inseguire le voci che lo spingono all’omicidio mediante una regia che oscilla tra l’amatorialità da 8mm del genere “mia nonna al mare” o “la zia Pina fa la torta a Natale” e uno stile di ripresa schizofrenico tanto quanto il protagonista del film, con inquadrature dei piedi o dei peli del naso dell’attore che interpreta David attraverso primi piani assurdi che prendono mezza faccia condividendo lo schermo con il Sole al tramonto alle sue spalle o un ponte sullo sfondo.

Come dicevo in apertura di recensione, ho retto venti minuti, non di più, perché quando Lommel ha tirato fuori le scene di una sorta di messa satanica a descrivere l’iniziazione di Berkowitz al Male ha realmente passato il segno della pacchianeria.

Sono solito finire le cose che inizio a leggere o vedere, anche se non mi piacciono o non mi convincono del tutto, nella speranza che l’autore del libro o del film riesca a tirare fuori dal cappello il famoso coniglio in grado di dare un senso al suo lavoro e di lasciare qualcosa nei suoi fruitori. Ma questa volta proprio non ce l’ho fatta. Ho mollato. Gettato la spugna. Così come fece Pennac con i diritti dei lettori, allo stesso modo mi appello alla Convenzione Internazionale dei Diritti dello Spettatore (CIDS) di piantare lì un film orribile e che invece di fare quello che dovrebbe fare un film – non so, divertire, informare, appassionare, riflettere – ci spacca solo le palle e ci fa incazzare per la sua bruttezza. Chi mi ridarà indietro il tempo speso a guardare un film talmente scadente?

E poi questa cosa che i registi indipendenti debbano sempre fare gli intellettualoni della macchina da presa. Basta, per favore. Basta. Prendetevi la filmografia di Clint Eastwood e imparate a girare un film che, detto in altre parole, significa imparare a raccontare una storia mediante un mezzo, uno strumento qual è il cinema. Ripartite dalle basi e smettetela di volerci dimostrare quanto siete bravi, tecnicamente preparati e intelligenti. Altrimenti i film fateli vedere solo alle vostre mamme e alle vostre zie zitelle. Diversamente molto meglio piantarla lì col cinema e gettarsi sulle varie Iene, Qui Studio a Voi Stadio o Barcellona-Stoccarda. Quattro a zero per il Barça e doppietta di Leo Messi. Il genio ieri era allo stadio Bernabeu, non nella cinepresa di Ulli Lommel. Quattro pere e tutti a nanna.

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4 pensieri su “Son of Sam

  1. g4 in ha detto:

    Diavolo ! Mi hai salvato da questo film, lo stavo per vedere, erano passati già 10 secondi (primo piano dei peli del naso e voce stroboscopica da due soldi) e poi ho letto la tua recensione pescata a caso dal web ! GRAZIE, DAVVERO GRAZIE, per sdebitarmi ti salvo nei preferiti e ti leggerò di tanto in tanto, ma questo perchè sai scrivere, non tanto per avermi salvato! Ciao :>

    • Ehi g4, grazie e benvenuto! Sono contento che i miei venti minuti di martirio siano serviti a salvare la serata di qualcun altro, bisognerebbe vietare di mettere in commercio film così brutti! Grazie anche per il salvataggio nei preferiti, se ti può fare piacere puoi anche iscriverti e ricevere via mail gli aggiornamenti – uno al giorno – oppure se hai un account Facebook diventare fan!

      Ad ogni modo grazie e non essere avaro di commenti! Alla prossima!

      Andrea

  2. g4 in ha detto:

    Infatti mi sono iscritto, è un pò che cercavo un blog di critica indipendente per il cinema e mi sa che ci siamo !! Purtroppo non ho faccialibro ma sono già tuo fan ! A presto ! :>

    ema

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