Pegasus Descending

Pulp, thriller, hard boiled, noir

Editori a pagamento e pompe funebri. Trovate le differenze.

Esordienti da spennare di Silvia Ognibene

Voglio aprire questo ennesimo appuntamento de “Il brusio della rete” con una riflessione disordinata su un tema cruciale per chiunque voglia impegnarsi, in veste di scribacchino, nel magico mondo delle lettere: le case editrici a pagamento.

La questione è stata sollevata da Loredana Lipperini sul suo blog Lipperatura e ripreso, poi, anche da L’Angolo Nero di Alessandra Buccheri. La mia personale critica a questo tipo particolare di editoria è piuttosto severa perché, come hanno rilevato anche le due autorevoli blogger citate sopra, gran parte delle opere che vengono pubblicate tramite questo canale hanno delle macroscopiche imperfezioni e dei difetti capitali che non giustificano in alcun modo il loro vedere la luce editoriale. E infatti sono opere spesso scartate da quelle case editrice notevolmente più serie che non chiedono contributi pecuniari o in termini di minimo quantitativo di copie acquistate dall’autore e si prendono l’onere di scartare o di investire. Non è probabilmente un caso che i libri editi con case editrici a pagamento – o, come dicono loro in burocratese truffaldino, chiedono una compartecipazione dell’autore al rischio editoriale – abbiano poi una scarsissima diffusione commerciale e che se qualche copia vogliono venderla sono gli scrittori stessi a dover farsi un mazzo tanto spedendo copie recensione a destra e a sinistra o girando come una trottola tutti i peggior bar della penisola e i centri culturali di paesini in culo ai lupi. E la distribuzione e la visibilità di un libro in libreria è cruciale, imprescindibile per le sorti del libro stesso. Senza contare che molte di queste case editrici non fanno un neppur minimo lavoro di editing e di correzione bozze, come ho anche rilevato in alcune recensioni pubblicate su Pegasus Descending, condannando inevitabilmente il libro ad essere un prodotto di bassa qualità e, a volte, al limite della impossibilità di lettura.

Il problema è analogo, in termini lati, a quello delle pompe funebri: il lucrare sui sentimenti – da una parte le speranze dall’altra il dolore – delle persone. Morti e aspiranti lettori garantiscono una domanda inesauribile fomentando il sorgere, conseguentemente, di imprese che in questo ambiente ci sguazzano come piranha affamati, facendo corrispondere alla domanda un’offerta. Vuoi fare lo scrittore? Ma certo, che problema c’è? Duemila euro e passa la paura. Poi sono cazzi tuoi, perché il mercato editoriale è quello che è, cioè, appunto, un mercato, e nessuno fa sconti. Soprattutto se quello che hai da proporre non è neanche competitivo perché di bassa qualità stilistica, contenutistica ed editoriale.

Io non so se prenderò drastici provvedimenti come quelli della Lipperini e di Alessandra, cioè di non recensire in modo categorico le opere pubblicate per questa via così da “aterosclerotizzare” questo fenomeno attraverso la mancanza di visibilità. Ho il brutto difetto di essere abbastanza tenero e di avere delle serie difficoltà a dire di no a chi senza malizia chiede il mio aiuto o il mio parere. Però so che, probabilmente, in tale maniera non faccio il bene di questi scrittori – o sarebbe meglio dire aspiranti tali – perpetuando un sistema intrinsecamente sbagliato e furbetto, anche se a volte pure tra queste opere ce ne sono alcune che meriterebbero, ad esempio il libro di Emiliano Grisostolo, “Il castello incantato”, che recensirò prossimamente. Però i miei dubbi in merito alla bontà del mio agire sono molti ed è per tale motivo che vi prego di esternare il vostro pensiero nei commenti, così da avere pareri diversi insieme ai molti altri già letti sui blog di cui sopra, valutando, inoltre, se ci sia anche lo spazio e l’opportunità di pervenire a una sorta di embargo o di accordo su questo argomento tra noi blogger.

Non vi voglio annoiare ulteriormente, quindi vi sparo di seguito una raffica di link a notizie interessanti. Su La Repubblica potete leggere una bella intervista all’autore del recente “Il carezzevole” di Massimo Lugli, autentico outsider dell’ultima edizione del Premio Strega, firmata da Silvana Mazzocchi. Il libro mi incuriosisce molto, chissà che non trovi il tempo per leggerlo e recensirlo in questo fitto mese di Marzo. Intanto potete iniziare col vederne il booktrailer.

L’articolo di Giovanna Mancini per Il Sole 24 Ore mette in luce un aspetto oscuro che ha colpito il mondo dei fumetti e, più in particolare, l’amato Spiderman. Fottuta crisi.

Infine un paio di notizie cinematografiche su ciò che vedremo prossimamente: Robert De Niro sembra aver rotto gli indugi accettando di interpretare il protagonista del thriller di Neil Burger “The Dark Fields” tratto dal romanzo di Alan Glynn. Aspettando poi che lo stesso De Niro e Michael Mann si decidano – o trovino i mezzi – per portare sul grande schermo il romanzo “L’inverno di Frankie Machine”, un altro lavoro dello scrittore Don Winslow, “Savages”, sarà adattato per il cinema nientepopodimenoche da Oliver Stone.

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15 pensieri su “Editori a pagamento e pompe funebri. Trovate le differenze.

  1. Fai bene a non essere intransigente contro gli autori finiti nelle maglie degli editori a pagamento. Anche chi ti scrive ha una storia… Pubblico su riviste gratuite e pecco, con qualche pagamento a editori, consapevole del gioco. Sono nella rete. E allora? Conosco bene il sistema delle conoscenze dirette per arrivare all’editore ‘vero’ che mercanteggia come fa un supermercato sugli sconti. Sì, il nostro paese è fatto di conoscenze e scrittori fantasma, per autori intellettualmente defunti. L’editoria non è libera e chi è arrivato, potrebbe aiutare, senza alterigia.

    • Ciao Anna e benvenuta. Grazie per averci raccontato la tua esperienza (cazzo, sono partito come se fossimo all’anonima alcolisti… 🙂 ). Il mio pensiero in merito agli editori a pagamento è molto chiaro, sono dei furbetti che spillano soldi di qua e di là a persone con tante speranze. Non è giusto e a chiunque dovesse chiedermelo sconsiglierei in maniera categorica questa via, meglio aspettare e lavorare, chissà qual è la nostra strada, forse solo Dio o chi ne fa le veci lo sa. La mia preoccupazione è quella di non penalizzare ulteriormente gli scrittori caduti nella rete, anche se poi scrivo una recensione severa perchè i difetti di queste opere sono spesso numerosi e macroscopici. Però l’oblio è un’altra cosa e se uno mi chiede un parere mi sembra giusto darglielo, anche se il lavoro critico e di correzione bozze sarebbe meglio farlo prima della pubblicazione. Un libro può non piacere – e me ne sono passati per le mani molti – ma alcuni errori e superficialità non sono ammissibili e sarebbe la casa editrice a doverli sanare. Sempre che legga il libro e lo segua invece di intascare solo il tot pattuito con l’autore.

  2. Grazie per la risposta rapida (ironia: all’anonima alcolisti anche i parenti e amici devono astenersi…per empatia). Chi ha la passione di leggere e scrivere, continua imperterrito a schiacciare tasti. Credo sempre che, la capacità vada abbinata alla fortuna degli incontri, sono la chiave per arrivare alla pubblicazione seria. Sono stata vicina a quella porta, ma gli eventi mi hanno allontanata, ora è tardi. Scrivo e collaboro per una rivista. Quando non ci sarò più, i miei eredi, cliccheranno su canc e tutto tornerà riscrivibile. Ciao

    • Dai non essere così pessimista! La fortuna è una componente fondamentale di tutto quello che faccia, in una determinata percentuale però, sulla restante possiamo agire noi con la passione e il sudore della fronte. Poi le cose vanno un po’ come devono andare!

  3. Walt in ha detto:

    Non avevo mai riflettuto sul fenomeno di cui parlate, anche se sapevo della sua esistenza. E pensare che ogni volta che entro alla Mondadori o alla Feltrinelli mi stupisco della quantità di libracci, stronzate e spreco di cellulosa che si trova sugli scaffali. Sono convinto che un buon 95% dei libri in commercio (in paricolare quelli scritti in Italia da italiani) siano assolutamente inutili e privi di qualsiasi valore e che una delle misure necessarie per un’ecologia dello spirito, oltre che dell’ambiente, sarebbe quella di impedire la pubblicazione di tutta questa robaccia. Quindi oltre agli ignobili editori conosciuti ne esisterebbero addirittura di peggiori! Mio Dio, davvero non c’è fine al peggio!

    • La notizia buona è che gran parte dei libri editi a pagamento non arriva alla Mondadori o alla Feltrinelli, così come in una qualsiasi libreria, perchè fanno una distribuzione di merda. Tu pensa a cosa trovi sugli scaffali della libreria che frequenti e immagina che già loro ti salvano da una infinità di titoli ancora peggiori, anche se a volte qualche eccezione c’è. Però una rondine non fa primavera. L’unica è seguire i blog e chi cerca di scrivere in modo sincero! (Quest’ultima frase era uno spot a favore dei blogger ndr) 🙂

  4. Walt in ha detto:

    D’accordo! La mia vita è cambiata … da quando ho scoperto il blog Pegasus D 😉

  5. Salve, ti ringrazio per avermi citato nel post. Spero che almeno il romanzo possa valere l’attesa che hai creato. In me sicuramente l’hai creata, ma non pretendo che debba essere una recensione buona, puoi tranquillamente stroncarmi se è il caso di farlo. Tutto questo discorso di non recensire scrittori, come il sottoscritto, a pagamento, mi fa pensare che forse bisogna mettersi dalla parte dello scrittore. Voi blogger siete gentilissimi nell’offrirvi a recensire romanzi di autori conosciuti e soprattutto di autori, come me, sconosciuti. Ho ricevuto nel mio caso molte recensioni positive, molte interviste positive… da Giuseppe Iannozzi, a il sole 24 ore, corpi freddi, e molti molti altri… eppure sono un autore che ha dovuto pagare, ben 5 volte, per poter finalmente arrivare al pubblico, perché per un motivo o per l’altro i miei lavori non erano adatti etc… però chi lo ha letto e recensito è sempre rimasto colpito dal mio stile e soprattutto dalla storia noir controcorrente che ho voluto sviluppare, accusando quel marciume che nessuno denuncia. Questo dovrebbe fare un buon libro, non che il mio lo sia, ma ci sto provando, in tutti i sensi, a uscire alla luce con un editore di grosso calibro… ma aspetto ancora… intanto lavoro come operaio, scrivo di notte… e prego che qualcuno mi legga.
    Grazie alle vostre recensioni, positive o no che siano, sicuramente qualcuno si incuriosisce, sicuramente qualcuno lo ordina se non lo trova in libreria, e forse un giorno… un editor che ha ancora voglia di cercare tra i piccoli editori qualcuno da far crescere… lo trovo.
    Condivido il vostro punto di vista contro gli editori a pagamento, ma spesso tra questi ci sono anche autori che come me cercano di emergere perché chi è arrivato non gli da una mano, e in questo ambiente, ahimè, ho notato che non ci sono altri Santi che avere conoscenze… o molta molta fortuna, un po’ come giocare al superenalotto, e quindi alla fine ti arrendi ed esci con editori piccoli che ti chiedono soldi… tanti… ma che alle volte come nel mio caso lavorano bene con l’autore. Ho conosciuto diversi autori famosi che non mi hanno mai aiutato, altrimenti dovrebbero farlo con tutti… dicono… Io di gavetta ne ho fatta molta, sono convinto e conscio delle mie possibilità e dei miei limiti, ma un professionista può solo migliorarsi perché hanno creduto in lui e lo aiutano in questo senso, un autore come me può solo fare mille sacrifici sperando di avere un lieto fine un giorno. Ho letto anch’io molti lavori di editori piccoli, a pagamento, scarsi, e molti altri ottimi che meriterebbero recensioni e passaggi in tutti i blog e giornali come quelli pubblicati da Mondadori etc… Voi blogger siete il nostro ultimo appiglio, l’ultimo appello verso il lettore, senza di voi non saremmo nulla.
    Grazie, in attesa della recensione, rivolgo a tutti un caro saluto.
    Emiliano

    • Beh Emiliano, i miei dubbi in merito a recensire o meno libri di editori a pagamento derivano in gran parte dal tuo libro, che mi è piaciuto, a differenza di altre opere con macroscopici difetti tanto da renderle, a volte e a mio avviso, impubblicabili. Però pagando anche loro hanno trovato il loro spazio. Certamente il mondo dell’editoria è un mondo duro e spietato, io ho iniziato scrivendo per un settimanale locale una intera pagina, a volte due, sul mio paesello sperduto tra le montagne dell’Ossola. Gratis. Ma mi è servito anche quello, perchè è stata una durissima palestra in cui ho imparato tante cose e ho sicuramente migliorato il mio stile, il mio modo di impostare un articolo etc., grazie, soprattutto, agli incontri con persone più esperte di me che mi hanno dato consigli e mosso critiche. La stessa cosa credo debba avvenire per chi scrive narrativa: il lavoro di critica e quasi di editing che spesso viene fatto da noi blogger dovrebbe invece essere fatto dagli editori e da chi si fa pagare per fare quel mestiere. Diversamente arrivano in libreria e a casa opere scarse. La mia preoccupazione in merito agli editori a pagamento non riguarda loro, che come ho detto non tollero, ma lo scrittore, che non voglio che venga ulteriormente penalizato e frustrato nelle sue speranze. Ciò non toglio che, personalmente, scrivo sempre e solo quello che penso e quello che la mia esperienza di lettore mi porta a pensare e scrivere, cercando di sottolineare i pregi e individuare i difetti o i punti deboli. Come credo di avere fatto anche con il tuo libro, la cui recensione uscirà domani mattina. Buona o brutta che ti paia prendila per quella che è: il commento di un lettore. E basta.

  6. Grazie per la gentilissima risposta. Non voglio in nessun caso alzare polemiche, si tratta di una chiacchierata in amicizia e rispetto i punti di vista di tutti.
    Nel mio caso ho iniziato con editori che non hanno curato nulla dei miei due lavori, poi quando sono giunto all’attuale editore, si sono accorti che avevo dei limiti ma che vi era sotto la patina di ruggine (dovuta al fatto che da operaio non puoi scrivere sempre come un professionista e quindi migliorarti, controllare e ricontrollare…) qualcosa di più. Li ringrazio per i loro consigli, e nello stesso tempo anch’io sono migliorato, me ne sono accorto da solo.
    Un famoso autore che fa anche l’editor per un grosso gruppo editoriale, un giorno mi ha scritto dicendomi che aveva letto un mio romanzo trovandolo molto buono, potenzialmente commerciabile, la storia parlava di un condannato a morte… ma aveva degli errori, lo so, e nonostante tutto non poteva avvallare la pubblicazione…(gli errori si mettono a posto…!) ma quel romanzo ha ricevuto ottime critiche, recensioni, le trovi on line, e poteva avere un futuro e un destino diverso… è invece uscito con il mio attuale editore e ha avuto la vita che ha trovato…
    http://www.intercom-sf.com/modules.php?name=News&file=article&sid=196
    Dico solo che chi è arrivato deve aiutare noi piccoli ad emergere, io nel mio personale blog che potete facilmente trovare digitando il mio nome, offro spazio a tutti, soprattutto a chi come me ha necessità di spazio on line per farsi conoscere.
    Anch’io ho collaborato con giornali on line con brevi articoli, pubblicato racconti, spesso senza rivederli per mancanza di tempo… come detto faccio i salti mortali per scrivere, per esempio tra 30 minuti devo essere sul posto di lavoro… come tutti, ma trovo pure il tempo per scrivere e rivedere i miei lavori. Questo è molto stressante, ma bisogna essere precisi se si vogliono avere dei risultati, e io so che posso ottenerli, ma io come molti altri, abbiamo bisogno della controparte che ci dia una possibilità.
    Attenderò la recensione, bella o brutta, non ha importanza, se mi avrai stroncato, spero di no, vorrà dire che dovrò migliorare, e cercherò di farlo, altrimenti che ciò che ho detto vale per me e probabilmente per molti altri che come me non trovano altri sbocchi che pubblicare a pagamento.
    Grazie, un caro saluto, Emiliano

    • Certamente le difficoltà sono molte e solo pochi hanno l’onore, e l’onere, di poter vivere di quello che scrivono. Non è facile ma non bisogna mollare. Poi le cose vanno anche un po’ come devono andare, ci vuole un pizzico di fatalismo. Comunque ho pubblicato la recensione de “Il castello incantato”, la trovi sul blog.

  7. Ti tengo d’occhio 😉

  8. Pingback: Tenetevi l’iPad « Pegasus Descending

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